Involtini pugliesi di melanzane

Con la carne macinata si possono fare magie: ragù, sughi, polpette, polpettoni, hamburger e deliziosi involtini! Come questi dal sapore pugliese con pomodoro, melanzane e peperoncino. Da provare e gustare! Continua a leggere “Involtini pugliesi di melanzane”

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Spiedini di pollo e verdure alla paprika

Il primo maggio lo si festeggia in giardino, inaugurando la stagione delle grigliate in famiglia e con gli amici. Un’idea golosa da proporre, facile, light e sopratutto saporita, sono gli spiedini. Stavolta ve li propongo ricchi di verdure colorate e aromatizzati alla paprika affumicata. Continua a leggere “Spiedini di pollo e verdure alla paprika”

Vincisgrassi marchigiano

Non la solita lasagna o “pasticcio” come si dice qui il Friuli. Il Vincisgrassi viene dalle Marche ed è un tripudio di sapori e profumi rustici, ideale per chi ama i gusti forti della carne e gli sformati di pasta al forno.

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Una sottile sfoglia di pasta fresca, un ragù tagliato al coltello e una generosa spolverata di parmigiano sono i 3 semplici ingredienti di questa lasagna. Il ragù – e che ragù! – è composto da manzo e fegatini di pollo tritati da un affilatissimo coltello e cotti dolcemente con verdure e vino rosso. Nella tradizionale ricetta il ragù veniva arricchito con altre ragaglie non solo di pollo ma anche di anatra. La besciamella? In molte versioni è presente, in altre no, a voi la scelta.

Il nome e l’origine di questo piatto si perdono nella storia. La versione più appetibile chiama in causa il generale austriaco Windisch Graetz, presente in zona per le guerre napoleoniche sul finire del 1700. Secondo questa storia fu il cuoco personale del generale ad ideare questo piatto per sfamare le truppe con le materie prime presenti nel territorio.Vincisgrassi quindi, secondo questa teoria, deriverebbe dalla storpiatura del nome del generale.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare la mia ricetta del Vincisgrassi marchigiano cliccando {qui}.

Quaglie arrosto e palline fritte di patata

Le rimpatriate familiari, le tavole imbandite della domenica, la preparazione dei piatti con tanta cura “anche quando non si aveva niente”, sono i ricordi più vividi che mia nonna porta con sé della sua giovinezza. Cresciuta in una numerosa famiglia contadina a Persereano, dopo la Seconda Guerra Mondiale, parte di questa dovette trasferirsi a Roma per lavoro. Solo in alcune occasioni come la Fieste dal Perdòn, la vendemmia o durante le feste di Natale, zii e cugini ritornavano in terra natìa.

Era sempre una grande festa, un’accoglienza fatta in buon stile friulano. Il lungo tavolo da pranzo apparecchiato con maestria con grandi tovaglie di cotone candide, immancabili fiaschetti di vino e cestini con pane caldo, accoglieva ben una ventina persone riunite nella sacralità del pranzo della domenica. Si incominciava il pasto con un buon brodo di gallina, preparato con tutte le verdurine dell’orto. Seguiva un secondo piatto rigorosamente a base di animali di bassa corte come polli, anatre, oche o piccole quaglie. Queste ultime erano sicuramente le più prelibate, accompagnate dalle balutìs, palline fritte di patata dal gusto inconfondibile apprezzate dalla zia Miriam, servite sia come contorno o come dolce, spolverate con zucchero alla vaniglia per accontentare i bimbi come dessert. Seguivano formaggi e salumi di produzione propria e per finire l’immancabile torta alla frutta.

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Quaglie arrosto agli scalogni

Ingredienti per 4 persone

8 quaglie eviscerate e senza testa, 150 g di pancetta più 16 fette per bardare la carne, un mazzetto aromatico (salvia, timo e rosmarino), 40 g di burro, 1 cucchiaio d’olio, 1 bicchiere di vino bianco, 8 scalogni, qualche foglia di salvia, sale e pepe.

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Procedimento

Tritate finemente la pancetta assieme alle erbe aromatiche. Riempite con il battuto appena ottenuto le quaglie. Bardatele con le fettine di pancetta che avete tenuto da parte e legatele con il filo da cucina.

Fate fondere il burro assieme all’olio e a qualche foglia di salvia. Rosolate le quaglie nel tegame su tutti e due i lati, aggiungete gli scalogni sbucciati e tagliati in 4 parti, sfumate con il vino bianco, coprite la padella e abbassate il fuoco.

Cuocete la quaglie a fuoco lento per un’ora aggiungendo qualche mestolo di brodo se necessario.

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“Balùtis”, palline fritte di patate

Ingredienti per 4 persone

500 g di patate vecchie o a pasta bianca (per gnocchi), 1 uovo, 200 g di farina 00, 1 cucchiaino di lievito per torte salate (o per dolci ma non vanillinato), la scorza di 1 limone, 50 g di burro, un pizzico di noce moscata, sale e pepe, 1 litro d’olio per friggere.

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Procedimento

Pelate le patate, tagliatele a tocchetti e cuocetele a vapore.

Una volta cotte, schiacciatele in una ciotola con lo schiaccia patate, unite il burro, mescolate il tutto e fate intiepidire. Unite l’uovo, la scorza di limone, un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Impastate il tutto unendo poco alla volta la farina mescolata al lievito. Dovrete ottenere un impasto sodo simile a quello per gli gnocchi. Prelevate delle piccole porzioni di impasto grandi quanto una nocciolina e formate delle palline.

Friggete le palline in olio bollente fino a quando non saranno belle dorate. Raccoglietele con un mestolo forato e fatele sgocciolare sulla carta assorbente da cucina. Servitele calde come accompagnamento a secondi piatti o come aperitivo, oppure spolverate di zucchero semolato come dolce a fine pasto.

Il vino in abbinamento

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Articolo pubblicato per la rivista “q.b”  Ottobre 2017

Kofta di vitello al limone e miele

Tipici della cucina mediorientale, i kofta, chiamati anche kefta, sono delle polpette di carne cotte alla griglia. Insaporite con spezie, erbe aromatiche  e condimenti saporiti, sono molto gustose e ben si prestano ad accompagnare un piatto di cous cous, un’insalata di stagione o a esser serviti come antipasto in piedi.

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Kofta di vitello al limone e miele

Ingredienti per 12 spiedini

1 scalogno, 1 limone non trattato, 1/2 bulbo di lemongrass (facoltativo), 1 piccolo mazzetto di prezzemolo, 400 g di macinato di vitello, 1 tuorlo d’uovo, 50 g di farina 00, 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di miele, sale e pepe.

Per i palati più “robusti”, aromatizzate questi kofta con uno spicchio d’aglio schiacciato e un pizzico di peperoncino macinato. Se vi piace l’agnello, sostituite metà quantitativo di macinato di vitello con macinato d’agnello. Questa ricetta è stata adattata dal libro di Valéry  Drouet “Stuzzichini, lecca – lecca e Co.” .

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Versate la carne di vitello macinata in una ciotola, salatela e pepatela e aromatizzatela con la scorza di limone e 1 cucchiaio abbondante di succo.

Mondate gli scalogni e radunateli in un mixer assieme al bulbo di lemongrass e al prezzemolo. Tritate finemente  e aggiungete il tutto alla carne. Versate metà della farina (25 g ) e il tuorlo d’uovo. Mescolate il tutto con le mani e lasciate riposare il frigorifero per almeno 1 ora.

Se utilizzate degli spiedini di legno, metteteli in ammollo in acqua fredda.

Prelevate delle porzioni di impasto e formate delle polpettine allungate. Avvolgete le polpettine sugli spiedini e infarinatele leggermente con la farina rimasta.

Scaldate l’olio in una padella antiaderente e cuocete gli spiedini girandoli spesso. Mescolate in una ciotola 1 cucchiaio di succo di limone assieme al miele e versatelo sulla carne. Fate rosolare e glassare bene i kofta di vitello.

Serviteli caldi o tiepidi assieme a una fresca insalatina di stagione.

Filetto di maiale in crosta

Avete un pranzo importante nel weekend? Nessuna crisi di panico: oggi vi propongo un secondo piatto facile e veloce da preparare, di sicuro effetto. Vi basta un rotolo di pasta sfoglia, un filetto di maiale o di manzo e un po’ di senape.

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Un abbinamento che di solito prediligo è il maiale assieme alle mele e alla senape. Il gusto acidulo, saporito e dolce aiuta a intenerire e a sgrassare questa carne.

Per questa ricetta ho utilizzato una senape molto particolare. Si tratta della Senape dolce BIO alle mele Bauernladen composta da semi di senape interi, pezzi di mela disidratati e succo di mela. Ha un sapore dolce e ben si sposa anche assieme al salmone affumicato, all’insalata di patate o alla friulanissima trota Fil di Fumo Friultrota di San Daniele.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, troverete la mia ricetta del Filetto in crosta cliccando {qui}.

Pollo all’harissa e salsa allo yogurt

La cucina etnica è la mia passione e girare i negozi etnici setacciandoli in lungo e in largo alla ricerca di nuovi ingredienti è il mio passatempo preferito. Nello shop – macelleria araba a Udine ho trovato l’harissa, una piccante pasta a base di peperoncini macinati e spezie. Piccante ma allo stesso tempo saporita e ricca di profumi. L’ho utilizzata come marinata per il pollo trovando spunto dalla ricetta di Donna Hay trovata {qui}. Il tutto è accompagnato da una fresca salsa allo yogurt. Se vi piace, preparate del cous cous condito con ceci cotti, cipolla rossa tritata, pomodorini e prezzemolo da abbinare al pollo per avere un piatto unico.

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L’harissa è una salsa tipica del Nordafrica e diffusa soprattutto in Tunisia. Il termine deriva dalla radice araba harasa che significa pestare. Questa salsa simile al concentrato di pomodoro è a base di peperoncino rosso fresco, aglio alla quale si aggiunge l’olio d’oliva e spezie come il coriandolo, il cumino oppure il carvi. Lo trovate in commercio nei negozi etnici specializzati in alimentari arabi.

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Pollo all’harissa e salsa allo yogurt

Ingredienti per 4 persone

2 spicchi d’aglio grandi schiacciati, 1 cucchiaio di harissa, 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiaini di miele, 800 g – 1 kg di fusi di pollo (cosce, sovracosce, ali di pollo, petto, possibilmente con la pelle), 1 limone tagliato in 4, sale e pepe, un rametto di timo.

Per la salsa allo yogurt

140 g di yogurt greco, un rametto di menta fresca, una spruzzata di succo di limone.

Per preparare l’harissa fatta in casa radunate in un mixer 1 spicchio d’aglio schiacciato, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaio di peperoncino in polvere tipo “chili”, 1 cucchiaino di paprika dolce, una punta di pepe di cayenna e un pizzico di cumino in polvere. Frullate aggiungendo 125 ml d’olio extravegine di oliva a filo. Otterrete circa 130 ml di pasta harissa piccante.

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Procedimento

Scaldate il forno a 200°C. Inumidite della carta forno con dell’acqua, strizzatela e rivestite una teglia.

In una ciotola capiente radunate l’aglio schiacciato, l’harissa, il miele, il succo di limone, sale e pepe. Adagiate i fusi di pollo nella salsa e massaggiate bene in tutto con le mani.  Adagiate i fusi di pollo nella teglia rivestita di carta forno, versateci sopra la salsa e l’aglio. Adagiate sul pollo le 4 fette di limone e le foglie di timo fresco. Infornate e cuocete per 30 – 40 minuti girando di tanto in tanto il pollo.

A parte mescolate lo yogurt con le foglie di menta tritate. Aggiungete qualche goccia di succo di limone e riponete il tutto in una ciotolina.

Una volta cotto, estraete il pollo dal forno. Servitelo con dei pomodori freschi, la salsa allo yogurt e spolveratelo con una manciata di prezzemolo tritato grossolanamente.

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Polpettine di manzo alle verdure e semi

Mi definisco vegetariana solo cinque giorni su sette e sporadicamente carnivora. Carnivora ma amante perlopiù delle polpette. Perchè almeno quando decido di addentare una bistecca, ho bisogno che sia appetitosamente attraente!
Polpettine di manzo al forno
alle verdure e semi
Ingredienti per 2 persone
 
1 fetta di pancarrè
4 cucchiai di latte
40 g di scalogno
40 g di porro
40 g di carote
40 g di sedano rapa o sedano verde
150 g di carne macinata di manzo
1 cucchiaio di senape dolce
sale e pepe
una manciata di semi misti (sesamo, lino, girasole, zucca..)
sale e pepe
2 cucchiaini d’olio d’oliva + un po’
Tritate finemente le verdure. Potete tritarle sia al coltello che con l’aiuto di un mixer. Scaldate una pentola antiaderente, versate le verdure, salatele e pepatele leggermente e lasciatele appassire senza alcun grasso. Aggiungete poi mezzo bicchier d’acqua e lasciatele appassire dolcemente. Una volta che l’acqua si sarà evaporata e le verdure saranno diventate tenere, aggiungete 2 cucchiaini d’olio e soffriggetele per 3 minuti, girando di tanto in tanto. Lasciatele poi raffreddare.
Ammorbidite il pan carrè con il latte. Poi strizzatelo. Aggiungetelo alla carne. Insaporite poi la carne macinata con le verdure, la senape, il sale e il pepe e mescolate. Formate le polpette e adagiatele su una teglia rivestita di carta forno leggermente unta.
Scaldate il forno a 200°C statico. Spolverate le polpette con i semi e infornatele per 20 – 30 minuti a forno caldo. Durante la cottura giratele di tanto in tanto.
Una volta cotte, servitele calde, accompagnate da un po’ di yogurt bianco e da un’insalatina mista.

Le bombette pugliesi

Le bombette sono degli involtini di carne fresca di maiale ripieni solitamente di formaggio, sale e pepe, tradizionalmente nati in Puglia e preparati in tutto il territorio della Valle d’Itria (in particolare a Martina Franca, Cisternino, Locorotondo ed Alberobello), con ricette variabili da località a località e da macellaio a macellaio.
Questi bocconcini vengono preparati con fettine di capocollo (coppa di maiale) ripiene di tocchetti di formaggio canestrato pugliese o provola, sale, pepe ed in alcuni casi prezzemolo. Questi involtini sono usualmente cotti sulla griglia o molto più tradizionalmente nei fornelli delle macellerie. Come cibo di strada sono servite in coni di carta paglia, quasi sempre accompagnate da una fetta di pane locale.
Le bombette alla brace sono preparate e cotte al momento da moltissime bracerie e macellerie delle province di Bari, Brindisi e Taranto, dove è possibile pertanto gustare questa pietanza già cotta o acquistarla a peso in modo da poterla cuocere presso la propria abitazione. Al di fuori del territorio della Valle d’Itria e delle province di Bari, Taranto e Brindisi le bombette costituiscono una rarità e si può affermare che questa specialità sia praticamente sconosciuta al di fuori dei confini pugliesi.
Esistono molte varianti di questa specialità, le cui ricette vengono spesso gelosamente e segretamente custodite dalle singole macellerie che ne fanno un vero e proprio vanto, originando una gran varietà di bombette “della casa”. Tra le più diffuse possiamo ricordare quelle senza alcuna farcia, semplicemente condite con sale e pepe, oppure quelle avvolte da una fettina di pancetta tesa, quelle contenenti prosciutto al posto della carne tritata o ancora quelle dal ripieno piccante spesso denominate “bombette messicane”.
Le bombette pugliesi
Ingredienti per 4 persone
8 fettine di capocollo di maiale
16 tocchetti di formaggio canestrato pugliese, oppure
di scamorza bianca o di provola
16 fettine di pancetta arrotolata
rametti di rosmarino
sale e pepe
pane bruschettato per accompagnare
Fatevi tagliare dal macellaio delle fettine finissime di capocollo di maiale, oppure battetele con un batticarne. Dividetele a metà. Posizionate al centro della fettina di carne la fetta di pancetta arrotolata e il dadino di formaggio. Rimboccate i lati della fettina di capocollo in modo da formare questo involtino leggermente arrotondato. Salate e pepate solo esternamente i bocconcini.
Per facilitare la chiusura delle bombette, potete aiutarvi con degli stuzzicadenti oppure potete sfogliare dei bastoncini di rosmarino, tagliare un’estremità a punta con l’aiuto di un paio di forbici, e infilare i bocconcini come se fossero degli spiedini.
Scaldate una piastra o una griglia e cuocete i bocconcini per 20 minuti, girandoli su ogni lato durante la cottura. Tradizionalmente vengono cotti alla brace, ma potete arrostirli anche al forno per 20 minuti a 200°C sempre girandoli di tanto in tanto. Serviteli caldi accompagnandoli da pane bruschettato come vuole la trazione.
Sbizzarritevi a sperimentare il ripieno che più vi piace con gli ingredienti di ottima qualità che trovate della bottega pugliese di
GioAnna di Andriola G. & C. Snc
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine)
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
e-mail: info@gioanna.net

Stufato di pollo alla provenzale al Cognac e arancia

Questa è la classica ricetta del pranzo della domenica. Saporito e sugoso, si può preparare tranquillamente il giorno prima.Lo stufato alla provenzale è un tipico esempio di cottura a fuoco dolce in cocotte. Tradizionalmente per lo stufato alla provenzale si utilizza il manzo, ma con il pollo, il risultato è ugualmente ottimo!
Stufato di pollo alla provenzale
al Cognac e arancia
Ingredienti per 4 – 6 persone
 
8 cosce di pollo
(oppure 4 cosce + 4 sovracosce di pollo)
200 g – 300 g di pomodori a pezzettoni
una ventina di olive nere
la scorza di un’arancia non trattata
2 cipolle medie
1 cucchiaio d’olio d’oliva + 1 cucchiaino
sale e pepe
Per la marinata:
1 bicchiere di vino bianco secco
mezzo bicchiere di Cognac
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto delle vostre erbette aromatiche preferite
10 grani di pepe nero
10 grani di coriandolo
Preparate la marinata: mettete le cosce di pollo in un recipiente. Tostate a fuoco vivo i grani di pepe assieme ai grani di coriandolo e versateli sul pollo. Versate anche il vino, in cognac, l’aglio tagliato a lamelle e il mazzetto di erbe aromatiche. Vi consiglio di utilizzare anche il timo, che con questa ricetta, ci sta benissimo. Lasciate marinare un paio d’ore a temperatura ambiente oppure 1 notte in frigo.
Trascorso il tempo della marinatura, togliete le cosce di pollo dalla parte liquida. Filtrate la marinata e tenetela da parte. Asciugate il pollo con della carta assorbente. Scaldate 1 cucchiaino d’olio d’oliva in una pentola antiaderente e scottate i pezzi di pollo su tutti i lati. Terminata la sigillatura, mettete da parte il pollo.
Utilizzando la stessa pentola, versate 1 cucchiaio d’olio d’oliva e fate imbiondire la cipolla. Riponete poi il pollo nella pentola, sfumate con la marinata, aggiungete le olive e la polpa di pomodoro. Regolate di sale e di pepe e, se vi piace, aggiungete un po’ di erbe aromatiche.  A questo punto, abbassate la fiamma al minimo e cuocete, coprendo con un coperchio, per 2 ore abbondanti. Controllate ogni tanto e rigirate i pezzi di pollo. Se è necessario, aggiungete un po’ d’acqua calda in modo che il vostro stufato rimanga sempre sugoso.
Se avete una cocotte in terracotta, potete coprirla e cuocere lo stufato di pollo in forno, a una temperatura di 160°C sempre per 2 ore, 2 ore e 30. Come contorno per questo piatto ho spadellato delle zucchine e dei pomodorini con un goccio d’olio, uno spicchio d’aglio, che ho poi eliminato, sale e pepe.

Risotto alle erbe di campo e uccellini scappati allo Show Cooking al Palmanova Outlet Village

Sabato 26 ottobre, ho avuto il piacere di cucinare allo show cooking organizzato al Palmanova Outlet Village per la manifestazione Food & Style. Accanto a me, il simpatico tecnico agro alimentare Giovanni Munisso, ha intrattenuto gli spettatori mentre io preparavo il piatto.
(Ringrazio il Circolo Fotografico Palmarino per le bellissime foto!!!)
Ed ecco la ricetta del
Risotto alle erbe di campo e uccellini scappati
al burro scuro alla salvia
 
Ingredienti per 2 persone:
 
150 g di riso vialone nano
1 scalogno o cipollotto tritato
mezzo litro di brodo vegetale fatto con sedano, carota e cipolla
vino bianco
2 cucchiai di Montasio stravecchio grattugiato o grana
1 mezzetto di erbe di campo fresche (tipo per frittate)
4 fettine di carpaccio di manzo
2 salsicce
4 fette di prosciutto crudo di san daniele
burro
olio d’oliva
salvia fresca
 
Anticamente – purtroppo – ogni volatile selvatico, compresi dei poveri uccellini, erano dei prelibati pasti che venivano consumati la domenica a pranzo assieme a una buona razione di polenta. Con l’andare del tempo e con lo scarseggiare di questo tipo di carni, gli uccellini son stati sostituiti dai così detti “ucei scjampas”, ovvero degli involtini di carne ripieni di salsiccia avvolti in pancetta o prosciutto crudo, insaporiti da una foglia salvia.
 
Per prima cosa ho tritato lo scalogno o il cipollotto finemente e l’ho fatto dolcemente soffriggere con un pizzico di sale e 1 cucchiaio d’olio d’oliva. Ho poi aggiunto il riso e l’ho tostato. Ho sfumato il tutto con il vino bianco e ho proseguito la cottura aggiungendo il brodo vegetale. A cottura ultimata ho aggiunto le erbette di campo fresche tritate, il Montasio stravecchio ed ho mantecato il tutto con una noce di burro. 
Mentre la cottura del riso proseguiva, ho preparato gli uccellini scappati: su un piano ho steso una fetta di prosciutto di San Daniele, sopra di essa una fetta di carpaccio di manzo e sopra ancora un pezzettino di salsiccia. Ho avvolto il tutto come se fosse un involtino e l’ho tagliato a metà per favorire la cottura. Ho fatto leggermente soffriggere una noce di burro in una padella e ho dorato gli involtini, sfumandoli a metà cottura con il vino bianco. A cottura ultimata ho infilzato 2 involtini in uno stecchino di bambù.
Per la preparazione del piatto: ho dato la forma tonda al riso, riempiendo un coppa pasta e lasciandolo riposare per 2 – 3 minuti. Sopra ho posto 2 spiedini di uccellini scappati ed ho completato il piatto con del burro fuso color nocciola alla salvia. Ho decorato con foglie di salvia fresca.

Per il mio piatto, Giovanni ha sapientemente abbinato un Tocai Friulano dell’azienda Crastin di Dolegna del Collio, perfetto con le erbe aromatiche del risottino e con in prosciutto crudo avvolto negli involtini.

E’ stata un’esperienza memorabile grazie alla quale posso ritenermi veramente soddisfatta!
Vorrei ringraziare tutti gli organizzatori e chi ha potuto favorire la buona realizzazione della manifestazione.

Last but not least, ovvero ultima cosa, ma non meno importante, per chi c’era e vorrebbe rileggerla, riporto la poesia di Bruno Tognolini che Giovanni, dopo averla trovata sul mio profilo, l’ha letta davanti a tutti. Adoro questa filastrocca!

Il metodo perfetto per arrostire il galletto! Galletto arrosto e patate duchesse

Con questo post si conclude il progetto #6xFriuliDOC, un’idea portata avanti grazie all’aiuto di Simona Barbetti, al Comune di Udine e delle mie care amiche ”Food Angels”: Alessandra di Una casa in campagna, Chiara di That’s Amore!, Valentina Cipriani food – reporter, Micaela di Chela di Granchio e Theodora di Pura Cucina. Senza di loro non potrei mai aver dato origine a questa idea che ci ha legato moltissimo. Ora le nostre ricette e le nostre impressioni verranno raccolte il un e book sfogliabile on line che verrà prossimamente pubblicato.
Come ultimo prodotto locale, ho deciso di presentare il galletto arrosto.
Una pietanza ”domenicale” che richiama al tavolo parenti e amici, da mangiare con nonchalance senza l’uso di forchetta e coltello, e immancabile a molte sagre e feste della regione.
Quest’anno a Friuli DOC c’era il famosissimo stand del galletto di Majano, località vicino a San Daniele, che dalla fine di luglio ai primi di agosto tiene il noto Festival, dove naturalmente viene arrostito il famoso galletto.
Ecco, prepararlo a casa è una cosa molto semplice, che mi ha dato un sacco di soddisfazione.
Galletto arrosto
 
Ingredienti per 4 persone
(o per 3 super affamati!)
 
2 galletti di piccola taglia già pronti per la cottura
(si trovano in commercio già puliti, eviscerati e legati)
1 limone
4 spicchi d’aglio
rametti di timo fresco
20 g di burro
sale e pepe
Per prima cosa miscelate 2 cucchiaini di sale con mezzo cucchiaino di pepe macinato in una ciotolina. Se volete potete aggiungere anche un pizzico di spezie a vostro piacere come ad esempio paprika, semi di finocchio, origano, timo o rosmarino. Aggiungete 2 pizzichi di questa miscela nella cavità posteriore dei 2 galletti… insomma avete capito benissimo dove! Dopodichè agitateli bene in modo che s’insaporiscano. Aggiungete sempre nella cavità un quarto di limone, 1 spicchio d’aglio schiacciato e un rametto di timo.
A questo punto insaporite la parte esterna dei galletti sfregando la miscela di sale e spezie sulla pelle. Scaldate dei pezzettini di burro tra le mani e splamateli sulla pelle … come se fosse una crema abbronzante! Il burro serve a dorare la pelle del galletto in cottura. Consiglio come sostitutivi del burro (e anche più saporiti) lo strutto oppure il grasso d’oca (una delicatessen francese). Non consiglio invece l’olio d’oliva.
Rivestite una teglia con un doppio strato di carta forno. Adagiate i 2 galletti e riponete 2 spicchi d’aglio per galletto, posizionandoli vicino alle coscette. Completate con una fettina di limone e rametti di timo.
Riscaldate il forno a 160°C statito. Inforate a forno caldo i galletti e dimenticateli lì per 2 ore. Se per caso vi passa per la mente di curiosare, noterete che dopo 1 ora inizieranno lentamente ad abbronzarsi. Bagnateli pure con il sughino che si sarà formato per un paio di volte in modo che rimangano sempre ben succosi.
A cottura ultimata, togliete la teglia del forno e lasciate intiepidire i galletti coprendoli con un foglio di carta stagnola. Quando saranno tiepidi, tagliateli con un paio di forbici trincia pollo e serviteli con un’ insalatina e le patate duchesse.
Patate duchesse
 
Ingredienti per una trentina 
di patate duchesse
 
300 g di patate già spellate
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiai di crema di latte
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di scorza di limone
1 cucchiaio di parmigiano
sale e pepe
poco olio d’oliva per spennellare
Ho tagliato le patate già spellate a tocchetti e le ho fatte bollire in acqua salata oppure insaporita con pochissimo dado granulare. A cottura ultimata, le ho schiacciate e le ho fatte raffreddare. Le ho poi mescolate al succo di limone e alla scorza, al tuorlo, alla crema di latte, al parmigiano e le ho insaporite ancora un po’ con sale e pepe. Ho riempito una sac à poche e ho creato delle roselline su una teglia rivestita di carta forno. Le ho spennellate con poco olio d’oliva e infornate a 200°C ventilato (forno già caldo) fino a quando si son dorate. Servite calde con il galletto arrosto son una bomba!
… e se dovesse avanzare del pollo arrosto???
non le solite polpette ma … golosi sandwiches presto anche su questo blog .. STAY TUNED!
Per il galletto, consiglio un Cabernet Franc, un vino dal colore rosso porpora intenso. Al naso è ricco e complesso: note speziate di pepe, cannella, chiodi di garofano, note di liquirizia, viole, geranio e frutta rossa. Al palato è pieno, fine, elegante con un buono equilibrio tra acidità tannini. Netta e lunga l’impronta parietale, belli i ritorni di frutta rossa (more, amarena, ribes) il tutto per un finale caldo, intenso e lungo.
 
 

Arrostino di tacchino all’arancia e timo

L’attenzione che ho per la linea e per il cibo light, mi porta a scegliere delle carni “tristi” che, dopo averle cotte per la cinquantesima volta alla piastra e condite con solo olio e sale, hanno bisogno di un tocco di vitalità.
Ho così deciso di trasformare delle semplici fettine di petto di tacchino in arrostini veloci da preparare, golosi e saporiti con un tocco mediterraneo dato dall’arancia e dal timo.
 
Arrostino di tacchino 
all’arancia e timo
Ingredienti per 2 persone
2 fettine abbastanza grandi
di petto di tacchino
1 arancia
rametti di timo fresco
1 cucchiaino di senape
mezzo dente d’aglio
sale e pepe
olio d’oliva
Come contorno:
insalata con arance pelate a vivo
Per prima cosa ho battuto le fettine di petto di tacchino per renderle abbastanza sottili, le ho salate e pepate e le ho arrotolate in modo da formare 2 involtini.
Ho tagliato a metà l’arancia e ho ricavato 2 fettine.
Le ho poste sull’arrostino di tacchino insieme a un rametto di timo e ho legato il tutto a pacchetto con lo spago da cucina in modo che in cottura la carne rimanesse tenera e saporita.
Ho unto la base di carta forno con un cucchiaino di olio d’oliva e riposto i due arrosticini nella teglia da forno.
Ho preparato un emulsione sbattendo con una forchetta 2 cucchiai di succo ricavato da mezza arancia spremuta, 2 cucchiaini di olio d’oliva, 1 cucchiaino di senape, il mezzo dente d’aglio schiacciato e tritato assieme al timo fresco (circa 3 rametti). Ho aggiustato di sale e di pepe e ho versato il tutto sugli arrosticini.
Li ho lasciati riposare intanto che il forno si scaldasse a 220°C statico.
A forno caldo, ho infornato la teglia e lasciato cuocere in un primo momento a 220°C per 10 minuti, fino a quando non prendevano colore, e prolungato poi la cottura per 15 minuti abbassando la temperatura a 180°C. In totale ho cotto la carne per 25 minuti.
Ho sfornato la carne e l’ho coperta con la carta d’alluminio, lasciandola riposare per circa 5 – 10 minuti in modo che risultasse morbida e sugosa.

Ho servito gli arrosticini di tacchino togliendo lo spago da cucina e tagliandoli a rondelle cosparsi del loro sughino e accompagnati da una fresca insalata con arance pelate a vivo.

Buon appetito!