Poke Bowl al salmone ricordando Sydney

Poke bowl, il cibo di tendenza che mi fa ricordare in primis il primo giorno dell’anno, in Australia. Spiaggia, sole, estate e poke bowl a Cronulla, a pochi chilometri da Sydney. Continua a leggere “Poke Bowl al salmone ricordando Sydney”

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Rombo al forno con patate

Il rombo, pregiato pesce d’acqua salata, non ha bisogno di cotture stravaganti. Le sue carni bianche e prelibate si prestano alla cottura al forno con un classico accompagnamento di patate, pomodorini e limoni arrostiti che donano sapidità e profumi mediterranei al pesce. Continua a leggere “Rombo al forno con patate”

Cannoli salati alla mousse di trota

Un aperitivo tra amici, pochi ingredienti e tanta fantasia per creare un finger food sfizioso e gustoso. La Regina di San Daniele, la vera trota friulana, è l’ingrediente principale del piatto, abbinato alla croccantezza di un guscio di pasta birseè e semini e alla piccantezza della radice di rafano presente nella mousse. Una ricetta da segnare sul proprio quaderno degli appunti!

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Cannoli salati alla mousse di trota

Ingredienti per una decina di cannoli

1 rotolo di pasta briseè rettangolare, 1 tuorlo d’uovo, semi di sesamo q.b., burro q.b., 100 g di trota salmonata affumicata o al naturale, 2 cucchiaini di erba cipollina, 2 cucchiai di panna acida o di yogurt greco, 1 cucchiaino di kren (rafano) grattugiato, sale e pepe.

Al posto della pasta briseè potete utilizzare la pasta sfoglia. Se non vi piace la trota, potete sostituirla con qualsiasi altro pesce affumicato.

cannoli mousse di trota 3

Procedimento

Scaldate il forno a 180° C in modalità ventilato.

Srotolate la pasta briseè e tagliate 10 strisce nel senso della lunghezza. Imburrate 10 formine per cannolo e avvolgete le strisce di pasta su ogni formina. Spennellate i cannoli con il tuorlo sbattuto, spolverate con i semini di sesamo e infornate a forno caldo. Cuocete i cannoli fino a doratura.

A parte preparate la mousse di trota. Tritate grossolanamente il filetto di trota affumicata o al naturale, privata della pelle. Riponetela in un mixer assieme alla panna acida, al kren (rafano) all’erba cipollina, sale e pepe quanto basta. Frullate il tutto fino ad ottenere una crema soda. Trasferite al crema in un sac à poche e riponetela in frigorifero.

Una volta pronti i cannoli, fateli raffreddare bene. Estraeteli dallo stampino una volta raffreddateli e farciteli con la mousse di trota aiutandovi con il sac à poche. Spolverate le estremità con erba cipollina e servite subito.

Vi consiglio di gustare questi cannoli in giornata.

Il vino in abbinamento

cannoli - sauvignon copia

 

Cozze alla busara

Chi passa per Trieste di certo ha sentito parlare degli scampi alla busara o bùzara. Si tratta della tipica preparazione di crostacei in rosso, conditi con cipolla, aglio e pomodoro. Ma la vera origine di questa ricetta non rimanda al capoluogo triestino bensì alla città di Fiume, Rijeca in croato, che ha fatto parte del Regno d’Italia dal 1924 al 1945.

I crostacei provenienti dal golfo croato erano parecchio apprezzati già nel XIX secolo: Antonio Papadopoli, gastronomo e comico veneto, ne tesse le lodi nella sua bizzarra ma interessantissima Gastronomia Sperimentale del 1866. “Un giorno un forestiero disse: benedetto Fiume, le sue donne, i suoi scampi! Io invece secondo il mio gusto esclamerei: benedetto Fiume per i suoi scampi prima, e per le sue donne dopo”. Dall’Istria, dopo la Prima Guerra Mondiale, la busara sconfinò fino ad approdare a Trieste e da allora diventò un vanto della cucina triestina di mare.

Secondo varie fonti, la busara o buzara o busera, possiede diverse etimologie. La prima rimanderebbe a una grossa pentola in coccio o in ferro con cui si preparava questa ricetta sulle barche dei pescatori, la buzara in lingua locale. Ma la leggenda più suggestiva confermata da Mario Doria nel suo Grande Dizionario di Dialetto Triestino è collegata alla parola busiara, ovvero bugiarda. Non sempre i marinai pescavano scampi, e non sempre il pesce invenduto era pesce di pregio: in questo modo si mascherava il pescato avanzato con questa ricca preparazione, “bugiarda” appunto, perchè non conteneva i prelibati crostacei.

Da Trieste questa ricetta sugosa “da scarpetta” arrivò fino a Venezia, anche lì porto di mare ricco di pesce e divenne subito rielaborata per creare un famosissimo primo piatto: gli spaghetti alla busera, personalizzabili con crostacei e altri frutti di mare. Da qui anche la mia personale interpretazione più veloce con delle golose cozze.

Cozze alla busera 1

Cozze alla busara

Ingredienti per 4 persone

2 kg di cozze, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 500 g di polpa di pomodori, 1 bicchiere di vino bianco, un mazzo di prezzemolo fresco, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, un pizzico di peperoncino, sale fino se serve.

Potete trasformare questo prelibato piatto in un sugo per la pasta per 5 – 6 persone.

Cozze alla busera 2

Procedimento

Pulite molto bene le cozze. Io le verso nel lavandino del lavello della cucina precedentemente riempito con acqua fresca. Servendomi poi di una spugna tipo paglietta, gratto i gusci per eliminare eventuali residui calcarei o di alghe. Poi, elimino la barbetta di ogni mollusco tirandola verso il basso.Se avete la possibilità di trovare delle cozze già pulite, buon per voi… salterete questo lungo passaggio!

Tritate ora finemente la cipolla assieme all’aglio. Scaldate in un ampio tegame l’olio, versate la cipolla e l’aglio e fate soffriggere dolcemente il tutto per 5 minuti. Versate la polpa di pomodoro, insaporite con il peperoncino e un pizzico di sale (poco!).

Aggiungete ora le cozze alla preparazione, bagnate con il vino bianco, mescolate il tutto e coprite con un coperchio. Mantenete il fuoco medio. Dopo circa una decina di minuti, scoperchiate il tegame ancora la cottura per altri 10 minuti in modo che il sughino si addensi.

Tritate il prezzemolo, spolveratelo sulle cozze e servitele belle calde, accompagnate da pane tostato e da un buon calice di vino bianco.

Il vino in abbinamento

vino cozze - vitovska

In collaborazione con

laesse banner cozze

Sogliola al limone, piselli e salsa verde

Pesce grasso o pesce magro? In qualsiasi tipo di preparazione, fritto, al vapore, al cortoccio, al forno, rosolato… qualsiasi tipo di pesce fa sempre bene alla salute!

In base al diverso apporto di grassi, i pesce si distinguono in:

  • pesci magri o pesci “bianchi” come la spigola, il luccio, il merluzzo, l’orata, la rana pescatrice, il merlano, la razza, la sogliola, la platessa, la trota … Il loro contenuto di grassi non supera l’ 1% ma i pesci di questa categoria hanno un elevato apporto proteico.
  • pesci grassi o pesci “azzurri” come l’aringa, l’anguilla, il tonno, il salmone, e il pesci semi grassi come le sardine, il rombo, le acciughe, gli sgombri e il pesce spada. Queste tipologie hanno un contenuto di grassi che va dal 5% al 15% e sono ricchi di omega 3.

Oggi dal pescivendolo ho trovato dei deliziosi e delicati filetti di sogliola. Ho deciso di accompagnarli con dei piselli primavera e una gustosa salsa verde alle erbe aromatiche.

Sogliola al limone, piselli e salsa verde

Ingredienti per 4 persone

4 filetti di sogliola grandi (o 8 piccoli), 4 fettine di pancetta affumicata affettata sottile, 400 g di piselli primavera surgelati o freschi, 2 piccoli cipollotti o 2 scalogni, 50 g di burro, succo e scorza di 1/2 limone, 3 cucchiai di farina, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Per la salsa: 50 g di prezzemolo fresco, 50 g di basilico fresco, 100 ml d’olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di senape, un piccolo spicchio d’aglio (facoltativo), 2 filetti d’acciuga tritati, sale e pepe.

Se non riuscite a trovare i filetti di sogliola, i filetti di platessa vanno comunque bene. Se sono piccolini, calcolate 2 a testa.

Procedimento

Preparate per prima la salsa: spezzettate con le mani il prezzemolo e il basilico. Versateli nella brocca di un frullatore (o di un frullatore a immersione), aggiungete l’aglio tritato al coltello, la senape, l’olio, le acciughe spezzettate, sale e pepe. Frullate il tutto fino ad ottenere un’emulsione.

Sciacquate i piselli sotto l’acqua corrente e versateli in una pentola. Tritate grossolanamente i cipollotti (o gli scalogni) e aggiungeteli ai piselli. Versate dell’acqua fino a raggiungere un dito al di sopra dei piselli e portate a ebollizione. Fate cuocere il tutto fino a quando l’acqua non sarà evaporata e i piselli cotti. Versate quindi 1 cucchiaio d’olio d’oliva, regolate di sale e pepe e fateli leggermente insaporire a fuoco medio. Teneteli al caldo.

Lavate ed asciugate i filetti di sogliola o di platessa. Infarinateli con la farina e scuoteteli bene per eliminare la farina in eccesso. Scaldate una padella e fate fondere il burro assieme a 2 cucchiai d’olio. Adagiate i filetti di pesce e rosolateli pochi minuti per lato a fuoco alto. Sfumate con il succo di limone, insaporite con la scorza, poco sale e pepe. Rosolate nella stessa padella anche le fettine di pancetta.

Impiattate i filetti di sogliola al limone con un po’ del loro sughino. Suddividete i piselli nei piatti, le fettine croccanti di pancetta e condite in tutto con qualche cucchiaiata di salsa verde.

Polpette di trota e patate al forno

Una polpetta tira l’altra e alla loro forma tondeggiante così perfetta non si può dir di no. Le polpette sono un simpatico modo alternativo di mangiare carne, pesce o verdure a patto che il loro metodo di cottura sia sano e non siano intrise d’olio, unte e bisunte. Per questo prediligo quindi le cotture al forno o in padella con pochi grassi ma lo stesso gustose e con una golosa crosticina esterna.

Oggi le ho provate con la trota salmonata e le patate. Con queste dosi si sfamano tranquillamente 3 – 4 persone. La cottura al forno è una furbata. Vi assicuro che l’impanatura esterna non sarà secca ma croccante e gustosa… Provare per credere!

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Polpette di trota e patate al forno

Ingredienti per circa 25 polpette

Per le polpette: 300 g di trota salmonata in filetto, 150 – 200 g di patate a pasta gialla, 1 uovo, 2 cucchiai di pangrattato, mezzo porro, 2 cucchiai di parmigiano, sale, pepe, olio d’oliva.

Per l’impanatura: 3 fette di pane in cassetta, 3 cucchiai di pangrattato secco, 3 cucchiai d’olio di semi di girasole o d’oliva più un po’, 1 uovo sbattuto, 2 cucchiai di farina 00.

Che pesce utilizzare al posto della trota salmonata? Qualsiasi pesce vi piaccia! Vi consiglio il salmone in filetto, il merluzzo o il baccalà dissalato. Naturalmente ricordatevi di eliminare tutte le lische!

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Procedimento

Prendete i filetti di trota e sciacquateli bene sotto l’acqua fredda. Privateli di eventuali lische servendovi di un’apposita pinzetta. Cuocete i filetti di trota al vapore e lasciateli poi raffreddare bene. Eliminate la pelle ed eventuali parti da scartare. Schiacciate la polpa del pesce con una forchetta, salatela e pepatela leggermente e tenetela da parte.

Pelate le patate, riducetele a tocchetti e cuocetele a vapore. Nel frattempo mondate, lavate e tritate il porro. Stufatelo in padella con 1 cucchiaio d’olio d’oliva, sale e pepe. Una volta morbido, unitelo alla trota.

Quando le patate saranno ben cotte, pressatele con lo schiacciapatate e radunate la purea in una ciotola capiente. Versate la trota e il porro, il parmigiano grattugiato, il pan grattato e l’uovo. Impastate il tutto con una forchetta, regolate di sale e pepe. Se volete potete aromatizzare il composto con un po’ di scorza di limone e un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato. Riponete il composto a riposare e rassodare in frigorifero per almeno 2 ore. In questo modo potrete arrotolare le polpette con più facilità.

Radunate nel mixer il pane in cassetta spezzettato, il pan grattato, l’olio e frullate bene il tutto.

Trascorse le due ore di riposo estraete la ciotola con il composto per le polpette dal frigorifero e scaldate il forno a 200° C.

Aiutandovi con un cucchiaio, prelevate delle porzioni di composto, arrotolatele tra le mani e posizionatele su un piatto. Una volta pronte le polpettine, spolveratele di farina aiutandovi setacciandola con un colino: in questo modo si infarineranno solo leggermente. Passatele poi una per una nell’uovo sbattuto e nel composto di pane e olio frullati. Pressate bene le polpettine tra le mani in modo che la impanatura aderisca bene.

Rivestite una teglia con un foglio di carta forno e spennellatela con un goccio d’olio di semi. Disponete le polpettine ben distanziate, infornatele e cuocetele in forno ventilato per almeno 30 minuti.

Quando saranno diventate croccanti e dorate, lasciatele riposare un paio di minuti nel forno spento prima di servirle. Sono ottime tiepide o fredde, servite come piatto unico accompagnato da una fresca insalata o come sanck d’aperitivo.

 

 

Verdure, gamberoni, calamari e pesce bianco in vasocottura

Non si smette mai d’imparare e di arricchirsi. Nella mia collaborazione per la scoperta di nuovi utilizzi e abbinamenti con l’Asperum, mai mi sarei immaginata di poter testare anche un nuovo metodo di cottura.

Gloria Midolini, mia cara amica, mi consigliò vivamente questa cottura delicata ma allo stesso tempo in grado di concentrare i sapori in un unico vasetto, ideale da abbinare al suo aceto balsamico.

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La vasocottura altro non è che la cottura in vaso. Si procede come faceva la nonna per sterilizzare i vasetti di marmellata ben chiusi, immersi in acqua avvolti da candidi strofinacci di cotone. Allo stesso tempo, la pietanza racchiusa nel vetro viene cotta come in una sorta di pentola a pressione. È un metodo di preparazione delicato, che esalta i sapori più nascosti delle pietanze.

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Verdure, calamari, gamberoni e pesce bianco in vasocottura

Ingredienti per 4 persone

20 gamberoni freschi e grandi, 400 g di pesce bianco come merluzzo fresco, pesce persico o rana pescatrice, 10 calamaretti freschi, 1 gambo di sedano bianco, 1 carota, 1 zucchina, 1 cucchiaio di vino bianco, 1 cucchiaio di succo di limone, sale e pepe, olio extravergine di oliva, qualche goccia di aceto balsamico Asperum IV invecchiato 15 anni, erbette fresche per servire.

Per realizzare al meglio la vasocottura ho utilizzato i contenitori ermetici in vetro della Weck. Li potete trovare su Amazon o consultando il sito {qui}.

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Tagliate le verdure a julienne, riponetele in una ciotola, salatele, pepatele e conditele con un goccio d’olio. Mescolatele e lasciatele riposare per almeno un’ora per ammorbidirle per bene.

A parte sgusciate i gamberi ed eliminate il filetto nero, tagliate il pesce bianco a cubetti, mondate, pulite e riducete i calamari a rondelle. Riponete il pesce in una ciotola. Insaporitelo con il vino bianco, il succo di limone, sale e pepe. Lasciate marinare il pesce per almeno 30 minuti.

Scolate la verdura da eventuale liquido che si sarà formato. Unitela al pesce e mescolate il tutto. Riempite 4 vasetti di vetro e richiudeteli con il tappo.

Riponete i vasetti in una pentola a sponde alte e avvolgeteli con un panno da cucina per far sì che in cottura non si rompano. Versate dell’acqua tiepida (non bollente!) nella pentola fino a raggiungere i 3/4 d’altezza dei vasetti.  Mettete la pentola sul fuoco e, dal momento dell’inizio del bollore, cuocete il pesce per 15 – 20 minuti. Controllate il colore del pesce dal vetro dei vasetti per esser sicuri che sia ben cotto.

Una volta pronti, asciugate bene i vasetti, scoperchiateli, condite il pesce e le verdure con erbette fresche, un giro d’olio e qualche goccia d’Asperum IV. Servite subito.

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Pancake alla coreana con gamberi e cipollotti

I sapori forti e freschi, e la commistione tra dolce, saporito, piccante e salato, tipica della cucina asiatica mi ha sempre appassionato. Tempo fa acquistai a Londra una copia della famosissima rivista inglese di cucina Good Food e restai affascinata da questo goloso e soffice pancake salato alla coreana.

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Pancake alla coreana con gamberi e cipollotti

Ingredienti per 2 persone

75 g di farina 00, un pizzico di peperoncino, 1 uovo, un pizzico d’aglio in polvere (facoltativo), 1 cucchiaio d’olio di semi di sesamo o neutro, 4 cipollotti oppure 1 piccolo porro, 100 g di gamberi già cotti e sgusciati, 1 cucchiaino di salsa si soia, salsa dolce ai peperoncini per accompagnare, sale e pepe.

Per una versione senza glutine sostituite al farina 00 con 40 g di farina di riso integrale e 1 cucchiaio di maizena setacciata. Preparate la pastella almeno 1 ora prima e lasciatela riposare a temperatura ambiente.

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Procedimento

In una ciotola mescolate la farina assieme al peperoncino e all’aglio in polvere. Aggiungete 100 ml d’acqua, 1 cucchiaino di salsa di soia e l’uovo sgusciato. Sbattete bene il tutto con una forchetta e lasciate riposare.

Affettate finemente i cipollotti (o i porri) e mescolateli in una ciotola assieme ai gamberetti già cotti e sgusciati. Salate e pepate leggermente il tutto e mescolate.

Scaldate l’olio in una larga padella, versate i cipollotti e i gamberi e fateli cuocere per 1 minuto. Aggiungete poi l’impasto del pancake, abassate il fuoco e coprite con un coperchio. Cuocete per 3 minuti, poi rigirate il pancake e cuocetelo anche sull’altro lato.

Una volta cotto, tagliate il pancake alla coreana a fette e servitelo cosparso con la salsa di peperoncini rossi e semini di sesamo.

Spaghetti con cozze e pangrattato

Se scendete lungo la Penisola, e arrivate in Sicilia, di sicuro dovrete assaggiare la Pasta ‘ca Muddica, piatto povero, antico e saporitissimo.

La Muddica era l’antico Parmigiano grattugiato, un impasto croccante a base di briciole di pane, d’olio di oliva, acciughe dissalate, prezzemolo e aglio. Se veniva tostata prendeva il nome di Muddica atturrata. Era un condimento povero, sostituto del costoso formaggio che le persone più povere si erano inventate per necessità.

Spaghetti cozze pangrattato ORIZZ

La Muddica in Sicilia e in altre regioni del Sud Italia viene utilizzata soprattutto per condire paste e primi piatti. Tra le pietanze più golose che io abbia mai assaggiato, rientrano i cavatelli alla Muddica e olive nere infornate, a Olio Capitale a Trieste.

Questo croccante accompagnamento alla pasta, ben si presta ai primi piatti a base di pesce. Ve lo propongo infatti con le cozze, rigorosamente fresche.

Vi consiglio inoltre di constatare la freschezza delle cozze che andrete ad acquistare per la preparazione di questo piatto. Le cozze appartengono alla famiglia dei mitili e sono racchiuse da due gusci chiamati valve. La prima cosa da fare è quella di controllare che tutte quante le cozze abbiano i gusci ben chiusi. Inoltre devono esser luminosi, e non avvolti da una sottile patina che li rende opachi. Sempre al momento dell’acquisto, verificate che tutti i gusci siano perfettamente integri e nel caso in cui, in mezzo alle cozze ce ne siano troppi  rotti, è meglio rinunciare e passare oltre.

Una volta acquistato il vostro sacchetto di cozze fresche mettetele in una bacinella piena d’acqua fresca ma non troppo fredda. Con una spugnetta a paglia grattate il guscio per eliminare le impurità calcaree. Eliminate poi la barbetta che esce dalle due valve. Risciacquatele bene e poi procedete con la preparazione della ricetta.

Spaghetti cozze pangrattato VERT

In collaborazione con Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta degli Spaghetti alle cozze e pangrattato cliccando {qui}.

Pulpo a la gallega

Una volta tornata in Italia dalle vacanze nei Paesi Baschi, mi ero promessa di provare a preparare la ricetta del Pulpo a la gallega. Questo piatto ha origini galiziane ma, vista la sua bontà e facilità nell’esecuzione, è una pietanza ormai famosa in tutta la Spagna. Viene preparata nei ristoranti, nelle taverne e perfino alle feste paesane.

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Pulpo a la gallega

Ingredienti per 4 persone

1 polpo da 700 – 800 g decongelato, un gambo di sedano, 1 piccola cipolla bianca, 1 carota, 4 patate bollite, 1 cucchiaio d’aceto di vino bianco, 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva, paprika affumicata tipo “Pimenton de la Vera”, fiocchi di sale “flor de sal de Añana” .

La particolarità del pulpo a la gallega è l’utilizzo di pochi e semplici ingredienti ma di qualità. La paprika affumicata ne è uno di questi: la varietà “Pimenton de la Vera” è la più rinomata, la più saporita e profumata. I fiocchi di sale ultimamente vengono molto utilizzati in cucina. La loro particolarità è nel gusto salato ma dolce, e nella forma. Dalla Spagna, ho portato a casa il “flor de sal de Añana”, presidio Slow Food, ma alternativamente potete sostituirli con il sale di Maldon o il sale di Cipro.

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Secondo la mia esperienza, per avere un ottimo risultato con la cottura del polpo, è sempre meglio sceglierlo decongelato, in quanto ammorbidisce i nervi dei tentacoli. Se vi capita di acquistarlo fresco, congelatelo per un giorno e scongelatelo poi durante la notte.

Portate a ebollizione dell’acqua. Tenendo il polpo dalla testa, tuffatelo per 4 volte, in modo che i tentacoli si arriccino. Tenetelo poi da parte e buttate via l’acqua. Raffreddate la pentola e riempitela con acqua fredda. Adagiate il polpo nell’acqua fredda assieme al sedano, alla carota e alla cipolla. Portate la pentola sul fuoco non coprendola.

Quando vedrete che l’acqua incomincerà a bollire vigorosamente, spegnete il fuoco e coprite immediatamente. Lasciate riposare il tutto per circa un’ora e mezza. Se dopo questo tempo, facendo la prova stecchino, vi sembra che il polpo sia ancora duro, riportare la pentola scoperta sul fuoco, attendete che incominci a bollire, richiudete il fuoco e ricoprite con un coperchio. Lasciate riposare il polpo nell’acqua per 1 ora. Non estraete il polpo dall’acqua fino al momento di servirlo. Indifferentemente da tempistica e temperatura: il polpo a contatto con l’aria diventa duro. Non mettetelo in frigorifero ma lasciatelo sempre a temperatura ambiente dentro la pentola piena d’acqua.

Al momento d’impiattare tagliate a fettine le patate bollite precedentemente lessate in acqua leggermente salata e disponetele sui piatti. Estraete il polpo, eliminate le verdure, e tagliatelo a pezzetti. Suddividetelo nei piatti, conditelo con una spruzzata d’aceto (non utilizzate il succo di limone: il polpo a contatto con il succo di limone diventa gelatinoso!), un giro abbondante d’olio extravergine d’oliva e insaporite il tutto con una spolverata abbondante di paprika e fiocchi di sale.

Insalata di seppioline

Di ritorno dalle vacanze con la voglia ancora di mare, e con la voglia ancora di sapore di mare! Questa insalata di seppioline è proprio quello che ci vuole: fresca, facile e mediterranea.

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Insalata di seppioline

Ingredienti per 4 persone

600 g di seppioline fresche già pulite, 1 bicchiere di vino bianco, mezzo scalogno, un pezzetino di gambo di sedano, mezza carota, 200 g di pomodorini, 8 piccole patatine novelle o 2 di media grandezza, una manciata di olive nere, di capperi, prezzemolo, basilico, cipolla rossa a piacere, sale, pepe, il succo di un quarto di limone, olio extravergine d’oliva.

Potete sostituire le seppioline con una seppia grande. Tagliatela a pezzettoni prima di cuocerla e riducetela a pezzetti ancora più piccoli una volta cotta.

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Lavate le seppioline e radunatele in una pentola assieme allo scalogno, al sedano e alla carote. Riempitela con il vino bianco e con abbindante acqua fredda fino a coprirle. Mettetela sul fuoco e cuocete le seppioline per 40 – 50 minuti dall’inizio del loro bollore. Fate la prova stecchino per controllare la cottura delle seppioline. Se risultano ancora poco tenere cuocetele a oltranza agguingendo, se necessario, ancora un po’ d’acqua fredda. Una volta cotte, lasciatele raffreddare nell’acqua di cottura e poi scolatele, eliminando scalogno, sedano e carota.

Nel frattempo, pelate le patate e cuocetele a vapore. Tagliatele a spicchi e conditele ancora tiepide con il prezzmolo, olio e un pizzio di sale. Tagliate i pomodorini in 4 e metteteli in una ciotola assime alle patate, alle seppioline, a un po’ di cipolla rossa affettata sottilmente, ai capperi e alle olive. Condite il tutto con un emulsione di succo di limone: spremete un quarto di limone in una ciotolina e, sbattendo con un forchetta, versate l’olio fino ad ottenere un composto denso.

Suddividete l’insalata di seppioline per ogni piatto, condite, se necessario, con ancora un giro d’olio e decorate con delle foglioline di basilico fresco.

Trofie alle vongole e melanzane

Rossi pomodori maturati col calore del sole, succulente melanzane, saporite vongole e profumate erbe aromatiche, sono gli ingredienti di questo primo piatto che sa d’estate!
Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi
Trofie 
alle vongole e melanzane
Ingredienti per 4 persone
300 g di trofie fresche
Una piccola melanzana di 200 g circa
2 pomodori ramati
500 g di vongole fresche
100 ml di vino bianco
2 spicchi d’aglio
erbe aromatiche fresche come timo, origano, maggiorana e prezzemolo
sale e pepe
olio extravergine d’oliva
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Mettete in ammollo per un paio d’ore le vongole fresche in acqua fresca leggermente salata in modo che perdano la sabbia. Cambiate l’acqua un paio di volte. Nel frattempo, incidete i pomodori e scottateli nell’acqua bollente per 3 minuti. Tuffateli in acqua e ghiaccio. Pelate i pomodori, tagliateli a metà e privateli dei semi. Riduceteli poi a dadini.
Tagliate a dadini anche la melanzana e salatela leggermente. Lasciatela riposare per un’oretta in modo che perda l’acqua di vegetazione. Asciugate i dadini di melanzana con della carta da cucina e cuoceteli con 1 cucchiaio d’olio e una spicchio d’aglio in una larga pentola, coperti da un coperchio. Salate e pepate e proseguite la cottura fino a quando non saranno teneri. Metteteli poi da parte.
Risciacquate le vongole. radunatele in una padella con poco olio, 1 spicchio d’aglio, il pomodoro a dadini e il vino bianco. Cuocete le vongole facendole aprire tutte. Aggiungete poi le melanzane alla salsa di pomodori e vongole. Eliminate gli spicchi d’aglio.
Lessate le trofie in abbondante acqua salata. Una volta cotte e scolate, fatele saltare assieme al condimento. Completate profumando questo piatto con un trito d’erbe aromatiche fresche.
Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi

Tagliatelle alle triglie

Pronti per un gustoso pranzo con le tagliatelle all’uovo di Luciana Mosconi? Oggi proposte con un sughino di triglie alquanto gustoso…
Tagliatelle al’uovo di Luciana Mosconi
alle triglie

Ingredienti per 2 persone

120 g di tagliatelle d”uovo  di Luciana Mosconi
1 grappolo di pomodorini
80 g di pisellini sgusciati congelati
mezzo scalogno
mezza carota
1 spicchio d’aglio
un piccolo pezzettino di sedano
4 filetti di triglie
vino bianco
3 fettine di limone
sale e pepe
olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di farina
prezzemolo

Pulite i filetti di triglia e togliete, con l’aiuto di una pinzetta, eventuali spine. Mettete a marinare i filetti di triglia per 20 minuti in una ciotola con 4 cucchiai di vino bianco e 3 fettine di limone. Dopodiché eliminate la marinata e asciugateli con della carta assorbente. Metteteli da parte.
Tritate finemente sedano, carota, cipolla, e spellate lo spicchio d’aglio. Scaldate in una pentola 2 cucchiaini d’olio e rosolate le verdure tritate, i piselli e i pomodorini a fuoco basso fino. Aggiungete metà delle triglie tagliate a dadini al sugo di verdure, sfumate con il vino bianco. Salate, pepate e aggiungete il prezzemolo tritato finemente. Eliminato l’aglio.
Infarinate gli altri 2 filetti di triglia e fateli dorare in un pentolino con 2 cucchiaini d’olio d’oliva ben caldo. Salateli e pepateli e teneteli da parte come guarnizione.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata. Una volta cotta, conservate 1 mestolo d’acqua di cottura per saltare la pasta nel sughino di pesce.
Impiattate, appoggiate i 2 filetti di triglia dorati sopra a ogni piatto e completate con qualche foglia di prezzemolo.

Fish & Chips alla marocchina

Venerdì PESCE e oggi vi propongo questa deliziosa ricetta che mi fa impazzire!
Ho tratto ispirazione dall libro di Jamie Oliver “Le mie ricette da … ” e da quando l’ho provata, non l’ho più abbandonata.
Si può fare con qualsiasi pesce bianco e si accompagna bene con le Focaccine al fleur del sel che ho cucinato qualche post fa, le trovate qui.

Fish & Chips alla marocchina
Ingredienti per 4 persone
600 g di coda di rospo a cubettini
(o altro pesce bianco)
aglio
mezzo cucchiaino di paprika
mezzo cucchiaino di curcuma in polvere
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
mezzo cucchiaino di coriandolo macinato
prezzemolo
il succo di mezzo lime
2 cucchiai d’olio d’oliva
sale e pepe
Per accompagnare
patate arrosto
maionese allo yogurt
capperi sotto sale
verdura colorata mista
Ho tostato le spezie in un padellino.
Ho preparato poi una marinatura mescolando insieme lo spezie con l’olio, l’aglio schiacciato, il succo di lime, sale e pepe. Ho cosparso e mescolato con le mani i pezzettini di pesce tagliati a cubetti.
Ho lasciato marinare il tutto in frigo per almeno 1 oretta.
Ho poi infilzato i cubetti di coda di rospo marinati e li ho fatti cuocere sulla piastra di una pentola antiaderente girandoli ogni 5 minuti finché non risultavano dorati e ben cotti.
Li ho serviti poi su una focaccina e li ho accompagnati con un’insalatina fresca e colorata di cavolo cappuccio verde e viola e carote, e con una maionese leggera allo yogurt e capperi.

Sarde aromatiche gratinate con caponata leggera di melanzane

Il pesce fa bene, ragazzi! E non dobbiamo di certo lasciarci intimorire dalle prelibatezze che il pescivendolo ci offre, passando quasi indifferenti davanti al suo banchetto. A volte, cucinare il pesce è più semplice di quanto sembra, e naturalmente più semplice è il piatto migliore è il risultato.

Il pesce azzurro è un pesce povero ma ricco di valori nutrizionali. Esso ha carni generalmente molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi, in particolare del tipoomega 3. Anche per questo il consumo di pesce azzurro è consigliato nelle diete nelle quali sono da evitare i grassi saturi, presenti in altre specie animali. Essendo, inoltre, un alimento ricco di calcio (350 mg di calcio per 100 g di alimento) è consigliato per combattere i processi di decalcificazione ossea. Le tipologie di pesce azzurro proveninenti dal Mar Mediterraneo che potete trovare sono:

 

la sardina 

 

l’aringa 

 

l’alice o acciuga 

 

lo sgombro 

 

l’aguglia 

 

lo spratto o papalina 

 

l’alaccia 

 

il lanzardo 

 

la costardella 
il suro (o sugarello) 
 
Per questa ricetta ho utilizzato delle sarde.
Sarde gratinate al forno 
con caponata leggera di melanzane
 
Ingredienti per 4 persone
 
600 g di sarde
(oppure di alici, acciughe o sardoni)
3 fette di pan carrè o 3 fette di pane raffermo
1 spicchio d’aglio
un trito di erbe aromatiche miste
sale e pepe
olio d’oliva
Per accompagnare:
caponata leggera di melanzane
Ho curato e pulito le sarde:  la prima cosa da fare è quella di aprire, utilizzando le mani o delle forbici, il ventre del pesce. Per far questo bisogna fare una leggera pressione con le dita, in modo tale da aprire il pesce come un libro. Successivamente bisogna staccare la lisca centrale, sollevandola sempre con le dita ed eliminando poi di conseguenza anche la testa. Dopo aver deliscato i pesci, bisogna lavarli in maniera molto rapida con abbondante acqua fredda ed asciugarli con della carta assorbente.
Ho posizionato le sarde sulla carta forno in una teglia ed ho preparato la panure frullando grazie a un mixer il pane, le erbe aromatiche, l’aglio tritato, il sale, il pepe e 1 cucchiaio di olio d’oliva.
Ho cosparso il pesce con l’impanatura ed ho infornato per 10 minuti.
Ho servito poi le sarde gratinate con una caponata leggera di melanzane, buona anche tiepida.
La caponata è un prodotto tipico della cucina siciliana. Si tratta di un insieme di ortaggi – fritti – (per lo più melanzane), conditi con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Ne esistono numerose varianti, a seconda degli ingredienti: le ricette “classiche” raccolte in tutta l’isola sono ben 37!!!
L’etimologia rimanda allo spagnolo e catalano “caponada”, voce di significato affine. Va considerata una vera e propria etimologia popolare quella che fa risalire “caponata” a “capone”, nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la lampuga, un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva servito nelle tavole dell’aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata. Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le economiche melanzane. Ed è questa la ricetta giunta fino a noi. Qualcuno sostiene che il nome del piatto derivi dalle “caupone”, taverne dei marinai.
Io ho optato per una piccola rivisitazione ”light”. Ho fatto scaldare 1 cucchiaio d’olio d’oliva con 1 spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino in una padella larga. Ho poi aggiunto 1 melanzana tagliata a dadini piccolissimi assieme a un pezzettino di gambo di sedano anch’esso tritato. Ho regolato di sale ed ho insaporito il tutto con un pizzico di origano secco. Ho coperto con un coperchio la padella, ho abbassato il fuoco e cotto il tutto per circa 10 minuti. Ho aggiunto poi una manciata di olive verdi tritate, un cucchiaio di pinoli tostati e 2 cucchiaiate di passata a pomodori a cubetti. Ho aggiunto ancora un cucchiaio d’olio ed ho sfumato il tutto con un cucchiaio di aceto miscelato a mezzo cucchiaio di zucchero. Ho terminato la cottura e lasciato raffreddare il tutto.
Perfetto anche tiepido o freddo!