Crème brûlée alla lavanda

La lavanda è in fiore adorna i bellissimi giardini rustici del mio paese e i bordi di orti e di piccoli campi. La lavanda è una pianta dalle mille proprietà: non solo è utilizzata per profumare armadi e cassetti ma, nell’antichità veniva raccolta a mazzi e appesa all’uscio e all’entrata delle case come protezione dalle energie maligne.

In cucina, soprattutto in quella più moderna, l’uso della lavanda è un tipico accostamento ai dolci. Da provare queste originali crème brûlée dal sapore tipico provenzale.

Crème brule à la lavande 1
::  Bottiglietta decorativa di Il ricamificio di Forni di Sopra  ::

Crème brûlée alla lavanda

Ingredienti per 4 persone

500 ml di panna fresca, 4 rossi d’uovo, 1 cucchiaio di fiori di lavanda essiccati, 2 cucchiai di zucchero semolato, 4 cucchiai di zucchero di canna, un pizzico di sale.

I fiori di lavanda essiccati adatti alla preparazione di questa ricetta potrete trovarli nelle erboristerie addette alla vendita di erbe e spezie sfuse. Se potete, utilizzate uova freschissime!

Crème brule à la lavande 2
::  Bottiglietta decorativa di Il Ricamificio di Forni di Sopra ::

Versate la panna in un pentolino assieme ai fiori di lavanda. Ponetelo sul fuoco e scaldate fino a quando il tutto non comincerà a bollire. Spegnete il fuoco.

A parte sbattete con una frusta i rossi d’uovo assieme allo zucchero semolato e a un pizzico di sale. Versate lentamente la panna calda assieme ai fiori di lavanda e rimettete il tutto sul fuoco.

Cuocete il composto a bagnomaria per almeno 8 – 10 minuti. Filtrate poi il tutto in modo da eliminare sia i fiori di lavanda che eventuali parti grossolane.

Versate il composto in 4 remequin di vetro o ceramica, adatti alla cottura in forno.

Scaldate il forno a 180°C. Posizionate i remequin in una teglia a bordi alti. Versate dell’acqua tiepida e cuocete le crème brûlée a forno caldo per almeno 20 minuti.

Un volta cotte, lasciatele raffreddare e rassodare a temperatura ambiente. Vi consiglio di riporle per almeno 6 ore in frigorifero in modo da gustarle il giorno dopo.

Estraete le crème brûlée dal frigorifero almeno un’ora prima di servirle. Cosparget 1 cucchiaio di zucchero di canna per ogni crème brûlée. Gratinatele sotto il grill del forno oppure utilizzate l’apposito cannello per formare quella golosa crosticina di caramello.

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Macarons al cioccolato

Chi non conosce i Macarons? Questi piccoli pasticcini molto diffusi negli ultimi anni nelle pasticcerie francesi e che ormai stanno spopolando il tutto il mondo?

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Molto simili ai loro antenati italiani (gli amaretti), i Macarons sono a base di soli albumi, zucchero e farina di mandorle macinata finemente. Vengono poi arricchiti da marmellate e creme più disparate.

Anche se prevalentemente è considerata una confezione francese, le origini di questo dolce a base di meringhe sono state molto dibattute. Larousse Gastronomique cita i Macarons come dolci creati nel 1791 in un convento farncese, vicino Cormery. Alcuni invece fanno risalire il suo debutto francese all’arrivo di Caterina de’ Medici, la quale commissionò a un pasticcere italiano il dolce che portò con sé nel 1533, quando sposò Enrico II di Francia. La ricetta definitiva dei Macarons, nota sino ad oggi, è stata creata all’inizio del XX secolo da Pierre Desfontaines della pasticceria francese Ladurée.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dei Macarons cliccando {qui}. La ricetta è un po’ impagnativa, ma se seguirete tutti i passi il vostro impegno verrà ben ripagato.

 

Gougères al formadi frant

Le gougères sono dei piccole sfere di pasta bignè, chiamata pasta choux. Hanno la particolarità di esser salate perchè nel loro impasto c’è del formaggio. Vengono di solito servite come aperitivo.
Sono un tipico apèritif francese e sono ideali per questo periodo di feste natalizie.

Il formadi frant invece è un formaggio tipico del Friuli. Si tratta di un prodotto caseario che deriva dall’impasto di più formaggi assieme a panna, sale e pepe. Il risultato è un formaggio fondente e  saporitissimo. A volte più del parmigiano. Se vivete in altre parti d’Italia e non siete in grado di trovarlo, potete sostituirlo in questa ricetta con del parmigiano, pecorino o del groviera…
Gougères al 
formadi frant
 
Ingredienti per 15 gougères
 
125 ml d’acqua
30 g di burro
62 g di farina 00
sale e pepe
2 uova intere
50 g di formadi frant (o altro formaggio saporito)
semi di papavero
Portate a bollore l’acqua assieme al sale e al burro. Quando avrà raggiunto il bollore, gettate la farina in un solo colpo. Mescolate con una frusta e spegnete il fuoco. Otterrete un impasto giallino che si staccherà dalle pareti del tegame. Pepate leggermente e lasciatelo intiepidire.
Aiutandovi con una frusta, aggiungete 1 uovo e amalgamatelo completamente al impasto. Ripetete poi l’operazione aggiungendo il secondo uovo. Aggiungete alla fine il formaggio grattugiato finemente. Trasferite poi il tutto in una sac à poche e formate delle 15 palline su una teglia rivestita di carta forno. Se non siete pratici con la sac à poche, potete aiutarvi con un cucchiaino. Inumidendovi le punte delle dita arrotondate leggermente le goungères. Spolverate con i semi di papavero.
Scaldate il forno a 180°C e infornatele per 25 – 30 minuti, fino a doratura.
Una volta cotte, lasciate le gougères raffreddarsi dentro il forno.
Servitele come aperitivo accompagnandole con salumi, formaggi o riempiendole con formaggio cremoso.

Petit Beurre senza glutine (senza glutine)

Questi biscotti sono ottimi a colazione e per la merenda. Offriteli anche ai vostri ospiti all’ora del tè!
I petit beurre sono dei biscotti secchi tipici francesi a friabilissimi, croccanti e gustosi. Furono inventati dal biscottificio di Nantes, Lefèvre-Utile conosciuto come LU fondato nella seconda metà del 1800. Ebbero così tanto successo che il biscotto petit beurre si diffuse in tutto il mondo. La ricetta non prevede l’utilizzo di uova e la mia versione è deliziosamente senza glutine.
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Petit Beurre 
senza glutine
Ingredienti 
 
150 g di farina senza glutine per dolci*
50 g di burro
50 g di zucchero
da 2 a 4 cucchiai di latte freddo
1 cucchiaino di lievito per dolci senza glutine (o cremor tartaro)**
un pizzico di vaniglia
un pizzico di sale
latte per spennellare
* se non desiderate utilizzare la farina senza glutine per dolci, sostituitela con 100 g di farina di riso + 50 g di fecola di mais
** il lievito per dolci senza glutine lo trovate nelle erboristerie o nei negozi bio. La marca però che preferisco e che utilizzo sempre è questa della marca Biovegan. Trovate in commercio anche cremor tartaro.
Juliet's Belly
Vi consiglio di utilizzare un robot da cucina per velocizzare i tempi.
Fondete il burro a bagnomaria e lasciatelo raffreddare. Non deve esser caldo. Riunite lo zucchero, la farina, il lievito, la vaniglia e il sale nel mixer. Azionatelo e aggiungete il burro a filo. Versate il latte quanto basta per far sì che si formi un impasto sodo e abbastanza asciutto. Copritelo con la pellicola e lasciatelo riposare 20 minuti in frigo.
Trascorso questo tempo, stendete la frolla alta almeno mezzo centimetro tra 2 fogli di carta forno. Intagliate i biscotti di forma rettangolare o quadrata con una formina oppure con la rotella dei crostoli.
Posizionateli su una teglia rivestita di carta forno e spennellateli con latte. Cuoceteli a forno caldo a 170°C ventilato fino a doratura. Una volta raffreddati, si conservano anche più di 7 giorni in un contenitore ermetico.
Juliet's Belly

Una squisita zuppa di cipolle

Oggi è arrivato il freddo. Una bella giornata di sole, ma un fresco pungente! Per gli amanti della cipolla (ma dei sapori delicati), vi propongo questa deliziosa zuppa, facilissima da preparare!
Utilizzate più tipi di cipolle: bianca, dorata, rossa, lo scalogno e la cipolla borettana: il gusto della vostra zuppa sarà ancora più particolare!
La zuppa di cipolle risale al periodo romano e, nel corso della storia, è stato spesso considerato un alimento per i bimbi e per le persone povere. La versione moderna di questa zuppa è nata nella Francia del diciassettesimo secolo: la tipica soupe d’oignon francese era a base di pane secco o crostini , brodo di manzo e cipolle caramellate .
La leggenda narra che la zuppa fu inventata da Luigi XV. A tarda notte, nella sua residenza di caccia, in preda a una fame improvvisa, cucinò questa zuppa con ciò che possedeva in cucina: cipolle, burro e champagne.
Una squisita
zuppa di cipolle
Ingredienti per 4 persone
400 g di cipolle (dorate, bianche o un mix a vostra scelta)
1 cucchiaino di burro
20 g di maizena (o 1 cucchiaio di farina 00)
150 ml di vino bianco o rosato
1 litro di brodo vegetale bollente
sale, pepe
foglie di timo
Tagliate grossolanamente le cipolle. Sciogliete in una pentola il burro, fate poi dorare le cipolle. Salatele e pepatele. Spolverate con la maizena setacciata oppure con la farina. Aggiungete le foglie di timo, il brodo vegetale bollente e cuocete a fuoco basso per 30 – 40 minuti. Se desiderate ottenere una vellutata, frullate la zuppa con il mixer a immersione. Impiattate, spolverate con parmigiano grattugiato e decorate con timo fresco.