Omini di pan di zenzero senza glutine

La ricetta dei biscotti più famosi di Natale si vestono in versione gluten free grazie alla farina senza glutine Piaceri Mediterranei. Continua a leggere “Omini di pan di zenzero senza glutine”

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Vincisgrassi marchigiano

Non la solita lasagna o “pasticcio” come si dice qui il Friuli. Il Vincisgrassi viene dalle Marche ed è un tripudio di sapori e profumi rustici, ideale per chi ama i gusti forti della carne e gli sformati di pasta al forno.

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Una sottile sfoglia di pasta fresca, un ragù tagliato al coltello e una generosa spolverata di parmigiano sono i 3 semplici ingredienti di questa lasagna. Il ragù – e che ragù! – è composto da manzo e fegatini di pollo tritati da un affilatissimo coltello e cotti dolcemente con verdure e vino rosso. Nella tradizionale ricetta il ragù veniva arricchito con altre ragaglie non solo di pollo ma anche di anatra. La besciamella? In molte versioni è presente, in altre no, a voi la scelta.

Il nome e l’origine di questo piatto si perdono nella storia. La versione più appetibile chiama in causa il generale austriaco Windisch Graetz, presente in zona per le guerre napoleoniche sul finire del 1700. Secondo questa storia fu il cuoco personale del generale ad ideare questo piatto per sfamare le truppe con le materie prime presenti nel territorio.Vincisgrassi quindi, secondo questa teoria, deriverebbe dalla storpiatura del nome del generale.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare la mia ricetta del Vincisgrassi marchigiano cliccando {qui}.

Dolcetti profumati al panettone

Panettone? Ma non valeva il detto “l’Epifania tutte le feste porta via“? Sì, ma sicuramente sarà avanzato un po’ di panettone o di pandoro in qualche armadio della vostra cucina e di sicuro non sapete come sbarazzarvene. Le idee per riutilizzarlo sono infinite ma quella che più mi piace sono questi profumai dolcetti.

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La ricetta base è la mia preferita: si tratta della ricetta dei muffin super soffici, con poco burro, un goccio d’olio e un po’ di latte. Soffici e duraturi, non troppo dolci e personalizzabili come più vi piace. Per profumare ulteriormente l’impasto, potete aggiungere un po’ di rum, scorza d’agrumi e vaniglia, oppure un pizzico di cannella o qualche pezzettino di mela per avere un dolcetto più fruttato.

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Potete utilizzare poi degli stampini da muffin oppure, come nel mio caso, degli stampini in silicone per budino, senza buco, adatto anche alla cottura in forno. Pronti per sperimentare questa gustosa ricetta del riciclo? In collaborazione con Ricette della Nonna trovate la mia ricetta cliccando {qui}. Dopo questa ricetta pseudo-natalizia, ve lo prometto, andremo di biscotti e frittelle {♥}.

Kringle estone alla cannella

Tra pochi giorni è Natale e devo ancora completare la lista dei regali da fare. In questo periodo molto attivo dal punto di visa lavorativo non ho avuto un attimo di respiro e solo ora incomincio a rilassarmi un po’.

Sapete bene che lavorare la terra, dipingere o cucire sono una tecnica di svago. Anche mettere le mani in pasta lo è. E così ho deciso di preparare un lievitato che da tanto tempo mi ero ripromessa di fare: il Kringle estone.

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Questo dolce lievitato è di origine estone ma ha ereditato moltissimo dalle cucine dei paesi vicini. Il suo nome “Kringle” deriva dal norvegese chiocciola. La preparazione è molto simile ai cinnamon buns inglesi o alla brioche finlandese chiamata “Pulla” o alla polacca “Babka”. Il ripieno a base di burro e zucchero può esser poi arricchito con aggiunte secondo i gusti personali: cannella e cardamomo macinati, uva passa e mirtilli disidratati, una spolverata di cacao, di crema al cioccolato e frutta secca tritata o crema pasticcera. Insomma si presta a mille varianti.

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La realizzazione di questo dolce non è difficile. Potete trovare la ricetta spiegata step by step cliccando {qui} sul sito di Ricette della Nonna con il quale collaboro da più di un anno.

Filetto di maiale in crosta

Avete un pranzo importante nel weekend? Nessuna crisi di panico: oggi vi propongo un secondo piatto facile e veloce da preparare, di sicuro effetto. Vi basta un rotolo di pasta sfoglia, un filetto di maiale o di manzo e un po’ di senape.

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Un abbinamento che di solito prediligo è il maiale assieme alle mele e alla senape. Il gusto acidulo, saporito e dolce aiuta a intenerire e a sgrassare questa carne.

Per questa ricetta ho utilizzato una senape molto particolare. Si tratta della Senape dolce BIO alle mele Bauernladen composta da semi di senape interi, pezzi di mela disidratati e succo di mela. Ha un sapore dolce e ben si sposa anche assieme al salmone affumicato, all’insalata di patate o alla friulanissima trota Fil di Fumo Friultrota di San Daniele.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, troverete la mia ricetta del Filetto in crosta cliccando {qui}.

Tortino di patate, prosciutto e fonduta al formaggio

Si avvicina la  Pasqua e il pensiero di cosa cucinare per il pranzo con la famiglia diventa imminente! Per accontentare tutti ho pensato a un piatto che ben si presta a diventare un antipasto, un primo a base di verdura un po’ insolito oppure un accompagnamento a un secondo di carne.

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Mi sono ispirata seguendo la ricetta – facilissima – delle patate duchesse, molto raffinate e graziose da vedere caratterizzate dal tipico ricciolo decorativo fatto con il sac à poche. Preparate con patate ridotte in purè, uova, burro e parmigiano, questo contorno ha la particolarità d’avere una buona tenuta durante la cottura, solidificandosi e gonfiandosi in forno.

Ho creato così questo gustoso tortino a base di patate, prosciutto cotto (o speck a dadini), accompagnato da una vellutata fonduta al formaggio. Quasi fosse un frico destrutturato, tipico della mia regione. E come accompagnamento? Provate dei funghi champignon spadellati che ben si prestano ad esser accompagnati da questo gustoso piatto.

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Se siete incuriositi da questa gustosa preparazione, in collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta facilissima del Tortino di patate, prosciutto e fonduta al formaggio cliccando  {qui}.

Crostini di patè di fegatini

Si parla molto di  patè de fois gras, ma non dimentichiamoci che anche la cucina regionale italiana di patè ne sa qualcosa. Magari con tagli di carni meno pregiate, con quinti quarti che non si vogliono buttare, il patè è una prelibatezza che fonda origini antichissime.

Come non ricordare allora i crostini con il patè di fegatini?

Si tratta di un antipasto tipico toscano e umbro a base di fegatini di pollo. Le radici di questo piatto risalgono sicuramente al Medioevo, e nelle ricette più complesse e prelibate gli ingredienti presenti erano un’inifnità: dalla frutta, alle spezie, alle carni da cuocere, triturare e impastare.

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Storica e da menzionare la ricetta di Pellegrino Artusi dalla sua bibbia culinaria “La scienza e l’arte di mangiar bene”:

Fate un battutino con pochissima cipolla e prosciutto grasso e magro. Mettetelo al fuoco con un pezzetto di burro e quando sarà ben rosolato gettateci i fegatini tritati fini insieme con delle foglie di salvia (quattro o cinque per tre fegatini potranno bastare). Conditeli con sale e pepe e, tirato che abbiano l’umido, aggiungete un altro poco di burro e legateli con un cucchiaino di farina; poi bagnateli col brodo per cuocerli, ma prima di ritirarli dal fuoco versateci tre o quattro cucchiaini di parmigiano grattato e assaggiateli se stanno bene di condimento. I crostini formateli di midolla di pane raffermo, grossi poco meno di un centimetro e spalmateli generosamente da una sola parte col composto quando non sarà più a bollore. Dopo diverse ore, allorché sarete per servirli, o soli o per contorno all’arrosto, frullate un uovo misto a un gocciolo d’acqua e, prendendo i crostini a uno a uno, fate loro toccar la farina dalla sola parte del composto, poi immergeteli nell’uovo e buttateli in padella dalla parte del composto medesimo.

Nella mia ricetta invece troverete tutte le dosi.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dei Crostini di patè di fegatini cliccando {qui}.

Ciambelline speziate all’arancia

Infreddolita e avvolta in una calda coperta, prendo qualche spunto culinario sulla mia agenda per celebrare l’attesa del nuovo anno, sorseggio una fumante tazza di tè e mi gusto queste deliziose ciambelline appena sfornate… questa è l’ultima ricetta del 2016 per lasciarsi alle spalle questo anno in dolcezza, che è stato ricco di esperienze, novità e sorprese!

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Ciambelline speziate all’arancia

Ingredienti per 6 cimabelline

50 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, 40 g di zucchero di canna chiaro macinato fine, spezie a piacere, un cucchiaino di scorza d’arancia, 1 uovo intero, 1 pizzico di sale, 60 di farina, 25 g di farina di mandorle, una punta di lievito per dolci, 2 cucchiai di latte, 2 cucchiai di succo d’arancia, un po’ d’olio di semi per spennellare gli stampini.

Per la glassa

1 albume, 100 g di zucchero a velo, 2 cucchiaini di succo d’arancia, scorza d’arancia candita a pezzettini.

Sono una fanatica delle spezie e in questa ricetta ho aggiunto le mie preferite: un pizzico di zenzero, un pizzico di cannella, una punta di coltello di semi di vaniglia e una grattatina di noce moscata. Se non avete arance a disposizione, utilizzate scorza e succo di mandarini o clementine. E se non avete gli stampini a forma di ciambellina, anche i pirottini per i muffins vanno comunque bene.

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Preparazione

Scaldate il forno a 170°C statico.

Ammorbidite con un mestolo di legno il burro e lavoratelo a pomata. Aggiungete lo zucchero, le spezie e la scorza d’arancia. Lavorate il tutto fino ad ottenere una soffice crema. A questo punto aggiungete l’uovo.

Mescolate la farina assieme alla farina di mandorle, al sale e al lievito. Aggiungetene metà al composto di burro, zucchero e uovo. Mescolate e versate il latte e il succo d’arancia. Terminate aggiungendo le farine rimaste. Amalgamate bene in tutto.

Spennellate con poco olio di semi 6 stampi da ciambellina (o da muffin) e versate il composto al loro interno aiutandovi con dei cucchiaini. Date dei colpetti allo stampo in modo che l’impasto si livelli. Infornate poi a forno caldo e cuocete le ciambelline per 20 minuti. Una volta cotte, lasciatele intiepidirle per almeno 15 minuti prima di toglierle dagli stampini. Trasferitele poi a raffreddare totalmente su una gratella.

Preparate la glassa: montate a mano con una frusta l’albume. Quando incomincerà a formare una leggera schiumetta, versate lo zucchero a cucchiaiate. Mescolate sempre con la frusta in modo da non creare grumi. Aggiungete per ultimo il succo d’arancia.

Prendete una ciambellina, intingetela nella glassa, lasciatela gocciolare un po’ e decoratela con la scorza d’arancia candita. Continuate così anche con le altre. Lasciate poi indurire la glassa prima di servirle.

Macarons al cioccolato

Chi non conosce i Macarons? Questi piccoli pasticcini molto diffusi negli ultimi anni nelle pasticcerie francesi e che ormai stanno spopolando il tutto il mondo?

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Molto simili ai loro antenati italiani (gli amaretti), i Macarons sono a base di soli albumi, zucchero e farina di mandorle macinata finemente. Vengono poi arricchiti da marmellate e creme più disparate.

Anche se prevalentemente è considerata una confezione francese, le origini di questo dolce a base di meringhe sono state molto dibattute. Larousse Gastronomique cita i Macarons come dolci creati nel 1791 in un convento farncese, vicino Cormery. Alcuni invece fanno risalire il suo debutto francese all’arrivo di Caterina de’ Medici, la quale commissionò a un pasticcere italiano il dolce che portò con sé nel 1533, quando sposò Enrico II di Francia. La ricetta definitiva dei Macarons, nota sino ad oggi, è stata creata all’inizio del XX secolo da Pierre Desfontaines della pasticceria francese Ladurée.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dei Macarons cliccando {qui}. La ricetta è un po’ impagnativa, ma se seguirete tutti i passi il vostro impegno verrà ben ripagato.

 

Linzer Cookies alle noci e grano saraceno (senza glutine)

Linzer cookies, o biscotti di Linz, sono la versione più piccola, della Linzer Torte, una crostata a base di pasta frolla di nocciole o mandorle, ripiena di una golosa marmellata di lamponi. Questi biscotti che vi propongo, preparati con una pasta frolla a base di noci, richiamano la ricetta classica ma con una sola differenza: sono deliziosamente gluten free!

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Chi non può esser tentato da una croccante frolla a base di frutta secca, gustosa e croccante e allo stesso tempo un morbido ripieno di lamponi o ribes? Come ogni buon dolce d’origine Austro Ungarica, la Linzer Torte, classica, burrosa, fragrante e buonissima, si dice che sia la torta più antica e più conosciuta nel mondo.

Nasce a Linz, in Austria, e si diffuse intorno a 1700 in tutto il paese. Fu solo intorno a metà del 1800 che  Franz Hölzlhuber portò la Linzer Torte a Milwaukee, da dove la ricetta poi si diffuse negli Stati Uniti anche sottoforma di biscotto.

Lasciatevi ingolosire dalla mia versione gluten free! In collaborazione con il sito Ricette della Nonna troverete tutte le fasi della ricetta {qui}.

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Mince Pies alle mele e frutti rossi (senza glutine)

Tipiche della cucina anglosassone, queste crostatine alle mele e frutti rossi, si chiamano originariamente Minced Pies. La mia versione di questo dolce ha un ripieno composto da mele, frutti rossi e scorza di limone e arancia racchiuso da una croccante frolla alla farina di miglio.

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Secondo la tradizione popolare, le Mince Pies  sono il cibo preferito di Babbo Natale. Per questo è necessario lasciare un piattino con una o due tortine sul bordo del caminetto (accompagnato da un bicchierino di brandy o di sherry e da una carota per la renna) come ringraziamento affinché le calze di Natale siano ben riempite di doni. Inoltre, sempre secondo la tradizione, quando si prepara il ripieno per queste crostatine, bisogna sempre girare l’impasto in senso orario; girando in senso antiorario, infatti, si attirerebbe la cattiva sorte per l’anno a venire.

Per chi mastica un po’ d’inglese capirà che la traduzione letterale del nome di questo dolce sarebbe torta di carne macinata. In passato, infatti, il ripieno (mincemeat ovvero carne macinata) era a base di carne e frutta. La versione moderna ha lasciato da parte la presenza della carne e ha tramutato queste tortine in un goloso dessert a base di sola frutta sia fresca, come le mele e i mirtilli rossi, che secca come uva passa, ciliegie, albicocche, scorze d’arancia candite, spezie calde come cannella e noce moscata, noci o mandorle a pezzetti e un po’ di brandy o rum. Insomma, una sorta di strudel sottoforma di crostatina.

La Mince Pie si può mangiare sia calda sia fredda. Dopo averla scaldata si può rimuovere con cura la parte superiore e riempirla di panna o salsa di burro al brandy perché vi si sciolga sopra e possa esaltarne il sapore.

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Esistono diverse varianti della Mince Pie. Solitamente viene preparata una grande crostata e, con la pasta avanzata si fanno spesso dei pasticcini di mincemeat, che possono essere mangiati con guarnizione di crema pasticciera all’inglese, panna o gelato.

Se ora ance voi volete cimentarvi in questa ricetta, in collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare la mia versione gluten free delle Mince Pies cliccando {qui}