Insalata di cannellini, tonno e citronette all’ origano

Da oggi sperimento insalate, verdure, sfondi bianchi e freschi per il blog. Adoro i legumi e le citronette, vinaigrette, senapette di ogni tipo. Oggi pranziamo con una insalata semplice e veloce, classica ma non scontata. I cannellini sono un classico abbinato alla ventresca di tonno. Potete sostituirli anche con dei fagiolini dall’occhio o con dei bianchi di Spagna.

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Insalata di cannellini, tonno e citronette all’origano

Ingredienti per 4 persone

Per l’insalata di tonno: 200 g di fagioli cannellini secchi o 400 g di canellini in conserva, 1 foglia di alloro, un cucchiaino di sale grosso,  400 g di tonno al naturale (meglio se ventresca di tonno), 1 piccola cipolla rossa da circa 100 g affettata, 200 g di sedano bianco o verde

Per la citronette all’origano: 3 cucchiai d’olio d’oliva, 3 cucchiai di succo di limone, 1 cucchiaio di foglie d’origano fresco, 1 spicchio d’aglio schiacciato, un pizzico di sale, pepe nero macinato fresco.

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Se utilizzate i cannellini secchi: ricopriteli d’acqua fredda e lasciateli a bagno per tutta la notte. L’indomani scolateli, sciacquateli e cuoceteli in acqua bollente con sale grosso e la foglia di alloro per 1 ora circa, fino a quando non saranno morbidi. Scolateli e lasciateli raffreddare.

Se utilizzate i cannellini in conserva: scolateli e sciacquateli bene sotto l’acqua corrente.

Preparate la citronette: radunate olio, succo di limone, lo spicchio d’aglio schiacciato, le foglie di origano fresco, sale e pepe in un vasetto. Chiudete il vasetto con il coperchio e schakerate. Scuotele il vasetto fino ad ottenere un’emulsione. Prima di utilizzarla, elimitate l’aglio.

In un’insalatiera, versate i cannellini raffreddati e ben sgocciolati. Rompete la ventresca di tonno in grossi pezzi e aggiungetela ai fagioli. Completate con il sedano e la cipolla affettati e la citronette all’origano.

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Tre omelettes facili e veloci

L’arrivo dell’estate porta la mia mente ai ricordi della mia infanzia. Dalla mattina alla sera trascorrevo le giornate in campagna dalla nonna materna. Il sole mattutino faceva risaltare il verde del giardino davanti a casa e più in là, il sentiero degli alberi da frutto che portava al ponticciolo sul fiumiciattolo in mezzo ai campi, colmi di alte piante di mais. Mi svegliavo con il canto del gallo e il profumo di crostata e caffè che aleggiava dalla cucina alle camere al secondo piano. Subito dopo colazione, la prima cosa da fare era andare nel pollaio, aprire la porticina in legno e far uscire le galline, raccogliere le uova appena deposte ancora calde. Uova a chilometro meno di zero e verdure di stagione fresche dall’orto erano gli ingredienti semplici e frugali per le omelettes che preparavamo a pranzo.

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Oggi purtroppo la frenesia quotidiana non ci fa soffermare sulla bellezza e sul gusto delle piccole cose. La bontà di un uovo di casa come quando ero piccola viene ricercata da forse poche aziende che cercano di rispettare e conservare la tradizionalità e la genuinità di un prodotto stando al passo con i tempi moderni. Una di queste aziende, forse una delle più grandi a livello europeo, è Eurovo.

Questa impresa fu fondata dalla famiglia Lionello nel 1950 e si basava – pensate un po’ – sulla sgusciatura manuale delle uova per prodotti destinati a pastifici e pasticcerie. Innovazione, specificità del prodotto e controllo dell’intera filiera produttiva furono e sono tuttora i capisaldi di Eurovo: nel 1965 l’azienda acquistò la prima macchina sgusciatrice  e da quell’anno andò sviluppandosi in respetto ed armonia con l’ambiente.

Eurovo, infatti, dà molto peso alla genuinità dei suoi prodotti. Produce uova e derivati come albumi e tuorli pastorizzati pronti per l’uso. È inoltre impegnata in un percorso di sostenibilità per la riduzione delle emissioni di CO2 .

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Per le ricette del blog utilizzeremo Le Naturelle, le uova biologiche di Eurovo. Buone proprio come quelle del pollaio della nonna. Sostenibili perchè rispettano l’animale e l’ambiente in tutti i loro tempi e le loro stagioni. Mi raccomando, incominciate ad essere anche voi eticamente sostenibili: rispettate la stagionalità dei prodotti, coltivate una pianta di pomodori in un vaso sul terrazzo, evitate di comperare le ciliegie in dicembre. Siate corretti con la natura e con ciò che lei offre.

In estate l’orto della nonna era un tripudio di profumi e colori. Vi suggerisco le tre omelettes che preferivo:

Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi L’omelette alle erbe e formaggio è la più semplice da fare: basta sbattere 1 uovo per persona assieme a un cucchiaino di parmigiano, 1 cucchiaio di panna fresca o di latte, un trito d’erbe aromatiche miste (erba cipollina, salvia, prezzemolo, basilico, origano fresco e maggiorana), sale e pepe. Si scalda una nocciolina di burro o un giro d’olio in un piccolo pentolino. Si versa il composto d’uova ben sbattuto, si abbassa il fuoco e si copre. Quando la superficie incomincerà a solidificarsi si distribuisce un po’ di formaggio grattugiato e si richiude l’omelette a metà. La si cuoce per pochissimi secondi ancora e la si serve subito.

Giulia Godeassi Giulia GodeassiGiulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia GodeassiUn’altra ricetta super estiva è l’omelette con pomodorini, basilico e scaglie di parmigiano. Con la stessa base di un uovo per persona, latte o panna fresca, parmigiano, sale e pepe si prepara il composto per l’omelette. Si scalda un cucchiaino d’olio in un pentolino e si cucinano 3 pomodorini tagliati a metà. Si copriono subito con un coperchio e si lasciano ammorbidire per 2 minuti scuotendo la padella. Si tolgono dalla padella e si versa subito il composto dell’omelette. Stessa tempistica e modalità di sopra, ma farcia differente: aggiungete i pomodorini e foglie di basilico prima di richiudere l’omelette. Servite con le scaglie di parmigiano.

3 bisLa terza, la più golosa di tutte, è l‘omelette con patate e chorizo o salamino piccante. Sempre per 1 persona, si taglia a dadini una piccola patata novella e la si cuoce in un pentolino con poco olio, uno spicchio d’aglio in camicia, sale e pepe, abbrustolendola un pochino. Si tagliano nel frattempo 4 fettine sottili di salamino piccante e si prepara il composto di uova, latte o panna fresca, parmigiano, sale e pepe. Si scalda una padellina con un filo d’olio, si versa il composto assieme alle patate e al salamino. Come sopra, si copre e la si cuoce per pochi minuti. Prima di richiudere l’omelette vi consiglio un pizzico di foglioline di timo. Servitela con pane tostato strofinato con aglio e pomodoro.

Pane alla cipolla

Il blog riapre con un nuovo look, e con uno stile nuovo. Più chiaro e più pulito. Ritorno anche a panificare, per la gioia di tutti. Molte novità vi attendono … incominciamo con questo gustosissimo pane alla cipolla che mi fa ritornare alla mia infanzia!

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Pane alla cipolla

Ingredienti per circa 8 – 10 panini

230 ml d’acqua tiepida, 1 cucchiaino di sale fino, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, 300 g di farina per pane (vi consiglio la tipo “2” biologica della Ecor), 100 g di farina ai cereali o semi integrale, 1 cucchiaino e mezzo di lievito secco attivo, 100 g di cipolla, 1 cucchiaio di burro, sale e pepe.

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Tritate al coltello la cipolla. Sciogliete in una pentola il burro e rosolate la cipolla fino a quando non diventerà morbida. Salate e pepate e lasciate raffreddare.

Nel frattempo, mescolate l’acqua tiepida allo zucchero, all’olio extravergine di oliva, e al lievito. Riponete le farine in un’impastatrice e aggiungete gradualmente il liquido. Impastate per 2 minuti e aggiungete alla fine il sale. Impastate il tutto per circa 10 minuti.  Lasciate lievitare la massa al coperto, lontano da correnti d’aria e al caldo per circa 1 ora.

Riprendete la massa e impastatela per pochi minuti assieme alla cipolla infarinando, se necessario il piano di lavoro. Lasciate di nuovo lievitare per 40 minuti il tutto, fino a raddoppiamento di volume.

A questo punto, infarinate la spianatoia, capovolgete l’impasto lievitato e suddividetelo in 8 – 10 palline. Riponetele ben distanziate su delle teglie rivestite di carta forno. Spolverate le palline con poca farina setacciata, copritele con un panno di cotone e lasciatele lievitare per un’altra oretta.

Scaldate il forno a 200°C statico. Infornate i paninetti alla cipolla e lasciateli cuocere per 15 – 20 minuti fino a quando non saranno dorati esternamente. Per controllare la cottura interna, potete fare la prova stecchino. Lasciate raffreddare il pane su una gratella. Gustatelo accompagnandolo con formaggi saporiti.

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Lemon curd

Oggi incominciamo la giornata con una sferzata di freschezza e di sapore. Oggi cuciniamo il Lmeon Curd. Questa crema nasce tra il XIX e XX secolo in Inghilterra, ed era tradizionalmente servito con pane o scones all’ora pomeridiana del tè, in alternativa alla marmellata e come ripieno per torte, pasticcini e crostate. L’uso moderno più comune del Lemon Curd è rimasto quello di consumarlo spalmato sul pane, sui toast o nei muffins. Può anche essere utilizzato come aromatizzante per dolci e yogurt.
Fin dal XIX secolo la Lemon Meringue Pie, fatta con lemon curd e copertura di meringa, è stata il dolce preferito in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Il Lemon Curd, rispetto alla crema e ad altri analoghi riempimenti per torte, contiene una maggiore proporzione di succo e scorze di agrumi che conferisce al dolce un aroma più intenso.
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Lemon Curd
Ingredienti 
per un vasetto da 200 g
2 limoni piccoli
2 uova intere
50 g di burro
100 g di zucchero a velo
Lavate accuratamente i limoni e ricavatene sia il succo che la scorza. Scaldate suco e scorza a bagnomaria assieme al burro e allo zucchero a velo.
A parte montate le uova con uno sbattitore. Aiutandovi con una frusta aggiungete lentamente le uova al composto a bagnomaria, senza cessare di mescolare. Man mano che la crema di scalderà a bagnomaria, diventerà sempre più densa.
Invasatela e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente.
Si conserva il frigorifero per 20 giorni.
Provatela sui pancakes, crespelle, fette di pane al latte, brioches, crostate e crostatine, sfogliatine, sul gelato e assieme ai frutti rossi.

Trofie alle vongole e melanzane

Rossi pomodori maturati col calore del sole, succulente melanzane, saporite vongole e profumate erbe aromatiche, sono gli ingredienti di questo primo piatto che sa d’estate!
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Trofie 
alle vongole e melanzane
Ingredienti per 4 persone
300 g di trofie fresche
Una piccola melanzana di 200 g circa
2 pomodori ramati
500 g di vongole fresche
100 ml di vino bianco
2 spicchi d’aglio
erbe aromatiche fresche come timo, origano, maggiorana e prezzemolo
sale e pepe
olio extravergine d’oliva
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Mettete in ammollo per un paio d’ore le vongole fresche in acqua fresca leggermente salata in modo che perdano la sabbia. Cambiate l’acqua un paio di volte. Nel frattempo, incidete i pomodori e scottateli nell’acqua bollente per 3 minuti. Tuffateli in acqua e ghiaccio. Pelate i pomodori, tagliateli a metà e privateli dei semi. Riduceteli poi a dadini.
Tagliate a dadini anche la melanzana e salatela leggermente. Lasciatela riposare per un’oretta in modo che perda l’acqua di vegetazione. Asciugate i dadini di melanzana con della carta da cucina e cuoceteli con 1 cucchiaio d’olio e una spicchio d’aglio in una larga pentola, coperti da un coperchio. Salate e pepate e proseguite la cottura fino a quando non saranno teneri. Metteteli poi da parte.
Risciacquate le vongole. radunatele in una padella con poco olio, 1 spicchio d’aglio, il pomodoro a dadini e il vino bianco. Cuocete le vongole facendole aprire tutte. Aggiungete poi le melanzane alla salsa di pomodori e vongole. Eliminate gli spicchi d’aglio.
Lessate le trofie in abbondante acqua salata. Una volta cotte e scolate, fatele saltare assieme al condimento. Completate profumando questo piatto con un trito d’erbe aromatiche fresche.
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Crespelle alla farina di ceci e verdure (senza glutine)

A volte capita di aver molta farina di ceci negli armadi della cucina. Così tanta che non sai che farne. E allora studi e provi nuove ricette… una di queste, sono delle crespelle. Buonissime e saporitissime. Per lo più senza glutine e incredibilmente leggere. Ve le consiglio caldamente, farcite con le verdure di stagione e ammorbidite da una soffice besciamella senza glutine. Da provare!
Crespelle alla farina di ceci
e verdure
Ingredienti per 4 – 6 persone
Per circa 16 crespelle:
2 uova intere
100 g di farina di ceci
250 ml di latte
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
30 g di burro fuso
un pizzico di sale
una grattata di pepe
1 cucchiaino di burro o d’olio per ungere la padella
Per la besciamella:
300 ml di latte fresco
15 g di burro
15 g di maizena
un pizzico di sale
noce moscata
Per il ripieno:
1 carota
mezzo porro
1 zucchina
100 g di piselli freschi
5 asparagi verdi, spellati
mezza cipolla
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino d’olio d’oliva
acqua q.b.
sale e pepe
Erbe aromatiche a piacere
Parmigiano reggiano q.b
Preparate le crespelle: nella brocca di un frullatore, frullate o montate con la frusta le uova assieme al latte, al burro fuso freddo. Setacciate la farina di ceci e aggiungetela a cucchiaiate al composto, fino a esaurimento. Salate, pepate, aggiungete il prezzemolo e riponete in frigo a raffreddare e a riposare per almeno 1 ora. Scaldate e spennellate una padella di 15 – 20 cm di diametro. Versate un po’ di composto e cuocete le crespelle 30 secondi per lato. Continuate fino a esaurimento della pastella.
Preparate il ripieno: mondate e tagliate a dadini la carota e la zucchina. Affettate il porro, tagliate a rondelle gli asparagi. Tritate al cipolla finemente mentre lasciate pure lo spicchio d’aglio intero. Versate il tutto in una padella e cuocete con olio, acqua, sale e pepe fino a quando non saranno tenere. Eliminate lo spicchio d’aglio. Lasciatele raffreddare leggermente.
Preparate la besciamella: in un tegame a fondo pesante, fate sciogliere il burro. Aggiungete al maizena, il latte e mescolate il tutto con una frusta in modo da non fare grumi. Fate cuocere il tutto fino a quando non si sarà addensato. Insaporite con sale e noce moscata. Suddividete la besciamella in 2 parti: la prima, aggiungetela alle verdure stufate, la seconda conservatela per rifinire le crespelle.
Scaldate il forno a 200°C. Riponete su ogni crespella un po’ di composto di verdure e besciamella, e richiudetela a portafoglio. Fate così fino a esaurimento degli ingredienti. Adagiate poi le crespelle su una teglia ricoperta di carta forno. Ricoprite le crespelle con la besciamella conservata in precedenza, e completatele con una grattata di parmigiano reggiano ed erbe aromatiche. Infornate e fate gratinare per 15 minuti. Servitele subito.

Girandole di sfoglia e marmellata

Pochi ingredienti per un dolce semplice ma allo stesso tempo sorprendente. Queste simpatiche girandole di sfoglia sono un dolcetto tipico dei paesi scandinavi e vengono farcite con marmellate di lamponi, mirtilli o more… a voi la scelta più golosa!
Girandole di sfoglia e marmellata
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
Marmellata di fragole o a piacere
Latte per spennellare
Zucchero di canna e mandorle a filetti per decorare
Scaldate il forno a 180°C ventilato. Stendete la pasta sfoglia. Aiutandovi con una rotella taglia pizza dividetela in quadrati di 8 cm di lato. Fate 4 tagli agli angoli verso il centro (come nella foto sopra) e disponete al centro 1 cucchiaino di marmellata. Ripiegate 4 “mezzi angoli” verso il centro (come nella foto sopra) e disponeteli sulla marmellata. Spennellate con del latte e spolverizzate lo zucchero di canna e le mandorle a filetti. Infornate per 20 minuti fino a doratura. Lasciate raffreddare le girandole e servitele a merenda. Ottime con un tè caldo!

Tagliolini al San Daniele

I tagliolini al San Daniele sono un classico della nostra cucina regionale: diffusi in maggior parte delle trattorie, osterie, ristorantini, ritrovarli è sempre un piacere.
Il prosciutto di San Daniele, viene prodotto nell’omonima località, che giace nella zona pedemontana del Friuli Venezia Giulia in provincia di Udine e vanta una particolarità climatica che favorisce la stagionatura del prosciutto. Il Prosciutto di San Daniele viene riconosciuto dal 1996 come Denominazione d’Origine Protetta proprio per salvaguardare l’origine e l’unicità delle tecniche di lavorazione: il minimo di 13 mesi di stagionatura, il marchio e la presenza dello zampino.
Pronti per assaggiare questa prelibatezza?
Tagliolini al San Daniele
Ingredienti per 4 persone
250 g di tagliolini,
(io ho utilizzato le tagliatelle all’uovo di Luciana Mosconi)
150 g di prosciutto di San Daniele
1 cucchiaio di burro
150 ml di panna fresca
2 cucchiai di semi di papavero
Sale e pepe
Se comperate il prosciutto dal vostro macellaio di fiducia, scegliete una parte vicino al gambetto, più dolce e più morbida. Fatevela tritare al tritacarne. Alternativamente, potete acquistare una fetta di prosciutto alta mezzo centimetro e potete tagliarla a piccolissimi dadini.
Portate a ebollizione abbondante acqua salata e cuocete le tagliatelle o i tagliolini. Nel frattempo sciogliete il burro e rosolate il prosciutto. Aggiungete la crema di latte e amalgamate bene. Tostate a parte i semi di papavero. Scolate i tagliolini e fateli saltare nella salsa. Impiattate e decorate il piatto con i semi di papavero tostati.

Ciambelline al farro e zucchero di canna

Cambia l’ora ed i miei risvegli si fanno più difficili. Necessito di queste ciambelline per avere il giusto sprint a inizio giornata! Curiosi di sapere che gusto hanno? Provatele anche voi!
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Ciambelline allo zucchero di canna
Ingredienti per 8
ciambelline
 
60 g di burro fuso freddo
100 g di zucchero di canna
1 uovo
un pizzico di vaniglia
90 g di farina di farro
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale
60 ml (4 cucchiai) di latte tiepido
zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella in polvere
Preriscaldate il forno a 170°C statico.
Miscelate le farine, la maizena, il sale e il lievito. Sbattete l’uovo assieme allo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e, continuando a sbattere, aggiungete il burro ed il latte tiepido. Mescolate fino a quando lo zucchero di canna non si sarà sciolto. A questo punto unite le polveri mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno o una frusta. Dividete il composto il 8 stampini per ciambelle o in 6 stampi per muffins e infornate per 15 – 20 minuti. Una volta cotti, lasciateli raffreddare su una gratella. Mescolate lo zucchero a velo con la cannella e spolverizzate le ciambelline prima di gustarle!
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Ensaimadas. Le brioches di Mallorca

In mezzo a tutti i miei impegni del periodo, trovo ancora un piccolo angolino per mantener vivo il mio blog… e per coccolarvi… e per coccolarmi.
Adoro le brioche, il pane, e il profumo che aleggia nella cucina mentre il forno li cuoce. Oggi vi propongo un’idea per la colazione: le ensaimadas! Sono delle soffici brioche a forma di chiocciola, tipiche di Mallorca (o Maiorca). Non è difficile farle: basta solo aver l’accortezza di rispettare tutti i tempi.
La Ensaimada è un dolce tipico dell’isola che a, partire dal 1996, è stata riconosciuta come prodotto Indicazione geografica protetta “Ensaïmada de Mallorca
Gli ingredienti sono: farina di frumento, acqua, uova, zucchero, strutto di maiale (in catalano saïm, da cui il dolce prende il nome) e lievito.
Una volta preparata la pasta, la si lascia lievitare, dopodiché si fa uno strato molto fine che va cosparso col grasso di maiale, si arrotola e si dispone il rotolo in spirale e infine si lascia levitare una seconda volta.
È possibile che derivi da un dolce ebraico (che ovviamente non prevedeva l’uso di grasso di maiale): infatti la nostra ricetta è a base di burro!
Ora non vi resta che rimboccarvi le maniche e incominciare a impastare…
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Ensaimadas
Ingredienti per 10 piccole brioches
1 cucchiaino di lievito di birra secco
2 cucchiai di latte
100 ml d’acqua
2 rossi d’uovo
35 g di zucchero
50 g di burro
210 g di farina tipo ” 0 ”
un pizzico di sale
Per rifinire:
20 g di burro
zucchero a velo
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Togliete dal frigo il burro almeno mezz’ora prima di incominciare a seguire la ricetta: deve risultare molto morbido. Intiepidite l’acqua assieme al latte e scioglietevi dentro il lievito secco. Sbattete i rossi d’uovo assieme allo zucchero in modo da formare un composto spumoso. Aggiungete poi il burro e alla fine il composto liquido di latte-acqua-lievito. Aggiungete poi il tutto alla farina e incominciate a impastare con una spatola. Alla fine, completate con un pizzico di sale. Girate il tutto con una spatola in modo da amalgamare tutti gli ingredienti. Il composto risulterà molto appiccicoso… ma è proprio così che deve essere!
A questo punto ungete una ciotola capiente con poco olio di semi e versateci dentro l’impasto. Copritelo e lasciatelo lievitare al caldo per 2 ore.
Trasferitelo poi nel frigo e lasciatelo le 3 ore seguenti oppure per tutta la notte. Una volta refrigerato, l’impasto diventerà più facile da lavorare.

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Infarinate il piano da lavoro e versaci sopra l’impasto lievitato appena tolto dal frigo. Aiutandovi con un mattarello, formate un quadrato di 20 cm di lato. Ritagliate, con una rotella tagliapizza o con un coltello ben affilato, 10 strisce di 2 cm di lato corto. Avvolgete le strisce d’impasto su se stesse in modo da formare delle chioccioline. Suddividete 5 – 6 brioche per teglia perchè lieviteranno molto a temperatura ambiente.
Copritele e lasciatele lievitare per 45 minuti – 1 ora.
Scaldate il forno a 180°C ventilato. Spennellate le brioche con burro fuso e infornatele. Cuocetele per 20 – 25 minuti fino a doratura. Una volta cotte lasciatele raffreddare su una gratella.
Spolveratele poi con dello zucchero a velo.
Conservatele in un contenitore ermetico. Se alcune brioche vi avanzeranno, provate a tostarle nel tostapane e a riempirle di marmellata!
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Grissini ai fiocchi d’avena & capocollo pugliese

Premetto: questa è la prima volta che, con molta accortezza, precisione e pazienza, sono riuscita a sfornare dei friabilissimi grissini, con una croccantezza che dura nel tempo. I fiocchi d’avena, donano inoltre alla consistenza dell’impasto una nota dolce e tostata. Serviteli all’aperitivo, accompagnandoli con salumi o con il capocollo pugliese. Ho trovato questo gustoso insaccato nel negozio di GioAnna.
Il Capocollo è ottenuto dalla lavorazione della parte muscolare del collo. Viene sapientemente speziato durante la fase della salatura, operazione che si rivela un’autentica “immersione” nelle spezie e negli odori del Gargano. Pazientemente legato a mano e periodicamente massaggiato con cura, in questo modo il capocollo acquista la morbidezza che lo contraddistingue.
 
 
Grissini ai fiocchi d’avena
 
Ingredienti 
per circa 25 – 30 grissini
2 cucchiaini di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di lievito secco attivo
180 g di farina tipo 0 o 1
20 g di fiocchi d’avena
2 cucchiai d’olio d’oliva (o 1 cucchiaio e 1/2 di burro molto morbido)
120 ml d’acqua tiepida
un pizzico di sale
1 cucchiaino d’olio d’oliva + 2 cucchiai d’acqua
sale grosso, semi di sesamo
capocollo pugliese per servire
Sciogliete lo zucchero e il lievito nell’acqua tiepida. Mescolate e lasciate riposare per 30 minuti.
In una ciotola capiente, mescolate la farina assieme ai fiocchi d’avena, versate il liquido con lievito e un pizzico di sale. Incominciate a impastare. Se il composto dovesse risultare troppo asciutto o troppo morbido, aggiungete 1 cucchiaio d’acqua o di farina. Impastate per 5 minuti, formate una palla e lasciatela lievitare per 1 ora e mezza in un luogo caldo. Infarinate leggermente il piano di lavoro, dividete l’impasto in palline e tiratele fino a formare dei lunghi bastoncini. Disponeteli su una teglia rivestita di carta forno.
Sbattete con una forchetta l’olio assieme all’acqua in modo da ottenere un’ emulsione. Spennellatela sui grissini e spolverateli con sesamo e sale grosso.
Scaldate il forno a 180°C ventilato. Infornate i grissini e cuoceteli per 15 – 20 minuti fino a doratura. Una volta cotti tutti i grissini, trasferiteli su una gratella. Impostate il forno sulla modalità ventilato a 150°C e infornateli di nuovo in modo che si asciughino e diventino croccanti. Lasciateli in forno per 30 – 40 minuti. Se si dovessero scurire, abbassate la temperatura a 130°C.
Lasciateli poi raffreddare a temperatura ambiente.
Si conservano anche per una settimana in un contenitore ermetico.
 
Capocollo, salamini, mozzarelle, farine e olive, li potete trovare nel negozio di
 
GioAnna di Andriola G. & C. Snc 
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine) 
 
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
 
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
 
e-mail: info@gioanna.net
 

Risotto alla rucola, scamorza affumicata e noci

Oggi si incomincia la settimana con un gustosissimo risotto! Mi piace molto la rucola nei risotti.. che ne dite di provare anche voi questo abbinamento assieme alla scamorza affumicata e alle noci?

Risotto alla rucola, scamorza
 affumicata e noci
Ingredienti per 4 persone
200 g di riso Vialone Nano
2 piccolo scalogni
circa 800 ml di brodo vegetale
4 cucchiai di vino bianco
60 g di scamorza affumicata
50 g di rucola (2 manciate abbondanti)
1 cucchiaio di noci
sale e pepe
1 cucchiaio d’olio d’oliva
1 cucchiaino di burro freddo
Tritate gli scalogni e fateli appassire dolcemente assieme a 1 cucchiaio d’olio d’oliva. Aggiungete il riso, tostatelo e sfumatelo con il vino bianco. Proseguite poi la cottura aggiungendo quanto basta di brodo bollente. Nel frattempo, tritate finemente al coltello la rucola e mettetela da parte.
A cottura ultimata, spegnete il fuoco e mantecate con il burro freddo, la scamorza finemente grattugiata e la rucola tritata. Impiattate e completate ogni piatto con una manciata di noci tritate.

Cake alla panna e agrumi

Il Lunedì è una delle giornate più difficili, soprattutto se ti svegli e noti che non entra la luce del sole dalle fessure delle persiane della camera da letto… ancora assonnata, scendo dal letto, scosto la tenda e scorgo che fuori piove. Piove ancora. E per tutta la giornata. E allora accendo la radio, metto il grembiule e preparo la torta più buona che ci sia … mi correggo: una tra le tante più buone che ci siano!

 
Cake alla panna e agrumi
Ingredienti per uno stampo
da plum cake di 20 x 10 cm
2 uova intere
200 g di zucchero
una punta di semi di vaniglia
scorza di 1 arancia, di 1 limone e di 1 lime
240 ml di panna fresca
150 g di farina 00
50 g di maizena
un pizzico di sale
1 cucchiaino e mezzo di lievito
Per la copertura:
preparato per ghiaccia reale
gli agrumi
zucchero
acqua
Scaldate il forno a 170°C statico.
Rompete le uova in una ciotola capiente e montatele assieme allo zucchero, al sale, alla vaniglia e alle scorze degli agrumi. Continuando a montare, aggiungete la panna fresca a filo. Montate il tutto per 8 minuti fino ad ottenere un composto spumoso (ma non perfettamente montato come la panna montata!). Aggiungete poi la farina setacciata assieme alla maizena e al lievito e mescolate il tutto.
Rivestite di carta forno uno stampo da plum cake di 20 x 10 cm e versate il composto all’interno. Riponete lo stampo sul ripiano più inferiore del forno e cuocete la torta per 45 – 50 minuti. Fate la prova stecchino per controllare la cottura. Una volta cotto, trasferite il dolce su una gratella a raffreddare.
 
Ho decorato il dolce con gli agrumi caramellati e della ghiaccia reale.
Recuperate gli agrumi che avete utilizzato della ricetta e tagliateli a fette. Pesateli e metteteli in una pentola antiaderente. Versate lo stesso peso di acqua calda e di zucchero e lasciateli candire a fuoco alto fino al completo assorbimento dei liquidi. Aiutandovi poi con 2 forchette, trasferite le fette di agrumi caramellati su della carta forno e lasciateli raffreddare a temperatura ambiente.
Nel frattempo, preparate la ghiaccia reale secondo le istruzioni della confezione (preferisco utilizzare la ghiaccia reale liofilizzata già pronta perchè non sempre ho a disposizione a casa abbondanti quantità di albumi o di zucchero a velo! Il preparato per ghiaccia reale si trova in commercio nei supermercati più forniti). Distribuitela sul dolce aiutandovi con un cucchiaio e disponete le fette di agrumi caramellati. Lasciate solidificare e servite.

Insalata di quinoa con rucola, zucca arrosto e parmigiano croccante

Arriva la Primavera, me lo sento… ed è ora di pennellare di colori la cucina.
Vi consiglio questa golosa insalata: c’è la quinoa, fonte di fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco e proteine vegetali, c’è la rucola, erba amara con proprietà purificanti e digestive, e c’è la zucca, ortaggio che ben si presta a molte preparazioni in cucina, ricca di vitamine.
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Insalata di quinoa con rucola,
zucca arrosto e parmigiano croccante
 
Ingredienti per 2 -3 persone
 
3 manciate abbondanti di rucola, già mondata e lavata
150 g di zucca
60 g di quinoa
10 cucchiaini di parmigiano
300 ml di brodo bollente
sale e pepe
Per la vinaigrette
1 cucchiaio d’olio d’oliva
2 cucchiaini d’aceto balsamico
sale e pepe
Pesate e versate la quinoa in un colino e sciacquatela sotto l’acqua corrente. Portate a eebollizioneil brodo e versateci la quinoa. Fatela cuocere secondo la ttempisticariportata sulla confezione (di solito 25 – 30 minuti). Una volta cotta – i chicchi devono presentare il tipico occhiello – lasciatela gonfiare 5 minuti nel brodo, a fuoco spento. Poi scolatela.
Tagliate la zucca a dadini, metteteli su una teglia rivestita di carta forno. Salate e pepate leggermente e cuocetela in forno a 200°C. Distribuite anche i cucchiaini di parmigiano su una teglia di carta forno e lasciateli dorare per 2 minuti sotto il grill.
Una volta preparati tutti gli ingredienti, versate la rucola in una ciotola, conditela con una vinaigrette d’olio, aceto balsamico, sale e pepe. Mescolatela poi alla quinoa, ai dadini di zucca arrosto. Suddividete, se volete, l’insalata in ciotole individuali e decoratela all’ultimo con il parmigiano croccante.
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Camembert al forno

Il Camambert è un formaggio francese a pasta molle e crosta fiorita prodotto in Normandia, considerato uno degli emblemi gastronomici della Francia. L’origine del Camembert risale alla fine del XVII secolo. Infatti, già dal 1680 si possono trovare documenti con riferimenti ai formaggi caratteristici del paese di Camembert, il villaggio d’origine e da cui prende il nome il formaggio. Nel 1708 Thomas Corneille gli consacrò un articolo nel suo Dictionnaire Universel Géographique et Historique. Tuttavia, è solo nel 1791 che viene messa a punto la tecnica di fabbricazione del camembert grazie all’opera di Marie Harel, una contadina del villaggio di Camembert, ed ai consigli esperti di un prete originario della Brie.
Il Camembert è un formaggio a base di latte di mucca “crudo” (il latte non deve mai essere riscaldato a più di 37 gradi). È un formaggio a pasta molle con crosta fiorita e di colore bianco. Ha forma rotonda, peso di circa 250 g ed è prodotto con circa 2 litri di latte. È venduto obbligatoriamente in scatole di legno di pioppo.
Questo formaggio si presta a numerose preparazioni e ricette. Un’idea sfiziosa ed elegante è di cuocerlo per alcuni minuti al forno e servirlo per come aperitivo o stuzzichino.
Camembert al forno
Ingredienti per 3 – 4 persone
 
1 confezione di Camembert in scatola di legno
2 spicchi d’aglio
qualche rametto di rosmarino o di erbe aromatiche a piacere
1 cucchiaino d’olio d’oliva
pane tostato per servire
La preparazione del Camembert al forno è davvero facile: una mezzora prima di infornare il Camembert, toglietelo dal frigorifero. Apritelo, sostituite la carta d’impacchettamento con della carta forno, e rimettetelo nella scatolina di legno. Con uno stecchino o con la punta di un coltello, praticate delle incisioni dove inserire gli aghi di rosmarino. Schiacciate gli spicchi d’aglio e metteteli sulla superficie. Condite con l’olio d’oliva.
Scaldate il forno a 200°C e infornate il formaggio per 20 minuti.
Una volta cotto, praticate un taglio con un coltello affilato in modo da aprire la calotta superiore del formaggio: il suo interno risulterà sciolto e cremoso quasi come una fonduta.
Armatevi di cucchiaino o di spalmaburro per gustarlo sui dei croccanti crostini di pane.
Il Camembert si presta bene ad esser abbinato a radicchio tardivo, aceto balsamico, patate arrosto, pomodori secchi, frutta secca. Si abbina invece benissimo al miele millefiori e alle confetture o mostarde di pera, fichi e mela renetta

Pane ai pomodori secchi

Le giornate di sole, il buon’umore e questo tepore quasi primaverile, mi invogliano a panificare di nuovo. Oggi ho appena sfornato un pane con il sole dentro, ai pomodori secchi arrivati direttamente dalla Puglia, trovati nel negozio di Gioanna. Questo pane è ottimo all’aperitivo o abbinato a una pasta… ottimo per farci la scarpetta!
Pane 
ai pomodori secchi
Ingredienti per 2 filoni
250 g di farina tipo ”1”
150 ml d’acqua tiepida
1 cucchiaino di lievito secco attivo
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
5 pomodori secchi *
*se utilizzate i pomodori secchi sott’olio, scolateli bene. Se invece utilizzate quelli secchi al naturale, vi consiglio di ammorbidirli per un’oretta nell’acqua calda, quasi bollente.
Versate l’acqua tiepida in una ciotola assieme al lievito. Mescolate in modo che si sciolga uniformemente. Attendete un paio di minuti in modo che si attivi.
Nel frattempo tritate grossolanamente al coltello i pomodori secchi.
Aggiungete la farina e il sale all’acqua e al lievito e incominciate ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lavorate l’impasto per 5 minuti, dopodichè aggiungete i pomodori secchi tritati e il parmigiano. Impastate per 10 minuti fino a quando il composto risulterà liscio e morbido.
Ungete una ciotola capiente con poco olio d’oliva e mettete a lievitare l’impasto del pane per 45 minuti. Rilavoratelo, poi, per 5 minuti per incamerare aria all’impasto. Riformate la palla e lasciatela lievitare per altri 45 minuti.
Formate poi i filoncini: infarinate un piano da lavoro e dividete in 2 l’impasto. Formate delle palline e tiratele un po’ con il mattarello, quasi a formare un disco, simile alla pizza, alta circa 1,5 – 2 cm. Arrotolate su se stesso il disco per formare un cilindro. Sempre arrotolando andate al allungare il cilindro, insistendo sulle estremità. Riponete i 2 filoni in una teglia rivestita di carta forno. Spolverateli con della farina e praticate delle incisioni, aiutandovi con un coltello affilato per il taglio nel senso della lunghezza e con le forbici per i taglietti obliqui. Lasciate poi lievitare al caldo al riparo da correnti d’aria per 1 ora.
Scaldate il forno a 200°C statico e infornate.
Cuocete i filoni per 20 minuti, fino a quando non risulteranno dorati e asciutti all’interno (fate la prova stecchino!). Una volta cotti, fateli raffreddare totalmente su una gratella. Gustateveli freddi.

I pomodorini secchi che è usato sono quelli della foto, rossi, saporiti e al naturale. Li potete trovare nel negozio di

GioAnna di Andriola G. & C. Snc 
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine) 
 
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
 
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
 
e-mail: info@gioanna.net
 

Le fritole di Carnevale

Le fritole, sono le frittelle comuni in gran parte del nord est d’Italia, soprattutto in Veneto, dove sono nate, in Friuli e in Istria. Queste piccole frittelle hanno origine proprio a Venezia: la fritola veniva esclusivamente prodotta dai fritoleri, che quasi a sottolineare questa loro ufficialità, costituirono nel ‘600 un’associazione. 
Gli storici raccontano che i fritoleri fossero soliti impastare grandi quantità di farina, latte, uova, zucchero e uvetta su tavoli di legno per poi passare a friggere le fritole nello strutto o nel burro in enormi padelle sostenute da tripodi. Le cospargevano poi con lo zucchero e le disponevano su vassoi in bellavista.
Nella commedia scritta per il Carnevale 1755 “Il Campiello” di Carlo Goldoni, la protagonista Orsola è una frittolera.
Pietro Gasparo Moro descrisse così i fritoleri

«I fritoleri hanno sempre sul davanti un pannolino che s’assomiglia al grembial delle donne, che sembra venuto allora fuor dal bucato. Tengono in mano un vasetto bucherellato con cui gettano del continuo zucchero sulla mercie, ma con tal atteggiamento che par vogliano dire: e chi sente l’odore e il sapore di questa cosa che noi inzuccheriamo?».

L’influenza della fritola contagiò anche altre culture, tanto che troviamo perfino una fritola ebraica, che gli Ebrei veneziani preparano ancor oggi per la Festa di Purim.
La ricetta tradizionale delle fritole veneziane, prevede l’utilizzo del lievito di birra e quindi l’ottenimento di un impasto lievitato. La mia versione è invece con il lievito per dolci: facile, schietta e veloce. Otterrete delle frittelle croccanti fuori e dall’interno morbido come una torta.
Le fritole 
di Carnevale
 
Ingredienti per 
una quarantina di fritole
 
280 g di farina 00
60 g di zucchero
120 ml di latte
80 g di uvetta sultanina
2 uova
1 pizzico di sale
4 cucchiai di grappa
4 cucchiai di Marsala (o vino dolce o rum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
la scorza di 1 limone
olio per friggere
zucchero a velo
Mia nonna mi svela che la grappa è fondamentale nei dolci fritti di Carnevale. Una volta si diceva che l’alcol, contenuto nella grappa, a contatto con l’olio bollente, evaporando, permetteva alle frittelle o ai crostoli di venire croccanti e poco unti. La grappa secondo me è fondamentale. Se invece non possedete in dispensa del Marsala o del vino dolce o del rum, potete sostituirlo con altrettanta grappa.
Ammollate l’uva passa in acqua bollente fino a quando non si sarà ammorbidita. Scolatela, strizzatela ed asciugatela.
Intiepidite il latte in un pentolino.
In una terrina sbattete energicamente con una frusta lo zucchero con le uova intere, un pizzico di sale, la scorza di limone. Aggiungete il latte e mescolate.
Aggiungete la farina assieme al lievito, la grappa, il Marsala ed infine l’uva passa.
Scaldate abbondante olio per friggere in una pentola.
Inumidite 2 cucchiaini nell’olio caldo, prelevate una pallina d’impasto e gettatela nell’olio. L’olio non dovrà essere troppo caldo: scaldatelo a fuoco medio in modo che le frittelle si dorino bene all’esterno e si cuociano bene all’interno.
Una volta cotte, scolatele e tamponatele con della carta assorbente. Spolveratele di zucchero a velo e servitele tiepide o fredde.

Tagliatelle alle triglie

Pronti per un gustoso pranzo con le tagliatelle all’uovo di Luciana Mosconi? Oggi proposte con un sughino di triglie alquanto gustoso…
Tagliatelle al’uovo di Luciana Mosconi
alle triglie

Ingredienti per 2 persone

120 g di tagliatelle d”uovo  di Luciana Mosconi
1 grappolo di pomodorini
80 g di pisellini sgusciati congelati
mezzo scalogno
mezza carota
1 spicchio d’aglio
un piccolo pezzettino di sedano
4 filetti di triglie
vino bianco
3 fettine di limone
sale e pepe
olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di farina
prezzemolo

Pulite i filetti di triglia e togliete, con l’aiuto di una pinzetta, eventuali spine. Mettete a marinare i filetti di triglia per 20 minuti in una ciotola con 4 cucchiai di vino bianco e 3 fettine di limone. Dopodiché eliminate la marinata e asciugateli con della carta assorbente. Metteteli da parte.
Tritate finemente sedano, carota, cipolla, e spellate lo spicchio d’aglio. Scaldate in una pentola 2 cucchiaini d’olio e rosolate le verdure tritate, i piselli e i pomodorini a fuoco basso fino. Aggiungete metà delle triglie tagliate a dadini al sugo di verdure, sfumate con il vino bianco. Salate, pepate e aggiungete il prezzemolo tritato finemente. Eliminato l’aglio.
Infarinate gli altri 2 filetti di triglia e fateli dorare in un pentolino con 2 cucchiaini d’olio d’oliva ben caldo. Salateli e pepateli e teneteli da parte come guarnizione.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata. Una volta cotta, conservate 1 mestolo d’acqua di cottura per saltare la pasta nel sughino di pesce.
Impiattate, appoggiate i 2 filetti di triglia dorati sopra a ogni piatto e completate con qualche foglia di prezzemolo.

Tagliatelle al pesto di pomodori secchi e mandorle

Oggi vi propongo un primo piatto veloce, d’effetto e facile: buttate le tagliatelle di Luciana Mosconi nell’acqua e , durante le cottura, preparate il pesto rosso di pomodori secchi e mandorle… tutto in 5 minuti!
 
 
Tagliatelle al pesto rosso di 
pomodori secchi e mandorle
Ingredienti per 4 persone
250 g di tagliatelle all’uovo di Luciana Mosconi
12 pomodori secchi sott’olio
2 cucchiai di capperi
il succo di un’arancia media
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
50 g di mandorle spellate
20 g di pecorino o ricotta dura
finocchietto
sale e pepe
Lessate le tagliatelle alll’uovo di Luciana Mosconi in acqua bollente salata. Nel frattempo preparate il pesto rosso: radunate nel mixer i pomodori secchi, precedentemente scolati e sminuzzati un po’ al coltello, le mandorle, i capperi, il succo d’arancia, l’olio extravergine d’oliva, il finocchietto, il pecorino (o la ricotta dura), sale e pepe. Azionate il mixer e frullate il tutto. Scolate la pasta e conditela con il pesto rosso. Servitela assiemea a qualche capperino e a una fettina d’arancia.