Poke Bowl al salmone ricordando Sydney

Poke bowl, il cibo di tendenza che mi fa ricordare in primis il primo giorno dell’anno, in Australia. Spiaggia, sole, estate e poke bowl a Cronulla, a pochi chilometri da Sydney. Continua a leggere “Poke Bowl al salmone ricordando Sydney”

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Nasi Goreng integrale

Riso fritto, letteralmente (la parola nasi significa infatti riso, e goreng, fritto): questo è il Nasi Goreng. Il riso, lessato o cotto al vapore viene poi saltato nel wok, assieme a carne di pollo o manzo, verdure, a volte gamberi e uova. Si ottiene così il tipico piatto indonesiano dal sapore particolare, insospettabilmente delicato e gradevole anche al nostro palato, deriva dalla presenza delle spezie, profumati ingredienti che colorano tutta la cucina indonesiana.

Un moderato grado di piccantezza è dovuto alla presenza di peperoncini freschi, finemente tritati, mentre la sapidità del piatto deriva dalla contaminazione con la cucina cinese, con la presenza della salsa di soia, ingrediente che non apparterrebbe alla ricetta originale ma è oggi utilizzato molto spesso.

Varianti del Nasi Goreng si incontrano in tutto il Sud-Est asiatico, a Singapore, in Malesia o in Thailandia, ma il piatto originale nasce in Indonesia, dove viene preparato indistintamente per colazione, pranzo e cena. Diffuso, ma in chiave minore, è il Bami Goreng, con noodles o fettuccine (bami) al posto del riso – sempre conditi e saltati con pollo, gamberetti, verdure e naturalmente sambal,o salsa di peperoncini piccanti.

Il Nasi Goreng come lo conosciamo oggi trova le sue radici nella tradizione più antica della cucina indonesiana, quella di sapore più rurale e contadino, semplice e basata sui prodotti locali, originaria delle isole di Giava, Madura e Sundan. Nel ricco coacervo di culture che caratterizza il vasto arcipelago esiste anche un’altra cucina, meno antica e più esterofila, che ha subito le molteplici influenze dei più noti piatti cinesi, indiani, thai, giapponesi e in parte anche olandese. Questa seconda corrente gastronomica ha preso vita nelle zone portuali, commerciali o turistiche del paese, diffondendosi in scali come Sumatra o Bali, dove ogni giorno arrivano le spezie più varie e dove la popolazione è formata da un mix di gruppi provenienti da diversi paesi.

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Nasi Goreng integrale

Ingredienti per 4 persone

300 g di riso basmati integrale, 4 uova, 4 spicchi d’aglio, 2 cucchiai di zenzero grattugiato, 3 cipollotti, 500 g di pollo tritato, 2 cucchiai di salsa Tamari di soia, 3 cucchiai di kecap manis, 1 carota, 2 peperoncini lunghi, una manciata di basilico thailandese, qualche fogliolina di coriandolo, una manciata di anacardi tostati, 1 manciata di germogli di soia (facoltativi), 2 cucchiai di olio di semi di sesamo o di girasole.

La miglior parte del pollo da utilizzare per questa ricetta è la coscia disossata, oppure la sovracoscia, che ho poi tritato finemente con un coltello affilato. Il kecap manis, invece, è la salsa di soia tipica indonesiana, dal gusto dolce. Se non la trovate, sostituitela con 2 cucchiai di salsa di soia normale e 1 cucchiaio di zucchero a velo o di miele.

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Procedimento

Sciacquate il riso servendovi di un colino. Sgocciolatelo bene e tostatelo in un padellino. Versate 560 ml di acqua bollente, un pizzico di sale e coprite subito. Abbassate il fuoco e fate sobbollire il tutto per 25 minuti. Poi spegnete il fuoco e fate riposare il tutto coperto per altri 10 minuti.

Tritate i cipollotti assieme all’aglio e al peperoncino. Scaldate in una wok 1 cucchiaio d’olio, versate questo trito appena preparato assieme allo zenzero grattugiato. Fate cuocere per alcuni minuti mescolando velocemente il tutto. Aggiungete quindi il pollo tritato. Cuocete a fiamma altissima per 5 minuti.

A questo punto aggiungete il riso, i germogli (se vi piacciono), la carota grattugiata e le due salse di soia. Proseguite la cottura per altri 5 minuti.

Nel frattempo, scaldate in un’altra padella l’olio rimasto e cuocete le uova all’occhio di bue. Suddividete il riso in ogni porzione, adagiate un uovo per ogni piatto, decorate con gli anacardi, basilico thai e coriandolo e servite subito.

Risotto cavolo nero e pinoli

Signore e signori, vi presento per la prima volta in questo blog, sua maestà il Cavolo Nero!  Non immaginavo quanta bontà e quante buone proprietà avesse questo strano cavolo, che cavolo non è. Bensì foglia ma dai sapori e dai profumi concentrati. Dicono che sia ricco di antiossidanti, sali minerali e vitamine. Ha virtù antivirali e immunostimolanti… utilissimo per salvaguardarsi naturalmente dai raffreddamenti invernali.

La fortuna è che il mio contadino di fiducia, oltre a coltivare degli ottimi ortaggi regionali (come il broccolo friulano) e stagionali (cavoli, finocchi, broccolo verdi, biete e cicoria) vende ai suoi affezionati clienti anche dei bei turgidi mazzi di cavolo nero. Non potevo di certo lasciarli lì da soli.

E quindi, dopo averlo utilizzato come ingrediente fondamentale per la ribollita toscana, e dopo averlo tramutato in un gustoso contorno con un po’ d’aglio, olio e peperoncino,  ora tocca a un gustoso risotto, impreziosito da piccoli pinoli e da una grattata di un rustico pecorino non troppo stagionato.

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Risotto al cavolo nero e pinoli

Ingredienti per 4 persone

300 g di riso semi integrale BIO, un mazzo grande di cavolo nero, 1 scalogno, 1 spicchio d’aglio, 700 ml di brodo bollente vegetale, 2 cucchiai di pecorino grattugiato (o parmigiano) più un po’, 2 cucchiai di pinoli più un po’ per decorare, 30 g di burro, olio extravergine di oliva.

Per questo risotto ho utilizzato il riso Ribe semi integrale lungo da agricoluta BIO della Ecor. Il nome Ribe deriva dalle iniziali di Rinaldo Bersani che selezionò questa particolare varietà. Ha chicchi allungati e cristallini ed è rinomato per la sua versatilità. Ha buone caratteristiche organolettiche e resiste bene alla cottura; è particolarmente indicato per risotti, minestre, timballi e contorni. Cuoce in 24 minuti.

2Portate a ebollizione dell’acqua assieme a uno spicchio d’aglio privato della camicia e tagliato a metà. Nel frattempo, lavate le foglie di cavolo nero e sfogliatele, eliminando così la nervatura centrale. Tritatele poi grossolanamente al coltello e sbollentatele nell’acqua per almeno 15 minuti. Poi scolatele. Tenete da parte alcune foglie per la decorazione dei piatti e un po’ di acqua di cottura. Frullate le restanti foglie assieme allo spicchio d’aglio che avevate utilizzato per aromatizzare l’acqua (oppure, se non amate l’aglio, utilizzatene solo metà), pecorino (o parmigiano) e pinoli. Se il tutto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungete 1 cucchiaio di cottura del cavolo nero e frullate fino ad ottenere una crema. Mettete da parte.

Scaldate il brodo vegetale.

Tritate lo scalogno e fatelo appassire in una padella assieme a 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva. Tostate il riso e proseguite la cottura per circa 20 – 24 minuti aggiungendo brodo di tanto in tanto e mescolando spesso.

A cottura ultimata, spegnete il fuoco. Aggiungete la crema di cavolo nero, il burro e mantecate il tutto. Suddividete poi il risotto nei piatti, decoratelo con le foglie di cavolo nero che avevate messo da parte, con i pinoli e con una grattata di formaggio grattugiato.

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Risotto integrale alla zucca, mandorle e mascarpone

Autunno, stagione di zucche, di pietanze grezze e confortanti. Avete mai provato a cucinare il risotto con un riso integrale? Questi chicchi dal sapore intenso si sposano bene con la zucca e la croccantezza delle mandorle per poi perdersi nell’avvolgente cremosità di una punta di mascarpone.

E poi come non innamorarsi di queste deliziose fondine dai toni azzurrini e verdi? Sono le creazioni di Erichetta. Se siete curiosi, date un occhiata al suo sito http://erichettanovello.com/ o alla bottega ATELIER 59 nel cuore di Cormons (GO).

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Risotto integrale alla zucca e mandorle

Ingredienti per 4 persone

200 g di riso integrale BIO, 200 g di zucca Butternut, 2 scalogni, 3 foglie di salvia fresca più un po’ per decorare, 2 cucchiaini d’olio extravergine di oliva, mezzo bicchiere di vino bianco secco, 1 litro e mezzo di brodo vegetale bollente, 60 g di mascarpone ammorbidito a temperatura ambiente più un po’ per decorare il piatto, 1 cucchiaio di parmigiano, una  manciata di mandorle a lamelle, sale e pepe, una grattata di noce moscata (facoltativo).

Il riso integrale ha dei tempi di cottura molto lunghi e, a cottura ultimata, tende a restare un po’ al dente. Leggete bene l’etichetta per non sbagliare le tempistiche.

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Private la zucca della buccia e tagliatela a pezzetti. Cuocetela a vapore fino a quando non sarà diventata molto morbida. Una volta cotta, frullatela ancora calda in modo da ottenere una purea. Salate e pepate leggermente e se vi piace insaporite con la noce moscata grattugiata. Mettete poi da parte.

Per preparare il risotto, utilizzate una capiente pentola antiaderente munita di coperchio: tritate finemente lo scalogno assieme alle foglie di salvia fresche. Appassite il tutto con l’olio a fuoco basso. Quando lo scalogno si sarà ammorbidito, aggiungete il riso integrale e tostatelo. Sfumate con il vino bianco e aggiungete metà del brodo bollente vegetale. Mescolate, coprite immediatamente con il coperchio, e lasciate sobbollire a fuoco bassissimo per una ventila di minuti, controllando di tanto in tanto il quantitativo del brodo. Se si dovesse asciugare il risotto, aggiungete ancora un po’ di brodo, coprite e continuate la cottura. La cottura del riso integrale di solito è un po’ lunga: va dai 40 ai 50 minuti circa.

Una volta che il riso si sarà quasi cotto, aggiungete la purea di zucca e lasciate asciugare il tutto, senza coprire la pentola, mescolando. Spegnete il fuoco e mantecate con 60 g di mascarpone e il parmigiano grattugiato. Servite immediatamente il risotto nelle fondine. Decorate ogni piatto con un cucchiaino di mascarpone, mandorle a lamelle, foglie di salvia e una generosa macinata di pepe fresco.

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