Polpette di lenticchie al pomodoro

I legumi dovrebbero esser un importante componente del nostro piano alimentare. Sono fonti di proteine, ne contengono quasi il doppio rispetto a carni e cereali, ma di qualità inferiore. L’associazione legumi – cereali (come ad esempio due tipici piatti della tradizione italiana: pasta e ceci o risi e bisi) migliora la qualità proteica.

Le lenticchie sono ricche di ferro e non dovrebbero esser consumate solo nei periodi natalizi e durante capodanno! Dovrebbero diventare un alimento importante da consumare durante tutto l’anno. Ricordatevi però l’importanza dell’abbinamento con un cereale: che ne dite di queste deliziose polpette al pomodoro, accompagnate da dei croccanti crostoni di pane tostato?

Polpette di lenticchie al pomodoro

Polpette di lenticchie al pomodoro

Ingredienti per 4 persone

125 g di lenticchie secche umbre o varietà beluga, 1 foglia d’alloro, mezzo porro, una piccola carota, mezza costa di sedano, 1 spicchio d’aglio, un rametto di timo, un pizzico di peperoncino, un pizzico di origano secco, una tazzina da caffè di vino rosso, 1 rosso d’uovo, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 20 g di pane in cassetta, 30 g di pangrattato, 20 g di nocciole, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Esistono numerose varietà di lenticchie! Per questa ricetta vi consiglio le lenticchie umbre, quelle marroncine e piccoline oppure le lenticchie nere chiamate anche beluga. Io ho fatto un mix delle due. Entrambi non necessitano di ammollo.

Polpette di lenticchie al pomodoro 2

Procedimento

Sciacquate le lenticchie sotto l’acqua corrente e lessatele in abbondante acqua salata. Una volta cotte, scolatele bene.

Tritate finemente il porro assieme alla carota e al sedano. Scaldate in una pentola 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva assieme allo spichio d’aglio in camicia. Aggiungete il sedano, il porro, la carota, le lenticchie, l’alloro, l’origano secco e le foglie di timo. Stufate il tutto per 5 minuti. Insaporite con un po’ di sale e peperoncino.Sfumate con il vino rosso. Lasciate evaporare e poi spegnete il fuoco. Fate raffreddare bene. Eliminate l’aglio.

Radunate il pan grattato, il pane in cassetta e la granella di nocciole in un mixer e frullate il tutto.

Schiacciate il composto di verdure e lenticchie con una forchetta. Unite il rosso d’uovo, il prezzemolo e metà del trito di pane e nocciole. Impastate bene il tutto e formate le polpette. Passatele nella metà del trito di pane e nocciole che avete tenuto da parte.

Scaldate il forno a 200°C.

Rivestite con un foglio di carta forno una teglia. Disponete le polpette e irroratele con un filo d’olio. Infornate a forno caldo e cuocetele per 20 minuti.

Nel frattempo preparate la salsa di pomodoro: cuocetela in una pentola assieme a un cucchiaio d’olio, qualche foglia di basilico fresco, sale e pepe. Fate asciugare un po’ il sugo.

Quando le polpette saranno cotte, tuffatele nel pomodoro e lasciatele cuocere un paio di minuti. Servitele subito accompagnandole con la salsa e con crostoni di pane tostato.

Annunci

Sformato agli asparagi bianchi e rucola

Vi serve un’altra idea per Pasqua? Allora vi consiglio questo delicato sformato agli asparagi bianchi. La realizzazione è facilissima e come accompagnamento, per far fiorire il vostro piatto, vi consiglio un’insalatina fiorita alla rucola e boccioli di fiorellini edibili.

Sformato asparagi 1

L’asparago è l’ortaggio emblema della Primavera e ogni anno lo troviamo sul mercato ortofrutticolo da fine marzo a inizio giugno. I diversi tipi in commercio sono:

  • l’asparago bianco, che germogliando interamente sotto terra (e quindi in assenza di luce) ha un sapore delicato.
  • l’asparago violetto, dal sapore molto fruttato, è in realtà un asparago bianco che riesce a fuoriuscire dalla terra e, vedendo la luce e attuando un principio di fotosintesi, acquista un colore lilla abbastanza uniforme. Ha un leggero gusto amaro.
  • l’asparago verde che germoglia alla luce del sole come quello violetto, ha però un sapore marcato e il suo germoglio possiede un gusto dolciastro. È il solo asparago che non ha bisogno di essere pelato.

Da non confondersi con i germogli di luppolo o con i germogli di pungitopo, esiste anche l’asparago selvatico, dal sapore marcato ed intenso ma dalle dimensioni più ridotte.

Sformato asparagi 2

In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta sformato agli asparagi bianchi e rucola cliccando {qui}.

 

Tortino di patate, prosciutto e fonduta al formaggio

Si avvicina la  Pasqua e il pensiero di cosa cucinare per il pranzo con la famiglia diventa imminente! Per accontentare tutti ho pensato a un piatto che ben si presta a diventare un antipasto, un primo a base di verdura un po’ insolito oppure un accompagnamento a un secondo di carne.

tortino patate fonduta 1

Mi sono ispirata seguendo la ricetta – facilissima – delle patate duchesse, molto raffinate e graziose da vedere caratterizzate dal tipico ricciolo decorativo fatto con il sac à poche. Preparate con patate ridotte in purè, uova, burro e parmigiano, questo contorno ha la particolarità d’avere una buona tenuta durante la cottura, solidificandosi e gonfiandosi in forno.

Ho creato così questo gustoso tortino a base di patate, prosciutto cotto (o speck a dadini), accompagnato da una vellutata fonduta al formaggio. Quasi fosse un frico destrutturato, tipico della mia regione. E come accompagnamento? Provate dei funghi champignon spadellati che ben si prestano ad esser accompagnati da questo gustoso piatto.

tortino patate fonduta 2

Se siete incuriositi da questa gustosa preparazione, in collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta facilissima del Tortino di patate, prosciutto e fonduta al formaggio cliccando  {qui}.

Paccheri alla norma profumati al limone

La pasta alla Norma, originaria della città di Catania, è caratterizzata da ingredienti e sapori tipicamente mediterranei: maccheroni conditi con un sugo di melanzane e pomodori maturali al sole, profumato basilico e insaporiti con una sbriciolata abbondante di una saporita ricotta salata.

L’origine del nome non è però ben certa: si può ricondurre al nome di una giovane professoressa talmente avvenente da essere paragonata al famoso piatto siciliano per bellezza e gusto, secondo un’altra fonte sembrerebbe che a dare il nome alla ricetta sia stato il commediografo catanese Nino Martoglio il quale davanti ad un piatto di pasta così condito avrebbe esclamato “È una Norma!”, ad indicarne la suprema bontà, paragonandola alla celebre opera di Vincenzo Bellini.

La mia versione, più leggera, non prevede le melanzane fritte, ma dolcemente arrostite in padella con poco olio. Ho scelto, inoltre i paccheri come formato di pasta, grossi e grandi in modo da racchiudere bene il sughino, profumati con scorza di limone.

Paccheri alla norma profumati al limone 1

Paccheri alla norma profumati al limone

Ingredienti per 4 persone

200 – 250 g di paccheri, 1 grosso limone non trattato, una melanzana media, 300 g di polpa di pomodoro, una decina di pomodorini pachino,  un pizzico di peperoncino in polvere, uno spicchio d’aglio, un cucchiaino di origano secco, 80 g di ricotta salata o feta greca, basilico fresco, olio extravergine di oliva, sale.

La ricotta salata, chiamata in siciliano “ricotta funnata”,  è una varietà di ricotta prodotta ed apprezzata in particolare nell’Italia meridionale. Si differenzia dalla ricotta fresca per essere più “secca” e per un sapore ed una consistenza più marcati.commercio è prodotta soprattutto con siero di latte di pecora, ma in Sardegna viene prodotta ricotta secca con siero di latte di capra. Se non riuscite a trovarla, potete sostituirla dalla feta greca, lo stesso molto saporita e gustosa.

Paccheri alla norma profumati al limone 2

Procedimento

Lavate la melanzana e tagliatela a cubotti grossolani. Riponeteli in una ciotola e salateli. Lasciateli riposare il più possibile (anche 2 ore) per ammorbidirli bene. In questo modo utilizzerete meno olio in cottura e si cucineranno più velocemente.

Trascorso questo tempo, sgocciolateli e asciugateli bene. Scaldate in una padella 2 cucchiai d’olio extrvergine di oliva assieme a uno spicchio d’aglio in camicia e al peperoncino. Versate i cubotti di melanzana, mescolate, abbassate il fuoco e coprite. Rigirateli di tanto in tanto fino a quando non saranno teneri. Versate poi la polpa di pomodoro, l’origano, salate e lasciate sobbollire dolcemente. A metà cottura aggiungete i pomodorini tagliati a metà.

Nel frattempo, lavate accuratamente un grosso limone. Servendovi di un pelapatate, privatelo della buccia. Dovrete ottenere delle scorze molto grossolane.

Portate a ebollizione abbondante acqua salata assieme alle scorze di limone. Quando avrà raggiunto i bollore gettate i paccheri e cuoceteli secondo la tempistica indicata sulla confezione. Quando saranno cotti, eliminate le scorze di limone e scolate la pasta.

Mantecate i paccheri nel sugo piccante di pomodoro e melanzane. Impiattate e sbriciolate su ogni piatto la ricotta salata (o la feta greca). Decorate con foglie di basilico fresco, un giro d’olio d’oliva a crudo e servite subito.

Cipolle rosse ripiene al cous cous

Sono golosa di cous cous e cipolle, non ci posso far niente. Così ho trovato e personalizzato questa deliziosa e colorata ricetta tratta dal libro di Alice Hart “Vegetarian” che potete trovare nella versione in lingua inglese su Amazon.

51vcycjagjl-_sx368_bo1204203200_

Questo piatto unico è leggero e ben si presta ad assere accompagnato da una fresca insalata di stagione. Ricordatevi di utilizzare le cipolle rosse, più dolci e digeribili.

Che ne dite di portare una ventata di primavera a tavola con questi deliziosi piatti? Sono le creazioni di Erichetta. Se siete curiosi, date un occhiata al suo sito http://erichettanovello.com/ o alla bottega ATELIER 59 nel cuore di Cormons (GO)… troverete  tante idee per far fiorire la vostra cucina e la vostra casa.

Cipolle cous cous 1

Cipolle ripiene al cous cous

Ingredienti per 4 persone

4 cipolle rosse, 1 stecca di cannella, 80 g di cous cous, 20 g di burro, 200 ml di brodo bollente, 2 cucchiai di uva passa, 2 cucchiai di pinoli,  un cucchiaino di prezzemolo fresco tritato, 2 cucchiai di formaggio pecorino o caprino stagionato grattugiato, sale, pepe, olio extravergine di oliva, qualche rametto di timo.

Per il ripieno di queste golose cipolle, ho utilizzato del cous cous BIO senza glutine a base di semola di mais e di riso. Se vi piace osare, impreziosite il cous cous con 4 albicocche secche finemente tritate.

Cipolle cous cous 2

Procedimento

Lavate accuratamente le cipolle sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali residui terrosi. Sfogliatele eliminando i due strati più esterni e incidetele alla base in modo che stiano appoggiate bene  sul piano. Tagliate la calotta superiore delle cipolle. Riponetele in una teglia assieme a 250 ml d’acqua. Conditele con olio, sale grosso e pepe. Richiudetele con le calotte e cuocetele a forno caldo a 200°C per almeno 1 ora. Lasciatele poi raffreddare.

Incidete la parte interna delle cipolle con un coltellino e, servendovi di uno scavino o di un cucchiaio scavate la parte interna facendo attenzione a non rovinare il “guscio” esterno che servirà da contenitore. Tritate finemente la polpa della cipolla.

Scaldate il una padella il burro assieme a 1 cucchiaino d’olio d’oliva. Soffriggete dolcemente la cipolla per 5 minuti. Salate e pepate. Aggiungete poi il cous cous, l’uva passa, i pinoli e tostate bene il tutto. Quando si sarà ben dorato, aggiungete 50 ml di brodo di verdure bollente. Coprite subito con un coperchio, spegnete il fuoco e lasciate gonfiare per almeno 10 minuti.

Sgranate il cous cous con una forchetta. Conditelo  con il prezzemolo e il formaggio grattugiato. Servendovi poi di un cucchiaino, riempite le cipolle e richiudetele con le calotte. Adagiatele su una teglia profonda rivestita di carta forno. Versate il brodo rimasto (150 ml), conditele con un giro d’olio e adagiatevi sopra una piccola stecca di cannella e i rametti di timo. Coprite con un foglio di carta d’alluminio o con un coperchio adatto alla cottura in forno.

Scaldate il forno a 180°C. Infornate le cipolle ripiene di cous cous e cuocetele al cartoccio per 25 minuti. Una volta pronte, servitele calde accompagnandole dal loro sughino di cottura.

Cipolle cous cous 3

Risotto alla barbabietola, tartufo e toma

Le barbabietole rosse, o le ami, o le odi. Oppure le provi ad assaggiare, magari sperimentando questo mio risotto dal colore rosso, quasi purpureo. La dolcezza di questo ortaggio di stagione ben si abbina al gusto sontuoso e terroso del tartufo, per poi spiccare con la sapidità della toma stagionata… vi ho fatto venir gola?

Risotto alla barbabietola 1

Risotto alla barbabietola, tartufo e toma

Ingredienti per 4 persone

2 piccole barbabietole rosse fresche, 1 piccola cipolla rossa, 250 g di riso Carnaroli o Vialone Nano, circa 800 ml di brodo vegetale bollente, mezzo bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaino di burro al tartufo, 20 g di burro, 50 g di formaggio tipo “toma piemontese” stagionata + un po’ per servire, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Per questa ricetta ho utilizzato le barbabietole rosse, un ortaggio tipico della stagione invernale. Voi potete utilizzare anche quelle già lessate. Il burro al tartufo, invece, l’ho trovato nel banco frigo del mio supermercato. Si tratta del Burro al tartufo d’estate di Beppino Ocelli, e lo potete trovare {qui}. Se non riuscite a trovarlo, sostituitelo con l’olio al tartufo. La toma piemontese potete sostituirla con qualsiasi formaggio a pasta semi dura saporito: Montasio, formaggio di capra… anche un formaggio erborinato starebbe bene!

Risotto alla barbabietola 2

Preparazione

Tagliate le foglie delle barbabietole e lavatele accuratamente sotto l’acqua corrente, grattandole con una spugnetta se necessario. Mettetele in una pentola e riempitela con dell’acqua. Lessatele cuocendole almeno  40 minuti fino a quando non saranno tenere. Scolatele e lasciatele raffreddare. Munitevi di guanti in lattice e grattugiatele grossolanamente con una grattugia.

Tritate la cipolla, riponetela in una pentola e fatela imbiondire con 1 cucchiaio d’olio d’oliva. Soffriggetela a fuoco basso. Aggiungete il riso, tostatelo e sfumatelo con il vino bianco. Aggiungete poi la barbabietola grattugiata, mescolate e proseguite la cottura con il brodo fino a quando il risotto non sarà cotto. Nel frattempo, grattugiate la toma.

Spegnete il fuoco. Mantecate aggiungendo 1 cucchiaino di burro al tartufo (o 1 cucchiaino d’olio al tartufo), il burro normale e la toma grattugiata. Impiattate e servite con altrettanta toma.

Gnocchi di patate alla farina integrale

Soffici e gustosi, il segreto negli gnocchi integrali sta nell’uso di patate e farina integrale di qualità. Per ammorbidire il tutto, un pò di fecola. Provateli e sentirete la differenza.

Gnocchi integrali 2

Le migliori patate che vi posso suggerire per la preparazione di questi gnocchi sono le patate di Ribis e di Godia, tipica della mia regione, a pasta bianca. Il terreno di coltivazione è caratterizzato da un pH leggermente acido e da una buona percentuale di ferro. La coltivazione di questa patata risale agli anni cinquanta: inizialmente erano utilizzate varietà provenienti dalla Carnia (Bianca carnica, Slava), in seguito con la necessità di dover utilizzare semi di provenienza certificata, è stato utilizzata la varietà Kennebec.

La farina invece che ho utilizzato è la farina integrale di grano tenero Biologica della Ecor. Dona all’impasto di questi gnocchi un sapore unico, rustico e piacevole. Più scura della tipo “2”, perché meno setacciata, è indicata per la preparazione di prodotti da forno, dolci e salati, come pizza, pane, pasta sfoglia, focacce, ma anche torte e biscotti.

Questa ricetta la troverete sul sito Ricette della Nonna con il quale collaboro. Per accedere direttamente alla ricetta, cliccate {qui}. Il sughino che accompagnano questi gnocchi è molto gustoso: salsiccia, zucca, radicchio e scaglie di formaggio stagionato, il tutto profumato alla salvia… che aspettate? Correte a cliccare sul link!

Gnocchi integrali 4

Insalata Baharat con ceci, feta e verdure

Baharat in arabo significa spezie. Una volta preparata questa miscela, ti rendi conto dell’atmosfera, dei colori e dei sapori che si gustano nel mondo orientale. Questo mix non solo si presta bene per preparare condimenti, ma anche come insaporitore di carni bianche, agnello e pesce. Ne esistono di diversi tipi: quella classica è profumata con cannella, chiodi di garofano e cardamomo, quella tunisina vede l’aggiunta di petali di rosa, quella del golfo persico è impreziosita da scorza di lime e zafferano, quella turca è rinfrescata con foglie di menta. Nella ricetta vi indicherò come fare.

In questo post, ho utilizzato un piatto creato da Erichetta. Altre sue creazioni le potete ammirare sul sito http://erichettanovello.com/ o nella bottega ATELIER 59 nel cuore di Cormons (GO).

1

Insalata Baharat con ceci, feta e verdure

Ingredienti per 2 persone

200 g di ceci già cotti e scolati, 100 g di piselli, 1 carota, 3 foglie di radicchio rosso, 2 piccoli cipollotti, sale, 100 g di feta greca, 2 cucchiaini di spezie Baharat, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaio di succo di limone, 4 foglie di lattuga.

Per preparare la miscela di spezie Baharat mescolate: 1 cucchiaino di pepe nero, mezzo cucchiaino di coriandolo in polvere, un pizzico di cannella, un pizzico di chiodi di garofano in polvere, mezzo cucchiaino di cumino in polvere, una grattata di noce moscata, 1 cucchiaino colmo di paprika. Utilizzate poi la dose indicata dalla ricetta per condire l’insalata. La rimanente parte, riponetela in un piccolo vasetto. Al momento dell’utilizzo, potete aromatizzare la vostra micela Baharat con petali di rosa essicati, stimmi di zafferano e scorza di lime, menta fresca tritata.

2

Portate a ebollizione dell’acqua leggermente salata e sbollentate i piselli. Una volta cotti, scolateli e passateli sotto l’acqua freddissima. Metteteli in una ciotola assieme ai ceci. Pelate e tagliate a julienne le carote (alternativamente, potete grattugiarle grossolanamente), le foglie di radicchio e i cipollotti. Aggiungete il tutto ai ceci e ai piselli. Salate il tutto leggermente. Sbriciolate la feta sulle verdure e preparate a parte il condimento: in una ciotola versate le spezie e il succo di limone. Versate a filo l’olio e sbattete il tutto con una forchettina per ottenere un’emulsione. Condite le verdure con l’emulsione speziata, mescolate e lasciate riposare per alcuni minuti. Nel frattempo disponete le foglie di lattuga nelle ciotole a mo’ di coppette. Suddividete l’insalata nelle porzioni. Potete servirla immediatamente o portarvela fuori nella vostra schiscetta per il pranzo.

Tortine di pasta fillo alle zucchine, feta e menta

Strudel, torte salate, meat pies…

che passione!

Sono una fanatica delle di queste preparazioni, veloci e succulente racchiuse da un croccante guscio. Dei piccoli bocconcini che possono essere gustati per l’aperitivo, al brunch o come piatto unico. Con le ultime zucchine della stagione vi propongo un’accoppiata vincente: assieme alla menta e alla feta greca sono sicura che vi faranno mandare in estasi le papille. E magari ricordare i sapori di qualche vacanza fatta qualche anno fa.

1

Tortine di pasta fillo alle zucchine, feta e menta

Ingredienti per 6 tortine

1 rotolo di pasta fillo (circa 6 fogli), 4 zucchine medio – grandi, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva + un po’ per spennellare, una rametto di foglie di menta, la scorza di mezzo limone, 100 g di formaggio feta greca, sale e pepe.

Questa ricetta richiama la spanakopita greca: potete sostituire le zucchine con 400 g di spinaci sbollentate e fate saltare con l’aglio. Oppure, per un gusto più deciso, potete spadellare 2 peperoni rossi e 2 peperoni gialli tagliati a cubetti. Se avete difficoltà a reperire la pasta fillo, potete sostituirla con 8 rettangoli di pasta sfoglia.

2

Tagliate le zucchine a metà per il lungo, poi di nuovo a metà e riducetele a cubotti non troppo piccoli. Scaldate un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva in una padella assieme a uno spicchio d’aglio in camicia, e fate cuocere i cubetti di zucchina per 15 minuti circa, a fuoco moderato, mescolando di tanto in tanto. A metà cottura aggiungete le foglie intere di un rametto di menta fresca. Salate e pepate. Quando saranno ben dorati, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare il tutto.

3

Una volta raffreddate, mescolate le zucchine con la scorza grattugiata di limone e la feta greca sbriciolata con le mani.

Scaldate il forno a 200°C statico. Su un piano da lavoro pulito, prendete un foglio di pasta fillo, spennellatelo con dell’olio e sovrapponete un’altro foglio. Continuate fino all’esaurimento dei fogli. Ritagliate poi 6 quadrati. Spennellate con dell’olio 6 cocottine di ceramica oppure 6 stampi per muffins in silicone o in acciaio. Adagiate delicatamente la pasta fillo e riempitela con il composto di zucchine e feta appena preparato. Rispiegate il bordi verso l’interno. Disponete le cocottine sulla placca del forno e infornatele per 20 – 25 minuti fino a doratura. Una volta cotte, lasciatele per alcuni minuti riposare. Poi sformatele e servitele.

Peperoni al forno ripieni di mozzarella e alici

Mi piacciono molto i sapori mediterranei e le verdure cotte al forno. Non solo si riduce il quantitativo di grassi utilizzati ma anche il gusto ci guadagna. Come questi piccoli peperoni, ripieni di mozzarella e alici. Questa varietà di peperoni dalle dimensioni piccole, si chiama Piccolo di Firenze, ed è utilizzata molto per la produzione di sottaceti e sott’oli, dalla polpa dolce e, talvolta poco piccante.

1

Peperoni al forno ripieni di mozzarella e alici

Ingredienti per 4 persone

8 peperoni piccoli e colorati, mezzo filoncino di pane raffermo, 1 mozzarella, 8 alici sott’olio d’oliva, olio extravergine d’oliva, 1 spicchio d’aglio, mezza cipolla rossa di Tropea, sale e pepe, foglie di basilico fresco.

Se non trovate la varietà di peperoni piccolini, utilizzate solo 4 peperoni della varietà “Cornelio”, dalla polpa e buccia pi morbidi e gustosi e più adatti alla cottura in forno. Al posto della mozzarella, potete arricchire il vostro ripieno con della scamorza.

2

Lavate e tagliate i peperoni a metà, cercando di tagliare a metà anche il piccolo picciolo. Svuotateli dai semi e radunateli in una ciotola. Conditeli con 1 cucchiaino d’olio d’oliva, sale e pepe e lasciateli riposare per 1 oretta in modo che la buccia e la polpa diventino morbide.

Tagliate a dadini la mozzarella e mettetela da parte. Tagliate a dadini anche il pane e tostatelo in una padella antiaderente calda assieme a un giro d’olio e allo spicchio d’aglio, che poi eliminerete. Le alici, dividetele a metà nel senso della lunghezza. Affettate finemente la cipolla di Tropea

Riscaldate il forno a 180°C. Rivestite di carna forno una teglia e posizionate i peperoni. Farciteli con i dadini di mozzarella, le alici, le fettine sottili di cipolla di Tropea e i cubetti di pane tostato. Adagiate su ogni peperone una foglia di basilico e condite il tutto con  un giro d’olio. Infornate per 15 – 20 minuti. Una volta cotti, lasciateli intiepidire leggermente prima di consumarli.

3

Melanzane all’origano e l’originale salsa Tzatziki

La salsa che abbiamo utilizzato maggiormente a casa quest’estate è stata la salsa greca Tzatziki, a base di yogurt e cetriolo. Il dubbio sull’utilizzo della menta per insaporirla, però, ci è venuto quando una coppia di amici, dal ritorno dalla Grecia, ci hanno confidato che la Tzatziki in Grecia, la menta non la vede nemmeno con il cannocchiale. Però sinceramente la menta ci sta bene… ma nella nostra ricetta mancava comunque qualcosa. L’illuminazione arrivò qualche giorno fa: il nostro caro amico Andrea ci chiamò nel bel mezzo della notte per risolvere i nostri problemi sulla famosa salsa. Ci disse che il giorno stesso, incontrò casualmente il figlio del sacrestano della Chiesa Greco Ortodossa di Trieste, e approfittò per chiedergli la ricetta della vera salsa Tzatziki. Ecco cosa mancava! L’aceto e il finocchietto selvatico… la differenza si sente… provatela anche voi seguendo la ricetta originale qui sotto.

1

Melanzane all’origane e l’originale salsa Tzatziki

Ingredienti per 4 persone

Per le melanzane: 2 melanzane, 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, sale fino, 1 spicchio d’aglio, origano fresco ed origano secco, qualche pomodorino pachino.

Per l’originale salsa Tzatziki: mezzo cetriolo, 250 g di yogurt greco, 2 spicchi d’aglio, 1 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaio d’aceto di vino, mezzo cucchiaino di sale, 1 cucchiaio di finocchietto selvatico tritato.

La ricetta originale di questa salsa non prevede quindi l’aggiunta di menta tritata. Personalmente, a me piace molto e aggiungo sempre e lo stesso qualche foglia. Se non trovate il finocchietto selvatico, potete utilizzare le barbette dei finocchi o un piccolo pezzettino di finocchio tritato finemente. Preparate pure con anticipo di qualche ora la salsa Tzatziki e accompagnate questa fresca pietanza con del pane arabo grigliato.

2

Tagliate le melanzane a rettangoli abbastanza spessi. Riponeteli in una ciotola, salateli e lasciateli spurgare dall’acqua di vegetazione per almeno un paio d’ore. Eliminate l’acqua, disponete i pezzetti su un piatto e asciugateli dall’acqua in eccesso con della carta da cucina. Schiacciate l’aglio e mescolatelo in una ciotola assieme all’olio e all’origano fresco e secco. Spennellate i rettangolini di melanzana con l’olio e grigliateli sulla piastra.

Preparate la salsa Tzatziki: pelate il cetriolo e grattugiatelo grossolanamente. Strizzatelo con le mani. Riponetelo in una ciotola e mescolatelo assieme allo yogurt greco, al sale, all’olio d’oliva, all’aceto, all’aglio tritato finemente e al finocchietto selvatico tritato (e alla menta, se desiderate. Io ho aggiunto anche una grattatina di pepe!)

Componete il piatto: tagliate i pomodorini in 4. Mescolateli alle melanzane grigliate, condite con poco sale e olio, se serve. Accompagnate il tutto con la salsa Tzatziki e con pane pita tostato.

Minestra estiva al pesto

Che sia estate, autunno, inverno o primavera, io adoro ogni tipo di zuppe e minestre, fredde, tiepide o bollenti che siano. Soprattutto all’ora di cena. Mi dà un senso di leggerezza ma allo stesso tempo mi sazia. Oggi ci gustiamo una classica minestra di verdure, accompagnata da un saporito pesto al basilico fatto in casa. Furbo, fatto velocemente con il mixer. Non mi vogliano male i genovesi ed il loro buonissimo pesto fatto al mortaio… ma io avevo del buon basilico in giardino e poco tempo. Beh, anche il mio si è dimostrato ottimo!
1

Minestra estiva al pesto

Ingredienti per 4 persone

Per la minestra di verdure: 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, 1 piccola cipolla (da circa 80 g), 1 spicchio d’aglio schiacciato e tritato finemente, 2 carote (circa 180 g), 1 gambo di sedano (circa 50 g), 1 patata (da circa 200g), 1 zucchina media, 150 g di fagioli borlotti freschi o 400 g di fagioli borlotti in conserva, 1 litro di brodo di pollo o vegetale, sale e pepe.

Per il pesto: 1 mazzo di basilico fresco lavato e accuratamente asciugato, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio di pinoli, 10 g di parmigiano grattugiato, 10 g di pecorino stagionato grattugiato, circa 5 cucchiai d’olio extravergine di oliva di qualità

Un consiglio: se il vostro mixer è abbastanza potente e desiderate preservare il colore verde brillante del basilico tritato, aggiungete 1 cubetto di ghiaccio prima di incominciare a tritare.

2

Preparate la minestra: tritate la cipolla e l’aglio. Tagliate le carote, il sedano e la zucchina a dadini. Risciacquate i fagioli (se utilizzate i fagioli freschi). Scaldate l’olio in una pentola. Rosolate a fuoco basso la cipolla e l’aglio fino a quando non diventeranno dorati e teneri, aggiungete le verdure, i fagioli e il brodo di pollo. Fate cuocere per un’ora circa fino a quando tutte le verdure non si saranno ammorbidite. Se utilizzate i fagioli in conserva, risciacquateli bene sotto l’acqua corrente, scolateli e aggiungeteli alla minestra in cottura 10 minuti prima di spegnere il fuoco. Lasciate intiepidire la minestra a temperatura ambiente.

Nel frattempo preparate il pesto: togliete tutte le foglie dal gambo e riponetele in un mixer assieme al parmigiano, al pecorino e all’aglio tritato. Frullate il tutto. Aggiungete 2 cucchiai alla volta d’olio fino a quando non otterrete la consistenza desiderata. Tostate in un pentolino i pinoli. Tritateli al coltello e, una volta raffreddati, uniteli al pesto.

Impiattate la minestra estiva, servendola con 2 cucchiaini di pesto per porzione.

Caponatina di melanzane

Non c’è estate degna di chiamarsi estate se non si cucina almeno un paio di abbondanti caponate. A me piacciono molto e quella di melanzane riscuote di solito più successo. Una commistione di sapori e profumi, ottima da consumarsi tiepida o fredda, ideale per queste calde giornate. La mia versione light non prevede la frittura delle melanzane e del sedano ma una lenta sgocciolatura della verdura con il sale.

1

Caponatina di melanzane

Ingredienti per 4 persone

2 grosse melanzane oblunghe, sale fino, 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio in camicia, 200 g di pomodorini, mezzo gambo di sedano verde, 1 cucchiaio di olive denocciolate, 1 cucchiaino di capperi, 1 cucchiaio di pinoli, 2 cucchiai di uva passa, 2 cucchiai d’aceto di vino, 2 cucchiai di Marsala, 1 cucchiaino di zucchero di canna, peperoncino, erbe aromatiche (basilico, origano fresco ed essiccato, maggiorana, timo)

2

La sera prima, tagliate le melanzane a dadi piuttosto grossetti, almeno di 1 cm di lato. Metteteli in una ciotola capiente e salateli, ma non abbondantemente. Mescolateli con le mani. Riponeteli nel frigo a spurgare dall’acqua di vegetazione. Per far sì che la melanzana perda tutta l’acqua, io la lascio a riposo con i sale almeno mezza giornata, in modo che diventi più morbida, riduca il tempo di cottura e necessiti di meno olio per cuocersi.

Bucate i pomodorini con una forchetta, adagiateli in una pentola, copriteli con un coperchio e lasciateli andare a fuoco basso in modo che s’ammorbidiscano e si possano poi spellare. Quando la buccia si sarà lacerata, spegnete il fuoco e lasciateli raffreddare. Spellateli eliminando la buccia e schiacciateli poi o con le mani o con una forchetta. Conservate sia la polpa che il succo.

Scaldate l’olio assieme all’aglio in una pentola molto larga, versatevi le melanzane e lasciatele rosolare a fuoco medio per 5 minuti. Nel frattempo affettate il sedano in pezzi non troppo grossi. Aggiungetelo alle melanzane assieme ai pomodori, all’uva passa, alle olive e ai capperi, ai pinoli e alle erbe aromatiche. Salate leggermente, aggiungete le erbe aromatiche e un pizzico di peperoncino. Coprite, abbassate il fuoco e cuocete la caponatina per 30 – 40 minuti circa, mescolando e ricoprendo di tanto in tanto. Quando la buccia delle melanzane sarà diventata morbida, verrà il momento di aggiungere la parte agrodolce: in un bicchiere fate sciogliere lo zucchero mescolato all’aceto di vino e al vino Marsala. Versate sulla caponata e sfumate il tutto. Spegnete il fuoco, e lasciate intiepidire. Vi consiglio di gustarla il giorno dopo per godere al meglio di tutti questi fantastici sapori!

Insalata di cannellini, tonno e citronette all’ origano

Da oggi sperimento insalate, verdure, sfondi bianchi e freschi per il blog. Adoro i legumi e le citronette, vinaigrette, senapette di ogni tipo. Oggi pranziamo con una insalata semplice e veloce, classica ma non scontata. I cannellini sono un classico abbinato alla ventresca di tonno. Potete sostituirli anche con dei fagiolini dall’occhio o con dei bianchi di Spagna.

1

Insalata di cannellini, tonno e citronette all’origano

Ingredienti per 4 persone

Per l’insalata di tonno: 200 g di fagioli cannellini secchi o 400 g di canellini in conserva, 1 foglia di alloro, un cucchiaino di sale grosso,  400 g di tonno al naturale (meglio se ventresca di tonno), 1 piccola cipolla rossa da circa 100 g affettata, 200 g di sedano bianco o verde

Per la citronette all’origano: 3 cucchiai d’olio d’oliva, 3 cucchiai di succo di limone, 1 cucchiaio di foglie d’origano fresco, 1 spicchio d’aglio schiacciato, un pizzico di sale, pepe nero macinato fresco.

2

Se utilizzate i cannellini secchi: ricopriteli d’acqua fredda e lasciateli a bagno per tutta la notte. L’indomani scolateli, sciacquateli e cuoceteli in acqua bollente con sale grosso e la foglia di alloro per 1 ora circa, fino a quando non saranno morbidi. Scolateli e lasciateli raffreddare.

Se utilizzate i cannellini in conserva: scolateli e sciacquateli bene sotto l’acqua corrente.

Preparate la citronette: radunate olio, succo di limone, lo spicchio d’aglio schiacciato, le foglie di origano fresco, sale e pepe in un vasetto. Chiudete il vasetto con il coperchio e schakerate. Scuotele il vasetto fino ad ottenere un’emulsione. Prima di utilizzarla, elimitate l’aglio.

In un’insalatiera, versate i cannellini raffreddati e ben sgocciolati. Rompete la ventresca di tonno in grossi pezzi e aggiungetela ai fagioli. Completate con il sedano e la cipolla affettati e la citronette all’origano.

Insalata di quinoa con rucola, zucca arrosto e parmigiano croccante

Arriva la Primavera, me lo sento… ed è ora di pennellare di colori la cucina.
Vi consiglio questa golosa insalata: c’è la quinoa, fonte di fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco e proteine vegetali, c’è la rucola, erba amara con proprietà purificanti e digestive, e c’è la zucca, ortaggio che ben si presta a molte preparazioni in cucina, ricca di vitamine.
Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi
Insalata di quinoa con rucola,
zucca arrosto e parmigiano croccante
 
Ingredienti per 2 -3 persone
 
3 manciate abbondanti di rucola, già mondata e lavata
150 g di zucca
60 g di quinoa
10 cucchiaini di parmigiano
300 ml di brodo bollente
sale e pepe
Per la vinaigrette
1 cucchiaio d’olio d’oliva
2 cucchiaini d’aceto balsamico
sale e pepe
Pesate e versate la quinoa in un colino e sciacquatela sotto l’acqua corrente. Portate a eebollizioneil brodo e versateci la quinoa. Fatela cuocere secondo la ttempisticariportata sulla confezione (di solito 25 – 30 minuti). Una volta cotta – i chicchi devono presentare il tipico occhiello – lasciatela gonfiare 5 minuti nel brodo, a fuoco spento. Poi scolatela.
Tagliate la zucca a dadini, metteteli su una teglia rivestita di carta forno. Salate e pepate leggermente e cuocetela in forno a 200°C. Distribuite anche i cucchiaini di parmigiano su una teglia di carta forno e lasciateli dorare per 2 minuti sotto il grill.
Una volta preparati tutti gli ingredienti, versate la rucola in una ciotola, conditela con una vinaigrette d’olio, aceto balsamico, sale e pepe. Mescolatela poi alla quinoa, ai dadini di zucca arrosto. Suddividete, se volete, l’insalata in ciotole individuali e decoratela all’ultimo con il parmigiano croccante.
Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi Giulia Godeassi

Indivia belga alla pancetta, leggermente speziata

Se non avete mai provato l’indivia belga perchè finora avete temuto che fosse troppo amara per i vostri gusti, questo è il vostro momento! Io l’adoro… vi consiglio questa ricetta facile, insolita e gustosa!
Indivia belga alla pancetta,
leggermente speziata
 
Ingredienti per 4 persone
4 cespi medi di indivia belga
2 cucchiaini di burro
200 ml di brodo vegetale
il succo di 1 arancia
2 scalogni
1 pizzico di zucchero
8 fette di pancetta stufata
rametti di timo
sale e pepe
Le spezie che ho utilizzato sono state:
1 pizzico di cannella
i semi di 1 bacello di cardamomo
1 foglia di alloro
2 chiodi di garofano
ma voi sentitevi liberi di sperimentare e di seguire i vostri gusti omettendone alcune!
Tagliate a metà i cespi di indivia belga e lavateli sotto l’acqua. Asciugateli poi leggermente con della carta da cucina. Sciogliete il burro in una padella e fare imbiondire lo scalogno tritato, a fuoco basso. Adagiate l’indivia nella padella, salate e pepate e lasciatela insaporire. Aggiungete i chiodi di garofano, l’alloro, la cannella e il cardamomo e sfumate con il succo d’arancia. Alzate il fuoco in modo che un po’ di liquido evapori. Aggiungete il brodo, un pizzico di zucchero, e lasciate brasare l’indivia per 20 minuti a fuoco medio, coperta, rigirandola di tanto in tanto.
Una volta ammorbidita, togliete l’indivia dalla padella e lasciatela leggermente intiepidire. Arrotolatela nelle fette di pancetta e aromatizzate il tutto con foglioline di timo fresco.
Scaldate il forno a 180°C statico e infornate l’indivia. Cuocete per 20 minuti fino a quando la pancetta non diventerà croccante. Servitela calda, se desiderate con il fondo di cottura della padella, filtrato e leggermente allungato con un po’ d’acqua se troppo concentrato.

Tiella a lu furne

La tiella è una specialità gastronomica diffusa, con notevoli varianti, in molte regioni d’Italia.
Il termine tiella deriva dal latino tegella ed è presente con varianti in molti dialetti (modenese tigella, pugliese tièed, laziale e campano tiella, abruzzese tijella) per indicare un contenitore, una sorta di pentola dotata di coperchio, e per metonimia è passato ad indicare varie pietanze che tradizionalmente venivano cotte in forno.
In alcune regioni la tiella consiste in una sorta di focaccia dalle piccole dimensioni, generalmente farcita prima della cottura, anche utilizzata come pane, quando priva di farciture; in altre consiste di ingredienti disposti a strati nella pentola, senza la sfoglia di farina ed acqua.
Alla famiglia delle tielle appartengono la Tigella o crescentina modenese, la Tiella di Gaeta e la Tiella barese o Riso al forno alla barese.
Oltre alla famosa Riso, patate e cozze, la tiella può esser composta anche solo di verdure, come nella ricetta che segue.
La ricetta è molto semplice: oleate uno stampo tondo con abbondante olio e passatelo poi nel pangrattato. Alternativamente, rivestitelo con 2 strati di carta forno. Affettate finemente 1 cipolla rossa, 300 g di pomodorini, 6 patate gialle e 250 g di funghi cardoncelli o champignon. Tritate in un mixer 1 spicchio d’aglio assieme a una manciata di prezzemolo, 2 cucchiai di pangrattato e 5 cucchiai di pecorino o parmigiano, 3 cucchiai d’olio d’oliva pugliese. Disponete  strati di cipolla, patate, funghi e pomodori, spargendo su ogni strato il composto di pangrattato e formaggio, sale e pepe e qulache pizzico di origano . Infornate a 180°C coprendo la tiella per i primi 30 minuti con un foglio di alluminio, poi proseguite la cottura scoprendo la tiella per altri 30 minuti. Una volta cotto, attendete 5 minuti prima di servire la tiella a lu furne.
Questa ricetta l’ho trovata su un vecchio libro di cucina pugliese, prestatomi gentilmente dai titolari della bottega di GioAnna. Se anche voi siete interessati alla cucina pugliese, e vi volete cimentare in qualche specialità, recatevi a chiedere consiglio ad Annelies e a Giovanni nella loro bottega!
 GioAnna di Andriola G. & C. Snc 
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine) 
 
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
 
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
 
e-mail: info@gioanna.net
 

Crocchette di carote al forno profumate alla paprika

Se la vita ti dà verdure… fai le crocchette!
Potrebbe diventare il mio motto! Da un po’ di tempo sto trasformando in crocchetta qualsiasi tipo di vegetale…
Crocchette di carote al forno
profumate alla paprika
Ingredienti per 2 persone
250 g di carote
2 cipollotti piccoli o 5 cm di porro
1 cucchiaio di pamrigiano
1 uovo intero
mezzo cucchiaino di paprika dolce
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
50 g di pangrattato
sale e pepe
olio d’oliva
il mio adorato yogurt bianco per servire
Spelate le carote e tagliatele a rondelle fini. Potete aiutarvi con una mandolina. Cuocete le carote a vapore fino a quando saranno morbidissime. Una volta cotte, schiacciatele con una forchetta, salatele e lasciatele raffreddare.
Radunate in una ciotola le carote schiacciate, l’uovo, il pangrattato, il parmigiano, il cipollotto tritato, la paprika, pepe e amalgamate il tutto.
Rivestite di carta forno una teglia, ungetela leggermente. Formate delle polpettine appiattite e adagiatele sulla teglia. Spennellatele con poco olio. Infornatele a forno caldo a 180°C per 30 minuti, girandole di tanto in tanto in modo che diventino dorate su tutti i lati.
Servitele calde accompagnate dallo yogurt bianco.

Cipolle rosse alla griglia con dressing allo yogurt e senape à l’ancienne

Questo è uno dei miei contorni preferiti! Ideale come accompagnamento a pesci, carni o formaggi, le cipolle grigliate per me fanno estate e se le proverete non potrete mai più farne a meno!
Cipolle rosse alla griglia con 
dressing allo yogurt e senape à l’ancienne
 
Ingredienti per 4 persone
 
6 cipolle rosse di medie dimensioni
(non spaventatevi! non sono troppe! vedrete che poi ”caleranno” in cottura)
sale
1 cucchiaio d’olio d’oliva
Per il dressing
 
1 cucchiaio di yogurt magro
1 cucchiaio di senape à l’ancienne (è quella con i granellini!)
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di aceto di mele o di vino bianco
Non vorrei sminuire la cipolla rossa di Tropea, una delle migliori cipolle rosse sul mercato italiano, ma anche localmente, nella mia regione è presente un’antica varietà riscoperta. Si tratta della cipolla rossa di Cavasso Nuovo. Si tratta di un tipo di cipolla che prende il nome dal comune di Cavasso Nuovo. Fino agli anni sessanta la cipolla rossa di Cavasso Nuovo ha rappresentato un’importante e preziosa risorsa per gli agricoltori del Friuli Venezia Giulia. Negli anni successivi, la ripresa economica concomitante alla ricostruzione post terremoto, ha determinato un quasi totale abbandono della coltivazione della Cipolla rossa, la coltivazione è stata ripresa solo negli anni più recenti. 
 
È anche conosciuta come “cipolla rossa dei Maraldi” perché si coltivava, in passato, nella zona alta del territorio comunale denominato dei Maraldi. Oggi la zona di produzione si trova tra la fascia collinare compresa tra i Magredi dell’alta pianura del Friuli occidentale e le Prealpi Carniche tra i 200-300 m s.l.m.. Questa coltivazione, fino agli anni sessanta, è stata una preziosa risorsa per le famiglie contadine del Friuli Venezia Giulia. Soprattutto le donne si occupavano della cura delle sementi, delle fasi di produzione dell’ortaggio, della preparazione delle trecce ( in friulano “riesti” ) e della loro vendita nei mercati. 
 
I produttori della Cipolla rossa di Cavasso Nuovo sono costituiti nell’omonima Associazione e seguono i principi della biodiversità. Il disciplinare prevede tecniche di coltivazioni tradizionali in orti soleggiati e l’utilizzo di concimi naturali. La semina viene fatta nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, e da aprile vengono messi a dimora in un terreno friabile ed aerato. È attuata la rotazione del terreno e la consociazione con carote, sedano e prezzemolo. È entrata a far parte del presidio Slow Food denominato “Cipolla rossa di Cavasso e della Val Cosa”.
Per preparare le cipolle alla griglia, non eliminate le estremità delle cipolle. Cercate solo di spellarle facendo attenzione a mantenerle intatte. Tagliatele poi a fette.
In una ciotola conditele con olio d’oliva e sale e mescolatele delicatamente con le mani in modo che non si rovinino le fette. Scaldate una piastra antiaderente. Cuocete le cipolle su ogni lato, girandole 3 – 4 volte. Coprite la pentola in modo che si ammorbidiscano in cottura. Quando risulteranno arrostite e morbide allora saranno pronte. Ci vorranno meno di 10 minuti.
Preparate il dressing mescolando con una forchetta lo yogurt, la senape à l’ancienne, l’aceto e il miele. Versatelo sulle cipolle e guarnitele con delle foglioline di timo. A me piace molto servirle con del pane tostato.