Crema alla nocciola e cacao di Donna Hay

Le ricette di Donna Hay mi ispirano sempre un sacco. Sono sane, gustose e veloci da preparare, come ad esempio questa crema spalmabile alla nocciola che con soli 3 ingredienti ti cambia la colazione da così a così.

Per realizzarla non solo vi consiglio di verificare la qualità degli ingredienti ma anche la potenza del vostro mixer, o del vostro frullatore. Ho utilizzato il  Power Blender della Severin. Si tratta di un frullatore adatto a preparare salse & pesti, smoothies a base di verdura, smoothies di frutta. Inoltre è un potentissimo tritaghiaccio e trita caffè e frutta secca.

Nocciole tostate in casa, cacao eco sostenibile (il migliore a mio avviso) e sciroppo d’acero biologico sono gli ingredienti principali. Ma le varianti possono esser moltissime: omettendo il cacao e sostituendo le nocciole alle mandorle, potrete ottenere un gustoso burro dolce di mandorle.

Crema alla nocciola e cacao

Crema alla nocciola e cacao di Donna Hay

Ingredienti per un vasetto da 250 ml

180 g di nocciole private del guscio, 15 g di cacao eco sostenibile, 100 ml di sciroppo d’acero BIO.

Nella mia cucina vige una regola: cacao, zucchero e caffè devono esser sempre certificati come “eco sostenibili”. Per questo, a mio avviso, il migliore cacao che possa esistere è il “Cacao El Ceibo” di Altro Mercato  biologico degli altipiani della Bolivia, macinato e confezionato all’origine. Il suo sapore è intenso ed è super goloso!

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Per prima cosa scaldate il forno a 160° C.

Versate le nocciole ancora con la pelle su una teglia. Infornatele e cuocetele per 8 – 10 minuti, scuotendole spesso. La pellicina dovrà diventare un po’ scura.

Preparate un panno da cucina aperto. Versatevi al centro le nocciole ancora calde e richiudetele nel telo. Lasciatele riposare per altri 10 minuti. Scuotete un po’ il telo per eliminare le pellicine delle nocciole. Questo passaggio vi richiederà un po’ di pazienza perchè non sempre si staccheranno completamente. Basterà però eliminarle manualmente.

Riponete le nocciole tostate e spellate nella brocca del frullatore assieme al cacao in polvere. Azionate il frullatore alla massima velocità per tritare uniformemente il tutto. Tritate in maniera continuativa per almeno 3 – 4 minuti.

Versate poi a filo lo sciroppo d’acero. Continuate a frullare a una velocità più bassa fino a quando non otterrete una pasta omogenea. Il risulato dovrà essere come questo qui sotto.

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Versate la crema alla nocciola e cacao in un barattolino e conservatela in frigorifero. L’ideale per consumare questa crema è su pane tostato caldo, appena cosparso da un velo di burro: il calore ammorbidirà la crema che diventerà molto malleabile e spalmabile.

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Cucina veloce con la piastra a induzione #loveseverin

Per preparare piatti sani e salutari bisogna tener conto di tempistiche precise e precise temperature. Come ambasciatrice per la nuova campagna 2015 – 2016 #loveseverin ho provato per voi la piastra a cottura a induzione KP1071 della marca Severin.

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Perchè utilizzare una piastra a induzione?

Molti piani cottura delle ultime generazioni sono piani a induzione. Sono comodi da utilizzare e da lavare. La piastra a induzione Severin è larga 28 cm, lunga 35 cm e misura 4,2 cm di larghezza.

La superficie di cottura riconosce il diametro delle pentole da una grandezza di 12 cm a un massimo di 22 cm. È quindi una piastra “intelligente” che riconosce quanta energia deve spendere per riscaldare o cuocere una pietanza in base alla grandezza della pentola o della padella.

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Come si utilizza?

La piastra a induzione ha una potenza di 2000 W ed è alimentata a corrente elettrica. Al momento dell’inserimento della spina alla presa di corrente, la piastra si accende in stand – by e segnala che la temperatura è minore ai 50°C tramite la lettera L che appare sullo schermo dei comandi. Basta poi appoggiare la padella o la pentola al centro di essa e azionare la funzione adatta alla pietanza da cuocere.

Un importante controllo di tempi e temperature

Che voi vogliate cucinare un arrosto o friggere delle frittelle, tempi e temperature sono monto importanti.

Con la piastra a induzione KP1071 Severin potete controllare la temperatura di cottura impostandola da 60° C a 240° C oppure impostando il timer da 5 a 180 minuti. Alla fine del tempo di cottura, la piastra vi segnalerà il termine con un segnale acustico ed entrerà in stand by.

Non tutti sanno che …

Non tutte le pentole o le padelle sono adatte ai piani a induzione. Per testare la possibilità di usarle con la piastra, vi consiglio fare la prova della calamita: se questa verrà attratta dalla pentola allora questa sarà adatta al piano a induzione.

Fare il pane con la macchina del pane #loveseverin

Statistiche confermano che, per gli italiani, i primi tre profumi riconoscibili a occhi chiusi sono l’odore del caffè, il profumo di una rosa e l’aroma del pane appena sfornato. Quindi chi non apprezzerebbe pane fresco ogni giorno? Mi sono avvicinata al mondo della panificazione tempo fa, grazie alla macchina del pane che mi era stata regalata: non mi serviva più impastare a mano, rispettare tempi e temperature di lievitazione e cottura, perché il tutto era  racchiuso in quel magico marchingegno.

Esistono numerosi modelli di numerose marche e pressoché tutte possiedono all’incirca le stesse caratteristiche e funzioni. Dopo l’ultima macchina del pane, “deceduta” qualche mese fa, mi sono subito apprestata a prenderne un’altra e ho optato per la Macchina del Pane della marca SEVERIN. Come ambasciatrice per la nuova campagna 2015 – 2016 #loveseverin vi racconto un po’ trucchi e segreti per utilizzare al meglio questo piccolo elettrodomestico.

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Indispensabili accessori

Oltre al “corpo”, la macchina del pane è composta dal fondamentale stampo di cottura del pane in materiale antiaderente. A seconda dei modelli, la capacità di questo cestello è più o meno grande. In generale, con la macchina del pane, potete realizzare pezzature da 500 g, 750 g o 1kg. Personalmente, preferisco il pane da 750 g, è la taglia perfetta per tutta la famiglia. Inserito nello stampo di cottura del pane, è presente il gancio per impastare che è estraibile e completamente lavabile.

Altri accessori fondamentali presenti sono: il misurino graduato per i liquidi, un misurino per la dose di cucchiaio e cucchiaino e una piccola astina per estrarre il gancio impastatore della pagnotta di pane cotta.

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Funzioni

La macchina del pane della Severin è un pozzo di idee, utili per liberare la mia fantasia dell’arte bianca. Di solito, quando non ho voglia di impastare, far lievitare e infornare, scelgo che la macchina lo faccia per me. In tal caso, la macchina del pane è regolabile su diversi programmi in base al risultato che voglio ottenere:

  • STANDARD: è il programma di solito più utilizzato per il pane bianco
  • PANE BIANCO ALLA FRANCESE: per preparazioni con impasto leggero
  • PANE INTEGRALE: per pane con farine integrali che richiedono più tempo di lavorazione
  • PANE VELOCE PER PEZZATURE DA 700 g E DA 1 kg: per lavorazioni veloci e pane più compatto
  • SANDWICH e PANINI: per pani in cassetta al latte con crosta sottile, adatti alla preparazione di sandwich

Tutte queste funzioni sono personalizzabili in base alla grandezza del pane e alla doratura in cottura (dorato, medio o ben cotto). Potete inoltre aggiungere ingredienti aggiuntivi al vostro impasto come semi, erbe aromatiche e gocce di cioccolato, al “bip” della macchina.

Se invece decido di dar forma al mio pane, creando trecce, paninetti o brioche, di solito scelgo la funzione IMPASTO, durante la quale gli ingredienti vengono impastati per oltre 10 minuti. Seguono poi 2 lievitazioni a temperatura controllata.

Altre interessanti funzioni della macchina del pane Severin sono:

  • BISCOTTI E PASTICCINI: per la preparazione di impasti per dolci
  • TORTE: per l’impasto e la cottura di torte direttamente nella macchina del pane
  • CONSERVE E MARMELLATE: per cuocere marmellate nella macchina del pane (per un max di 1 kg di ingredienti tra zucchero e frutta) con continua rotazione del gancio impastatore.

Per svegliarsi con il pane caldo pronto per la colazione è possibile avviare la PARTENZA RITARDATA. Inoltre la pagnotta di pane cotta nella macchina del pane, rimane calda per almeno 1 ora dopo il termine di cottura.

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La scelta degli ingredienti

  • Le FARINE presenti in commercio sono di numerosi tipi. Quella più utilizzata è la farina 00, ma anche la “tipo 1” e la “tipo 2” sono farine meno raffinate semi integrali adatte alla panificazione. Altre farine utilizzate sono di kamut, di farro, di grano integrale, di grano saraceno, di semola di grano duro…
  • L’ACQUA è l’ingrediente fondamentale per fare il pane. Anche il latte viene di solito utilizzato come componente liquida per ottenere un pane soffice e profumato.
  • Il LIEVITO è la materia viva che fa lievitare il pane in commercio ne esistono di diverse tipologie. Ricordatevi che:
    • per 350 g di farina vi serviranno 2 cucchiaini di lievito di birra secco = 17 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 600 g.
    • per 450 g d farina vi serviranno 2,5 cucchiaini di lievito di birra secco = 22 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 750 g.
    • per 600 g di farina vi serviranno 3,5 cucchiaini di lievito di birra secco = 30 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 1 kg.
  • Lo ZUCCHERO non è un ingrediente fondamentale ma attiva il lavoro del lievito.
  • Il SALE è un regolatore di lievitazione: non fa lievitare troppo il pane e lo rende saporito.
  • La MATERIA GRASSA come olio, burro o strutto, rendono il pane più saporito e più soffice.

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Come riempire la macchina del pane?

Posate lo stampo su una bilancia e riempitelo per prima cosa con la materia liquida (acqua, latte …), procedete poi pesando e distribuendo la farina sulla parte superficiale dell’acqua. Su un angolino dello stampo versate poi lo zucchero, su un altro angolino versate il sale necessario e su un terzo angolino versate la materia grassa. Agganciate poi il cestello alla macchina del pane, chiudete il coperchio e avviate il programma che avrete scelto.

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Provato per voi: Fornetto con girarrosto SEVERIN #loveseverin

Non esiste una bella cucina senza un doveroso e funzionale forno. Se avete però un cucina di piccole dimensioni, ma non volete rinunciare a tutti gli optional, il fornetto con girarrosto della Severin fa al caso vostro. Come ambasciatrice della marca SEVERIN ho provato per voi il nuovo Fornetto con girarrosto TO 2034 Severin per la nuova campagna 2015 – 2016  #loveseverin.

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Dati tecnici del fornetto con girarrosto TO 2034 SEVERIN

Forno in acciaio inox

Potenza: 1500W

Capacità:  20 litri

Timer da 60 minuti con segnale sonoro a fine cottura

In dotazione: griglia, teglia, spiedo girarrosto, pietra refrattaria per pizza, maniglie per estrarre le teglie

Dimensioni teglia:  280 x 280 mm

Vassoio raccoglibriciole estraibile

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Poche ma mirate funzioni

Il fornetto Severin è dotato di tre manopole:

  • il selettore di temperatura: in base alla pietanza da cuocere al forno, potrete scegliere da dove indirizzare il calore tramite 4 funzioni: grill, calore inferiore e superiore con modalità ventilata, calore solo inferiore, calore superiore con rotazione dello spiedo girarrosto.
  • il contaminuti: al suo attivarsi, si accende la spia luminosa. Ha una durata di 60 minuti.
  • il selettore di temperatura da un minimo di 10°C a un massimo di 230°C.

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Le teglie

In dotazione, sono presenti una teglia, una griglia e una teglia raccogli briciole da riporre sotto la resistenza riscaldate inferiore del forno. Per facilitare al meglio l’estrazione delle teglie calde, sono presenti delle impugnature.

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Il girarrosto

In dotazione è presente uno spiedo girarrosto. Per utilizzarlo al meglio, dopo aver infilato la carne nello spiedo, utilizzate le impugnature in dotazione per inserirlo nelle apposite scanalature presenti nel fornetto. Impostate la funzione con la rotazione dello spiedo e il gioco è fatto! Ricordatevi sempre di ripulire bene il fornetto raffreddato ogni qualvolta utilizzerete questa modalità.

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La piastra refrattaria

Un grande e utile accessorio in dotazione assieme al fornetto Severin è la piastra in pietra refrattaria adatta alla cottura di pane e pizze. Per utilizzarla al meglio, inseritela a forno freddo sulla griglia. Scaldate il forno e, alla temperatura desiderata, adagiate con una pala di legno (o aiutandovi con della carta forno) la pizza da cuocere.

Conclusioni

Ottimo elettrodomestico, partendo prima di tutto dalla precisione della temperatura: il termostato arriva fino a oltre 230°. Il kit di accessori è ben fornito, soprattutto per il girarrosto e la teglia per la pizza. Il fornetto Severin TO 2036 è poi un prodotto molto resistente e ben assemblato. Inoltre, valutando il rapporto qualità/prezzo, è sicuramente un acquisto vantaggioso.

 

Provato per voi: Forno Microonde Multifunzione 9277 SEVERIN #loveseverin

Una vita frenetica, ricca di lavoro e impegni ci porta, a volte a passare poco tempo in cucina e a trovare delle soluzioni per ridurre i tempi di cottura. Ecco che si ricorre così ad un forno microonde. Come ambasciatrice della marca SEVERIN ho provato per voi il nuovissimo Forno Microonde Multifunzione 9722 Severin per la nuova campagna 2015 – 2016  #loveseverin.

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Dati tecnici del Forno Microonde Multifunzione 9277 SEVERIN

Multifunzione: microonde, grill e aria calda ventilata combinabili a piacere

Capienza: 20 litri

Potenza: aria calda ventilata 1.350W, grill 1.350W, microonde 800W

Maniglia professionale, frontale in acciaio inox

9 programmi di cottura preimpostati

Due griglie in dotazione di diverse altezze

Cos’è e come funziona un forno a microonde?

Non essendo abituata a utilizzare un forno a microonde mi sono subito chiesta con che principio fisico – chimico possa funzionare questo elettrodomestico.

Nella struttura dei forni microonde è presente una valvola che genera un campo elettrico nella frequenza delle microonde. L’acqua, i grassi, e i carboidrati presenti negli alimenti assorbono questo tipo di energia secondo un processo chiamato riscaldamento dielettrico: queste molecole, chimicamente parlando, hanno un’estremità con carica elettrica positiva e un’altra con carica negativa. Le molecole sono per questo sensibili a questo campo elettrico e cambiano ripetutamente la loro direzione. Questo movimento genera calore attraverso forze di attrito con le molecole vicine e si ha quindi un riscaldamento.

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Un solo apparecchio… tanti modi per cuocere e scaldare.

Il Forno Microonde Severin possiede diverse funzioni. Tra queste:

  • Funzione Microonde: per scaldare gli alimenti
  • Funzione orologio / peso: per programmare il riscaldamento degli alimenti anche in funzione del peso
  • Funzione Grill: per far dorare gli alimenti e per renderli croccanti
  • Funzione combinata Grill e Microonde: per scaldare gli alimenti dorando la loro superficie esterna
  • Funzione aria calda: fa circolare aria calda per riscaldare gli alimenti (corrisponde alla modalità “forno ventilato”)
  • Funzione aria calda e Microonde: è la combinazione delle due per velocizzare la cottura

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Oltre alle diverse funzioni, esistono programmi già impostati personalizzati in base al tipo di alimento: patate al forno, riscaldamento di bevande, pop corn, riscaldamento di alimenti solidi, cottura di pasta in modo veloce, pizza, pollo arrosto, torte e ciambelle, scongelamento e raffreddamento.

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Elementi in dotazione

Assieme al forno, troverete un piatto rotante da porre all’interno del forno e 2 griglie di diverse altezze ideali per la funzione grill.

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Conclusioni

Il Forno Microonde Multifunzione 9722 Severin ha dimensioni compatte e piedini antiscivolo che lo rendono adatto a qualsiasi tipo di cucina. Ha buone potenzialità grazie a tutte le sue funzioni pre impostate e, anche se non permette di cuocere grandi quantità di cibi, lo consiglierei a famiglie di piccole dimensioni.

 

 

 

Provato per voi: Yogurtiera SEVERIN #loveseverin

Io adoro gli yogurt! Ne consumo uno al giorno e lo utilizzo nelle torte e in molte preparazioni in cucina. Come ambasciatrice della marca SEVERIN ho provato per voi la Yogurtiera per la nuova campagna 2015 – 2016  #loveseverin.

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Perchè fare gli yogurt in casa?

  • per una scelta ecologica: pensate agli incartamenti e a quanta plastica è presente in una confezione di yogurt. Immaginate quanti yogurt potrebbe consumare all’anno una famiglia composta da 4 persone: calcolando 4 vasetti al giorno in un anno sarebbero 1460 vasetti! Con la yogurtiera avrete il minimo utilizzo di plastica e di carta.
  • per una scelta creativa e golosa: se vi piacciono gli yogurt alla frutta, al caramello o i gusti particolari, con la yogurtiera potrete personalizzarli come più volete. Potrete sopratutto utilizzare ingredienti sani e regolarvi con le dosi di zucchero da utilizzare.
  • per una scelta di qualità: utilizzando la yogurtiera, potrete utilizzare ingredienti di qualità dei quali conoscete la provenienza. Ad esempio latte di mucca BIO o di derivazione vegetale, frutta fresca e zuccheri non raffinati o naturali come agave, acero, zucchero di canna o miele.

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Dati tecnici della YOGURTIERA Severin

L’apparecchio possiede i seguenti accessori:

  • un coperchio con impugnatura
  • 7 vasetti di vetro con coperchi
  • un cavo di alimentazione con spina
  • una manopola di comando con la spia luminosa

 

Come funziona la yogurtiera?

La yogurtiera è un apparecchio di facilissimo utilizzo. Si tratta di una sorta di incubatrice che lavora a una temperatura al di sotto dei 50°C. La tempistica di lavorazione varia da 5 a 15 ore.

3Prima di incominciare a mettere in funzione la yogurtiera ricordatevi di:

  • riporre la yogurtiera su un piano stabile, dove non potrà esser soggetta a movimentazioni durante il funzionamento.
  • lavare e asciugare bene ogni vasetto e ogni tappo.
  • utilizzare sempre latte a temperatura ambiente.

 Che ingredienti utilizzare?

Ecco quelli indispensabili:

  • IL LATTE: latte vaccino intero, parzialmente scremato, scremato, latte di capra, latte di soia. Gli altri tipi di latte vegetali (riso, mandorla, avena … ) non sono indicati per la realizzazione degli yogurt perchè non si coagulano bene. Gli yogurt derivati da latte intero sono quelli più cremosi.
  • I FERMENTI LATTICI: l’apporto dei fermenti lattici da aggiungere al latte può esser fatto in 2 modi. Potete scegliere di utilizzare delle bustine di fermenti lattici vivi (acquistabili in farmacia ma anche nei negozi biologici o nelle erboristerie) oppure un vasetto di yogurt intero (di latte o di soia) da sciogliere nel latte.

Gli ingredienti facoltativi:

  • IL LATTE IL POLVERE: il latte in polvere rende lo yogurt più cremoso. Solitamente gli yogurt fatti in casa sono più liquidi rispetto a quelli che si trovano in commercio. Il latte in polvere permetterà allo yogurt di avere più consistenza.
  • IL CAGLIO: il caglio permette di far coagulare il latte. Viene utilizzato soprattutto per la produzione di formaggi e di yogurt  per renderli più cremosi al posto del latte in polvere. Di solito basta aggiungere 3 – 4 gocce ogni litro di latte. Si acquista in farmacia e può esser di derivazione animale o vegetale.
  • LO ZUCCHERO: zucchero di canna, zucchero bianco, miele, sciroppo d’agave, caramello. Se vi piace lo yogurt dolce potete aggiungere 1 cucchiaino per vasetto prima di accendere la yogurtiera.
  • SPEZIE ED ERBE AROMATICHE: le spezie possono aromatizzare i vostri yogurt mettendole in infusione nel latte. Utilizzate cannella, vaniglia, ma osate anche con le erbe aromatiche come timo e rosmarino che ben si abbinano a pesche, mele e albicocche.
  • MARMELLATE E FRUTTA FRESCA: potete scegliere di cuocere la frutta (come per esempio le mele cotte con un po’ di cannella) oppure potete scegliere le vostre marmellate preferite. Mettetele sul fondo dei vostri vasetti prima di preparare lo yogurt.

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Per la ricetta base dello yogurt

Ingredienti per un litro di yogurt

1 litro di latte intero possibilmente BIO, 1 yogurt naturale (da 125 g o 150 g), 2 cucchiai di latte in polvere (facoltativi).

Procedimento

Se utilizzate del latte pastorizzato direttamente dal frigorifero o riposto in un luogo troppo freddo, mettetelo in un pentolino e scaldatelo fino a 30°C. Se invece utilizzate un latte intero freschissimo appena munto, portatelo a ebollizione (90°C) e lasciatelo poi raffreddare fino a 30°C (ricordatevi di togliere lo strato superficiale che si forma dopo la bollitura). Utilizzate un termometro da cucina per controllare la temperatura.

Sciogliete il latte in polvere nel latte e versate lo yogurt. Mescolate il tutto con una frusta in modo che non si formino grumi.

Con l’aiuto di un imbuto, trasferite il composto nei vasetti cercando di non riempirli troppo. Richiudeteli con i coperchi e posizionateli nella yogurtiera. Chiudete poi la yogurtiera con un coperchio, attaccate la spina e impostate la tempistica di 10 – 12 ore.

Quando il ciclo sarà finito riponete gli yogurt in frigorifero per almeno 2 – 5 ore a raffreddare prima di consumarli.

Si conservano circa 7 giorni in frigo.

Al momento di preparare di nuovo lo yogurt, ricordatevi di tenere da parte un vasetto che utilizzerete come starter.

Note aggiuntive

  • Come sempre, vi consiglio di utilizzare ingredienti biologici. La qualità e il gusto finale del vostro yogurt saranno migliori. I prezzi non sono impossibili: un litro di buon latte biologico può costare anche sotto 1,50 € e potrete ottenere un litro di yogurt ovvero 7 vasetti, ideali se il vostro consumo è di uno al giorno.
  • Avevo già in passato provato a produrre yogurt fatto in casa ma con metodi casalinghi (tipo una coperta di lana per tener al caldo lo yogurt) che mi permettevano di ottenere uno yogurt da sapore tipicamente acidulo ma colloso e per niente morbido. Con la Yogurtiera Severin le temperature di incubazione e coagulazione sono precise e controllate: produrre uno yogurt senza pensieri non è mai stato così facile!

Provato per voi: Estrattore Slow Juicer ES 3569 SEVERIN #loveseverin

Succhi di frutta, centrifugati, smoothies e una sana scelta di vita sono il leitmotiv degli ultimi tempi per chi vuole restare in salute e in forma. Come ambasciatrice della marca SEVERIN ho provato per voi il nuovissimo Estrattore di Slow Juicer ES 3569 per la nuova campagna 2015 – 2016  #loveseverin.

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Vi do’ però subito risposta a una domanda che sorge spontanea:

Che differenza c’è tra Centrifuga ed Estrattore di succo?

La Centrifuga è un piccolo elettrodomestico che sfrutta la forza centrifuga (cioè la stessa forza presente nelle lavatrici, per capirci) per allontanare il succo dalla polpa. Il prodotto finale è, da una parte il succo composto da un’alta percentuale d’acqua, mentre dall’altra scarti.

L’Estrattore di succo, chiamato anche masticatore perché simula la masticazione, consente di estrarre lentamente il succo dalla frutta o dalla verdura, macinandola a velocità inferiori rispetto alle centrifughe. Si tratta di un elettrodomestico più silenzioso ed è in grado di estrarre quantità maggiori di succo producendo meno scarto. L’estrattore riesce infatti a estrarre succo anche dalle verdure in foglia. Il prodotto finale è una polpa asciutta da una parte, e succo denso dall’altra.

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Dati tecnici dell’Estrattore SLOW JUICER ES 3569

Voltaggio: 220 – 240 V  ,  50 / 60 Hz

Potenza / Consumo d’energia:  circa 150 W

Dimensioni:  172 mm  x  410 mm  x  180 mm

Peso: 4,2 kg (senza contenitori di raccolta polpa e succo, l’inserto per gli alimenti congelati e lo spazzolino per la pulizia)

Capienza per la raccolta del succo: 1 litro

Capienza per la raccolta della polpa: 1,3 litri

Com’è fatto un’Estrattore di succo?

L’Estrattore di succo è composto principalmente da una base, costituita dall’unità motore dove è presente il tasto di accensione e spegnimento. Inoltre, è presente il tasto “R” che indica la rotazione dell’elica nel senso inverso, nell’emergenza in cui qualche ingrediente si blocchi durante la macinazione.

Al di sopra nella base viene posto il corpo di raccolta e di macinazione:

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  • la coppa di lavorazione è l’area in cui avviene la divisione del succo dalla polpa.
  • all’interno della coppa viene posto un raschietto che raschia via la polpa e la fa defluire lungo la bocchetta d’uscita della polpa.
  • all’interno del raschietto si inserisce il micro setaccio, composto da una maglia sottile che permette di filtrare il succo il quale uscirà dall’apposita bocchetta d’uscita del succo.
  • infine, una massiccia coclea chiamata elica d’estrazione del succo, simula la masticazione e ruota, triturando la polpa e permettendo l’estrazione di tutto succo.

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Una volta montata la coppa di lavorazione assieme al raschietto, micro setaccio ed elica, basterà seguire le scanalature e i disegni che raffigurano le frecce per saldarlo facilmente sulla base del motore. Dopodichè si può incastrare al di sopra la bocca di carico, munita di coperchio e pestello. Inoltre le due brocche vanno poste al di sotto delle bocchette d’uscita del succo e della polpa.

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La bocchetta di scarico del succo è inoltre munita di un apertura/chiusura con tappo il silicone. La brocca da riporre al di sotto di questa è graduata ed ha una maniglia per favorire la presa. Il succo che ne esce è denso e molto nutriente.

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Sotto la bocchetta di scarico della polpa, invece, bisogna riporre un’altra brocca, più capiente e non graduata. Le parti di scarto che fuoriescono sono molto compatte e sorprendentemente asciutte. Questo significa che l’Estrattore Slow Juicer della Severin estrae tutto il succo e la parte densa di dimensioni più piccole. Il risultato è un nettare concentrato di sapori e colori.

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Consigli d’uso:

  • cercate di utilizzare sempre della frutta e verdura biologica e non trattata di cui conoscete la provenienza o con certificazioni BIO.
  • una volta decisa la frutta o la verdura da utilizzare cercate, dove è possibile, di non pelarla ma di eliminare soltanto i semi e la parte centrale (ad esempio riguardo a mele, pere, pesche, albicocche…). Eliminate invece buccia, semi e parti verdi o legnose che di solito scartate: ad esempio la buccia e i semi degli agrumi, le bucce delle banane e le foglie delle fragole… Lavate comunque accuratamente i vostri ingredienti con un po’ di bicarbonato e risciacquateli sotto acqua corrente.
  • inserite nel vostro estrattore sempre frutta o verdura tagliata a pezzetti. Per facilitare la lavorazione spingete la frutta e la verdura con l’apposito pestello.
  • quando avrete terminato di utilizzare l’estrattore, riponete la brocca con il succo in frigo per preservarlo dall’ossidazione. Poi spegnete l’interruttore, staccate la spina della corrente e smontate tutte le parti. Lavatele con acqua calda e poco sapone. Aiutatevi con l’apposito spazzolino per la pulizia per grattare la maglia del micro setaccio.

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Note aggiuntive

In dotazione a tutti i componenti dell’Estrattore di succo, c’è anche una coppetta azzurra che funge da inserto per alimenti congelati. Va posta al posto del micro setaccio e serve per produrre sorbetti.

L’estrazione di tutto il succo è notevole. Osservando e tastando le parti di scarto, asciutte e compatte, mi sono perfino chiesta se le potrei utilizzare come ingrediente di torte e biscotti alla frutta.

L’apparecchio, girando la sua coclea a una bassa velocità non è rumoroso e non è fastidioso. Di solito i vecchi estrattori di succo erano grandi, poco maneggevoli e ingombranti. Slow Juicer ES 3569 è, invece, semplice da montare, smontare, lavare ed è facilmente riponibile in qualsiasi angolo della vostra cucina: dalla forma snella e compatta è adatto all’uso quotidiano. Non occupa grandi spazi e sta bene in un angolino del piano cucina.

Un energetico smoothie tropicale e un’e-book da scaricare gratuitamente

Da un progetto per la Severin, assieme a Chiara del blog That’s Amore e a Barbara del blog Cucina di Barbara, ho il piacere di presentarvi questo e-book, scaricabile gratuitamente QUI. Potrete trovare le mie 20 ricette energetiche e altre 40 ricette di smoothies golosi, leggeri ed energetici da realizzare con lo Smoothie Mix&Go.

Ecco una piccola anteprima: un delizioso smoothie energetico dal gusto tropicale…

Smoothie tropicale
Ingredienti per 1 bicchiere
150 g di ananas fresco
50 g di banana
60 ml di latte di cocco
60 ml di succo d’arancia
4 cubetti di ghiaccio
Una spruzzata di succo di lime
Sbucciate l’ananas, la banana e tagliateli a tocchetti. Radunate tutti gli ingredienti e frullate. Servite con degli spiedini di ananas caramellato e banane.
 
Per gli spiedini di ananas caramellato e banane: tagliate l’ananas a dadini di 2 cm. Sciogliete in un pentolino 3 cucchiai di zucchero di canna assieme a 2 cucchiaini d’acqua. Quando lo zucchero si sarà sciolto e avrà acquistato un colore bruno, aiutandovi con uno stecchino, intingete i cubetti d’ananas nel caramello. Non toccate il caramello con le mani perché ha delle temperature altissime! Spolverate i dadini poi con cocco raspato e lasciate raffreddare su un foglio di carta forno. Assemblate poi gli spedini alternando i dadini di ananas caramellato a mezza fettina di banana.