Crostata alla ricotta e marmellata

Avete presente quelle crostate che ricordano la bontà delle torte sfornate della nonna? Eccovi una di queste, che mi ricorda la mia di nonna, che “per far star unita” la pasta frolla, aggiungeva qualche goccia di vino Marsala. Naturalmente nella mia versione troverete la farcia con l’immancabile ricotta della Fattoria Biologica Zoff, leggermente zuccherata, e una primaverile marmellata di fragole. Ricordatevi di conservarla in frigorifero! Continua a leggere “Crostata alla ricotta e marmellata”

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Pumpkin pie leggera alla ricotta (senza glutine)

La pumpkin pie è una crostata americana arricchita da un cremosa farcitura alla zucca profumata alle spezie. È ideale prepararla in questo periodo in cui i banchi dei mercati si riempiono di zucche dolci e colorate! La zucca migliore per preparare questo dolce è la Butternut o noce di burro in quanto la sua polpa non contiene troppa acqua. Tradizionalmente il ripieno a base di purea di zucca andrebbe lavorato con la panna ma, per alleggerire il tutto, ho sostituito gran parte di questa con la ricotta. Il risultato assieme alla friabilissima pasta frolla senza glutine, preparata con la farina di Piaceri Mediterranei, è sorprendente!

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Pumpkin pie, leggera e senza glutine

Ingredienti per uno stampo da 24 cm, per 8 persone

Per la pasta frolla senza glutine: 350 g di farina senza glutine Piaceri Mediterranei, 150 g di burro, 120 g di zucchero semolato, 1 cucchiaino di lievito per dolci senza glutine, 1 uovo intero e un tuorlo, un pizzico di sale, un pizzico di semi di vaniglia.

Per il ripieno: 450 g di zucca cruda, pesata senza buccia e senza semi, 150 g di ricotta sgocciolata, 50 g di panna, 70 g di mandorle tostate con la buccia, 30 g di farina senza glutine Piaceri Mediterranei, 100 g di zucchero di canna tipo “Muscobado”, 2 uova, un pizzico di sale, un pizzico di cannella.

Procedimento

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Per preparare la pasta frolla, radunate la farina senza glutine Piaceri Mediterranei in una ciotola assieme allo zucchero, al lievito per dolci, un pizzico di sale e alla vaniglia. Mescolate il tutto, formate una fontana e rompete al centro l’uovo intero e il tuorlo. Aggiungete il burro leggermente ammorbidito a cubetti e incominciate a impastare bene il tutto.

Una volta ottenuta una frolla omogenea, infarinate il piano da lavoro e stendetela con il mattarello.

Rivestite una tortiera tonda dal diametro di 24 cm con la pasta frolla senza glutine, eliminate la pasta in eccesso conservandola per la decorazione della crostata, e riponete lo stampo in frigorifero.

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Nel frattempo dedicatevi al ripieno: tagliate a dadini la zucca e versatela in una padella con mezzo bicchiere d’acqua. Cuocetela fino a quando l’acqua non sarà evaporata e la zucca ammorbidita. Lasciate raffreddare.

Radunate le mandorle tostate con la buccia e i 30 g di farina senza glutine in un mixer. Riducete il tutto in polvere.

Frullate la zucca con il frullatore a immersione. In una ciotola montate le uova con lo zucchero di canna, un pizzico di sale e la cannella. Versate la purea di zucca, la panna e la ricotta setacciata (per setacciare al meglio la ricotta e non aver grumi nel ripieno, potete schiacciarla con uno schiacciapatate oppure con un colino). Lavorate il tutto con le fruste, aggiungete la polvere di mandorle precedentemente preparata e versate la crema ottenuta nella base per crostata precedentemente preparata.

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Scaldate il forno in modalità ventilato a 160° C.

Infornate la pumpkin pie a forno caldo e cuocetela per almeno un’ora. Con la pasta frolla avanzata potete tagliare dei biscottini a forma di foglia e cuocerli in forno assieme alla torta in uno stampo separato per 20 minuti.

Una volta cotta la torta, estraetela dal forno, adagiate i biscottini a forma di foglia sulla torta ancora calda e lasciate raffreddare bene il tutto. Conservatela in frigorifero. Gustata il giorno dopo è ancora più buona!

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Torta della nonna (senza sprechi!)

Il weekend è alle porte e avete voglia di preparare un dolce per la colazione, il dopo pranzo o la merenda? Vi consiglio la classica torta della nonna, ma questa volta senza sprechi: la golosa crema pasticcera preparata con i tuorli freschissimi è racchiusa in un croccante guscio di frolla integrale a base di zucchero di canna e soli albumi… insomma, una crostata anti spreco per non buttare via nulla!

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Torta della nonna (senza sprechi!)

Ingredienti per uno stampo da crostata da 24 cm

Per la crema pasticcera: 2 tuorli, 50 g di zucchero, 25 g di maizena, 250 ml di latte, un pizzico di sale, i semi di mezza bacca di vaniglia.

Per la crostata: seguite la ricetta della mia pasta frolla agli albumi {qui}, due manciate di pinoli e zucchero a velo per la decorazione.

Dato che la frolla è a base di albumi avanzati, vi consiglio di utilizzare la farina semi integrale e lo zucchero di canna fine per renderla un po’ più ambrata in cottura.

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Procedimento

Preparate la crema pasticcera: sgusciate le uova. Dividete i tuorli dagli albumi. Questi ultimi conservateli per la frolla.

Scaldate il latte assieme ai semi di vaniglia e al sale in un pentolino. Nel frattempo, mescolate i tuorli assieme allo zucchero a alla farina.

Quando il latte incomincerà a bollire, versate il composto a base di tuorli nel pentolino e mescolate il tutto con una frusta. Fate bollire a fuoco basso per circa 2 minuti.

Spegnete poi il fuoco e lasciate raffreddare.

Nel frattempo dedicatevi alla pasta frolla. Seguite le istruzioni spiegate {qui}. Una volta pronta, avvolgetela nella pellicola per alimenti e riponetela a rassodare in frigorifero per almeno 20 minuti.

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Scaldate il forno a 180° C ventilato.

Estraete la frolla dal frigorifero, spolverate con un po’ di farina il piano di lavoro e stendetela con il mattarello fino a raggiungere il mezzo centimetro di spessore. Riponete la frolla stesa nello stampo da crostata, fatela aderire bene ed eliminate la pasta in accesso, conservandola.

Versate la crema pasticcera ormai raffreddata all’interno del guscio di frolla e livellatela con una spatola. Spolveratela con un po’ di pinoli.

Impastate e stendete la pasta frolla avanzata e, con l’aiuto di una rotella, tagliate delle strisce. Adagiate le strisce sulla crostata, spolveratela con i pinoli rimasti e infornatela a forno caldo per almeno 25 – 30 minuti, fino a doratura completa.

Una volta cotta, lasciatela intiepidire nello stampo. Poi eliminate quest’ultimo e trasferite la torta della nonna su una gratella. Servitela completamente fredda spolverata di zucchero a velo.

 

Mince Pies alle mele e frutti rossi (senza glutine)

Tipiche della cucina anglosassone, queste crostatine alle mele e frutti rossi, si chiamano originariamente Minced Pies. La mia versione di questo dolce ha un ripieno composto da mele, frutti rossi e scorza di limone e arancia racchiuso da una croccante frolla alla farina di miglio.

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Secondo la tradizione popolare, le Mince Pies  sono il cibo preferito di Babbo Natale. Per questo è necessario lasciare un piattino con una o due tortine sul bordo del caminetto (accompagnato da un bicchierino di brandy o di sherry e da una carota per la renna) come ringraziamento affinché le calze di Natale siano ben riempite di doni. Inoltre, sempre secondo la tradizione, quando si prepara il ripieno per queste crostatine, bisogna sempre girare l’impasto in senso orario; girando in senso antiorario, infatti, si attirerebbe la cattiva sorte per l’anno a venire.

Per chi mastica un po’ d’inglese capirà che la traduzione letterale del nome di questo dolce sarebbe torta di carne macinata. In passato, infatti, il ripieno (mincemeat ovvero carne macinata) era a base di carne e frutta. La versione moderna ha lasciato da parte la presenza della carne e ha tramutato queste tortine in un goloso dessert a base di sola frutta sia fresca, come le mele e i mirtilli rossi, che secca come uva passa, ciliegie, albicocche, scorze d’arancia candite, spezie calde come cannella e noce moscata, noci o mandorle a pezzetti e un po’ di brandy o rum. Insomma, una sorta di strudel sottoforma di crostatina.

La Mince Pie si può mangiare sia calda sia fredda. Dopo averla scaldata si può rimuovere con cura la parte superiore e riempirla di panna o salsa di burro al brandy perché vi si sciolga sopra e possa esaltarne il sapore.

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Esistono diverse varianti della Mince Pie. Solitamente viene preparata una grande crostata e, con la pasta avanzata si fanno spesso dei pasticcini di mincemeat, che possono essere mangiati con guarnizione di crema pasticciera all’inglese, panna o gelato.

Se ora ance voi volete cimentarvi in questa ricetta, in collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare la mia versione gluten free delle Mince Pies cliccando {qui}

Galette rustica alla farina d’avena con more e biscotti

Mi piacciono un sacco le torte rustiche e, facendo un po’ di ricapitolazioni sulle ricette pubblicate sul blog, ho notato che raramente pubblico le crostate! Ho provveduto subito. Da un cestino pieno di more appena raccolte, da qualche biscotto secco avanzato in credenza e dalla golosa voglia di frolla alla farina d’avena, nasce questa rustica galette. La galette, o chiamata anche free form tart (crostata senza forma), è una crostata rustica, senza fronzoli e bordini perfetti che al suo interno richiude normalmente succosa frutta che viene cotta lentamente in forno.

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Galette rustica alla farina d’avena con more e biscotti

Ingredienti per una galette da 24 cm di diametro

Per la frolla: 45 g di farina 00, 45 g di farina d’avena, 35 g di amido di mais, 2 cucchiai di zucchero di canna, una pizzico di lievito, una punta di semi di vaniglia, un pizzico di sale, 45 g di burro molto freddo, 1 rosso d’uovo, qualche cucchiaio d’acqua ghiacciata se serve.

Per il ripieno: 100 g di biscotti secchi, 300 g circa di more, 2 cucchiai di zucchero di canna, 1 cucchiaino di cannella in polvere.

I biscotti secchi macinati all’interno di questa galette servono ad assorbire il succo delle more che si formerà in cottura. Potete sostituire i biscotti secchi con dei biscotti ai cereali e le more con altri frutti di bosco rigorosamente freschi. Per questa ricetta non sono consigliati i frutti di bosco congelati.

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Per velocizzare la preparazione della frolla, radunate in un robot da cucina provvisto di lama, le 2 farine e l’amido di mais, lo zucchero, il lievito, il sale e la vaniglia e frullate il tutto. Aggiungete il burro freddo a pezzettini e frullate fino ad ottenere delle briciole. Incorporate il rosso d’uovo e frullate fino ad ottenere una palla di pasta. Se avrete fatica a formare la pasta e il composto dopo 10 secondi risulta ancora asciutto, aggiungete 1 cucchiaio d’acqua ghiacciata alla volta. Avvolgete la palla di frolla appena ottenuta nella pellicola e riponetela in frigorifero a riposare. (Alternativamente potete preparare la frolla impastando il tutto a mano).

Radunate i biscotti in un mixer e frullateli. Infarinate un grande foglio di carta forno, riponetelo sul piano da lavoro, e stendetevi sopra la frolla: dovrete formare un cerchio dal diametro di 30 – 35 cm. Ponete un piatto al centro del vostro cerchio di pasta frolla e incidete, senza tagliare la pasta, un cerchio. Versate nel cerchio che avete appena inciso i biscotti frullati e incominciate a disporre ordinatamente le more.

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Una volta disposte le more sopra i biscotti frullati, richiudete i bordi verso l’interno. Trasferite la galette assieme alla carta forno su una teglia. Mescolate in una ciotolina lo zucchero di canna con la cannella e spolverizzateli sulla superficie, sia sulle more che sulla frolla.

Scaldate il forno a 180°C ventilato e infornate la galette. Cuocetela per 30 minuti. Una volta cotta, lasciatela intiepidire. Servitela tiepida accompagnata da una pallina di gelato alla crema o da un ricciolo di panna montata.

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Pasticciotti pugliesi

Bentornati a tutti dalle ferie!
Oggi, sempre con l’appoggio di GioAnna, parleremo dei pasticciotti pugliesi, un dolce tipico della zona del Salento in Puglia, composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno.
La nascita del pasticciotto risale almeno all’inizio del Settecento, e da allora ad oggi sono state proposte tante varianti a questo dolce che ha contribuito a rendere famosa la tipica cucina salentina. Spennellato di albume d’uovo prima della cottura in forno, il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata e lucida. Va consumato ancora caldo per rendere al palato tutte le migliori peculiarità del suo sapore: il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata.
La tradizionalità del prodotto è assicurata dalla provenienza locale delle materie prime e dal metodo di produzione che avviene secondo tradizioni familiari che ne conservano tutte le caratteristiche qualitative. È tipica abitudine dei salentini consumare questo dolce appena sfornato e ancora caldo durante le prime ore della giornata per la prima colazione.
La prima fonte documentale che testimonia dell’esistenza del pasticciotto risale al 1707: si scoprì nell’archivio della Curia Vescovile di Nardò, che in occasione della morte di Mons. Orazio Fortunato, tra le altre masserizie comparvero: «barchiglie di rame da far pasticciotto numero otto».
Trascurando quanto sopra, la tradizione invece colloca la nascita del pasticciotto nel 1745 a Galatina nella bottega pasticciera della famiglia Ascalone durante le festività di San Paolo, guaritore delle tarantate. Secondo questa versione, Nicola Ascalone si arrovellava per inventare una novità che potesse risollevare la critica situazione economica della bottega e tra una torta e un dolce si ritrovò un impasto e un po’ di crema non sufficienti per cuocere un’altra torta. Decise allora di utilizzare questi resti ponendoli in un piccolo recipiente di rame facendone una piccolissima torta di crema che lui stesso definì un pasticcio. Mise ugualmente il pasticcio nel forno e lo regalò ancora caldo a un passante. I complimenti e le lodi si sprecarono. Il pasticcio risultò veramente ottimo e l’uomo ne volle qualcuno da portare in famiglia. Nacque così il “pasticciotto de Lu Scalone”. Il successo fu immediato e la voce si sparse in provincia. Il pasticciotto divenne da quel giorno un dolce tipico del Salento.
La città di Lecce lo ha riconosciuto come dolce tipico leccese ed è presente nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 173).
Veniamo ora alla ricetta tradizionale, quella con la frolla allo strutto (che almeno una volta all’anno o una volta nella vita vi consiglio di fare!!!) e con una leggera crema pasticcera profumata ancor di più grazie all’aggiunta di marmellata di limoni pugliesi, che trovate da GioAnna.
Pasticciotti pugliesi
Ingredienti per circa 10 pasticciotti
Per la pasta frolla:
100 g di farina 00
100 g di farina di mandorle
50 g di maizena
80 g di zucchero
90 g di strutto
1 uovo
un cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale
semi di una bacca di vaniglia
Per la crema pasticcera:
1 rosso d’uovo (non buttate via l’albume*)
250 ml di latte
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio e mezzo di farina o maizena
la scorza di 1 limone
1 cucchiaio abbondante di marmellata di limoni
semi di una bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
* utilizzate l’albume che vi avanza dalla crema pasticcera per spennellare i pasticciotti prima di infornarli.
Per prima cosa preparate la crema pasticcera. Io la faccio senza scaldare il latte. Per prima cosa sbattete leggermente il rosso d’uovo con lo zucchero. Aggiungete poi la scorza di limone grattugiata, la vaniglia e un pizzico di sale. Mescolate con una frusta e aggiungete la maizena o la farina cercando di non formare grumi. Aggiungete poi il latte freddo a filo. Mettete sul fuoco e fate cuocere a fuoco dolce fino a quando la crema non sarà diventata soda. Trasferitela in una ciotola e copritela con carta forno leggermente bagnata: in questo modo, durante il raffreddamento non si formerà la pellicola superficiale. Lasciatela raffreddare.
Una volta raffreddata, aggiungete la marmellata di limoni alla crema pasticcera e mescolate.
Preparate la pasta frolla: radunate la farina 00, la farina di mandorle, la maizena, lo zucchero, il sale, la vaniglia, la scorza di limone e il lievito e mescolate assieme tutti questi ingredienti. Versate lo strutto e formate delle briciole con il composto secco. Sgusciate poi un uovo intero e incominciate a impastare. La frolla allo strutto è molto appiccicosa: lavoratela velocemente e riponetela subito in frigo per 30 – 35 minuti a solidificare.
Scaldate il forno a 180°C ventilato.
Stendete la frolla e ricavate 20 dischetti. Rivestite gli stampini (io ho utilizzato uno stampo per muffins antiaderente) con 2 strisce di carta forno (per facilitarne poi l’estrazione) e con un dischetto. Riponete 2 cucchiaini di crema pasticcera e ricoprite con un’altro dischetto di pasta frolla. Sbattete leggermente il bianco d’uovo con una forchetta e spennellate i pasticciotti prima di infornarli. Cuoceteli per circa 15 – 20 minuti fino a doratura: in cottura si gonfieranno leggermente!
Una volta cotti, estraeteli dagli stampini e lasciateli raffreddare su una gratella.
Solo prima di servirli spolverateli con abbondante zucchero a velo.
I pasticciotti si conservano meglio in frigo e devono esser consumati entro 5 giorni.
La marmellata di limoni, e altre stupende e anche insolite confetture, le trovate nella bottega di
GioAnna di Andriola G. & C. Snc
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine)
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
e-mail: info@gioanna.net