Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza

Adoro la farina di ceci! La utilizzo nelle sfiziosità salate come farinate, frittelle, nell’impasto del pane, per le crespelle senza glutine e soprattutto nelle torte salate. Questa che vi propongo oggi, non è una ricetta primaverile, ma si presta alla settimana uggiosa che mi aspetta e soprattutto è un valido pretesto svuota frigo. La frolla salata friabilissima è una valida alternativa alle paste sfoglie e brisée confezionate in quanto è veloce, facile da preparare e molto digeribile.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 1

Quiche alla farina di ceci
con funghi, porri e scamorza

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta brisée alla farina di ceci: 75 g di farina bianca di farro, 75 g di farina di ceci, 75 g di burro freddo, 2 – 4 cucchiai d’acqua fredda, sale fino.

Per il ripieno: 250 g di funghi champignon mondati, mezzo porro, 100 g di scamorza grattugiata, 2 uova, 50 ml di panna fresca, 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, olio extravergine d’oliva q.b, qualche rametto di timo fresco, sale e pepe.

Per questa quiche ho utilizzato uno stampo da 20 – 22 cm di larghezza per ottenere una torta salata alta. Lo stampo da crostata più basso da 24 cm andrà comunque bene.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 3

Procedimento

Preparate la pasta brisée servendovi di un robot da cucina: versate la farina di farro, la farina di ceci, il sale e il burro freddo a cubetti. Azionate il tutto e frullate. Aggiungete un cucchiaio d’acqua alla volta fino ad ottenere una palla d’impasto. Avvolgete la pasta brisè nella pellicola per alimenti e riponetela a riposare in frigorifero per 30 minuti.

Nel frattempo affettate il porro e tagliate in 4 i funghi mondati e lavati. Soffriggete il tutto in padella per 15 minuti assieme a 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Fate quindi intiepidire.

Sbattete le uova assieme alla panna e ai formaggi grattugiati. Regolate di sale e pepe. Aggiungete quindi i funghi e i porri cotti in padella e mescolate il tutto.

Estraete la pasta brisée dal frigorifero. Scaldate il forno a 180°C in modalità ventilato.

Infarinate leggermente il piano di lavoro e stendete la pasta con un mattarello fino a raggiungere uno spessore di mezzo centimetro. Rivestite uno stampo da 20 – 22 cm e riempite il guscio di pasta con il ripieno appena preparato. Spolverate con timo fresco e infornate. Cuocete la quiche per almeno 40 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno e fatela riposare per almeno 10 minuti prima di servirla.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 5

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Spaghetti di riso alla carbonara di carciofi (senza glutine)

La primavera è alle porte ed è tempo di primizie! Se dal verduriere di fiducia troverete freschi carciofi romani non fatevi scappare questa deliziosa carbonara con un tocco vegetale.

La carbonara di carciofi è un primo piatto tradizionale cucina italianagustoso e rustico. Si tratta di una semplice pasta alla carbonara a cui vengono aggiunti dei carciofi saltati in padella. Preparate questo piatto se volete un primo sostanzioso, soprattutto in primavera quando è facile trovare in commercio carciofi novelli, teneri e saporiti. Il formato di pasta utilizzato può variare a seconda dei gusti, ma il più consigliato sono gli spaghetti di riso semigreggio trafilati in bronzo di Piaceri Mediterranei. Utilizzate tuorli d’uova fresche preferibilmente allevate a terra. La pasta alla carbonara è un piatto proveniente dal Lazio, conosciuto in tutto il mondo, che si prepara con pochissimi ingredienti, facile e veloce da realizzare.

Carbonara ai carciofi senza glutine 2

Spaghetti di riso
alla carbonara di carciofi

Ingredienti per 4 persone

300 g di spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei, 4 carciofi grandi o 8 cuori di carciofo già mondati, 1 spicchio d’aglio, 75 g di guanciale, 4 tuorli d’uovo, 50 g di pecorino grattugiato, timo fresco per guarnire, sale e pepe, olio extravergine d’oliva q.b.

La preparazione di questa pasta fa uno strappo alla regola: gli spaghetti di riso semigreggio tendono ad attaccarsi tra di loro per la presenza di amido. Preservando un mestolo di acqua di cottura della pasta, unendolo in mantecatura in pentola, otterrete un risultato cremoso ottimale.

Carbonara ai carciofi (1)

Procedimento

Mondate i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, quindi affettateli finemente. Tritate l’aglio e soffriggetelo per un paio di minuti assieme a 3 cucchiai d’olio d’oliva. Aggiungete i carciofi, il guanciale, poco sale e pepe. Cuocete il tutto a fuoco dolce per 8 – 10 minuti.

Nel frattempo lessate gli spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei in abbondante acqua bollente salata. Cuoceteli per 10 -12 minuti, poi scolateli preservando un mestolo d’acqua di cottura.

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Versateli nella padella assieme al guanciale e ai carciofi, unite i tuorli sbattuti e mescolate velocemente il tutto lontano dal fuoco aggiungendo, poca acqua di cottura, se serve, per ottenere una salsa cremosa. A questo punto, unite il pecorino grattugiato e impiattate.

preparazione carbonara-carciofi-senza-glutine 2

Guarnite ogni piatto con qualche fogliolina di timo fresco e un’abbondante macinata di pepe nero.

Carbonara ai carciofi 3

La torta pasqualina

La Pasqua e la Primavera sono alle porte. I prati si stanno già tingendo di un verde brillante e nelle radure incominciano a spuntare i primi crocus. È tempo di scampagnate all’aria aperta e di torte, focacce e frittate gustate seduti comodamente su una coperta sull’erba.

Ecco allora che è il momento giusto per preparare la torta pasqualina, secondo la ricetta tradizionale ligure, a base di bietine, spinaci con il mio tocco personale (l’aggiunta del porro) per rendere il tutto più goloso e saporito. La ricotta la conoscete bene, è quella della Fattoria Zoff e le uova sono rigorosamente fresche e di galline felici, comprate pochi giorni fa dal contadino qua vicino.

torta pasqualina 1

La torta pasqualina

Ingredienti per uno stampo da 24 cm

500 g di un mix tra bietina e spinaci, 200 g di ricotta di mucca ben sgocciolata possibilmente BIO,  40 g di parmigiano reggiano grattugiato, 40 g di pecorino grattugiato, mezzo porro, 6 uova, 2 rotoli di pasta sfoglia già pronta, olio extravergine di oliva q.b, sale e pepe.

Per personalizzare il ripieno, potete aggiungere dello speck oppure sostituire le bietine e gli spinaci con carciofi spadellati o verdure di stagione a vostro piacimento come zucchine o asparagi.

torta pasqualina 3

Procedimento

Lavate e sbollentate la bietina e gli spinaci per 10 minuti in acqua leggermente salata. Scolate il tutto, lasciate intiepidire le verdure e strizzatele molto bene. Affettate finemente il porro e soffriggetelo a fuoco basso con poco olio d’oliva fino a quando non sarà diventato tenero. Poi fatelo raffreddare.

Preparate il ripieno della torta pasqualina amalgamando bene la ricotta con 1 uovo, le verdure tritate al coltello, il porro,  il parmigiano e il pecorino grattugiati. Lavorate bene il tutto aggiungendo poco sale e pepe.

Prendete uno stampo tondo da 24 cm di diametro non troppo basso, e foderatelo con la carta forno e il primo rotolo di pasta sfoglia. Riempitelo quindi con il ripieno preparato precedentemente. Aiutandovi con un cucchiaio, formate 4 piccole fossette nel ripieno e sgusciate in ciascun incavo un uovo intero in modo che, durante la cottura, diventi sodo. Chiudete la torta con il secondo disco di pasta sfoglia e ripiegate il bordo del disco della base all’interno sigillandolo delicatamente.

Spennellate la superficie con l’ultimo uovo sbattuto e foratela con la punta di una forchetta. Infornate la torta Pasqualina a forno caldo a  180 °C e cuocetela per circa 40 minuti. Una volta pronta, estraetela dal forno e fatela raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di servirla a fette.

Ricetta pubblicata per la rivista “q.b Quanto Basta in Cucina”,  Marzo 2018.

Quiche alla trota affumicata e cipolla rossa

Sono tornata 10 giorni fa dall’Australia con un bagaglio pieno di ricordi ed emozioni. Vi parlerò di alcune mie esperienze e nuove ricette d’oltreoceano durante l’anno ma oggi vi vorrei proporre una quiche veloce e deliziosa, ideale da preparare tutto l’anno. L’ho preparata con la friulanissima trota affumicata accompagnata dalla dolcezza della cipolla rossa.

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Quiche alla trota affumicata e cipolla rossa

Ingredienti per 4 persone

1 rotolo di pasta briseè, 5 uova, 65 ml di panna fresca, 2 cipolle rosse grandi, 40 g di burro, 2 cucchiai di salsa balsamica Asperum invecchiato 5 anni, 200 g di trota affumicata, 1 cucchiaio di parmigiano reggiano, un cucchiaio di prezzemolo tritato, una grattatina di noce moscata, valeriana per servire, sale e pepe.

In sostituzione alla trota affumicata, potete utilizzare del tonno o del salmone fresco o affumicato.

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Procedimento

Affettate finemente le cipolle e fatele appassire in padella assieme al burro, sale e un pizzico di pepe. Cuocetele a fiamma bassa in modo da ammorbidirle. Se necessario, aggiungete una tazzina d’acqua per favorire la cottura. Una volta ammorbidite, sfumatele con la salsa balsamica (o con l’aceto balsamico), fate evaporare e spegnete il fuoco. Fatele raffreddare.

Tenete da parte 50 g di trota. Riducete a fettine la restante parte e versatela in una ciotola capiente. Sgusciate le uova e unitele alla trota assieme alla panna, al prezzemolo tritato, alla cipolla stufata. Unite il parmigiano reggiano grattugiato, sale, pepe, una grattatina di noce moscata e mescolate bene il tutto con una forchetta.

Scaldate il forno a 180° C in modalità ventilato.

Srotolate la pasta briseè e rivestite una teglia da 24 cm di diametro. Bucherellate leggermente il fondo con una forchetta e versate il ripieno appena preparato. Infornate a forno caldo la quiche e cuocetela per 45 – 50 minuti. Una volta cotta, estraetela dal forno e fatela intiepidire. Servitela guarnendola con la trota tenuta precedentemente da parte e con qualche fogliolina di valeriana fresca.

Pane frattau, una gustosa ricetta dalla Sardegna

Il pane frattau è un piatto sardo, proveniente dalla Barbagia, a base di sfoglie di pane carasau ammorbidite nel brodo, farcite con pomodoro, pecorino grattugiato e sormontate da uova in camicia. Un piatto semplice ma da leccarsi i baffi!

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Questo piatto povero porta con se numerose leggende e varianti sulla sua origine. Partendo dai racconti del Maestro Martino da Como, si deduce che era molto diffuso cibarsi di pietanze a base di pane inzuppato nel brodo con condito con uova e formaggi (naturalmente in bianco… la scoperta dell’America era ben lontana!). “Frattau” in alcuni casi, potrebbe derivare dalla parola fretta, ovvero fatto in fretta: qui si rimanda a una leggenda che narra un piatto preparato alla svelta per il re Umberto II in visita in Sardegna. Un’altra supposizione è la nascita del pane frattau durante Seconda Guerra Mondiale per la scarsità di cibo; in questo caso “frattau” potrebbe indicare a piccoli pezzi per descrivere il pane spezzato.

Come tutti i piatti della tradizione regionale, le varianti nella preparazione sono numerose: il brodo può esser preparato con carni miste, compresa la carne di pecora oppure il pane può venir ammorbidito con un delicato brodo vegetale o solamente acqua. La salsa, se preparata con pomodori raccolti durante la stagione calda, può esser al naturale, condita con un pizzico di sale e olio, oppure, come piace a me, fatta insaporite con uno spicchio d’aglio e peperoncino. Se non siete abituati a preparare l’uovo in camicia, e non vi sentite sicuri, non preoccupatevi: un classico uovo all’occhio di bue è comunque buonissimo in questo piatto unico!

pane frattau 2

Ricetta semplice, ma con le giuste dosi! In collaborazione con Ricette della Nonna, potete trovare le istruzioni cliccando {qui}

Frittatine di patate e carote al forno

La frittata è il mio pass-par-tout. Un’omlette a colazione durante il weekend, una frittata a pranzo con quello che c’è nel frigo o una frittata salva cena non guasta mai! L’importate è avere la giusta scorta di uova fresche e rigorosamente di galline felici.

frittatine di patate e carote al forno 1

Le frittate più buone mai mangiate le ho assaggiate in Spagna, rigorosamente a base di patate e cipolla, come la tradizione culinaria delle tortillas insegna. A colazione, come farcitura di una baguette o nell’aperitivo serale, gli spagnoli non rinunciano a questa pietanza tanto semplice quanto gustosa!  Pensate che nel 1535 fu preparata presso la certosa di Padula (in provincia di Salerno) una frittata con ben mille uova in onore di Carlo V di Spagna che sostò presso la certosa con il suo esercito di ritorno vittorioso dalla battaglia di Tunisi. Anche la storia ci testimonia quanto gli spagnoli ne fossero ghiotti e questo evento, citato nel film C’era una volta… di Francesco Rosi con Sophia Loren e Omar Sharif, viene ancora oggi celebrato ogni anno il 10 agosto. Invece a Colli a Volturno, un piccolo paese nella provincia di Isernia, ogni anno nel giorno di Pasqua si rinnova una storica tradizione: ogni famiglia cucina una frittata contenente dalle 100 alle 500 uova, alle quali si aggiungono vari prodotti locali come salsiccia, prosciutto, formaggio e quant’altro!

La mia ricetta invece è tutt’altro che da record: è una sorta di antipastino, finger food, un secondo leggero o un piattino da brunch da mangiare in pochi bocconi. A base di verdurine come patate e carote, viene cotta al forno in stampini mono porzione e può esser servita tiepida o a temperatura ambiente.

frittatine di patate e carote al forno 2

In collaborazione con Ricette della Nonna  potete sbirciare la mia ricetta per controllare le dosi e le tempistiche di preparazione cliccando {qui}.

Crème brûlée alla lavanda

La lavanda è in fiore adorna i bellissimi giardini rustici del mio paese e i bordi di orti e di piccoli campi. La lavanda è una pianta dalle mille proprietà: non solo è utilizzata per profumare armadi e cassetti ma, nell’antichità veniva raccolta a mazzi e appesa all’uscio e all’entrata delle case come protezione dalle energie maligne.

In cucina, soprattutto in quella più moderna, l’uso della lavanda è un tipico accostamento ai dolci. Da provare queste originali crème brûlée dal sapore tipico provenzale.

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::  Bottiglietta decorativa di Il ricamificio di Forni di Sopra  ::

Crème brûlée alla lavanda

Ingredienti per 4 persone

500 ml di panna fresca, 4 rossi d’uovo, 1 cucchiaio di fiori di lavanda essiccati, 2 cucchiai di zucchero semolato, 4 cucchiai di zucchero di canna, un pizzico di sale.

I fiori di lavanda essiccati adatti alla preparazione di questa ricetta potrete trovarli nelle erboristerie addette alla vendita di erbe e spezie sfuse. Se potete, utilizzate uova freschissime!

Crème brule à la lavande 2
::  Bottiglietta decorativa di Il Ricamificio di Forni di Sopra ::

Versate la panna in un pentolino assieme ai fiori di lavanda. Ponetelo sul fuoco e scaldate fino a quando il tutto non comincerà a bollire. Spegnete il fuoco.

A parte sbattete con una frusta i rossi d’uovo assieme allo zucchero semolato e a un pizzico di sale. Versate lentamente la panna calda assieme ai fiori di lavanda e rimettete il tutto sul fuoco.

Cuocete il composto a bagnomaria per almeno 8 – 10 minuti. Filtrate poi il tutto in modo da eliminare sia i fiori di lavanda che eventuali parti grossolane.

Versate il composto in 4 remequin di vetro o ceramica, adatti alla cottura in forno.

Scaldate il forno a 180°C. Posizionate i remequin in una teglia a bordi alti. Versate dell’acqua tiepida e cuocete le crème brûlée a forno caldo per almeno 20 minuti.

Un volta cotte, lasciatele raffreddare e rassodare a temperatura ambiente. Vi consiglio di riporle per almeno 6 ore in frigorifero in modo da gustarle il giorno dopo.

Estraete le crème brûlée dal frigorifero almeno un’ora prima di servirle. Cosparget 1 cucchiaio di zucchero di canna per ogni crème brûlée. Gratinatele sotto il grill del forno oppure utilizzate l’apposito cannello per formare quella golosa crosticina di caramello.

Minestra di primavera e uovo pochè

Dopo averne provate tante, ho decretato che questa è la mia preferita. Ha un vivido color verde ed è profumata e ricca di sapore.

Si tratta della minestra di primavera con le primizie dell’orto: zucchine novelle, dolci pisellini primavera, profumati asparagi e cipollotti freschi. Il tutto impreziosito dal genuino sapore di un delizioso uovo fresco in camicia.

Minestra verdure di primavera 1

Imparare a fare un uovo pochè (ovvero in camicia) non è affatto facile. Avevo perso ogni speranza fino a quando non mi sono imbattuta in un brillante video di Jamie Oliver. A voi la scelta della tecnica da utilizzare! Non serve conoscere bene la lingua inglese, il video è di facile comprensione e lo troverete {qui}.

Minestra verdure di primavera 2

Vi va di cimentarvi nell’impresa? Questa minestra è ottima se accompagnata con un crostone di pane casereccio appena tostato. In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta cliccando {qui}.

Pancake alla coreana con gamberi e cipollotti

I sapori forti e freschi, e la commistione tra dolce, saporito, piccante e salato, tipica della cucina asiatica mi ha sempre appassionato. Tempo fa acquistai a Londra una copia della famosissima rivista inglese di cucina Good Food e restai affascinata da questo goloso e soffice pancake salato alla coreana.

Pancake coreana 1

Pancake alla coreana con gamberi e cipollotti

Ingredienti per 2 persone

75 g di farina 00, un pizzico di peperoncino, 1 uovo, un pizzico d’aglio in polvere (facoltativo), 1 cucchiaio d’olio di semi di sesamo o neutro, 4 cipollotti oppure 1 piccolo porro, 100 g di gamberi già cotti e sgusciati, 1 cucchiaino di salsa si soia, salsa dolce ai peperoncini per accompagnare, sale e pepe.

Per una versione senza glutine sostituite al farina 00 con 40 g di farina di riso integrale e 1 cucchiaio di maizena setacciata. Preparate la pastella almeno 1 ora prima e lasciatela riposare a temperatura ambiente.

Pancake coreana 2

Procedimento

In una ciotola mescolate la farina assieme al peperoncino e all’aglio in polvere. Aggiungete 100 ml d’acqua, 1 cucchiaino di salsa di soia e l’uovo sgusciato. Sbattete bene il tutto con una forchetta e lasciate riposare.

Affettate finemente i cipollotti (o i porri) e mescolateli in una ciotola assieme ai gamberetti già cotti e sgusciati. Salate e pepate leggermente il tutto e mescolate.

Scaldate l’olio in una larga padella, versate i cipollotti e i gamberi e fateli cuocere per 1 minuto. Aggiungete poi l’impasto del pancake, abassate il fuoco e coprite con un coperchio. Cuocete per 3 minuti, poi rigirate il pancake e cuocetelo anche sull’altro lato.

Una volta cotto, tagliate il pancake alla coreana a fette e servitelo cosparso con la salsa di peperoncini rossi e semini di sesamo.

Rösti di verdure

Rösti di patate: un classico piatto trentino, golosissimo, croccate fuori e morbido dentro… e se invece delle patate ci mettessi le verdure? Un piatto unico perfetto, un’idea per un brunch o per l’aperitivo. Ottime accompagnate da dello yogurt magro o dalla mia salsa Tzatziki.

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Rösti di verdure

Ingredienti per 4 persone

1 carota di media grandezza, 1 carota di media grandezza, 10 cm di porro, 4 – 6 cucchiai di pangrattato, 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato, 1 uovo intero biologico Le Naturelle, un cucchiaino di prezzemolo tritato, 1 cucchiaino di erba cipollina tritata, sale e pepe, 2 cucchiai di olio di semi, yogurt bianco naturale, bacon, insalatina per servire.

Se desiderate, aggiungete al composto 1 piccola patata novella da 50 g : grattugiatela grossolanamente e sbollentatela in acqua leggermente salata. Scolatela e aggiungetela al composto. In questo caso, aggiungete metà del pan grattato.

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Grattugiate grossolanamente la zucchina, la carota e tritate finemente il porro. Salate le verdure e lasciatele riposare per circa 30 minuti. Strizzate le verdure in modo da eliminare l’acqua di vegetazione (a questo punto potete aggiungere la patata grattugiata e sbollentata). Aggiungete al composto l’uovo sbattuto, il parmigiano, prezzemolo, erba cipollina, poco sale e pepe. Aggiungete pan grattato a cucchiaiate fino a quando il composto non risulti asciutto, ma non troppo. Dividete il composto in 8 piccole palline.

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Scaldate l’olio di semi in una padella antiaderente. Cuocete 3 – 4 rösti alla volta: disponete le palline distanziate e schiacciatele con una paletta in modo che si appiattiscano. Doratele su entrambe i lati a fuoco dolce. Se necessario, una volta cotte, tamponatele con della carta da cucina per far assorbire l’olio in eccesso. Nel frattempo, fate dorare senza nessun condimento della pancetta. Suddividete i rösti, 2 per ogni porzione, servendoli con 1 cucchiaiata di yogurt, la pancetta croccante e accompagnandoli con l’insalatina.

Brioches sofficissime

Cielo grigio, cardigan e grembiule infarinato: ecco le tre regole questo fine settimana  che sta per arrivare. Oggi si infornano le brioches per il weekend e noi ne andiamo matti! Si conservano per un paio di giorni in un contenitore ermetico e sono ottime riscaldate per alcuni minuti nel forno… riempitele poi con la vostra marmellata preferita!

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Brioche sofficissime

Ingredienti per 8 brioches

Per l’impasto delle brioches: 200 g di farina tipo ”2” (o alternativamente la ”o” o la ”1”), 70 g di farina Manitoba, 40 g di zucchero di canna,  2 cucchiaini di lievito secco attivo, 130 ml di latte tiepido, 50 g di burro lasciato a temperatura ambiente per 30 minuti, 1 uovo intero Le Naturelle Bio, un pizzico di sale, un pizzico di semi di vaniglia, la scorza di 1 limone.

Per la crema di burro: 30 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, 1 cucchiaino di zucchero semolato, un pizzico di semi di vaniglia.

Per decorare: 1 tuorlo d’uovo Le Naturelle Bio, 1 cucchiaio di latte, granella di zucchero.

Più facile a farsi che a leggersi: leggete comunque molto attentamente la ricetta prima di incominciarla. Non è difficile, ma alcuni passaggi sono fondamentali. Inoltre, per questa ricetta, vi consiglio l’uso di un robot da cucina oppure di una planetaria con l’apposita lama per impasto.

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Intiepidite il latte. Sciolete lo zucchero nel latte assieme al lievito.

In un robot da cucina radunate le farine e l’uovo. Azionatelo con la lama per impasto e incominciate a impastare il tutto. Aggiungete il composto di latte, zucchero e lievito a filo, poi il sale. Impastate fino ad ottenere un composto appiccicoso. A questo punto, sempre impastando, aggiungete il burro: non aggiungetelo tutto in una volta ma prelevate piccoli fiocchetti da aggiungere poco per volta.

Infarinate il piano da lavoro, rovesciate l’impasto con l’aiuto di una spatola, formate una palla e riponetela in una ciotola. Copritela e lasciatela lievitare in un luogo abbastanza caldo, al riparo da correnti d’aria. Lasciate lievitare l’impasto per 1 ora e mezza.

Nel frattempo preparate il burro: mescolate il burro ammorbidito con lo zucchero e la vaniglia e tenetelo da parte.

Una volta lievitato il composto, dividetelo in 4 parti da circa 125 g ognuna. Formate 4 palline e stendetele con un mattarello, infarinando un po’ se è necessario. Otterrete 4 cerchi di uguale grandezza. Spalmate il burro sulla superficie di 3 cerchi. A questo punto impilate i 3 dischi di pasta e crema al burro. Completate ponendo il disco non imburrato al di sopra degli altri. Riponete in frigorifero per 30 – 40 minuti a solidificare.

Infarinate il mattarello e in piano di lavoro. Stendete la torretta di dischi di pasta e burro, cercando di mantenere la forma tondeggiante. Stende fino ad ottenere circa 1 cm di altezza.

Con un coltello affilato, tracciate 8 triangoli: formate prima una croce e poi una ”x”. Incidete con un coltellino la base di ogni triangolo e arrotolatelo verso la punta. Posizionate le brioches ben distanziate su una teglia rivestita di carta forno. Vi serviranno 2 teglie. Riponete le teglie in un luogo caldo, copritele con un canovaccio o con una pellicola alimentare e lasciate lievitare per 2 ore.

Scaldate il forno a 180°C. Spennellate le brioches con il tuorlo sbattuto assieme al latte. Spolverizzatele con granella di zucchero e cuocetele per 20 – 25 minuti fino a doratura (fate la prova stecchino per valutare la cottura!). Una volta cotte lasciatele raffreddare su una gratella.

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Crostoni alle uova strapazzate e salmone affumicato

Pronti per un goloso brunch per il weekend? Se anche a voi vi piace dare uno strappo alla regola e godervi una colazione salata, vi consiglio questi velocissimi crostoni con uova strapazzate e salmone, dal gusto un po’ anglosassone…

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Crostoni alle uova strapazzate e salmone

Ingredienti per 4 persone

1 baguette croccante, 4 cucchiai di formaggio cremoso tipo Philadelphia, un mazzetto d’erba cipollina, 2 uova Naturelle Bio, 10 g di burro, 100 g di salmone affumicato, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Potete sostituire il salmone affumicato con del salmone marinato al limone e aneto oppure con della trota affumicata che troverete nel banco frigo del vostro supermercato.

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Tagliate la baguette a fette. Ve ne serviranno 8. Ungete leggermente una piastra con dell’olio extravergine di oliva e tostate le fette di pane su entrambi i lati. Nel frattempo, tritate dell’erba cipollina e mescolatela al formaggio cremoso.  In una ciotola, sbattete le uova assieme a un pizzico di sale e pepe, scaldate il burro in un pentolino e versatevi le uova. Con l’aiuto di una spatola o di un mestolo, strapazzate le uova.

Spalmate la crema di formaggio ed erba cipollina sui crostoni croccanti. Suddividete le uova strapazzate su ogni crostone. Terminate con un po’ di striscioline di salmone affumicato. Decorate con alcuni fili d’erba cipollina e servite i crostoni con una fresca insalata.

Waffle allo yogurt

Avete mai provato a cucinare i waffle? Di solito le ricette di questi burrosi dolci d’origine belga (chiamati anche gaufres) mi turbavano un po’. Troppo burro… davvero troppo…. fino a quando non mi sono imbattuta sulla versione più leggera all’olio e yogurt.

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Waffle allo yogurt

Ingredienti per circa 5 waffle tondi di 25 cm di diametro 

105 g di farina 00, 30 g di maizena, un pizzico di sale, un pizzico di semi di vaniglia e un pizzico di cannella, mezzo cucchiaino di lievito naturale per dolci, un pizzico di bicarbonato, 90 g di yogurt bianco non zuccherato, 150 ml di latte, 6 cucchiai di olio vegetale neutro (come ad esempio mais), 1 uovo grande Le Naturelle, 2 cucchiai di zucchero.

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In una ciotola mescolate la farina, la mizena, il bicarbonato, il lievito e setacciate il tutto. Dividete l’uovo e montate il bianco con un pizzico di sale. Mescolate poi lo zucchero, vaniglia e cannella assieme al rosso d’uovo, aggiungete lo yogurt, il latte e l’olio. Armatevi di frustino e, cercando di non fare grumi, aggiungete un po’ alla volta le farine setacciate assieme a lievito e bicarbonato. Aggiungete alla fine l’albume, poco per volta, mescolando con una spatola in modo che il composto non smonti.

Scaldate la piastra per waffle. Ungetela leggermente con dell’olio di mais, versatevi parte del composto. Cuocete i waffles per 3 minuti a una temperatura medio – alta, fino a quando non risulteranno dorati.

Una volta cotti, serviteli con una cucchiaiata di yogurt e frutta fresca di stagione: i lamponi in questo periodo sono buonissimi!

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Tre omelettes facili e veloci

L’arrivo dell’estate porta la mia mente ai ricordi della mia infanzia. Dalla mattina alla sera trascorrevo le giornate in campagna dalla nonna materna. Il sole mattutino faceva risaltare il verde del giardino davanti a casa e più in là, il sentiero degli alberi da frutto che portava al ponticciolo sul fiumiciattolo in mezzo ai campi, colmi di alte piante di mais. Mi svegliavo con il canto del gallo e il profumo di crostata e caffè che aleggiava dalla cucina alle camere al secondo piano. Subito dopo colazione, la prima cosa da fare era andare nel pollaio, aprire la porticina in legno e far uscire le galline, raccogliere le uova appena deposte ancora calde. Uova a chilometro meno di zero e verdure di stagione fresche dall’orto erano gli ingredienti semplici e frugali per le omelettes che preparavamo a pranzo.

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Oggi purtroppo la frenesia quotidiana non ci fa soffermare sulla bellezza e sul gusto delle piccole cose. La bontà di un uovo di casa come quando ero piccola viene ricercata da forse poche aziende che cercano di rispettare e conservare la tradizionalità e la genuinità di un prodotto stando al passo con i tempi moderni. Una di queste aziende, forse una delle più grandi a livello europeo, è Eurovo.

Questa impresa fu fondata dalla famiglia Lionello nel 1950 e si basava – pensate un po’ – sulla sgusciatura manuale delle uova per prodotti destinati a pastifici e pasticcerie. Innovazione, specificità del prodotto e controllo dell’intera filiera produttiva furono e sono tuttora i capisaldi di Eurovo: nel 1965 l’azienda acquistò la prima macchina sgusciatrice  e da quell’anno andò sviluppandosi in respetto ed armonia con l’ambiente.

Eurovo, infatti, dà molto peso alla genuinità dei suoi prodotti. Produce uova e derivati come albumi e tuorli pastorizzati pronti per l’uso. È inoltre impegnata in un percorso di sostenibilità per la riduzione delle emissioni di CO2 .

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Per le ricette del blog utilizzeremo Le Naturelle, le uova biologiche di Eurovo. Buone proprio come quelle del pollaio della nonna. Sostenibili perchè rispettano l’animale e l’ambiente in tutti i loro tempi e le loro stagioni. Mi raccomando, incominciate ad essere anche voi eticamente sostenibili: rispettate la stagionalità dei prodotti, coltivate una pianta di pomodori in un vaso sul terrazzo, evitate di comperare le ciliegie in dicembre. Siate corretti con la natura e con ciò che lei offre.

In estate l’orto della nonna era un tripudio di profumi e colori. Vi suggerisco le tre omelettes che preferivo:

Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi L’omelette alle erbe e formaggio è la più semplice da fare: basta sbattere 1 uovo per persona assieme a un cucchiaino di parmigiano, 1 cucchiaio di panna fresca o di latte, un trito d’erbe aromatiche miste (erba cipollina, salvia, prezzemolo, basilico, origano fresco e maggiorana), sale e pepe. Si scalda una nocciolina di burro o un giro d’olio in un piccolo pentolino. Si versa il composto d’uova ben sbattuto, si abbassa il fuoco e si copre. Quando la superficie incomincerà a solidificarsi si distribuisce un po’ di formaggio grattugiato e si richiude l’omelette a metà. La si cuoce per pochissimi secondi ancora e la si serve subito.

Giulia Godeassi Giulia GodeassiGiulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia GodeassiUn’altra ricetta super estiva è l’omelette con pomodorini, basilico e scaglie di parmigiano. Con la stessa base di un uovo per persona, latte o panna fresca, parmigiano, sale e pepe si prepara il composto per l’omelette. Si scalda un cucchiaino d’olio in un pentolino e si cucinano 3 pomodorini tagliati a metà. Si copriono subito con un coperchio e si lasciano ammorbidire per 2 minuti scuotendo la padella. Si tolgono dalla padella e si versa subito il composto dell’omelette. Stessa tempistica e modalità di sopra, ma farcia differente: aggiungete i pomodorini e foglie di basilico prima di richiudere l’omelette. Servite con le scaglie di parmigiano.

3 bisLa terza, la più golosa di tutte, è l‘omelette con patate e chorizo o salamino piccante. Sempre per 1 persona, si taglia a dadini una piccola patata novella e la si cuoce in un pentolino con poco olio, uno spicchio d’aglio in camicia, sale e pepe, abbrustolendola un pochino. Si tagliano nel frattempo 4 fettine sottili di salamino piccante e si prepara il composto di uova, latte o panna fresca, parmigiano, sale e pepe. Si scalda una padellina con un filo d’olio, si versa il composto assieme alle patate e al salamino. Come sopra, si copre e la si cuoce per pochi minuti. Prima di richiudere l’omelette vi consiglio un pizzico di foglioline di timo. Servitela con pane tostato strofinato con aglio e pomodoro.

Crespelle alla farina di ceci e verdure (senza glutine)

A volte capita di aver molta farina di ceci negli armadi della cucina. Così tanta che non sai che farne. E allora studi e provi nuove ricette… una di queste, sono delle crespelle. Buonissime e saporitissime. Per lo più senza glutine e incredibilmente leggere. Ve le consiglio caldamente, farcite con le verdure di stagione e ammorbidite da una soffice besciamella senza glutine. Da provare!
Crespelle alla farina di ceci
e verdure
Ingredienti per 4 – 6 persone
Per circa 16 crespelle:
2 uova intere
100 g di farina di ceci
250 ml di latte
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
30 g di burro fuso
un pizzico di sale
una grattata di pepe
1 cucchiaino di burro o d’olio per ungere la padella
Per la besciamella:
300 ml di latte fresco
15 g di burro
15 g di maizena
un pizzico di sale
noce moscata
Per il ripieno:
1 carota
mezzo porro
1 zucchina
100 g di piselli freschi
5 asparagi verdi, spellati
mezza cipolla
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino d’olio d’oliva
acqua q.b.
sale e pepe
Erbe aromatiche a piacere
Parmigiano reggiano q.b
Preparate le crespelle: nella brocca di un frullatore, frullate o montate con la frusta le uova assieme al latte, al burro fuso freddo. Setacciate la farina di ceci e aggiungetela a cucchiaiate al composto, fino a esaurimento. Salate, pepate, aggiungete il prezzemolo e riponete in frigo a raffreddare e a riposare per almeno 1 ora. Scaldate e spennellate una padella di 15 – 20 cm di diametro. Versate un po’ di composto e cuocete le crespelle 30 secondi per lato. Continuate fino a esaurimento della pastella.
Preparate il ripieno: mondate e tagliate a dadini la carota e la zucchina. Affettate il porro, tagliate a rondelle gli asparagi. Tritate al cipolla finemente mentre lasciate pure lo spicchio d’aglio intero. Versate il tutto in una padella e cuocete con olio, acqua, sale e pepe fino a quando non saranno tenere. Eliminate lo spicchio d’aglio. Lasciatele raffreddare leggermente.
Preparate la besciamella: in un tegame a fondo pesante, fate sciogliere il burro. Aggiungete al maizena, il latte e mescolate il tutto con una frusta in modo da non fare grumi. Fate cuocere il tutto fino a quando non si sarà addensato. Insaporite con sale e noce moscata. Suddividete la besciamella in 2 parti: la prima, aggiungetela alle verdure stufate, la seconda conservatela per rifinire le crespelle.
Scaldate il forno a 200°C. Riponete su ogni crespella un po’ di composto di verdure e besciamella, e richiudetela a portafoglio. Fate così fino a esaurimento degli ingredienti. Adagiate poi le crespelle su una teglia ricoperta di carta forno. Ricoprite le crespelle con la besciamella conservata in precedenza, e completatele con una grattata di parmigiano reggiano ed erbe aromatiche. Infornate e fate gratinare per 15 minuti. Servitele subito.

Kaiserschmarren alla marmellata

Conoscete i Kaiserschmarren?
Immagino già la difficoltà nel leggere questo lungo vocabolo tedesco! La giusta pronuncia all’italiana è “Kaiser – shmarren” e nulla non è che una morbidissima crespella versione souffleè, tipica dell’Austria, servita con marmellata o con frutta cotta.
Di per se, il nome dice già tutto: è la “frittata dell’imperatore” ed è uno dei più famosi dessert austriaci, diffuso in tutta l’area dell’ex Impero Austro-Ungarico come anche nella Baviera. In Trentino è conosciuto col nome di Smorrn.
Dal web, vi riporto anche la simpatica leggenda: si narra che una sera, l’imperatore Francesco Giuseppe, non avendo tempo di partecipare al solito pranzo serale, avesse ordinato al suo cuoco una crêpe da servire nel suo studio. Il povero cuoco, preso alla sprovvista ed impegnato a preparare la cena per l’esigente famiglia reale, si scordò della crepe e la lasciò troppo sul fuoco facendola leggermente bruciare; in più al momento di girarla questa si ruppe. Poichè non aveva tempo di prepararne un altra, il cuoco spezzettò del tutto la crepe, non potendola più farcire, mise la marmellata al bordo del piatto e coprì le bruciature con abbondante zucchero. L’imperatore, vedendosi presentare quella nuova pietanza la assaggiò e gli piacque talmente tanto che da quel giorno fu la sua preferita.
Chissà se diventerà anche la vostra preferita! Provate la ricetta…

Kaiserschmarren alla marmellata
 
Ingredienti per un piccolo Kaiserschmarren
per 2 persone
1 uovo
65 g di farina 00 o 0 *
65 ml di latte
1 cucchiaio di uvetta sultanina
2 bicchierini di rum o vino dolce**
2 cucchiaini di zucchero a velo + extra per spolverare
1 pizzico di sale
1 noce di burro
Marmellata di ciliegie o di frutti di bosco
* per la versione senza glutine, utilizzate 65 g di farina senza glutine per dolci o 50 g di farina di grano saraceno + 15 g di amido di mais (maizena).
** se preparate questa ricetta per i vostri bimbi, e non volete utilizzare la parte alcolica, sostituite il rum o il vino dolce con del tè caldo o dell’infuso di frutta. Alternativamente potete utilizzare dell’acqua.
 
Ammollate l’uva passa nel rum o nel vino dolce per una trentina di minuti.
Sgusciate l’uovo dividendo il rosso dall’albume.
Montate il bianco a neve con un pizzico di sale.
Mescolate con una frusta il rosso assieme al latte e allo zucchero a velo. Aggiungete graduatamente la farina cercando di non formare grumi. Con l’aiuto di una spatola o un cucchiaio di legno, aggiungete cucchiaiate di albumi al composto mescolando dall’alto verso il basso. Aggiungete infine l’uva passa ammollata e strizzata e mescolate delicatamente. Il composto risulterà gonfio e spumoso.
In un pentolino antiaderente di 15 cm di diametro (anche 20 cm va bene), fate fondere in burro. Versatevi tutta la pastella spumosa dei Kaiserschmarren.
Abbassate il fuoco, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per circa 3 – 4 minuti. Il fuoco deve essere molto basso.
Togliete il coperchio e, con l’aiuto di una paletta, girate il Kaiserschmarren. Fatelo dorare su tutti e due i lati. Tagliatelo a quadratini o rombi e servitelo caldissimo.
Cospargetelo con abbondate zucchero a velo e gustatevelo con dell’ottima marmellata di ciliegie o di frutti di bosco.

Crème brulée allo zafferano, con noci e funghi caramellati

Amanti anche voi del finger food? Questa ricetta, tratta dal libro di una grande chef, e adattata, sorprenderà il vostro palato e i vostri ospiti. Perchè non proporla proprio durante la lunga attesa nella notte di San Silvestro?
Crème bruléè allo zafferano,
con noci e funghi caramellati
Ricetta tratta e adattata da Finger food all’italiana, di Viviana Lapertosa
Ingredienti per 4 cocotte
 
Per la crème brulée:
65 ml di panna fresca da cucina
65 ml di latte
1 uovo
50 g di parmigiano grattugiato
30 g di Montasio grattugiato
1 bustina di polvere di zafferano
pepe bianco
Per le noci e i funghi caramellati:
20 g di porcini secchi
30 g di noci sgusciate
2 cucchiaini di zucchero di canna
10 g di burro
pepe e sale
In una brocca radunate la panna, il latte, l’uovo, la polvere di zafferano, i formaggi grattugiati e il pepe. Frullate il tutto con il frullatore a immersione.
Scaldate il forno a 160°C ventilato. Versate il composto i 4 cocottine e sistematele in una teglia a bordi alti. Versate dell’acqua tiepida dentro la teglia in modo che le crème brulée vengano cotte a bagnomaria al formo.
Infornatele e cuocetele fino a quando non si saranno rassodate (ci vorranno circa 20 – 25 minuti). Una volta cotti, toglieteli dal forno e lasciateli intiepidire.
Preparate la parte croccante: ammollate i funghi nell’acqua bollente per 5 minuti. Tagliateli poi al coltello. Frullate le noci assieme ai funghi. Sciogliete il burro in un pentolino, versate le noci e i funghi tritati e lasciate dorare per 2 minuti. Caramellate poi con lo zucchero di canna e regolate di sale e pepe. Una volta tepido suddividete i funghi e le noci croccanti sopra le crème brulée salate. Servitele tiepide.

Pavlova, fragole arrosto e vincotto dalla Puglia

Quando da GioAnna ho trovato il vincotto non potevo non provarlo! Non mi aspettavo che fosse così buono e che ben si prestasse per ricette sia dolci che salate. Oggi incominciamo con un dolce…
Vincotto è, in Puglia, il mosto fresco di uva cotto. Da non confondere con il vino cotto, che è una bevanda ottenuta sempre dal mosto, tipica di Marche e Abruzzo. È prodotto da varietà di uve rosse e bianche coltivate in Puglia. Il Vincotto deriva dalla semplice e lenta riduzione del mosto fresco d’uva fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo dal gusto perfettamente rotondo e dolce adatto per la preparazione di dolci e bibite, e adatto anche ai bambini e agli anziani in ragione delle sue grandi proprietà salutistiche. Ha un sapore dolce e non può essere quindi considerato un aceto. In Salento si produce una versione salentina del vincotto: Vincotto salentino. Sempre in Salento il Vincotto è chiamato “Cuettu” (parola dialettale che sta a significare cotto. Il vincotto è ricco di polifenoli antiossidanti benefici per la salute.
Tradizionalmente in Puglia è utilizzato per la preparazione di molteplici prodotti della tradizione, tra i quali spiccano le tipiche “pittule”, i taralli neri, i “mustazzoli” e le “Carteddate” le famose cartellate pugliesi, rose fatte con un impasto particolare lavorato con olio e lievito e che vengono poi fritte e ricoperte con il Vincotto o “Cuettu”. Con il vincotto inoltre, si preparavano già in età grecoromana e medievale ottime granite utilizzando la neve compressa nelle “neviere”, grotte appositamente scavate nel sottosuolo per stipare questa rara precipitazione atmosferica dal momento che a quel tempo, nell’area della mite Terra d’Otranto, non esisteva altro modo per procurarsi il ghiaccio.
Altri prodotti simili sono presenti in Sardegna, Romagna e, con lo stesso procedimento del vincotto, si produce la saba (o sapa), sciroppo dolce molto usato nella cucina tradizionale come edulcorante.
In Veneto con il nome “vincotto” ci si riferisce ad una confettura fatta cucinando per mezza giornata a fuoco lento il mosto d’uva “clinton” con l’aggiunta di mele, patate americane e zucca a pezzettini. Il “Vincotto” quindi non è un “vino cotto” non è “vin cotto” o “vicotto” ed è prodotto solo in Puglia con uve del territorio Pugliese.
Il vincotto pugliese nella versione tradizionale o in delicatissime e deliziose versioni aromatizzate, lo potete trovare nella bottega GioAnna di Andriola G. & C. Snc
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine)
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
e-mail: info@gioanna.net
Pavlova, fragole arrosto e vincotto dalla Puglia
Ingredienti per 4 persone
1 albume
 (non buttate via il tuorlo, ci servirà per la prossima ricetta pugliese!)
55 g di zucchero a velo
2 gocce di aceto di mele
1 pizzico di sale
una decina di fragole
1 cucchiaino di zucchero di canna
panna montata
vincotto pugliese
scaglie di cioccolato bianco
Per prima cosa tagliate le fragole a metà. Mettetele in una ciotola e lasciatele marinare con 1 cucchiaino di zucchero di canna e 1 cucchiaio di vincotto pugliese in modo che si ammorbidiscano. Riponetele in frigo.
Lasciate riposare le fragole e nel frattempo preparate le pavlova. La pavlova è una delicata meringa, diversa dalla meringa italiana, nata in Australia e farcita di creme, panna e frutta fresca.
Per prepararla, montate l’albume con un pizzico di sale. Montatelo a neve ferma. Aggiungete poi, sempre montando, lo zucchero a velo setacciato e ultimate con l’aceto. Otterrete così un composto filante.
Suddividete il composto in 4: ci vorranno circa 3 cucchiaini di composto a porzione per formare dei cerchi.
Scaldate il forno a 150°C statico ed infornate. Lasciate cuocere le pavlova per 5 minuti a questa temperatura. Abbassate poi il forno a 120°C e proseguite la cottura per altri 40 minuti.
Una volta cotte, aprite la porta del forno e lasciatele raffreddare nel forno. Si solidificheranno leggermente e sarà più semplice estrarle per decorarle.
Scaldate una pentola antiaderente. Scolate le fragole e versatele nella pentola calda. Fatele arrostire leggermente e lasciatele poi raffreddare.
Una volta raffreddate le fragole, decorate le pavlova con la panna montata, le fragole e delle gocce di vincotto pugliese. Ultimate con scaglie di cioccolato bianco e qualche fogliolina di menta fresca.