Cordon bleu di melanzane

Melanzane, che passione! In estate non posso farne a meno. Questo grosso ortaggio arrivò in Europa nel VII secolo quando gli Arabi conquistarono la Penisola Iberica. Continua a leggere “Cordon bleu di melanzane”

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Ciambelline americane (senza glutine)

Conoscete le famose ciambelline americane chiamate “Donuts”? Con la Farina Senza Glutine Piaceri Mediterranei sono facilissime da preparare e l’impasto si presenterà morbido e malleabile sotto le vostre mani… una vera magia che potrete personalizzare come più vi piace: spolverandole con zucchero a velo, coprendole con cioccolato fuso o con glassa colorata. Potete anche congelare le ciambelline una volta fritte e scongelarle scaldandole al forno. Saranno ugualmente deliziose!

ciambelline senza glutine

Ciambelline senza glutine

Ingredienti per 10 ciambelline

300 – 320 g di Farina Senza Glutine Piaceri Mediterranei, 30 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, 30 g di zucchero semolato, 125 ml di latte, 1 uovo intero a temperatura ambiente, mezzo cubetto di lievito di birra fresco senza glutine la scorza di mezzo limone, i semini di una bacca di vaniglia, un pizzico di sale, mezzo litro olio per friggere, zucchero semolato per passare le ciambelline q.b.

Procedimento

Intiepidite il latte in un pentolino, aggiungete un cucchiaino di zucchero prelevato dal totale e mescolatelo al lievito di birra fresco sbriciolato. Fate riposare questo lievitino per 30 minuti fino a quando non si sarà formata una sorta di schiumetta in superficie.

Versate il lievitino in una ciotola o nell’impastatore. Unite il restante zucchero, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, l’uovo sbattuto, la scorza di limone e i semini della bacca di vaniglia. Mescolate bene il tutto. Se deciderete di impastare con la planetaria, utilizzare la frusta a “K”.

Aggiungete al composto ottenuto il sale, e la farina, poca per volta, fino a quando non avrete ottenuto un panetto liscio ed omogeneo. Lavoratelo per almeno 5 minuti. Formate quindi una palla e riponetela a lievitare in una ciotola, coperta da un foglio di pellicola per alimenti, al caldo. Lasciate riposare l’impasto per almeno 2 ore.

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Riprendete in mano l’impasto e dividetelo in palline da 50 g ciascuna. Aiutandovi con le dita o con il manico di un mestolo, forate le palline, formate le ciambelle e lasciatele lievitare di nuovo, coperte, in un posto caldo per almeno 1 ora.

Scaldate l’olio per friggere in un piccolo pentolino. Quando avrà raggiunto la giusta temperatura, cuocete 3 – 4 ciambelle per volta, rigirandole spesso. Raccoglietele quando saranno diventate dorate e scolatele sulla carta assorbente da cucina. Passatele quindi nello zucchero semolato e servitele calde.

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Castagnole alla ricotta (senza glutine)

Le tradizioni gastronomiche italiane si differenziano da regione in regione, ognuna con le sue ricette, ingredienti segreti e preparazioni che vengono tramandate da generazione in generazione. Così succede soprattutto per i dolci di Carnevale che, a seconda della zona e del paese di provenienza, cambiano il loro modo d’essere chiamati o preparati. Troviamo crostoli, galani, chiacchiere e cenci ma anche tortelli, frittelle, frati fritti e ciambelle. Dalle ricette tradizionali a quelle più innovative, a carnevale troverete delizie per tutti i gusti. Da provare queste castagnole, dolce tipico carnevalesco famoso in tutta la penisola italiana, in versione gluten free, morbidissime grazie alla presenza di ricotta dell’impasto.

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Castagnole alla ricotta senza glutine

Ingredienti per circa 25 castagnole

100 g di ricotta vaccina ben sgocciolata, 120 g di Farina Senza Glutine Piaceri Mediterranei, 1 uovo, 50 g di zucchero semolato più un po’ per spolverare, 50 ml di vino Marsala, la scorza di mezzo limone, 2 cucchiaini di lievito per dolci senza glutine, i semini di una bacca di vaniglia, un pizzico di sale, mezzo litro d’olio per friggere.

Chi non è intollerante al glutine può sostituire la Farina Senza Glutine Piaceri Mediterranei con la farina di tipo “00” o meglio ancora di farro. Il vino dolce Marsala potete sostituirlo con il rum, la grappa o liquore a vostro piacere.

Procedimento

Setacciate la ricotta servendovi di uno schiacciapatate. Amalgamatela con una forchetta allo zucchero, all’uovo intero sbattuto, alla scorza di limone, un pizzico di sale e alla vaniglia. Mescolate bene il tutto e unite la Farina Senza Glutine Piaceri Mediterranei alternata al vino Marsala.

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Versate l’olio in un padellino a bordi alti e scaldatelo a fuoco dolce. Quando sarà caldo, servendovi di due cucchiaini, prelevate delle piccole noci di impasto e fatele cadere nell’olio bollente. Rigiratele fino a quando non si saranno dorate su tutti i lati.

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Raccogliete le castagnole con un mestolo forato e posatele ad asciugare sulla carta assorbente da cucina. Rigiratele infine ancora calde nello zucchero semolato e servitele.

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Chiacchiere alla panna

Buon Giovedì Grasso! Vi state preparando per un fine settimana all’insegna del Carnevale e del fritto? Come ogni tradizione che si rispetti ho rispolverato la vecchia ricetta dei crostoli di mia nonna, con farina, uova fresche, una buona dose di grappa, vino Marsala e scorze d’agrumi.

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A volte però capita che il frigo semi vuoto sia carente di uova. Mi sono così imbattuta in una ricetta super furba. Queste deliziose chiacchiere senza uova sono a base di un goccio di panna, il minimo indispensabile che serve per impastarle. Il risultato è un delizioso dolce croccante, super sottile e con molte bolle.. provare per credere!

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna potete trovare la ricetta delle mie chiacchiere alla panna cliccando {qui}

 

Frittelle leggere allo yogurt

Tempo di Carnevale e di dolci fritti. Si provano tante nuove preparazioni oltre ai soliti crostoli (le chiacchiere friulane) preparate secondo la ricetta di famiglia. Avevo già provato delle gustosissime Fritole all’uvetta  ma quest’anno mi sono cimentata in frittelle più leggere e veloci da fare, con poco zucchero nell’impasto (dato che la copertura era abbastanza!) e con un vasetto di yogurt per renderle soffici, rigorosamente con farina non raffinata – il successo è comunque assicurato! – e un cucchiaino di strutto, come da tradizione, nell’olio di frittura per renderle più fragranti.

Ha collaborato per questa ricetta il laboratorio di ceramiche LAESSE di Stefania con delle deliziose ciotoline color rosa pastello. A fine ricetta troverete più informazioni.

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Frittelle soffici e leggere allo yogurt

Ingredienti per 20 – 25 frittelle

1 uovo, 150 g di yogurt bianco non zuccherato, 1 cucchiaio di zucchero a velo, 150 g di farina di tipo “2”, la scorza di 1 limone, la scorza di 1 arancia, mezza bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaio di rum, un pizzico di sale, mezzo litro d’olio per friggere e 1 cucchiaino facoltativo di strutto, zucchero semolato q.b.

A meno che non siate vegani, provate ad aggiungere un cucchiaino di strutto nell’olio di frittura per ottenere un fritto più leggero e croccante.

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Procedimento

In una ciotola sbattete l’uovo assieme allo zucchero a velo, lo yogurt, la scorza di arancia e limone e il sale.

Aggiungete la farina miscelata al lievito, mescolate bene con una frusta. A questo punto aggiungete il rum ed amalgamate bene il tutto cercando di non far grumi.

Scaldate l’olio e lo strutto in un pentolino. Io ho utilizzato un pentolino piccolo dai bordi alti in modo da cuocere poche frittelle per volta.

Quando l’olio sarà ben caldo, regolate la fiamma (che non dovrà esser alla massima potenza ma media), inumidite due cucchiaini con poco olio e prelevate un po’ d’impasto. Fatelo cadere nell’olio bollente. È importante che il fuoco non sia troppo alto sennò le vostre frittelle risulteranno troppo scure esternamente e crude internamente. Rigirate le frittelle su tutti i lati per cuocerle in modo omogeneo.

Una volta dorate, raccoglietele con un mestolo forato, sgocciolatele bene e adagiatele su dei fogli di carta da cucina. Passatele ancora calde nello zucchero semolato in modo che si inzuccherino bene.

Continuate fino all’esaurimento del composto. Si possono consumare tiepide o fredde. Vi consiglio di consumarle entro una giornata in modo che non perdano la loro fragranza.

In collaborazione con

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Gnocco fritto all’emiliana

Lo gnocco fritto è un antipasto tipico dell’Emilia Romagna: a Modena e a Reggio Emilia viene chiamato gnoc frìt, a Parma torta fritta, a Ferrara pinzino, mentre a Bologna viene denominato crescentina. A seconda della provenienza può avere delle variazioni nella preparazione e nella presenza o meno di alcuni ingredienti.

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La regione Emilia-Romagna e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno incluso il gnocco fritto nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (chiamati P.A.T.).

Nel 2011 è nata a Modena la prima Confraternita del Gnocco d’Oro, per tutelare, promuovere e divulgare la cultura gastronomica modenese. Si tratta di un’associazione d’appassionati gourmand che ha editato il sapere sullo gnocco fritto stilando una guida ai 100 locali e trattorie dove poter gustare un fumante pezzo di gnocco, fritto al momento.

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Se anche voi dovete pensarci ben due volte prima di dire “lo gnocco” al posto di “il gnocco” sappiate che  la popolazione emiliana rivendica l’uso dell’articolo “il” giustificandolo come solecismo (ovvero un errore contro la purezza della lingua o contro la buona sintassi). In tutta la provincia di Mantova, sebbene davanti a “gn” si usi l’articolo “lo”, quando si tratta di “gnocco” si dice sempre “il gnocco, i gnocchi”. “Lo” viene percepito come una vera stranezza, o come un errore di grammatica. Persino le persone colte considerano chi dice “lo” come minimo un pedante.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dello Gnocco fritto emiliano cliccando {qui}.

Le fritole di Carnevale

Le fritole, sono le frittelle comuni in gran parte del nord est d’Italia, soprattutto in Veneto, dove sono nate, in Friuli e in Istria. Queste piccole frittelle hanno origine proprio a Venezia: la fritola veniva esclusivamente prodotta dai fritoleri, che quasi a sottolineare questa loro ufficialità, costituirono nel ‘600 un’associazione. 
Gli storici raccontano che i fritoleri fossero soliti impastare grandi quantità di farina, latte, uova, zucchero e uvetta su tavoli di legno per poi passare a friggere le fritole nello strutto o nel burro in enormi padelle sostenute da tripodi. Le cospargevano poi con lo zucchero e le disponevano su vassoi in bellavista.
Nella commedia scritta per il Carnevale 1755 “Il Campiello” di Carlo Goldoni, la protagonista Orsola è una frittolera.
Pietro Gasparo Moro descrisse così i fritoleri

«I fritoleri hanno sempre sul davanti un pannolino che s’assomiglia al grembial delle donne, che sembra venuto allora fuor dal bucato. Tengono in mano un vasetto bucherellato con cui gettano del continuo zucchero sulla mercie, ma con tal atteggiamento che par vogliano dire: e chi sente l’odore e il sapore di questa cosa che noi inzuccheriamo?».

L’influenza della fritola contagiò anche altre culture, tanto che troviamo perfino una fritola ebraica, che gli Ebrei veneziani preparano ancor oggi per la Festa di Purim.
La ricetta tradizionale delle fritole veneziane, prevede l’utilizzo del lievito di birra e quindi l’ottenimento di un impasto lievitato. La mia versione è invece con il lievito per dolci: facile, schietta e veloce. Otterrete delle frittelle croccanti fuori e dall’interno morbido come una torta.
Le fritole 
di Carnevale
 
Ingredienti per 
una quarantina di fritole
 
280 g di farina 00
60 g di zucchero
120 ml di latte
80 g di uvetta sultanina
2 uova
1 pizzico di sale
4 cucchiai di grappa
4 cucchiai di Marsala (o vino dolce o rum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
la scorza di 1 limone
olio per friggere
zucchero a velo
Mia nonna mi svela che la grappa è fondamentale nei dolci fritti di Carnevale. Una volta si diceva che l’alcol, contenuto nella grappa, a contatto con l’olio bollente, evaporando, permetteva alle frittelle o ai crostoli di venire croccanti e poco unti. La grappa secondo me è fondamentale. Se invece non possedete in dispensa del Marsala o del vino dolce o del rum, potete sostituirlo con altrettanta grappa.
Ammollate l’uva passa in acqua bollente fino a quando non si sarà ammorbidita. Scolatela, strizzatela ed asciugatela.
Intiepidite il latte in un pentolino.
In una terrina sbattete energicamente con una frusta lo zucchero con le uova intere, un pizzico di sale, la scorza di limone. Aggiungete il latte e mescolate.
Aggiungete la farina assieme al lievito, la grappa, il Marsala ed infine l’uva passa.
Scaldate abbondante olio per friggere in una pentola.
Inumidite 2 cucchiaini nell’olio caldo, prelevate una pallina d’impasto e gettatela nell’olio. L’olio non dovrà essere troppo caldo: scaldatelo a fuoco medio in modo che le frittelle si dorino bene all’esterno e si cuociano bene all’interno.
Una volta cotte, scolatele e tamponatele con della carta assorbente. Spolveratele di zucchero a velo e servitele tiepide o fredde.

Falafel "pugliesi" di cicerchie dell’Alta Murgia

Un altro appuntamento con la cucina pugliese, in collaborazione anche con la bottega di prodotti pugliesi GioAnna.
Ecco i contatti della bottega:

GioAnna di Andriola G. & C. Snc

via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine) 
 
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
 
 
Oggi parleremo delle cicerchie
 
Da Gioanna ho trovato questo legume. Non l’avevo mai assaggiato prima e così mi sono documentata.
Il nome latino della cicerchia è Lathyrus sativus ed è un legume, comunemente appartenente alla famiglia delle Fabaceae, diffusamente coltivato per il consumo umano in AsiaAfrica orientale e limitatamente anche in Europa ed in altre zone. È una coltura particolarmente importante in aree tendenti alla siccità ed allacarestia, detta cultura di assicurazione poiché fornisce un buon raccolto quando le altre colture falliscono. È anche nota con i nomi di pisello d’erbaveccia indianapisello indianoveccia biancaalmorta o alverjón (Spagna), chícharos (Portogallo), guaya (Etiopia), e khesari (India). Il consumo di questa pianta leguminosa in Italia è limitato ad alcune aree del centro-sud ed è in costante declino.
 
I falafel sono invece una pietanza mediorientale. Sono delle polpette speziate e fritte a base di legumi come ceci, fave o fagioli secchi tritati con cipolla, aglio, prezzemolo e spezie. I falafel sostituivano la carne nei giorni del digiuno dei copti egiziani. Il termine è formato da tre parole che in copto significavano letteralmente “con tanti fagioli”. I falafel sono particolarmente diffusi in Palestina, Siria, Giordania e Istralele. I palestinesi di Gerusalemme est e quelli del quartiere di Jaffa, a sud di Tel Aviv, servono e mangiano falafel come gli israeliani di origine ebraica, che li ammettono in quanto interamente vegetali e conformi ai precetti kosher che regolano l’assunzione e la preparazione degli alimenti nella religione ebraica.
Io ho deciso di provare a fare i falafel con le cicerchie che ho trovato nel fornitissimo negozio di GioAnna. Oltre alle cierchie, troverete anche molti altri legumi secchi come ceci, ceci neri e piselli secchi.

Falafel “pugliesi” di cierchie
dell’Alta Murgia
Ingredienti per una decina di falafel
 
Da GioAnna potete trovare:
100 g di cicerchie secche
(in alternativa 100 g di ceci o qualsiasi legume secco)
Se preferite, in alternativa alle cicerchie, potete utilizzare anche un mix di fagioli canellini, ceci, cierchie e piselli secchi.
Vi serviranno inoltre:
un bel mazzo di prezzemolo
1 cucchiaio di succo di limone
un quarto di cipolla
mezzo spicchio d’aglio
mezzo cucchiaino da tè di Raz El Hanout*
sale
olio per friggere
pan grattato e semi di sesamo
* la miscela di spezie Raz El Hanout in arabo significa letteralmente “capo della drogheria” ed è una miscela di spezie con ben 30 piante diverse. Trattandosi di una miscela molto ricca, ne esistono numerosissime varietà a seconda dei gusti dei diversi preparatori e degli acquirenti. La formulazione classica comprende: noce moscatacannellamacisanicecurcumapepe rosapepe biancogalangazenzerochiodo di garofanopimentocardamomo nerocardamomo verdeboccioli di rosalavanda. La si trova nei negozi etnici specializzati, già pronta in bustine.
Se proprio non trovate questa miscela, vi spiego come farla in casa con spezie facilmente reperibili. 
 
Comprate in erboristeria le seguenti spezie e seguite queste dosi:
 
2 cucchiaini di zenzero in polvere
2 cucchiaini di coriandolo in polvere
1 cucchiaino e mezzo di cannella
1 cucchiaino e mezzo di pepe nero
1 cucchiaino di noce moscata
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaino di cumino 
Tostate le spezie in un padellino antiaderente e frullatele in un mixer. Versate la polvere in un barattolo e utilizzate la miscela per insaporire la carni, verdure e polpette o per dare un tocco orientale ai vostri piatti.
Per fare i falafel non serve cuocere le cierchie. I leguimi tradizionalmente devono essere tenuti a bagno in acqua in modo che si reidratino. Io ho lasciato in ammollo le cicerchie per 48 ore in acqua fredda. Secondo molte ricette, basterebbero solo 24 ore, ma per far sì che il legume fosse più digeribile io ho deciso di lasciarlo il doppio del tempo.
Scolate le cicerchie. Radunatele in un frullatore con il prezzemolo tritato grossolanamente, la cipolla in pezzi, l’aglio, il succo di limone, le spezie e un pizzico di sale. Iniziate a frullare. Aiutandovi con una spatola, cercate di frullate al meglio il composto in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino bene.
Otterrete un’impasto verde brillante. Se vi sembra troppo umido, aggiungete 3 cucchiai di pan grattato e continuate a frullare. Se invece non si amalgama bene, aggiungete 1 rosso d’uovo e pangrattato. Dovrete ottenere una pasta lavorabile con le mani
Miscelate del pan grattato con dei semi di sesamo. Formate con l’impasto delle palline, appiattitele e passatele nella panatura di pan grattato e sesamo. Lasciatele poi riposare per almeno un’oretta in frigo in modo che si rassodino.
Scaldate l’olio per friggere e, una volta raggiunta la giusta temperatura, friggete i falafel di cicerchie. Quando saranno dorati, sgocciolateli sulla carta assorbente.
 Serviteli caldi con un’insalata, dello yogurt greco e del pane azzimo o pita.
 

Crocchette di funghi

Stavo friggendo delle normalissime crocchette di pollo, quando mi venne in mente una sorprendente idea con i funghi: perchè non provare a friggere anche quelli? Avevo giusto pronto impanature, uova e farina per sperimentare il tutto …
Crocchette di funghi
 
Ingredienti
 
10 funghi champignon
farina q.b.
1 uovo
mezza tazza di latte
mezza tazza di pan grattato
mezza tazza di farina di polenta istantanea
olio per friggere
sale e pepe
Per prima cosa ho pulito molto bene i funghi in modo da eliminare la terra. Li ho poi affettati dividendoli in 4. Con l’aiuto di pinze da cucina, li ho passati nella farina, poi nell’uovo sbattuto assieme al latte con un pizzico di sale e pepe e infine li ho passati nel pan grattato miscelato assieme alla farina di polenta istantanea. La farina di polenta presente nell’impanatura, conferisce una consistenza croccante. Io la utilizzo sempre, perché così ho la sicurezza che, se per caso del fritto dovesse avanzare, scaldato poi successivamente al forno, non muta la croccantezza.
Ho scaldato l’olio per friggere ed ho gettato i funghi. I tempi di cottura son veramente brevi. Una volta che si son dorati bene, raccoglieteli e scolateli dall’olio in eccesso. Dopodiché asciugateli con della carta assorbente. Salateli leggermente e … serviteli belli caldi nei vostri aperitivi!