Pane all’aglio (Garlic Bread)

Un pane croccante, profumato, appena sfornato, pronto in pochi minuti e sempre apprezzato … Vi presento il pane all’aglio o chiamato anche garlic bread molto popolare nei paesi di lingua inglese ma anche nel Sud Africa, Mauritius e in Australia! Continua a leggere “Pane all’aglio (Garlic Bread)”

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Bagels integrali

Da quando li ho assaggiati a Londra, non ho potuto più farne a meno! I bagels sono delle ciambelle di pasta lievitata, cotte due volte: una prima bollitura e infine la tradizionale cottura al forno conferiscono a questo panino la tipica consistenza “chewy”, ma morbidissima, ideale per esser farcito – come d’obbligo – con formaggi cremosi e mille varianti: dal pesce affumicato, alle uova pochè, alla salted beef (una sorta di roast beef di origini anglosassoni) alla classica marmellata & burro d’arachidi. Continua a leggere “Bagels integrali”

Brioche alla ricotta e gocce di cioccolato

Sto testando moltissime ricette con la ricotta biologica della Fattoria Zoff, azienda con la quale collaboro in questo ultimo periodo, con molti corsi di cucina, pubblicazioni e progetti futuri. Questa volta mi sono messa alla prova ed ho sperimentato un pan brioche senza burro nè olio. Il risultato riuscitissimo, mi ha stupito: un lievitato soffice soffice e leggero come una nuvola che si conserva anche  4 giorni dopo la sua preparazione.

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Brioche alla ricotta e gocce di cioccolato

Ingredienti per uno stampo da plum cake grande

300 g di farina “tipo 0”, 1 uovo intero, 6 g di lievito di birra fresco o 1 cucchiaino di lievito di birra secco, 80 g di ricotta biologica della Fattoria Zoff, 120 ml d’acqua tiepida, 60 g di zucchero, i semi di una bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di rum o di vino Marsala (facoltativo), 4 cucchiai di gocce di cioccolato, 1 cucchiaino di sale, latte o panna per spennellare.

Per far sì che le gocce di cioccolato non si sciolgano in cottura nell’impasto, conservate la confezione in freezer e aggiungetele congelate all’impasto.

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Procedimento

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e lasciate riposare per una decina di minuti.

Sbattete l’uovo e lavoratelo assieme alla ricotta, alla vaniglia e al rum o al vino Marsala. Aggiungete quindi l’acqua con il lievito e mescolate il tutto. Incominciate a impastare aggiungendo la farina, poca per volta ed il sale. Potete utilizzare una planetaria munita di gancio a uncino per velocizzare l’operazione. Dovrete ottenere un’impasto ben incordato e leggermente appiccicoso. Infarinate leggermente il piano di lavoro, formate una palla e riponetela in una ciotola a lievitare coperta da un telo da cucina.

Lasciate riposare l’impasto fino al raddoppio; ci vorranno circa 2 ore.

Riprendete l’impasto e impastatelo di nuovo, questa volta aggiungendo le gocce di cioccolato. Formate di nuovo una palla e riponetela di nuovo a lievitare nella ciotola, fino al raddoppio, coperta da un telo.

A questo punto, trascorsa la seconda lievitazione, dividete l’impasto del pan brioche in 8 palline da circa 80 – 90 g. Disponetele in uno stampo rettangolare grande da plum cake rivestito con la carta forno. Coprite con un telo da cucina e fate lievitare il tutto per un’ora.

Nel frattempo scaldate il forno a 180° C in modalità statico.

Spennellate il pan brioche con poco latte o panna e infornatelo. Cuocetelo sul ripiano più basso del forno per almeno 30 minuti. Copritelo con un foglio di carta argentata se si dovesse scurire troppo in superficie. Fate la prova stecchino per controllare la cottura.

Una volta cotto, portate il pan brioche a temperatura ambiente, sformatelo e riponetelo a raffreddare su una gratella.

Consumatelo ben freddo. La sua morbidezza e fragranza rimane intatta per almeno 3 – 4 giorni se lo conserverete in un contenitore ermetico.

 

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Dal cuore della terra, il pane quotidiano

Il pane, che sia buono due volte

In un momento storico in cui l’alimentazione sana ed eticamente sostenibile è diventata fondamentale, IL PANE QUOTIDIANO si impegna in una lodevole iniziativa che guarda al territorio, alle sue risorse e alla sua forza lavoro.

IL PANE QUOTIDIANO è un’azienda sana ed in crescita che ha sede a Trieste e che negli ultimi anni ha registrato ottimi risultati, contando di dar lavoro a fine 2017 a quasi 100 dipendenti tra la società produttiva e quella commerciale, puntando ad essere il punto di riferimento dell’arte bianca nella città di Trieste e non solo. Il brand trae origine dalla quotidianità di piccoli gesti preziosi che fanno innamorare sempre nuovi clienti. Con gli attuali punti vendita, la presenza costante di collaboratori, i prodotti genuini e artigianali, Il Pane Quotidiano vuole lasciare l’impronta dell’eccellenza italiana nell’area triestina e nel mondo. La continua crescita e l’innovazione tecnologica sprona infatti l’azienda a sviluppare nuovi prodotti e servizi per i propri clienti e per i nuovi mercati da approcciare e conquistare.

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photo credits  ::  il pane quotidiano

Il pane è un bene primario e l’azienda insiste che venga realizzato con materie prime di qualità, che allo stesso tempo valorizzino il territorio regionale e non impattino sull’ambiente. Quindi, anziché andare alla ricerca per il mondo di grani e farine al prezzo più basso, si è preferito cercare dei grani BIO qui nella nostra regione e in particolare nella zona di Palmanova, coltivati in modo naturale anche se con rese più basse. Il Mulino Novacco al quale Il Pane Quotidiano si è rivolto ha immediatamente colpito l’azienda per l’attaccamento delle persone al loro lavoro e perché svolge anche una funzione sociale con il recupero di chi per sfortunate vicissitudini personali si trova ai margini. Ma al fine di controllare tutta la filiera di produzione e poter produrre un PANE realmente SPECIALE, con tutte le garanzie di salubrità e mantenimento delle sostanze nutritive per il consumatore, Il Pane Quotidiano ha deciso di occuparsi direttamente della macinazione del grano, attraverso il mulino che ha acquistato per realizzare questo progetto. Infatti la farina viene ottenuta da questo grano BIO e impastata subito insieme ad acqua, lievito e sale per ottenere un prodotto qualitativamente eccellente e totalmente naturale.

Il 22 settembre è stato presentato un nuovo progetto in Strada della Rosandra, a Trieste: DAL CUORE DELLA TERRA, LA CRESCITA NEL QUOTIDIANO.

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photo credits  ::  il pane quotidiano

Ma di cosa si tratta esattamente?

Paolo Fontanot, il fondatore dell’ azienda, nonché una persona che dà il cuore per questo lavoro da quando aveva 14 anni, sentiva che da un po’ di tempo a questa parte, fuori dai laboratori di panificazione non si percepiva più quel profumo di buono, di naturale e genuino che si respirava una volta. E allora si è chiesto cosa poteva fare insieme a tutta la sua squadra per far tornare quell’aroma.

Così è nato questo progetto: è stata cercata un’azienda che si impegnasse per dare il meglio ai clienti, che producesse il grano in maniera naturale, biologica e che fosse del territorio, trovandola nel Molin Novacco.

Questa azienda agricola di Aiello del Friuli non solo ci permette di assicurare un grano naturale, biologico e a km0, ma rappresenta anche un valore aggiunto al progetto: nei suoi 25 anni di attività si occupa infatti del disagio sociale e di valorizzare i disabili, attraverso un percorso di integrazione.

Una testimonianza davvero splendida di questa realtà  è stata data da un ragazzo, Stefano, che in poche parole ha raccontato la sua esperienza da programmatore informatico a mugnaio, riscoprendo se stesso e una realtà fatta di cose concrete, a contatto con la natura, dove a ogni azione corrisponde una reazione e il frutto del proprio operato si può toccare con mano.

Ora, grazie a questa partnership, l’azienda può garantire questa tipologia di pane in tutti i suoi ingredienti: si tratta infatti di un prodotto fatto con acqua, sale di Pirano, olio extravergine di oliva di San Dorligo e farina del territorio. Il lievito è misto, composto dall’80% da lievito madre, e il restante 20% da lievito di birra, impiegato per togliere acidità all’alimento.

Un altro traguardo davvero importante è quello di poter macinare il chicco di grano direttamente nel laboratorio, trasformarlo in farina, farlo lievitare e consegnare clienti un prodotto davvero sano.

Corrado, il capo forno, ha voluto sottolineare che nel suo percorso all’interno dell’azienda ha riscoperto la gioia per il proprio lavoro, per la creazione, perché a differenza di altri laboratori, a tutto lo staff piace davvero crescere e creare nuovi prodotti fatti col cuore, non solo perché ama fare bene il nostro lavoro, ma soprattutto perché vuole fare del bene a tutti i clienti.

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photo credits  ::  il pane quotidiano

I punti vendita de “Il pane quotidiano” potete trovarli:

  • in Strada della Rosandra, 50 a Trieste
  • in via Settefontane, 42 a Trieste
  • in viale XX Settembre, 11 a Trieste
  • in via Giulia, 5 a Treiste
  • in via di Servola, 126 a Trieste

Per maggiori informazioni consultate il sito: ilpanequotidiano.com

Comunicato stampa: Federica Marchesich & il pane quotidiano

Pane ai semi di chia per la colazione

Da quasi un anno sono chia dipendente. Mi piacciono moltissimo questi semini ricchi di proprietà salutari e ottimi se consumati a colazione. Come i semi di lino, sono ottimi se consumati a colazione: nello yogurt, assieme al müesli, negli smoothies oppure aggiunti nell’impasto di plum cake, torte e budini. Macinati e posti a contatto con un liquido, diventano mucillaginosi e sono un utile sostituto alle uova in alcune preparazioni.

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I semi di chia provengono da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa in Messico, Bolivia e la sua raccolta è appoggiata dal commercio equo e solidale. Questi semi possiedono proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all’interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

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In collaborazione con Ricette della Nonna, per scoprire questa gustosa ricetta cliccate {qui}.

Le mille varianti della Schnitte

Sul numero di q.b. (cibo, vino e … quanto basta per esser felici in cucina) di giugno mi sono dedicata alla ricerca delle origini della schnitte, tipica merenda triestina a base di pane raffermo, intinta in uovo sbattuto e fritta nel burro. A dirla così non sembra nulla di light, ma vi assicuro che con una colazione così non sentirete il senso della fame fino a pomeriggio inoltrato.

Il brunch domenicale per antonomasia è quello “slow”, con la sveglia tardi e la “colazione-quasi-pranzo” in terrazza, curando la tavola nei minimi dettagli per godersi non solo con gusto ma anche con gli occhi quel momento così godereccio. Si spazia dal dolce al salato: uova strapazzate e salmone affumicato su pane nero, spremuta d’arancia fresca, caffè o cappuccino, toast al prosciutto, e l’immancabile Schnitte triestina, tornata in voga con la fama delle versioni inglesi del “french toast” o quelle francesi del “pain perdu”. Con la Schnitte ci si può sbizzarrire a seconda dell’umore, delle stagioni e… di quello che si ha in frigorifero! Lo documenta la sua storia, che vede le origini fino all’Antica Roma di Apicio dove il pane veniva immerso nel latte, e non ancora nelle uova.

Con il nome di suppe dorate e soupys yn dorye, il piatto era largamente conosciuto nell’Europa medioevale. Il maestro Martino da Como descrisse la ricetta come un accompagnamento a  selvaggina e carni in cui il pane veniva immerso nel sugo di cottura.

Il pain perdu francese, letteralmente ‘”pane perduto”, veniva preparato come spuntino sostanzioso per riutilizzare il pane raffermo. Invece, una ricetta tedesca del XIV secolo, denomina questo piatto Arme Ritter ovvero “poveri cavalieri”. Ed è proprio con la dominazione tedesca che questa golosa colazione o merenda arriva fino a Trieste. Prende il nome di Schnitte ovvero “fetta” per indicare la fondamentale fetta di pane raffermo intinta in uovo sbattuto con latte e poi dorata in padella con una noce di burro.

Tornando ai giorni nostri, scopro e provo “testo” Schnitte diverse, non solo preparate con il pane raffermo ma anche con fette soffici e profumate di pan brioche, con pane in cassetta ai cereali o con pane nero di segale. Oltre all’uovo sbattuto e al latte vaccino, scopro che posso utilizzare un profumato latte di mandorla e servire la Schnitte irrorata di miele e cosparsa di frutta secca, oppure posso sostituire il latte con il latte di riso e servirla con una composta di frutta di stagione. La Schnitte è la colazione della domenica per antonomasia, sempre nuova, sempre gustosa, sempre una nuova scoperta!

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La ricetta base della schnitte

Ingredienti per 4 persone

8 fette pane (raffermo, in cassetta al farro o pan brioche), 2 uova, 2 cucchiaini di zucchero, 60 ml di latte (vaccino, di mandorla, di riso o di soia), un pizzico di cannella in polvere, un pizzico di sale, 40 g di burro, zucchero a velo per spolverare.

Sbizzarritevi nella farcitura e nella decorazione della vostra schnitte: in estate ricotta fresca, frutti di bosco e miele, in autunno mele cotte, formaggio fresco e sciroppo d’acero… un piatto antico dalle mille varianti moderne!

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Procedimento

In una ciotola bassa e abbastanza larga (potete utilizzare una teglia forno a bordi alti) sgusciate le uova. Sbattetele con una frusta a mano aggiungendo lo zucchero, il latte, un pizzico di sale e la cannella.

Fate fondere il burro su una piastra antiaderente. Nel frattempo, immergete da ambo i lati le fette di pane nel composto a base di uova e latte. Sgocciolatele bene per eliminare il liquido in eccesso e fatele dorare sulla piastra unta di burro fuso.

Quando le fette di pane si saranno ben dorate, disponetele sui piatti. Potete farcirle con ricotta fresca, irrorarle di sciroppo d’acero, servirle con frutta fresca. Spolveratele con zucchero a velo e servite.

ARTICOLO PUBBLICATO SUL NUMERO DI
“q.b. – Gusto e Buongusto nell’Euroregione”, NUMERO DI GIUGNO 2017.

 

Panini soffici al sesamo

Street food, fast food, hamburger gourmet… la moda americana del cibo “veloce” e senza pretese non è mai tramontata. Negli ultimi anni, la ricerca di ingredienti di qualità, fatti in casa e non procurati nella grande distribuzione, ha portato alla realizzazione di hamburger, rolls, e panini gourmet, interamente perfetti sia nella realizzazione che nella scelta degli ingredienti, dal pane fatto in casa, all’hamburger di carne locale cotto alla perfezione, alle patatine fritte a puntino.

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Il pane -si sa- si riconosce al primo morso se è fatto in casa oppure se si tratta di un prodotto confezionato. Home made ha in se quel gusto leggero e quella golosa fragranza. I burger buns, ovvero i classici panini al sesamo, sono uno dei miei cavalli di battaglia nella preparazione di tutti i componenti necessari per un barbecue tra amici, il pass-par-tout in cui dentro puoi adagiarci un hamburger, una fettina di manzo ai ferri oppure del pesce succulento e croccante. Sono veloci e facili da preparare.

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In vista della vostra prossima grigliata, in collaborazione con Ricette della Nonna, vi consiglio di cliccare {qui} per segnarvi subito la ricetta.

Pane multicereali ai semi

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Ed è così che mi svegliai una domenica mattina di marzo. Con il cielo plumbeo e la voglia di affondare le mani in un soffice impasto. Incominciai subito a spulciare qualche deliziosa ricetta da provare mentre sorseggiavo una tazza di tè per colazione, consultando i miei libri. Quella che trovai è questa, multicereale e ricca di semini, tratta dal libro “Pains bien-être” di Cécile Decaux (ed. Larousse).

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Pane multicereali ai semi

Ingredienti per 2 pagnotte

300 g di farina di “tipo 2”, 100 g di farina di farro, 70 g di farina di segale, 30 g di farina di grano saraceno, 2 cucchiaini di lievito secco attivo per pane, 370 ml d’acqua a temperatura ambiente, 60 g di semi misti (lino, papavero, sesamo), 2 cucchiaini di sale.

Per un pane ricco di sapore, scegliete farine macinate a pietra e biologiche.

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Procedimento

Mescolate tutte le farine in una ciotola capiente assieme al lievito secco attivo e ai semi: 20 g di sesamo, 20 g di semi di lino e 20 g di semi di papavero. Mescolate bene il tutto.

Aggiungete gradualmente l’acqua e incominciate a impastare. Unite il sale e lavorate il composto per almeno una decina di minuti.

Potete fare questa operazione anche un l’utilizzo della planetaria.

Riponete l’impasto in una ciotola pulita, coprite con un telo o con della pellicola per alimenti e lasciate lievitare per almeno 1 ora e mezza fino a raddoppio del volume.

Infarinate un po’ la spianatoia e adagiateci sopra il composto. Dividetelo in due parti e formate due salsicciotti arrotolando l’impasto su se stesso a portafoglio in 3 parti leggermente allungate. Riponete le due pagnotte su una teglia rivestita di carta forno, copritele con un telo e lasciatele lievitare per almeno 45 minuti – 1 ora.

Nel frattempo scaldate il forno a 230 ° C.

Lievitate le due pagnotte, incidetele sulla superficie con una lama o con un coltello affilato. Bagnate la teglia con 2 cucchiai d’acqua (non importa se bagnerà la base delle pagnotte, servirà per dare il “colpo di calore” e per rendere la crosta del pane più croccante) e infornate. L’acqua evaporerà in cottura.

Cuocete le pagnotte per 20 minuti fino a quando non saranno dorate.

Estraetele dal forno e lasciatele raffreddare bene prima di consumarle. Si conservano per 3 giorni in un sacchetto ermetico.

Da Gabin, un lunch veloce a ritmo di Pizza, (Rock) and Rolls

Entro da Gabin a Udine, uno dei locali che apprezzo di più, per un pranzo veloce. Mi piace molto questo genere di spazi: freschi, accoglienti, luminosi, confortanti e giovani. E poi si, chiamatemi miss perfettina, ma c’è anche della buona musica: on air ci sono di Pearl Jam.

Andrea Gabin ha aperto questo spazio da poco più di un anno ma il suo talento e la sua voglia di innovazione hanno portato la filosofia di “street food” a qualcosa di più importante a esser consumato in piedi davanti a un bancone. Il locale a mezzogiorno è pieno e dalla cucina si vedono uscire dei generosi sandwich, pizze colorate e stravaganti e i rolls… sì proprio i rolls! I famigerati panini newyorkesi che di solito vengono riempiti da sugosa aragosta al burro.

Gabin però è di più: è stile, eleganza e innovazione. Frequento spesso questo locale e tutte le volte resto sorpresa dalle proposte presenti nei menù che cambiano a ogni stagione.

Alla base di questa filosofia di street food mangiato in relax, comodamente seduti, c’è il pane. Le pizze, il pane in cassetta per i sandwich o i panini multicereali così ricchi di semini sono una nuvola di sofficità.

Chiedo spiegazioni ad Andrea Gabin sul suo “segreto”. Dopo anni di esperienza a far parte di team di chef stellati, Andrea decise di aprire il primo “Spazio Gabin” a Pasian di Prato (UD). “Da sempre mi affascinavano i cestini del pane dei ristoranti francesi, così ricchi di varietà, forme e gusti, ognuno abbinato a una pietanza differente” e da questa sua passione e curiosità, nacque la voglia di mettersi in gioco per creare qualcosa di unico, alla portata di tutti ma sopratutto di qualità.

Gli ingredienti principali? Una miscela di farine selezionate apposta per Gabin, macinate a pietra e multicereali, la giusta dose di buon lievito madre, un’alta idratazione dell’impasto da lievitare e un lungo riposo.

Bene, Andrea mi ha convinta. Oggi niente pizza, ma assaggerò i rolls del nuovo menù autunnale, rigorosamente con ingredienti di qualità.

Gambero Roll

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Arriva il mio primo assaggio: il Gambero Roll. Il pane nero multicereali è alla farina di segale e al suo interno racchiude un mix di sapori freschi. Ogni morso è una scoperta! Croccante misticanza, sugosi gamberi cotti alla piastra e delizioso finocchio fresco  e croccante affettato sottilmente.

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Da non dimenticare l’importanza della salsa d’accompagnamento. Un must per i rolls. Qui i gamberi sono arricchiti da una maionese alla polpa di frutto della passione, zenzero e un tocco di curry. Che ne dite di gustarvi questo roll sorseggiando dell’ottimo Sauvignon?

Baccalà Roll

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Mantecato secondo il metodo tradizionale, il cremoso baccalà del Baccalà Roll viene lavorato e “montato” esclusivamente con olio d’oliva, senza l’aggiunta di panna, latte o mascarpone. E poi la salsa d’accompagnamento, una maionese delicata condita con olio all’acciuga irrobustisce il piatto invogliandoti a dare un altro morso.

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Questa golosa farcitura è arricchita da peperoni piquillo, una varietà spagnola che finalmente ritrovo (dopo anni di vacanza in Spagna) proposta in un piatto a pochi km da casa, qualche acciughina saporita del Cantabrico e fiori di cappero. Un sorso di un buon vino bianco Friulano e un morso di Baccalà Roll.

Battuta Roll

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Ultimo ma non meno importante, per veri carnivori, il Battuta Roll è per chi ama la carne cruda in versione “tartare”. Questo roll racchiude i ricordi di una vacanza in Francia, rapportati a qualità tutta italiana: la carne di Fassona viene minuziosamente battuta al coltello condita leggermente e accompagnata da fresca misticanza, acciughine, capperi e senape al miele. Abbinata a questo Roll ci dissetiamo con una buona birra artigianale.

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Ogni Roll è accomunato dal croccante pane nero, ricco di semini e da delle deliziose patate Agata, cotte al vapore con la buccia, servite a fette e spolverate da un leggero pizzico di fiocchi di sale di Maldon e olio d’oliva. La giusta leggerezza per gustarsi al meglio questi deliziosi panini.

 Vi ho fatto venir gola? Troverete il menù aggiornato con le altre prelibatezze cliccando {qui}. Per un pranzo veloce, una cena a due o un incontro tra amici ecco gli indirizzi da prender nota:

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I miei bagels super soffici

Girando un po’ il mondo e conoscendo genti provenienti da ogni dove, mi sono addentrata in un mondo di panini e panificazione meraviglioso. I bagels mi hanno sempre attirato e ho avuto il piacere di assaggiarli per la prima volta a Londra. Sono dei panini bucati, fatti lievitare, bollire e cuocere al forno.

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“Pensi ai bagels e li colleghi subito a New York” ma questa soffice pietanza fu portata negli Stati Uniti da una comunità ebraica polacca alla fine del 1800. Ma ben prima, ancora nel lontano 1600, sempre in Polonia, questo prodotto da forno veniva utilizzato come omaggio alle donne in dolce attesa come segno di vita e abbondanza.

Oggi i bagels vengono farciti in molteplici varianti: dal dolce al salato, vegetariano, assieme a un bel hamburger o con una succulenta fetta di salmone, rigorosamente accompagnati da una cremosa salsa (che è quasi un must nella degustazione dei bagels).

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Ma la tradizione ebraica vuole che nè formaggi e carne nè formaggi e latticini vengano abbinati. Ecco dunque il bagel più classico che assaggiai a Londra, in quel di Borough Market: un lieve strato di senape dolce, qualche cetriolino sott’aceto e salted beef affetato a mano (una sorta di roast beef, molto speziato, anch’esso di origine ebraica).

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 Ho dato invece un taglio alla tradizione al Nachmarkt di Vienna facendo colazione invece con un bagel al formaggio cremoso e salmone affumicato accompagnato da pomodoro e rucola fresca. Dal sapore alquanto nordico!

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Dopo queste due esperienze sensoriali alquanto gustose, mi sono subito decisa a mettere le mani in pasta per provare a preparare da sola questi soffici panini. Il risultato è stato meglio delle aspettative: soffici, dorati e gustosi che ben si conservano anche per 2 giorni in un sacchetto ermetico. In collaborazione con Ricette della nonna troverete la mia ricetta step by step bagels cliccando {qui} .

Fare il pane con la macchina del pane #loveseverin

Statistiche confermano che, per gli italiani, i primi tre profumi riconoscibili a occhi chiusi sono l’odore del caffè, il profumo di una rosa e l’aroma del pane appena sfornato. Quindi chi non apprezzerebbe pane fresco ogni giorno? Mi sono avvicinata al mondo della panificazione tempo fa, grazie alla macchina del pane che mi era stata regalata: non mi serviva più impastare a mano, rispettare tempi e temperature di lievitazione e cottura, perché il tutto era  racchiuso in quel magico marchingegno.

Esistono numerosi modelli di numerose marche e pressoché tutte possiedono all’incirca le stesse caratteristiche e funzioni. Dopo l’ultima macchina del pane, “deceduta” qualche mese fa, mi sono subito apprestata a prenderne un’altra e ho optato per la Macchina del Pane della marca SEVERIN. Come ambasciatrice per la nuova campagna 2015 – 2016 #loveseverin vi racconto un po’ trucchi e segreti per utilizzare al meglio questo piccolo elettrodomestico.

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Indispensabili accessori

Oltre al “corpo”, la macchina del pane è composta dal fondamentale stampo di cottura del pane in materiale antiaderente. A seconda dei modelli, la capacità di questo cestello è più o meno grande. In generale, con la macchina del pane, potete realizzare pezzature da 500 g, 750 g o 1kg. Personalmente, preferisco il pane da 750 g, è la taglia perfetta per tutta la famiglia. Inserito nello stampo di cottura del pane, è presente il gancio per impastare che è estraibile e completamente lavabile.

Altri accessori fondamentali presenti sono: il misurino graduato per i liquidi, un misurino per la dose di cucchiaio e cucchiaino e una piccola astina per estrarre il gancio impastatore della pagnotta di pane cotta.

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Funzioni

La macchina del pane della Severin è un pozzo di idee, utili per liberare la mia fantasia dell’arte bianca. Di solito, quando non ho voglia di impastare, far lievitare e infornare, scelgo che la macchina lo faccia per me. In tal caso, la macchina del pane è regolabile su diversi programmi in base al risultato che voglio ottenere:

  • STANDARD: è il programma di solito più utilizzato per il pane bianco
  • PANE BIANCO ALLA FRANCESE: per preparazioni con impasto leggero
  • PANE INTEGRALE: per pane con farine integrali che richiedono più tempo di lavorazione
  • PANE VELOCE PER PEZZATURE DA 700 g E DA 1 kg: per lavorazioni veloci e pane più compatto
  • SANDWICH e PANINI: per pani in cassetta al latte con crosta sottile, adatti alla preparazione di sandwich

Tutte queste funzioni sono personalizzabili in base alla grandezza del pane e alla doratura in cottura (dorato, medio o ben cotto). Potete inoltre aggiungere ingredienti aggiuntivi al vostro impasto come semi, erbe aromatiche e gocce di cioccolato, al “bip” della macchina.

Se invece decido di dar forma al mio pane, creando trecce, paninetti o brioche, di solito scelgo la funzione IMPASTO, durante la quale gli ingredienti vengono impastati per oltre 10 minuti. Seguono poi 2 lievitazioni a temperatura controllata.

Altre interessanti funzioni della macchina del pane Severin sono:

  • BISCOTTI E PASTICCINI: per la preparazione di impasti per dolci
  • TORTE: per l’impasto e la cottura di torte direttamente nella macchina del pane
  • CONSERVE E MARMELLATE: per cuocere marmellate nella macchina del pane (per un max di 1 kg di ingredienti tra zucchero e frutta) con continua rotazione del gancio impastatore.

Per svegliarsi con il pane caldo pronto per la colazione è possibile avviare la PARTENZA RITARDATA. Inoltre la pagnotta di pane cotta nella macchina del pane, rimane calda per almeno 1 ora dopo il termine di cottura.

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La scelta degli ingredienti

  • Le FARINE presenti in commercio sono di numerosi tipi. Quella più utilizzata è la farina 00, ma anche la “tipo 1” e la “tipo 2” sono farine meno raffinate semi integrali adatte alla panificazione. Altre farine utilizzate sono di kamut, di farro, di grano integrale, di grano saraceno, di semola di grano duro…
  • L’ACQUA è l’ingrediente fondamentale per fare il pane. Anche il latte viene di solito utilizzato come componente liquida per ottenere un pane soffice e profumato.
  • Il LIEVITO è la materia viva che fa lievitare il pane in commercio ne esistono di diverse tipologie. Ricordatevi che:
    • per 350 g di farina vi serviranno 2 cucchiaini di lievito di birra secco = 17 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 600 g.
    • per 450 g d farina vi serviranno 2,5 cucchiaini di lievito di birra secco = 22 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 750 g.
    • per 600 g di farina vi serviranno 3,5 cucchiaini di lievito di birra secco = 30 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 1 kg.
  • Lo ZUCCHERO non è un ingrediente fondamentale ma attiva il lavoro del lievito.
  • Il SALE è un regolatore di lievitazione: non fa lievitare troppo il pane e lo rende saporito.
  • La MATERIA GRASSA come olio, burro o strutto, rendono il pane più saporito e più soffice.

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Come riempire la macchina del pane?

Posate lo stampo su una bilancia e riempitelo per prima cosa con la materia liquida (acqua, latte …), procedete poi pesando e distribuendo la farina sulla parte superficiale dell’acqua. Su un angolino dello stampo versate poi lo zucchero, su un altro angolino versate il sale necessario e su un terzo angolino versate la materia grassa. Agganciate poi il cestello alla macchina del pane, chiudete il coperchio e avviate il programma che avrete scelto.

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Brezeln, la ricetta step – by – step

All’Oktoberfest di Monaco vengono accompagnati da Weißwurst, senape dolce e una buona birra. A Salisburgo li trovate nelle più disparete versioni, dolce o salate. Si tratta dei Brezeln, chiamati anche Laugenbrezel, Pretzel, Pretzl, Brezn, Covrig e sono diffusi in Germania, Austria, Svizzera e perfino in Alto Adige.

Si racconta che questo pane, dalla tipica forma di anello con due estremità annodate, sia il cibo da merenda più antico del mondo. La sua origine si colloca nei monasteri del sud della Francia e del nord Italia, intorno al 610, dove i monaci producevano con i resti dell’impasto delle striscioline che ricordavano le braccia di un monaco incrociate a mo’ di preghiera. I tre buchi che si formavano, rappresentavano la Santissima Trinità.

hortus_deliciarum_1190Ritratti in un libro di preghiere, si dice che fossero augurio di fortuna, prosperità e completezza spirituale. I monaci davano i Brezel come premio ai fanciulli che imparavano a memoria versi e preghiere della Bibbia. Furono chiamati per tal motivo pretiola, ovvero ricompensa, e poi italianizzati come brachiola. In seguito i pretiola attraversarono le Alpi e in Germania divennero conosciuti come Brezel.

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Brezeln

Ingredienti per 8 Brezeln

275 g d’acqua tiepida, 1 cucchiaino e mezzo di lievito secco per pane, 1 cucchiaino di malto d’orzo (o di miele), 250 g di farina tipo “2”, 100 g di farina “00”, 20 g di burro, 1 cucchiaino di sale fino.

Per la bollitura: 1 litro d’acqua, 2 cucchiaini di malto d’orzo, 4 cucchiai di bicarbonato di sodio.

Per decorare: 1 albume, sale grosso.

Quando scelgo le farine per fare il pane, raramente scelgo la tipo “00”. Mi piacciono le farine un po’ più grezze come la tipo “1” e la tipo “2”. Le potete trovare nei supermercati più forniti ma vi consiglio vivamente di comprarle, se potete, nei negozi biologici.

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Mescolate l’acqua tiepida assieme al lievito e al malto d’orzo (o al miele) e lasciate riposare per 5 minuti. Aggiungete la parte liquida alle 2 farine e incominciate a impastare. Aggiungete poco burro alla volta, precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente, e il sale fino. Formate una palla e lasciate lievitare il tutto per un’ora e mezza al coperto e lontano da correnti d’aria.

step by step

Dividete l’impasto in 8 parti e formate 8 palline. Seguite le immagini step by step: formate un salsicciotto lungo circa 30 cm. Formate una “U” e annodate 2 volte le estremità. Richiudete le estremità verso il basso. Una volta annodati i Brezeln, lasciateli riposare per 30 minuti, coperti.

Nel frattempo fate bollire l’acqua con li malto e il bicarbonato di sodio. Scaldate il forno a 200°C. Fate bollire i Brezeln uno per volta, 30 secondi per lato. Adagiateli su una teglia ricoperta di carta forno. Spennellateli con l’albume e spolverizzateli con sale grosso. Cuoceteli infine in forno per 15—20 minuti: dovranno colorarsi di un bel marroncino. Una volta cotti sfornateli e lasciateli raffreddare prima di consumarli.

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Questa ricetta è stata pubblicata sulla rivista Q.B quanto basta in cucina nel mese di Gennaio 2016.

Burger buns soffici ai cereali

I burger buns soffici ai cereali, sono dei paninetti al latte, ideali non solo per esser farciti da un sugoso e gustoso hamburger, ma sono ottimi anche se gustati a colazione con un velo di marmellata, oppure farciti con prosciutto e verdure grigliate. Come sempre, troverete indicate le istruzioni delle 3 modalità di impasto: a mano, con la planetaria o con la macchina del pane.

Burger buns soffici ai cereali

Burger buns soffici ai cereali

Ingredienti per 6 paninetti

100 ml d’acqua tiepida, 3 cucchiai di latte, 1 cucchiaino di lievito di birra secco, 2 cucchiai e mezzo di zucchero di canna, 1 uovo intero sbattuto, 300 g di farina tipo “0”, 60 g di farina ai cereali o integrale, e cucchiaino e mezzo di sale, 35 g di burro morbido a temperatura ambiente.

Per decorare: 1 uovo intero, semi misti

Burger buns soffici ai cereali

Con la macchina del pane: versate nel cestello della vostra macchina del pane l’uovo sbatturo, il latte e l’acqua, le due farine mescolata al lievito, il burro a piccoli pezzettini e lo zucchero. Selezionate il programma “solo impasto”. Dopo circa un minuto d’impasto, aggiungete il sale. Una volta terminato il programma passate al punto Ultima lievitazione e cottura.

Impasto a mano o con l’impastatrice: versate in una ciotola o nell’apposita ciotola dell’impastatrice le farine mescolate al lievito, il burro ammorbidito ridotto in piccoli pezzi, lo zucchero, il latte e l’acqua e il sale. Mescolate (o azionate l’impastatrice al livello più basso di velocità) e incominciate a impastare il tutto, fino ad ottenere un impasto omogeneo o liscio. Formate una palla, riponetela in una ciotola, coprite e lasciate lievitare per 3 ore in un luogo caldo e lontano da correnti d’aria.

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Ultima lievitazione e cottura: una volta lievitato l’impasto, dividetelo in 6 parti di ugual peso. Fatele roteare su se stesse in modo da formare delle palline. Trasferitele poi su una teglia rivestita di carta forno, copritele con un telo, e lasciatele lievitare per 2 ore al caldo, al riparo da correnti d’aria.

Scaldate il forno a 200°C statico. Spennellate i panini con l’uovo sbattuto spolverateli abbondantemente con i semini. Infornateli a forno caldo e cuoceteli per 15 – 20 minuti. Fate la prova stecchino per verificare la cottura. Una volta cotti, fateli raffreddare su una gratella prima di servirli.

Pan dolce al müesli

Nella mia prima colazione, il müesli non deve mancare. E’ il giusto connubio tra fibre ed energia, importantissimi per incominciare al meglio la giornata. Questa miscela di fiocchi di cereali (avena, orzo, grano saraceno…) e frutta secca, costituiscono una colazione nutriente ed equilibrata se abbinati a una scodella di latte o yogurt. Un buon müesli non deve avere zuccheri aggiunti e la percentuale di frutta secca si deve aggirare intorno al 25 – 30 % . La ricetta che vi propongo è una sperimentazione ben riuscita: un pan dolce al muesli, ottimo tostato, da servire con la marmellata e una buona tazza di caffè latte.

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Pan dolce al müesli

Ingredienti per un pan dolce da 600 g

105 g di acqua, 105 g di latte intero, 210 g di farina “tipo 2”, 40 g di farina di segale, 2 cucchiaini di lievito di birra in polvere, 1 cucchiaino di sale, 10 g di burro morbido, 20 g di sciroppo d’acero, 80 g di müesli, 30 g di uva passa, 15 g di mele essiccate tagliate a piccoli pezzi, latte q.b. , müesli per decorare, zucchero a velo.

Alcune indicazioni per la buona riuscita della ricetta: il müesli che ho utilizzato è quello che vedete nelle foto. Non si tratta del müesli croccante ma di quello composto da fiocchi di cereali e frutta secca. Al posto di uvetta passa e mele essicate, potete utilizzare albicocche e fichi secchi o frutti rossi. Lo sciroppo d’acero, invece potete sostituirlo con miele, o sciroppo d’agave o zucchero di canna nella stessa quantità. Se avete a disposizione la macchina del pane, approfittate per utilizzare la modalità “solo impasto”.

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In un pentolino intiepidite il latte assieme all’acqua e allo sciroppo d’acero. Spegnete il fuoco, e versatelo in una ciotola sul müesli in modo che si ammorbidisca. Miscelate le farine assieme al lievito secco, all’uva passa e alle mele essicate tagliate e pezzettini. Formate una fontana, versateci al centro il composto di müesli-liquido, lo sciroppo d’acero e incominciate a impastare. Incorporate a poco a poco i fiocchetti di burro e per ultimo il sale. Se disponete di una planetaria, potete impastare il tutto con l’apposita lama. Impastate per 10 – 15 minuti. Formate poi una palla e lasciate lievitare per 1 ora e mezza, al coperto e al riparo da correnti d’aria.

Riprendete in mano l’impasto, infarinate il piano sa lavoro e stendetelo con un mattarello. Formate un grande rettangolo di circa 40 x 20 cm, e di 2 – 3 millimetri di spessore. Tagliate 3 grandi strisce e arrotolatele su se stesse fino a formare dei cilindri. Imburrate e infarinate una teglia per plum cake e disponetevi i 3 cilindri. Coprite e lasciate lievitare fino al raddoppiamento di volume. Ci vorrà circa un’altra ora e mezza.

Scaldate il forno a 200°C statico. Spennellate il pan dolce con del latte e spolverizzatelo con del müesli. Infornatelo e cuocetelo per circa 30 – 40 minuti. Se si dovesse colorare troppo in superficie, copritelo con un foglio d’alluminio. Una volta cotto (fate la prova stecchino per controllare la cottura), trasferitelo su una gratella e lasciatelo raffreddare. Spolveratelo poi con dello zucchero a velo. Potete consumarlo subito, oppure conservarlo in un contenitore ermetico. Alternativamente, potete tagliarlo a fette e congelarlo. All’occorenza, lo tosterete poi in un tostapane.

Pane alla cipolla

Il blog riapre con un nuovo look, e con uno stile nuovo. Più chiaro e più pulito. Ritorno anche a panificare, per la gioia di tutti. Molte novità vi attendono … incominciamo con questo gustosissimo pane alla cipolla che mi fa ritornare alla mia infanzia!

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Pane alla cipolla

Ingredienti per circa 8 – 10 panini

230 ml d’acqua tiepida, 1 cucchiaino di sale fino, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, 300 g di farina per pane (vi consiglio la tipo “2” biologica della Ecor), 100 g di farina ai cereali o semi integrale, 1 cucchiaino e mezzo di lievito secco attivo, 100 g di cipolla, 1 cucchiaio di burro, sale e pepe.

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Tritate al coltello la cipolla. Sciogliete in una pentola il burro e rosolate la cipolla fino a quando non diventerà morbida. Salate e pepate e lasciate raffreddare.

Nel frattempo, mescolate l’acqua tiepida allo zucchero, all’olio extravergine di oliva, e al lievito. Riponete le farine in un’impastatrice e aggiungete gradualmente il liquido. Impastate per 2 minuti e aggiungete alla fine il sale. Impastate il tutto per circa 10 minuti.  Lasciate lievitare la massa al coperto, lontano da correnti d’aria e al caldo per circa 1 ora.

Riprendete la massa e impastatela per pochi minuti assieme alla cipolla infarinando, se necessario il piano di lavoro. Lasciate di nuovo lievitare per 40 minuti il tutto, fino a raddoppiamento di volume.

A questo punto, infarinate la spianatoia, capovolgete l’impasto lievitato e suddividetelo in 8 – 10 palline. Riponetele ben distanziate su delle teglie rivestite di carta forno. Spolverate le palline con poca farina setacciata, copritele con un panno di cotone e lasciatele lievitare per un’altra oretta.

Scaldate il forno a 200°C statico. Infornate i paninetti alla cipolla e lasciateli cuocere per 15 – 20 minuti fino a quando non saranno dorati esternamente. Per controllare la cottura interna, potete fare la prova stecchino. Lasciate raffreddare il pane su una gratella. Gustatelo accompagnandolo con formaggi saporiti.

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Pane ai pomodori secchi

Le giornate di sole, il buon’umore e questo tepore quasi primaverile, mi invogliano a panificare di nuovo. Oggi ho appena sfornato un pane con il sole dentro, ai pomodori secchi arrivati direttamente dalla Puglia, trovati nel negozio di Gioanna. Questo pane è ottimo all’aperitivo o abbinato a una pasta… ottimo per farci la scarpetta!
Pane 
ai pomodori secchi
Ingredienti per 2 filoni
250 g di farina tipo ”1”
150 ml d’acqua tiepida
1 cucchiaino di lievito secco attivo
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
5 pomodori secchi *
*se utilizzate i pomodori secchi sott’olio, scolateli bene. Se invece utilizzate quelli secchi al naturale, vi consiglio di ammorbidirli per un’oretta nell’acqua calda, quasi bollente.
Versate l’acqua tiepida in una ciotola assieme al lievito. Mescolate in modo che si sciolga uniformemente. Attendete un paio di minuti in modo che si attivi.
Nel frattempo tritate grossolanamente al coltello i pomodori secchi.
Aggiungete la farina e il sale all’acqua e al lievito e incominciate ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lavorate l’impasto per 5 minuti, dopodichè aggiungete i pomodori secchi tritati e il parmigiano. Impastate per 10 minuti fino a quando il composto risulterà liscio e morbido.
Ungete una ciotola capiente con poco olio d’oliva e mettete a lievitare l’impasto del pane per 45 minuti. Rilavoratelo, poi, per 5 minuti per incamerare aria all’impasto. Riformate la palla e lasciatela lievitare per altri 45 minuti.
Formate poi i filoncini: infarinate un piano da lavoro e dividete in 2 l’impasto. Formate delle palline e tiratele un po’ con il mattarello, quasi a formare un disco, simile alla pizza, alta circa 1,5 – 2 cm. Arrotolate su se stesso il disco per formare un cilindro. Sempre arrotolando andate al allungare il cilindro, insistendo sulle estremità. Riponete i 2 filoni in una teglia rivestita di carta forno. Spolverateli con della farina e praticate delle incisioni, aiutandovi con un coltello affilato per il taglio nel senso della lunghezza e con le forbici per i taglietti obliqui. Lasciate poi lievitare al caldo al riparo da correnti d’aria per 1 ora.
Scaldate il forno a 200°C statico e infornate.
Cuocete i filoni per 20 minuti, fino a quando non risulteranno dorati e asciutti all’interno (fate la prova stecchino!). Una volta cotti, fateli raffreddare totalmente su una gratella. Gustateveli freddi.

I pomodorini secchi che è usato sono quelli della foto, rossi, saporiti e al naturale. Li potete trovare nel negozio di

GioAnna di Andriola G. & C. Snc 
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine) 
 
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
 
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
 
e-mail: info@gioanna.net
 

Focaccine al fleur de sel

Avevo del fleur de sel nascosto da qualche parte nella dispensa. Ce l’aveva regalato mia zia a Natale ed ho sempre avuto riguardo a utilizzare una ingrediente per me così prezioso. Il  fleur de sel (o fior di sale) è un tipo di sale grezzo, prodotto nel nord della Francia, nella Bretagna meridionale. La caratteristica di questo prodotto è quella di non essere raffinato, né addizionato con antiaddensanti o conservanti. Altra caratteristica è quella di essere particolarmente friabile al tatto e in cucina copre meno gli aromi dei cibi su cui viene utilizzato perché a parità di quantità contiene meno cloruro di sodio. Infatti il suo sapore non è “salato salato” ma ha una dolcezza indescrivibile misto al salato tipico del sale.
Quindi se lo trovate, compratelo, mi raccomando! Lo potrete utilizzare sulla carne rossa appena scottata alla piastra, per un’insalata, per un superbo frittolino oppure per dare un tocco in più al caramello su un dolce. Naturalmente da spolverare sulle pietanze poco prima di servirle per gustare al massimo questo magnifico prodotto. 
Focaccine al fleur de sel
Ingredienti per 8 focaccine medie
200 g di farina “0”
140 ml di acqua tiepida
mezzo cucchiaino di lievito attivo secco in polvere
(o di lievito di birra in polvere)
1 pizzico di zucchero
1 cucchiaino di sale fino
2 cucchiaini di olio d’oliva
Emulsione con:
3 cucchiai d’acqua + 1 cucchiaino d’olio d’oliva
Fleur de sel o sale grosso integrale
Ho miscelato la farina, il lievito in polvere e un pizzico di zucchero in una ciotola. Ho aggiunto l’acqua tiepida lentamente ed ho iniziato a impastare. Ho aggiungo anche l’olio ed il sale fino ed ho impastato in tutto per 5 minuti. Ho lasciato poi riposare per 15 minuti nella ciotola, coperto dalla pellicola per alimenti.
Ho ripreso l’impasto, l’ho re – impastato per 15 minuti e poi l’ho lasciato lievitare nella ciotola coperta da una pellicola per alimenti in un luogo caldo per 45 minuti.
Ho diviso l’impasto in palline (io l’ho diviso in 8 palline, ma potete modificare le dimensioni facendole o più piccole o più grandi).
Per dividere l’impasto in pezzi regolari: formare un salsicciotto, dividerlo a metà. Dividere poi i pezzi a metà fino a raggiungere il quantitativo desiderato.
Ho infarinato un piano da lavoro ed ho steso le palline con un mattarello: girando la pasta di 45° mentre la stendevo, ho ottenuto delle focaccine rotonde, alte circa 1,5 cm e con un diametro di circa 8 cm. Ho poi affondato le dita e formato delle cavità nelle focaccine.
A questo punto ho acceso il forno a 220°C statico. Mentre il forno si scaldava, ho lasciato riposare le focaccine coperte da un canovaccio o da un telo di cotone in modo che potessero lievitare un po’.
Quando il forno era caldo, ho spennellato le focaccine con un’emulsione di acqua e olio d’oliva. Ho poi sparso il fleur de sel (o il sale grosso integrale) ed ho infornato sul ripiano più basso del forno per 20 minuti.
Ho lasciato raffreddare le focaccine su una gratella.
Ho poi tagliato le focaccine a spicchi che ho farcito con formaggio cremoso, pomodoro e prosciutto cotto.
Le idee e le varianti son tante:
♥ invece del sale grosso o del fleur de sel potete utilizzare della paprika e farcire la vostra focaccina con della mozzarella e del salamino.
♥  per un tocco molto provenzale, cospargete le focaccine di sale e rosmarino tritato. Farcitele poi con delle verdure grigliate e del formaggio di capra morbido.
♥  per un tocco esotico, seguite il prossimo post … STAY TUNED!