Nasi Goreng integrale

Riso fritto, letteralmente (la parola nasi significa infatti riso, e goreng, fritto): questo è il Nasi Goreng. Il riso, lessato o cotto al vapore viene poi saltato nel wok, assieme a carne di pollo o manzo, verdure, a volte gamberi e uova. Si ottiene così il tipico piatto indonesiano dal sapore particolare, insospettabilmente delicato e gradevole anche al nostro palato, deriva dalla presenza delle spezie, profumati ingredienti che colorano tutta la cucina indonesiana.

Un moderato grado di piccantezza è dovuto alla presenza di peperoncini freschi, finemente tritati, mentre la sapidità del piatto deriva dalla contaminazione con la cucina cinese, con la presenza della salsa di soia, ingrediente che non apparterrebbe alla ricetta originale ma è oggi utilizzato molto spesso.

Varianti del Nasi Goreng si incontrano in tutto il Sud-Est asiatico, a Singapore, in Malesia o in Thailandia, ma il piatto originale nasce in Indonesia, dove viene preparato indistintamente per colazione, pranzo e cena. Diffuso, ma in chiave minore, è il Bami Goreng, con noodles o fettuccine (bami) al posto del riso – sempre conditi e saltati con pollo, gamberetti, verdure e naturalmente sambal,o salsa di peperoncini piccanti.

Il Nasi Goreng come lo conosciamo oggi trova le sue radici nella tradizione più antica della cucina indonesiana, quella di sapore più rurale e contadino, semplice e basata sui prodotti locali, originaria delle isole di Giava, Madura e Sundan. Nel ricco coacervo di culture che caratterizza il vasto arcipelago esiste anche un’altra cucina, meno antica e più esterofila, che ha subito le molteplici influenze dei più noti piatti cinesi, indiani, thai, giapponesi e in parte anche olandese. Questa seconda corrente gastronomica ha preso vita nelle zone portuali, commerciali o turistiche del paese, diffondendosi in scali come Sumatra o Bali, dove ogni giorno arrivano le spezie più varie e dove la popolazione è formata da un mix di gruppi provenienti da diversi paesi.

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Nasi Goreng integrale

Ingredienti per 4 persone

300 g di riso basmati integrale, 4 uova, 4 spicchi d’aglio, 2 cucchiai di zenzero grattugiato, 3 cipollotti, 500 g di pollo tritato, 2 cucchiai di salsa Tamari di soia, 3 cucchiai di kecap manis, 1 carota, 2 peperoncini lunghi, una manciata di basilico thailandese, qualche fogliolina di coriandolo, una manciata di anacardi tostati, 1 manciata di germogli di soia (facoltativi), 2 cucchiai di olio di semi di sesamo o di girasole.

La miglior parte del pollo da utilizzare per questa ricetta è la coscia disossata, oppure la sovracoscia, che ho poi tritato finemente con un coltello affilato. Il kecap manis, invece, è la salsa di soia tipica indonesiana, dal gusto dolce. Se non la trovate, sostituitela con 2 cucchiai di salsa di soia normale e 1 cucchiaio di zucchero a velo o di miele.

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Procedimento

Sciacquate il riso servendovi di un colino. Sgocciolatelo bene e tostatelo in un padellino. Versate 560 ml di acqua bollente, un pizzico di sale e coprite subito. Abbassate il fuoco e fate sobbollire il tutto per 25 minuti. Poi spegnete il fuoco e fate riposare il tutto coperto per altri 10 minuti.

Tritate i cipollotti assieme all’aglio e al peperoncino. Scaldate in una wok 1 cucchiaio d’olio, versate questo trito appena preparato assieme allo zenzero grattugiato. Fate cuocere per alcuni minuti mescolando velocemente il tutto. Aggiungete quindi il pollo tritato. Cuocete a fiamma altissima per 5 minuti.

A questo punto aggiungete il riso, i germogli (se vi piacciono), la carota grattugiata e le due salse di soia. Proseguite la cottura per altri 5 minuti.

Nel frattempo, scaldate in un’altra padella l’olio rimasto e cuocete le uova all’occhio di bue. Suddividete il riso in ogni porzione, adagiate un uovo per ogni piatto, decorate con gli anacardi, basilico thai e coriandolo e servite subito.

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Caesar Salad al pollo croccante (senza glutine)

La Caesar Salad è un’insalata molto ricca di ingredienti, tipica della cucina americana nata nel 1924 in onore della festa del 4 luglio. Il suo creatore, lo chef Cesare Cardini, italiano d’origine e poi emigrato negli Stati Uniti, ideò questo piatto con quei pochi ingredienti che aveva a disposizione: pollo, lattuga, crostini di pane, scaglie di parmigiano e qualche acciuga. Si dice che proprio in suo onore, questa insalata prese il nome di Caesar Salad.

Il passare del tempo e le nuove tendenze alimentari procrearono numerose varianti di questa ricetta: con bacon, con pollo grigliato o pollo fritto, con o senza uova sode. La ricetta originale prevede di “profumare” la ciotola dell’insalata sfregandola con dell’aglio e con delle acciughe in modo che l’insalata prenda solo l’odore. Questa versione super croccante prevede una panatura senza glutine del pollo a base di Pan grattugiato senza glutine Piaceri Mediterranei e corn flakes, dolcemente cotto in forno. Questa ricetta è stata pensata assieme a Piaceri Mediterranei per garantire anche a chi ha allergie o intolleranze al glutine di gustare al meglio secondi piatti, piatti unici o insalate con un tocco croccante… anche senza glutine!

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Caesar Salad al pollo croccante

Ingredienti per 4 persone

Per la Caesar Salad: 4 fettine tagliate spesse di petto di pollo, il succo di mezzo limone, una tazza di latte, 1 uovo, 4 manciate di corn flakes di mais senza zucchero e senza glutine, 6 cucchiai di Pan grattugiato senza glutine Piaceri Mediterranei, 1 cespo grande della vostra lattuga preferita, 100 g di scaglie di parmigiano, 10 acciughine sott’olio, 3 fette di Pan Bauletto senza glutine Piaceri Mediterranei, timo fresco q.b., 2 spicchi d’aglio, Sale e pepe, Olio extravergine di oliva

Per il dressing: 2 cucchiai di senape senza glutine, 1 cucchiaio d’olio di semi, 1 cucchiaino di miele, 2 cucchiaini di aceto balsamico.

Come accompagnare un’insalata così ricca? La birra iOi  senza glutine, prodotta con malto d’orzo senza glutine deve il suo nome ad un’esclamazione di gioia in lingua friulana. Profumata, fresca e leggera ben si addice a questo piatto così estivo.

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Procedimento

Lavate accuratamente la lattuga e asciugatela.

Mescolate in una pirofila il succo di limone con il latte. Immergete il pollo nel liquido e lasciatelo marinare per 30 minuti.

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Scaldate il forno a 200° C ventilato.

Frantumate grossolanamente con le mani di corn flakes e miscelateli al Pane grattugiato senza glutine Piaceri Mediterranei.

Estraete il pollo dal liquido, sgocciolatelo, salatelo e pepatelo. Sbattete l’uovo e passate le fettine di pollo nell’uovo sbattuto e nella panatura pressandola bene in modo che aderisca alla carne. Disponete le fettine di pollo su una teglia, condite con un filo d’olio, profumate con un po’ di foglioline di timo e infornate. Cuocete il pollo per 20 – 30 minuti rigirandolo spesso. Quando sarà ben dorato estraetelo dal forno e lasciatelo intiepidire.

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Riducete a dadini le fette di Pan Bauletto senza glutine Piaceri mediterranei e fatele saltare in padella con uno spicchio d’aglio e un goccio d’olio fino a quando non saranno dorati e croccanti. Con l’altro spicchio d’aglio pelato e tagliato a metà profumate i piatti strofinandolo leggermente sul bordo.

Disponete la lattuga in ogni piatto, conditela leggermente con sale, pepe e olio. Preparate il dressing emulsionando la senape con l’olio, il miele e l’aceto balsamico.

Scaloppate ora il pollo tagliandolo a fettine e disponendole sulla lattuga. Suddividete per ogni porzione i crostini, le acciughine e le scaglie di parmigiano. Condite con il dressing agrodolce appena preparato e servite.

 

Buricche ebraiche di melanzane

Sono una fanatica della cucina ebraica e il periodo estivo ben si presta per la preparazione di alcuni piatti che possono essere consumati anche freddi. Ne sono esempio le buricche di melanzane: croccanti mezzelune ripiene di pomodoro, melanzane e cipolla dal gusto agrodolce.

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Buricche ebraiche di melanzane

Ingredienti per 15 buricche medie

Per la pasta esterna: 250 g di farina semi integrale di tipo “2”, 80 g di acqua, 80 g d’olio di semi di girasole, un cucchiaino di sale, 1 uovo sbattuto, semi di papavero.

Per il ripieno: 500 g di melanzana, 1 cipolla bionda, 300 g di polpa di pomodoro, 1 cucchiaino di aceto di vino, 1 cucchiaino di zucchero, un pizzico di peperoncino piccante, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, sale.

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Procedimento

Preparate per primo il ripieno delle buricche: pelate le melanzane con un pelino e riducetele a dadini piccoli. Affettate la cipolla finemente e riponetela assieme alle melanzane in un pentolino, aggiungete la polpa di pomodoro, l’olio d’oliva, il sale, l’aceto e lo zucchero. Coprite e riponete sul fornello. Fate cuocere il tutto a fuoco basso. Durante al cottura il tutto diventerà una sorta di pappetta. Se vedete che le verdure tenderanno ad attaccarsi sul fondo, aggiungete qualche cucchiaio d’acqua. Una volta pronto il ripieno, fatelo raffreddare bene.

Dedicatevi ora alla pasta esterna. La maggior parte delle torte salate ebraiche sono preparate con questo metodo: portate ebollizione l’acqua, il sale e l’olio di semi. Formate una fontana con la farina e versate il liquido bollente al centro. Lavorate inizialmente il tutto con una forchetta per non scottarvi. Continuate poi con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare per 30 minuti in frigo.

Infarinate la spianatoia e stendete la sfoglia infarinandola abbondantemente ogni volta che ci sarà bisogno. Tirate la pasta fino ad ottenere uno spessore di 3 millimetri. Tagliate dei cerchi con uno stampo tondo, riempiteli con un po’ di ripieno a base di melanzane e chiudeteli a mezzaluna. Sigillateli con una forchetta. Disponete le buricche su una teglia rivestitadi carta forno, spennellatele con l’uovo sbattuto e spolveratele con i semi di papavero.

Scaldate il forno ventilato a 180° C e infornate le buricche di melanzane. Cuocetele per 20 – 30 minuti fino a quando saranno dorate e croccanti.

Servitele tiepide o fredde.

{Ricetta tratta e adattata dal canale YouTube Rosso Rimmon}

 

 

Kringle estone alla cannella

Tra pochi giorni è Natale e devo ancora completare la lista dei regali da fare. In questo periodo molto attivo dal punto di visa lavorativo non ho avuto un attimo di respiro e solo ora incomincio a rilassarmi un po’.

Sapete bene che lavorare la terra, dipingere o cucire sono una tecnica di svago. Anche mettere le mani in pasta lo è. E così ho deciso di preparare un lievitato che da tanto tempo mi ero ripromessa di fare: il Kringle estone.

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Questo dolce lievitato è di origine estone ma ha ereditato moltissimo dalle cucine dei paesi vicini. Il suo nome “Kringle” deriva dal norvegese chiocciola. La preparazione è molto simile ai cinnamon buns inglesi o alla brioche finlandese chiamata “Pulla” o alla polacca “Babka”. Il ripieno a base di burro e zucchero può esser poi arricchito con aggiunte secondo i gusti personali: cannella e cardamomo macinati, uva passa e mirtilli disidratati, una spolverata di cacao, di crema al cioccolato e frutta secca tritata o crema pasticcera. Insomma si presta a mille varianti.

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La realizzazione di questo dolce non è difficile. Potete trovare la ricetta spiegata step by step cliccando {qui} sul sito di Ricette della Nonna con il quale collaboro da più di un anno.

Tajine di kefta, ceci e verdure speziate

La tajine è un piatto, una pentola ma io direi anche una filosofia. Si tratta della nonna maghrebina, antenata delle pentole in ghisa o in ceramica adatte a lunghe cotture. La tajine tradizionale, fatta in terracotta, è utile per tutte le preparazioni che richiedono una cottura dolce per concentrare al massimo gli aromi. Al suo interno si possono cucinare svariate pietanze (carne, pesce, verdure, uova) con pochi grassi ma con tanto sapore.

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Qui di seguito vi riporto un vademecum per l’utilizzo e il mantenimento di una tajine di terracotta. In commercio se ne trovano di tutte le forme e di tutti i materiali ma la migliore, a mio avviso, è questa: tradizionale con materiale al 100% naturale. Le tajine grezze di terracotta le trovate nei negozi arabi o etnici (la mia è costata solo 12 euro!) ma assicuratevi che si internamente smaltata.

Se avete una tajine tradizionale di terracotta, prima del suo primo utilizzo, lasciatela in ammollo in acqua e aceto per almeno 24 ore. Poi sciacquatela e fatela asciugare a temperatura ambiente. La maggior parte delle tajine di terracotta sono smaltate internamente e non necessitano di esser unte.

La tajine si presta a una cottura a fuoco lento o moderato, non troppo forte, al fine di non danneggiare la terracotta e per far sì che la cottura rilasci tutti i suoi sapori. Inoltre questa pentola “detesta” gli choc termici: non è adatta ad esser messa vuota sul fuoco, nè a ricevere acqua fredda durante la preparazione. Inoltre, una volta pronto il pasto al suo interno, non è consigliato riporla su una superficie fredda (ad esempio di marmo): meglio adagiarla su un tagliare di legno.

Per pulire le tajine di terracotta, vi raccomando di non utilizzare detergenti per piatti. Io di solito sciolgo una punta di bicarbonato in abbondante acqua tiepida e la lascio in ammollo un paio di ore. Poi la pulisco accuratamente con una spugna e la lascio sgocciolare e asciugare bene. Secondo la tradizione marocchina, per eliminare eventuali residui di cibo attaccati sul fondo, si consiglia di far bollire poco latte nella pentola e lasciarlo raffreddare e riposare.

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Veniamo quindi al piatto: non me le vogliano le mie care amiche maghrebine che, tirandomi le orecchie mi direbbero “con i kefta non ci vanno i ceci!” ma a me l’abbinamento mi piace assai. I kefta (chiamati anche kofta) sono delle polpette di carni miste speziate, che si possono cucinare alla griglia infilzate su degli spiedini oppure stufate nella tajine. Nella mia versione il macinato di manzo è arricchito da macinato di agnello (possibilmente halal secondo la tradizione maghrebina) e di vitello.

Tajine di kefta, ceci e verdure speziate

Ingredienti per 4 persone (tajine dal diametro di 26 – 28 cm)

Per i kefta: 300 g di macinato di manzo, 100 g di macinato di vitello, 100 g di macinato d’agnello o montone halal, 1 uovo, 1 cucchiaio colmo di prezzemolo tritato finemente, 1 cucchiaino scarso di cumino in polvere, 1 cucchiaino di paprika dolce, sale e pepe.

Per le verdure: 200 g di polpa di pomodoro fresca, 10 cipolline piccole tipo borettane, 400 g di ceci cotti in scatola, mezzo peperone rosso, mezzo peperone giallo, 1 carota, 1 cucchiaino di cumino in polvere, 1 cucchiaino di paprika, mezzo cucchiaino di curcuma, mezzo cucchiaino di zenzero in polvere, 1 cucchiaio di prezzemolo, 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 60 ml d’acqua, sale e pepe.

Se non vi piace la carne di agnello o di montone, potete sostituirla con lo stesso peso di manzo o agnello macinato. Se vi piace, alle verdure potete aggiungere uno spicchio d’aglio tritato finemente.

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Procedimento

Preparate le polpettine: versate le carni macinate, le spezie e l’uovo in una ciotola. Aggiungete il prezzemolo, sale e pepe. Impastate in tutto e formate delle palline dalla forma allungata.

A parte affettate i peperoni e le carote a listarelle non troppo fini. Tagliate in 4 le cipolline e sciacquate i ceci sotto acqua corrente. Versate tutte le verdure e la polpa di pomodoro nella tajine. Condite con sale, pepe e 1 cucchiaio d’olio. A parte preparate la salsa alle spezie: versate il una ciotola il prezzemolo tritato, le spezie, 1 cucchiaio d’olio d’oliva ed emulsionate il tutto. Versate la salsa sopra la verdure e adagiate infine le polpettine a raggiera.

Posizionate la tajine su un fornello e accendete il fuoco al minimo. Fate cuocere il tutto per 30 -40 minuti. Poi portate la tajine a tavola e servite il pasto accompagnando il tutto da qualche cucchiaiata di cous cous.

Una torta di carote come a Londra

La torta di carote la collego subito a Londra. Mi ricorda le colazioni al Pret a Manger consumate assieme a un saporito smoothie e a una tazza di tè caldo fumante. Questo dolce ha il tipico colore scuro per l’aggiunta di zucchero di canna e cannella ed è arricchito da gustosa frutta secca mista come noci, nocciole, mandorle e uva passa.

Per ottenere una torta non troppo umida, il mio consiglio è di strizzare bene le carote una volta grattugiate. Il risultato sarà una tort leggera e morbidissima grazie anche all’assenza di burro.

Per questa torta, ho preso spunto da una ricetta di Donna Hay.

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Torta di carote e frutta secca

Ingredienti per uno stampo medio da plum cake

Per la torta: 200 g di carote (pesate già pelate e mondate), 100 g di frutta secca mista, 100 g di zucchero scuro di canna tipo , 100 g di zucchero semolato, 230 g di farina 00, 1 cucchiaino di lievito per dolci, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 125 ml di olio di semi o di mais, 70 g di yogurt bianco, 2 uova, i semi di una bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di rum scuro (facoltativo).

Per il frosting: 80 g di philadelphia (1 panetto piccolo), 100 g di ricotta, 30 g di zucchero a velo, 2 cucchiaini di succo di limone.

Per questa ricetta ho utilizzato un mix di frutta secca composto da noci, nocciole, mandorle pelate e uva passa.

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Procediemento

Preriscaldate il forno a 160°C statico.

Grattugiate finemente le carote e strizzatele con le mani in modo da eliminare l’acqua.

In una ciotola, sbattete le uova assieme ai due tipi di zucchero. Aggiungete l’olio e lo yogurt. Pesate la farina e setacciatela assieme al lievito, al bicarbonato e alle spezie. Aggiungete il tutto all’impasto mescolando bene con una frusta per non far grumi.

Ultimate aggiungendo le carote e la frutta secca. Se vi piace, aggiunte un cucchiaio di rum scuro. Versate il composto in uno stampo da plum cake di medie dimensioni, precedentemente imburrato e infarinato o rivestito di carta forno, e infornate.

Cuocete la torta di carote per almeno 55 – 60 minuti. Controllate la cottura con uno stecchino. Una volta cotta, lasciate raffreddare la torta a temperatura ambiente.

In un’altra ciotola preparate il frosting: montate con le fruste la ricotta assieme allo zucchero, al philadelphia e al succo di limone. Coprite con questa deliziosa crema la superficie della torta di carote e servite a fette accompagnando da un ottimo tè Earl Grey.

Kofta di vitello al limone e miele

Tipici della cucina mediorientale, i kofta, chiamati anche kefta, sono delle polpette di carne cotte alla griglia. Insaporite con spezie, erbe aromatiche  e condimenti saporiti, sono molto gustose e ben si prestano ad accompagnare un piatto di cous cous, un’insalata di stagione o a esser serviti come antipasto in piedi.

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Kofta di vitello al limone e miele

Ingredienti per 12 spiedini

1 scalogno, 1 limone non trattato, 1/2 bulbo di lemongrass (facoltativo), 1 piccolo mazzetto di prezzemolo, 400 g di macinato di vitello, 1 tuorlo d’uovo, 50 g di farina 00, 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di miele, sale e pepe.

Per i palati più “robusti”, aromatizzate questi kofta con uno spicchio d’aglio schiacciato e un pizzico di peperoncino macinato. Se vi piace l’agnello, sostituite metà quantitativo di macinato di vitello con macinato d’agnello. Questa ricetta è stata adattata dal libro di Valéry  Drouet “Stuzzichini, lecca – lecca e Co.” .

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Versate la carne di vitello macinata in una ciotola, salatela e pepatela e aromatizzatela con la scorza di limone e 1 cucchiaio abbondante di succo.

Mondate gli scalogni e radunateli in un mixer assieme al bulbo di lemongrass e al prezzemolo. Tritate finemente  e aggiungete il tutto alla carne. Versate metà della farina (25 g ) e il tuorlo d’uovo. Mescolate il tutto con le mani e lasciate riposare il frigorifero per almeno 1 ora.

Se utilizzate degli spiedini di legno, metteteli in ammollo in acqua fredda.

Prelevate delle porzioni di impasto e formate delle polpettine allungate. Avvolgete le polpettine sugli spiedini e infarinatele leggermente con la farina rimasta.

Scaldate l’olio in una padella antiaderente e cuocete gli spiedini girandoli spesso. Mescolate in una ciotola 1 cucchiaio di succo di limone assieme al miele e versatelo sulla carne. Fate rosolare e glassare bene i kofta di vitello.

Serviteli caldi o tiepidi assieme a una fresca insalatina di stagione.

Pancake alla coreana con gamberi e cipollotti

I sapori forti e freschi, e la commistione tra dolce, saporito, piccante e salato, tipica della cucina asiatica mi ha sempre appassionato. Tempo fa acquistai a Londra una copia della famosissima rivista inglese di cucina Good Food e restai affascinata da questo goloso e soffice pancake salato alla coreana.

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Pancake alla coreana con gamberi e cipollotti

Ingredienti per 2 persone

75 g di farina 00, un pizzico di peperoncino, 1 uovo, un pizzico d’aglio in polvere (facoltativo), 1 cucchiaio d’olio di semi di sesamo o neutro, 4 cipollotti oppure 1 piccolo porro, 100 g di gamberi già cotti e sgusciati, 1 cucchiaino di salsa si soia, salsa dolce ai peperoncini per accompagnare, sale e pepe.

Per una versione senza glutine sostituite al farina 00 con 40 g di farina di riso integrale e 1 cucchiaio di maizena setacciata. Preparate la pastella almeno 1 ora prima e lasciatela riposare a temperatura ambiente.

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Procedimento

In una ciotola mescolate la farina assieme al peperoncino e all’aglio in polvere. Aggiungete 100 ml d’acqua, 1 cucchiaino di salsa di soia e l’uovo sgusciato. Sbattete bene il tutto con una forchetta e lasciate riposare.

Affettate finemente i cipollotti (o i porri) e mescolateli in una ciotola assieme ai gamberetti già cotti e sgusciati. Salate e pepate leggermente il tutto e mescolate.

Scaldate l’olio in una larga padella, versate i cipollotti e i gamberi e fateli cuocere per 1 minuto. Aggiungete poi l’impasto del pancake, abassate il fuoco e coprite con un coperchio. Cuocete per 3 minuti, poi rigirate il pancake e cuocetelo anche sull’altro lato.

Una volta cotto, tagliate il pancake alla coreana a fette e servitelo cosparso con la salsa di peperoncini rossi e semini di sesamo.

Peanut butter cookies

Sono certa che i biscotti e le torte fatte in casa valgono di più di quelli comperati al supermercato in termini soprattutto di genuinità. Per questo non manca mai qualche sano dolce in casa mia. Questi deliziosi biscotti sono a base di burro d’arachidi, golosi e croccanti.. uno tira l’altro!

Lo sapevate che l’arachide appartiene alla famiglia dei legumi? E che la pianta sviluppa il frutto sottoterra, quasi come le patate? Dal seme della pianta, dopo la sua tostatura, si ricavano non solo le buonissime noccioline da sgranocchiare al bancone del bar durante l’aperitivo, ma anche il burro d’arachidi (utilizzato per questa ricetta) e l’olio d’arachidi.

Le arachidi hanno un alto contenuto proteico e sono una fonte di coenzima Q10 insieme al pesce azzurro, la carne di bovino, la soia e gli spinaci.

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Peanut Butter Cookies

Ingredienti per due teglie di biscotti

200 g di farina integrale o di tipo “2” BIO, 20 g di amido di mais, 90 g di burro, 90 g di burro d’arachidi senza zucchero BIO,  1 uovo, 60 g di zucchero di canna fine, 60 g di zucchero semolato, 5 g di sale (un cucchiaino), un pizzico di bicarbonato di sodio.

Il burro d’arachidi senza zucchero di solito è reperibile nei negozi biologici. Io utilizzo questo burro d’arachidi biologico della marca Rapunzel. Se invece riuscite a trovare solo quello dolcificato, dimezzate le quantità di zucchero della ricetta: 30 g di zucchero di canna fine + 30 g di zucchero semolato.

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Procedimento

Tagliate il burro a dadini e riponetelo in una ciotola assieme al burro d’arachidi. Lasciate ammorbidire il tutto a temperatura ambiente per almeno mezz’ora.

Aggiungete poi ai due burri ammorbiditi lo zucchero di canna e lo zucchero semolato. Montate il tutto con le fruste elettriche fino a quando non avrete ottenuto una crema soffice e spumosa. A questo punto aggiungete la farina integrale, l’amido di mais setacciato, il bicarbonato e il sale. Amalgamate bene il tutto. Otterrete un composto molto appiccicoso e umido. Traferitelo in un foglio di pellicola per alimenti, appiattitelo e riponetelo in frigorifero a rassodarsi per almeno 30 – 40 minuti.

Scaldate il forno a 180°C ventilato.

Nel frattempo, prelevate delle palline d’impasto grandi quanto delle grosse noci. arrotolatele tra i palmi delle mani per dargli una forma sferica, rionetele sulle teglie rivestite di carta forno e appiattitele un po’. Prima di infornarle, segnate la superfice dei biscotti con i rebbi di una forchetta.

Cuocete i biscotti per 15 minuti fino a quando saranno dorati. Estraete le teglie dal forno e fate raffreddare i biscotti su una gratella prima di consumarli.

Burek alla feta con timo e miele

Il burek, chiamato anche börek o lakror, è uno dei piatti e dei sapori tradizionali della gastronomia turca diffuso anche nei Paesi balcanici a seguito dell’espansione ottomana. Lo assaggiai tempo fa in Croazia a Zadar e quest’inverno a Lubiana: è stato amore a prima vista… anzi, al primo morso!

L’ingrediente principale del burek è una pasta sottilissima, la pasta fillo, mentre i ripieni possono esser svariati: in Grecia la variante senza carne viene fatta col formaggio feta e gli spinaci, arrotolata e messa in forno. In Serbia e Bosnia, dove è oramai diventato uno dei piatti nazionali, questa variante viene fatta come una torta di pasta fillo a una decina di strati con solo formaggio non stagionato e tagliata a triangoli. La variante con la carne anche qui dipende da paese a paese. A Zadar, in Croazia, scelsi invece un goloso burek alle mele come spuntino di metà mattina.

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Burek alla feta, timo e miele

Ingredienti per una teglia di 24 cm di diametro

4 fogli di pasta fillo, 1 panetto di feta greca da 200 – 250 g, 20 g di burro fuso, 3 rametti di timo, 1 cucchiaino di semi di sesamo, miele.

Se volete cimentarvi nella preparazione della pasta fillo, potete trovare la mia ricetta {qui}. Il procedimento non è difficile ed è facilitato maggiormente se possedete una macchina per tirare la pasta. Per la ricetta  del burek vi servirà solo mezza dose.

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Preparate mezza dose di pasta fillo secondo questa mia {ricetta}, dimezzando tutti gli ingredienti e seguendo tutti i passaggi. Otterrete 4 lunghe strisce di pasta, molto sottili lunghe circa 50 cm. Tagliatele a metà nel senso dell’altezza  e sovrapponetele due a due.

Sbriciolate grossolanamente la feta con le mani in una ciotola e mescolatela alle foglioline di timo fresche. Suddividetela nella metà inferiore delle strisce di pasta fillo e arrotolatele ben strette. Otterrete quindi 4 lunghi serpentelli di pasta fillo ripiena di feta.

Rivestite una tortiera bassa con della carta forno. Incominciate a formare il burek attorcigliando a chiocciola il primo serpentello. Continua aggiungendo un altro serpentello vicino al termine del precedente. Nella foto qua sopra potete vedere il burek al termine dell’attorcigliamento.

Scaldate il forno a 180°C ventilato.

Fate fondere il burro e spennellate bene il burek. Spolveratelo con semi di sesamo e infornate a forno caldo. Cuocete per almeno 30 minuti fino a doratura.

Una volta cotto, lasciatelo intiepidire 5 minuti a temperatura ambiente. Poi tagliatelo a fette e servitelo cosparso di miele.

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Sushi di frutta

La cucina asiatica, il sushi e tutte le sue declinazioni sono la mia passione e mi piace cimentarmi in nuovi sapori. Non sempre però, i miei commensali amano pesce crudo, alghe e salse wasabi o di soia.

Ho pensato così di creare un fresco sushi di frutta, da servire a fine pasto, come dessert. La preparazione porta via un po’ di tempo ma il risultato finale è sorprendente.

Per servire il sushi di frutta vi servirà un piatto da portata a tema e di grandi dimensioni… Che ne dite di questo piatto dai toni scuri e color petrolio? Potete trovare le creazioni di Erichetta sul suo sito http://erichettanovello.com/ o andandola a trovare alla bottega ATELIER 59 nel cuore di Cormons (GO)… in questo periodo troverete  anche tante idee pasquali per la vostra cucina e la vostra casa.

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Sushi di frutta

Ingredienti per un piatto misto per 4 persone

Per il riso: 100 g di riso tondo per sushi o tipo Arborio per minestre, 1 cucchiaio di zucchero a velo, un pezzo di scorza di limone, 1 cucchiaio di cocco grattugiato, 250 ml d’acqua, un pizzico di sale, 2 cucchiai di succo di limone.

Per il ripieno e la guarnizione: 2 fogli di carta di riso per involtini primavera, 1 fetta di ananas, 2 piccole fragole, 1 kiwi, 1 arancia, cocco raspato per decorare, semi di sesamo bianchi e nero, miele.

Per il “finto” caviale: 100 ml di succo di pompelmo rosa, 2 cucchiaini di zucchero a velo, 2 g di agar agar, 1 bicchiere di olio di semi neutro.

Per servire: aceto di melograno VomFass

Alcuni accorgimenti e alcuni consigli prima di mettersi al lavoro:

  • per aiutarvi nella preparazione di alcuni tipi di sushi è necessario l’apposito tappetino di bambù per sushi. Lo trovate nei negozi biologici a meno di 4 euro o nei negozi etnici. Vi consiglio di avvolgerlo nella pellicola per alimenti per non sporcarlo e per facilitare l’avvolgimento.
  • servitevi di un coltello affilatissimo per tagliare con precisione il sushi che preparerete.
  • i fogli di carta di riso sono dei fogli sottili secchi a base di carta di riso. Hanno la forma tondeggiante o quadrata e li trovate nei reparti etnici dei supermercati o nei negozi etnici.
  • l’agar agar è una polvere naturale estratta dall’omonima alga. Non ha odore nè sapore ed è un gelificante naturale. Con un trucco tratto dalla cucina molecolare,  ci servirà per far tramutare del succo di pompelmo in perle di finto caviale

Per accompagnare questo dolcissimo sushi, ben si presta l’Aceto Balsamico al Melograno. Io lo acquisto da VomFass A Udine.

Preparazione del RISO PER SUSHI DOLCE

Riso per sushi dolce

Mettete il riso in un colino e sciacquatelo sotto l’acqua corrente. In un pentolino versate l’acqua, il sale, il cocco, lo zucchero e la scorza di limone. Portate a bollore e gettate il riso. Coprite subito con un coperchio.

Abbassate la fiamma e cuocete per 15 minuti senza aprire il coperchio. Trascorso questo tempo, spegnete la fiamma e lasciate riposare sempre senza aprire il coperchio per 10 minuti.

Scoperchiate, aggiungete il succo di limone, mescolate bene e versate il riso su un piatto largo. Stendetelo bene in modo che si raffreddi completamente senza formare liquido o condensa.

Procedimento per gli HOSOMAKI

Hosomaki

Solitamente gli HOSOMAKI sono dei rotolini di riso, ripieni di pesce avvolti poi nell’alga. Per la versione dolce vi servirà:

  • 1/4 di riso per sushi dolce cotto e raffreddato
  • 1 foglio di carta di riso
  • mezza arancia pelata a vivo
  • una fragola tagliata a fettine sottili
  • mezzo kiwi tagliato a bastoncini

Hosomaki Collage

In un piatto largo e fondo versate dell’acqua e ammollate per qualche minuto il foglio di carta di riso. Asciugatelo poi con della carta da cucina e stendetelo sul tappetino di bambù.

Bagnatevi le mani e distribuite il riso sulla metà inferiore. Adagiate la frutta. Aiutandovi poi con il tappetino avvolgete ben stretto. Se necessario, bagnate con un pennellino il foglio di carta di riso per farlo aderire bene al rotolino.

Posizionate poi il rotolino su un piatto, precedentemente avvolto con della pellicola e riponetelo in freezer a indurire leggermente per facilitare il taglio.

Procedimento per gli URAMAKI

Uramaki

Solitamente gli URAMAKI sono dei rotolini  ripieni di pesce e alga, avvolti poi nel riso e nel sesamo. Per la versione dolce vi servirà:

  • 1/4 di riso per sushi dolce cotto e raffreddato
  • 1 foglio di carta di riso
  • miele per spennellare
  • semi di sesamo bianchi e neri
  • una fragola tagliata a fettine sottili
  • mezzo kiwi tagliato a bastoncini
  • una fetta di ananas tagliata a bastoncini

Uramaki Collage

In un piatto largo e fondo versate dell’acqua e ammollate per qualche minuto il foglio di carta di riso. Asciugatelo poi con della carta da cucina e stendetelo sul tappetino di bambù.

Bagnatevi le mani e distribuite il riso su 2/3 del foglio di carta di riso. Spennellatelo con del miele liquido e spolverate con i semi di sesamo. Bagnatevi un po’ le mani e pressate bene. Posizionate poi un foglio di pellicola per alimenti e girate la carta di riso.

Bagnate un po’ la carta di riso e adagiate la frutta sulla parte inferiore. Aiutandovi poi con il tappetino avvolgete ben stretto. Se necessario, bagnate con un pennellino il foglio di carta di riso per farlo aderire bene al rotolino.

Posizionate poi il rotolino su un piatto, precedentemente avvolto con della pellicola e riponetelo in freezer a indurire leggermente per facilitare il taglio.

Procedimento per i NIGIRI

Nigiri

Solitamente i NIGIRI sono delle palline allungate di riso dove sopra viene posizionata una sottile fetta di filetto di pesce crudo. Per la versione dolce vi servirà:

  • 4 cucchiai di riso per sushi dolce cotto e raffreddato
  • una fragola tagliata a fettine sottili
  • 4 fette di arancia pelata a vivo
  • cocco grattugiato per spolverare

Nigiri 2

Prelevate delle cucchiaiate di riso e premetele bene nel palmo delle mani per dare la forma allungata. Decoratele con arancia, fragola e una spolverata di cocco grattugiato.

Procedimento per i GUNKAN

Gunkan

Solitamente i GUNKAN sono delle palline di riso avvolte nell’alga e servite con caviale di pesce. Per la versione dolce vi servirà:

  • il riso per sushi dolce cotto e raffreddato rimasto
  • 2 cucchiai di sesamo nero per simulare l’alga
  • finto caviale di pompelmo

Procedimento per il finto caviale di pompelmo

Versate dell’olio di semi neutro in un bicchiere e riempitelo fino a metà. Riponetelo in frigorifero a raffreddare per almeno 30 minuti.

Filtrate il succo di pompelmo rosa con un colino e versatelo in un pentolino assieme all’agar agar e allo zucchero. Mettete sul fuoco, mescolate il tutto con una frusta e portate a ebollizione. Lasciate poi raffreddare per 5 minuti.

Togliete il bicchiere d’olio ben freddo dal frigo. Aspirate poi il succo di pompelmo caldo con una siringa senza ago e fate cadere delle gocce nell’olio. Si formeranno delle piccole perle rosa.

Scolatele dall’olio e risciacquatele sotto l’acqua fredda corrente.

Gunkan Collage

Mescolate il riso per sushi dolce rimasto con i semi di sesamo.

Bagnate un cucchiaino e servitevi di un piccolo stampino tondo per dare la forma al Gunkan. Posizionate il finto caviale sulla superficie.

Sushi frutta 2

Estraete i rotolini di HOSOMAKI e di URAMAKI dal freezer e tagliateli a fettine spesse almeno 2 – 3 cm.

Posizionate poi il sushi sul piatto e servite con aceto balsamico al melograno.

Potete preparare il sushi di frutta qualche ora prima, conservarlo in frigorifero ed estrarlo almeno 30 minuti prima d’esser consumato.

Brownies alle noci e amaretti

Quando il brownie al cioccolato incontra le noci e gli amaretti, nasce un dolce goloso e ricco di sapore. I biscotti acquistano una consistenza morbida, mentre le noci danno croccantezza al dessert. Se anche a voi piacciono i dolcetti cioccolatosi questi brownies faranno al caso vostro!

Brownies noci amaretti 1

Brownies alle noci  e amaretti

Ingredienti per una teglia rettangolare di media grandezza

175 g di cioccolato fondente al 70%, 70 g di zucchero semolato, 80 g di burro a cubetti, 40 g di farina 00,  2 uova, 60 g di noci sgusciate, 60 g di amaretti, un pizzico di sale.

Se come me, amate il sapore e l’aroma di mandorla, potete rinforzare il gusto di questi dolcetti aggiungendo 1 cucchiaio di liquore all’Amaretto. Se invece siete degli amanti del cioccolato, provate ad aromatizzare l’impasto con 1 cucchiaio di liquore al caffè per esaltare di più il gusto del cacao.

Brownies noci amaretti 2

Procedimento

Scaldate il forno a 180°C.

Riducete il cioccolato in piccoli pezzi e fatelo sciogliere a bagnomaria. Una volta fuso, aggiungete fuori dal fuoco i pezzettini di burro, pochi per volta, mescolando con una frusta a mano. Versate poi lo zucchero e fatelo amalgamare bene. Proseguite poi aggiungendo un uovo per volta, la farina e un pizzico di sale. Mescolate bene prima di aggiungere ogni singolo ingrediente.

Rivestite con della carta forno una teglia quadrata o rettangolare di media grandezza alta almeno 3 cm. Versate il composto e livellate bene la superficie con una spatola. Infornate e cuocete i brownies per almeno 20 minuti.

Una volta cotti, lasciateli raffreddare prima di tagliarli in cubotti con un coltello affilato. Si conservano morbidi per almeno 4 giorni se riposti in un contenitore ermetico.

 

 

Pollo alle prugne e mandorle

Il pollo alle prugne è una pietanza tipica del Maghreb che tradizionalmente viene cotta nelle tajine, contenitori conici di coccio adatti per le lunghe cotture. Può esser impreziosita da spezie e altre sorti di frutta secca. Oggi vi propongo questa ricetta accompagnata da un delizioso sughino a base di prugne, mandorle e aceto balsamico.

pollo alle prugne 1

Pollo alle prugne e mandorle

Ingredienti per 4 persone

8 cosce di pollo ruspante, 2 scalogni, 1 spicchio d’aglio in camicia, 1 cucchiaio di senape di Digione in grani, 2 cucchiai di aceto balsamico, 100 ml di Porto, mezzo litro di brodo vegetale leggero, 2 manciate di prugne secche denocciolate, 1 manciata di mandorle pelate, un paio di rametti di timo fresco, sale e pepe, olio extravergine di oliva.

Per questa ricetta ho utilizzato il condimento balsamico Asperum V, l’aceto balsamico dell’azienda Midolini invecchiato 5 anni. Il Porto è un vino liquoroso portoghese. Se non lo trovate, potete tranquillamente sostituirlo con del Marsala o dello Sherry.

pollo alle prugne 2

Procedimento

Eliminate eventuali piume presenti sulle cosce di pollo fiameggiandole sul fornello. Scaldate 1 cucchiaio d’olio in un largo tegame e dorate su tutti i lati la carne, salandola e pepandola leggermente. Una volta che sarà ben rosolata, togliete al carne dalla padella e aggiungete lo scalogno precedentemente tritato fine e l’aglio in camicia.

Fate soffriggere per almeno 5 minuti a fuoco dolce. nel frattempo mescolate in una ciotola il Porto assieme ala senape e all’aceto balsamico. Adagiate le cosce di pollo, spolveratele con le foglioline di timo, alzate la fiamma e bagnate con il liquido appena preparato. lasciate evaporare l’alcol, poi bagnate con due mestoli di brodo, coprite con un coperchio e cuocete le cosce di pollo per una ventina di minuti.

Aggiungete poi le prugne secche e le mandorle e proseguite la cottura per altri 20. Se necessario, aggiungete in cottura dei mestoli di brodo per non asciugare troppo il sughino. Una volta pronto, eliminate l’aglio in cmaicia e servite il pollo ben caldo.

Pollo all’harissa e salsa allo yogurt

La cucina etnica è la mia passione e girare i negozi etnici setacciandoli in lungo e in largo alla ricerca di nuovi ingredienti è il mio passatempo preferito. Nello shop – macelleria araba a Udine ho trovato l’harissa, una piccante pasta a base di peperoncini macinati e spezie. Piccante ma allo stesso tempo saporita e ricca di profumi. L’ho utilizzata come marinata per il pollo trovando spunto dalla ricetta di Donna Hay trovata {qui}. Il tutto è accompagnato da una fresca salsa allo yogurt. Se vi piace, preparate del cous cous condito con ceci cotti, cipolla rossa tritata, pomodorini e prezzemolo da abbinare al pollo per avere un piatto unico.

pollo all'harissa 1

L’harissa è una salsa tipica del Nordafrica e diffusa soprattutto in Tunisia. Il termine deriva dalla radice araba harasa che significa pestare. Questa salsa simile al concentrato di pomodoro è a base di peperoncino rosso fresco, aglio alla quale si aggiunge l’olio d’oliva e spezie come il coriandolo, il cumino oppure il carvi. Lo trovate in commercio nei negozi etnici specializzati in alimentari arabi.

Pollo all'harissa 3

Pollo all’harissa e salsa allo yogurt

Ingredienti per 4 persone

2 spicchi d’aglio grandi schiacciati, 1 cucchiaio di harissa, 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiaini di miele, 800 g – 1 kg di fusi di pollo (cosce, sovracosce, ali di pollo, petto, possibilmente con la pelle), 1 limone tagliato in 4, sale e pepe, un rametto di timo.

Per la salsa allo yogurt

140 g di yogurt greco, un rametto di menta fresca, una spruzzata di succo di limone.

Per preparare l’harissa fatta in casa radunate in un mixer 1 spicchio d’aglio schiacciato, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaio di peperoncino in polvere tipo “chili”, 1 cucchiaino di paprika dolce, una punta di pepe di cayenna e un pizzico di cumino in polvere. Frullate aggiungendo 125 ml d’olio extravegine di oliva a filo. Otterrete circa 130 ml di pasta harissa piccante.

Pollo all'harissa 2

Procedimento

Scaldate il forno a 200°C. Inumidite della carta forno con dell’acqua, strizzatela e rivestite una teglia.

In una ciotola capiente radunate l’aglio schiacciato, l’harissa, il miele, il succo di limone, sale e pepe. Adagiate i fusi di pollo nella salsa e massaggiate bene in tutto con le mani.  Adagiate i fusi di pollo nella teglia rivestita di carta forno, versateci sopra la salsa e l’aglio. Adagiate sul pollo le 4 fette di limone e le foglie di timo fresco. Infornate e cuocete per 30 – 40 minuti girando di tanto in tanto il pollo.

A parte mescolate lo yogurt con le foglie di menta tritate. Aggiungete qualche goccia di succo di limone e riponete il tutto in una ciotolina.

Una volta cotto, estraete il pollo dal forno. Servitelo con dei pomodori freschi, la salsa allo yogurt e spolveratelo con una manciata di prezzemolo tritato grossolanamente.

Pollo all'harissa 4

 

 

Soba noodles al salmone con verdure e anacardi

Un pranzo leggero, con le giuste calorie, colorato e invitante è quello che ci vuole per mantenersi in forma. Oggi ho preparato questi deliziosi soba noodles, senza glutine perchè  a base di grano saraceno spadellati nella wok assieme a verdure e salmone glassato … al balsamico! Ultimamente lo uso spesso al posto della salsa di soia. Il mio preferito è l’Asperum invecchiato 15 anni dell’azienda Midolini che potete trovare cliccando {qui}.

Ho già cucinato i soba noodles di grano saraceno in questa confortante zuppa di zucca e miso che potete trovare {qui}.

Soba Salmone Broccolo anacardi 1

Invece, tra gli ingredienti principali ho utilizzato cime di broccolo, salmone fresco e anacardi.

Ora è la stagione giusta per consumare i broccoli e tutte le Brassicacee, ovvero cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, cavoli cappucci, cime di rapa ma anche rucola, ravanelli e rafano. Contengono gli indolo-glucosinati, potenti pesticidi naturali con cui la pianta si difende da vermi e funghi che sull’uomo hanno effetto anti cancro.

Il salmone di per se è un pesce ricco e grasso ed è risaputo quanto le sue rosee carni siano nutrienti, ricche di Omega 3. Leggendo però molti libri sull’alimentazione che trattavano il tema ittico, ho imparato ad acquistare sempre salmone freschissimo, possibilmente selvaggio che ha risalito la corrente. Le carni, più magre rispetto a quelle del salmone di allevamento, sono molto più nutrienti.

Gli anacardi, una nota croccantina al piatto di noodles, sono nutrienti noccioline simili a grosse arachidi. Se non vi piacciono sostituiteli con mandorle o con arachidi non salate.

Soba Salmone Broccolo anacardi 2

Soba noodles al salmone con verdure e anacardi

Ingredienti per 4 persone

200 g di soba noodles, 2 carote, 1 porro, 1 piccolo broccolo verde, 200 g di filetto di salmone fresco, una manciata di anacardi, 20 ml di aceto balsamico o di salsa di soia dolce, 2 cucchiai di olio di sesamo, 1 spicchio d’aglio, 1 pezzo di zenzero grande quanto un pollice, 30 – 40 g di anacardi, una manciata di semi di sesamo,  sale e pepe.

Se non trovate i soba noodles, potete benissimo prepararli voi stessi: impastate 125 g di farina di grano saracenocon75 g di farina 00, un pizzico di sale e acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un’impasto liscio e omogeneo. Lasciatela riposare per 30 minuti. Dopodiché stendetela con la macchina per la pasta e terminate passandola nella trafila per tagliolini. Utilizzate della semola fine di grano duro per infarinare l’impasto e la spianatoia.

Ho utilizzato l’olio di semi di sesamo BIO per questa ricetta in quanto ha un sapore più delicato rispetto all’olio d’oliva e ben si abbina ai piatti stir fry (ovvero di cottura veloce nella wok), tipici della cucina asiatica.

Soba Salmone Broccolo anacardi 3

Preparazione

Preparate tutti gli ingredienti: tagliate il salmone a cubetti, mettetelo in una ciotola, salatelo e pepatelo. Lavate e mondate le verdure. Riducete il porro a listarelle tagliandolo nel senso della lunghezza e affettate la carota a nastri servendovi di uno spela patate. Mettete le due verdure in una ciotola, aggiungete il sale e il pepe. Lasciate riposare.

Nel frattempo riducete il broccolo in piccole cime. Lavatele e sbollentatele in acqua bollente leggermente salata. Cuocetele 8 minuti: dovranno rimanere verdi brillanti e leggermente croccanti.

Portate a ebollizione abbondante acqua salata e cuocete i noodles secondo la tempistica riportata sulla confezione. Nel frattempo, fate saltare le verdure.

Scaldate una wok o una pentola antiaderente abbastanza larga a secco, cioè senza olio.  A questo punto si susseguono 3 cotture velocissime sempre nella stessa pentola. Pronti?  Via!  :

  1. Tostate gli anacardi e metteteli da parte. Non spegnete il fuoco.
  2. Scottate il salmone e sfumatelo con 10 ml d’aceto balsamico. Poi mettetelo in una ciotola. Pulite la pentola con un po’ di carta da cucina.
  3. Ora tocca alle verdure: scaldate 1 cucchiaio d’olio di semi di sesamo, aggiungete lo zenzero grattugiato assieme all’aglio tritate e soffriggete il tutto per 3 minuti a fuoco non troppo alto in modo che il tutto non si bruci. Versate poi le carote, il porro, le cime di broccolo e fate saltare il tutto per 5 minuti. Aggiungete a questo punto il salmone.

Quando i noodles saranno cotti, scolateli e passateli sotto l’acqua fredda. Versateli poi nella wok calda e fate saltare il tutto. Aggiungete ancora 1 cucchiaio d’olio di sesamo e ancora 10 ml di aceto balsamico per condire. Impiattate subito e decorate con gli anacardi precedentemente tostati e con i semi di sesamo.

Soba Salmone Broccolo anacardi 4

Macarons al cioccolato

Chi non conosce i Macarons? Questi piccoli pasticcini molto diffusi negli ultimi anni nelle pasticcerie francesi e che ormai stanno spopolando il tutto il mondo?

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Molto simili ai loro antenati italiani (gli amaretti), i Macarons sono a base di soli albumi, zucchero e farina di mandorle macinata finemente. Vengono poi arricchiti da marmellate e creme più disparate.

Anche se prevalentemente è considerata una confezione francese, le origini di questo dolce a base di meringhe sono state molto dibattute. Larousse Gastronomique cita i Macarons come dolci creati nel 1791 in un convento farncese, vicino Cormery. Alcuni invece fanno risalire il suo debutto francese all’arrivo di Caterina de’ Medici, la quale commissionò a un pasticcere italiano il dolce che portò con sé nel 1533, quando sposò Enrico II di Francia. La ricetta definitiva dei Macarons, nota sino ad oggi, è stata creata all’inizio del XX secolo da Pierre Desfontaines della pasticceria francese Ladurée.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dei Macarons cliccando {qui}. La ricetta è un po’ impagnativa, ma se seguirete tutti i passi il vostro impegno verrà ben ripagato.

 

Linzer Cookies alle noci e grano saraceno (senza glutine)

Linzer cookies, o biscotti di Linz, sono la versione più piccola, della Linzer Torte, una crostata a base di pasta frolla di nocciole o mandorle, ripiena di una golosa marmellata di lamponi. Questi biscotti che vi propongo, preparati con una pasta frolla a base di noci, richiamano la ricetta classica ma con una sola differenza: sono deliziosamente gluten free!

Linzer cookies alle noci e grano saraceno 1

Chi non può esser tentato da una croccante frolla a base di frutta secca, gustosa e croccante e allo stesso tempo un morbido ripieno di lamponi o ribes? Come ogni buon dolce d’origine Austro Ungarica, la Linzer Torte, classica, burrosa, fragrante e buonissima, si dice che sia la torta più antica e più conosciuta nel mondo.

Nasce a Linz, in Austria, e si diffuse intorno a 1700 in tutto il paese. Fu solo intorno a metà del 1800 che  Franz Hölzlhuber portò la Linzer Torte a Milwaukee, da dove la ricetta poi si diffuse negli Stati Uniti anche sottoforma di biscotto.

Lasciatevi ingolosire dalla mia versione gluten free! In collaborazione con il sito Ricette della Nonna troverete tutte le fasi della ricetta {qui}.

Linzer cookies alle noci e grano saraceno 2

Mince Pies alle mele e frutti rossi (senza glutine)

Tipiche della cucina anglosassone, queste crostatine alle mele e frutti rossi, si chiamano originariamente Minced Pies. La mia versione di questo dolce ha un ripieno composto da mele, frutti rossi e scorza di limone e arancia racchiuso da una croccante frolla alla farina di miglio.

Minced pies alle mele e frutti rossi 1

Secondo la tradizione popolare, le Mince Pies  sono il cibo preferito di Babbo Natale. Per questo è necessario lasciare un piattino con una o due tortine sul bordo del caminetto (accompagnato da un bicchierino di brandy o di sherry e da una carota per la renna) come ringraziamento affinché le calze di Natale siano ben riempite di doni. Inoltre, sempre secondo la tradizione, quando si prepara il ripieno per queste crostatine, bisogna sempre girare l’impasto in senso orario; girando in senso antiorario, infatti, si attirerebbe la cattiva sorte per l’anno a venire.

Per chi mastica un po’ d’inglese capirà che la traduzione letterale del nome di questo dolce sarebbe torta di carne macinata. In passato, infatti, il ripieno (mincemeat ovvero carne macinata) era a base di carne e frutta. La versione moderna ha lasciato da parte la presenza della carne e ha tramutato queste tortine in un goloso dessert a base di sola frutta sia fresca, come le mele e i mirtilli rossi, che secca come uva passa, ciliegie, albicocche, scorze d’arancia candite, spezie calde come cannella e noce moscata, noci o mandorle a pezzetti e un po’ di brandy o rum. Insomma, una sorta di strudel sottoforma di crostatina.

La Mince Pie si può mangiare sia calda sia fredda. Dopo averla scaldata si può rimuovere con cura la parte superiore e riempirla di panna o salsa di burro al brandy perché vi si sciolga sopra e possa esaltarne il sapore.

Minced pies alle mele e frutti rossi 2

Esistono diverse varianti della Mince Pie. Solitamente viene preparata una grande crostata e, con la pasta avanzata si fanno spesso dei pasticcini di mincemeat, che possono essere mangiati con guarnizione di crema pasticciera all’inglese, panna o gelato.

Se ora ance voi volete cimentarvi in questa ricetta, in collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare la mia versione gluten free delle Mince Pies cliccando {qui}

Pulpo a la gallega

Una volta tornata in Italia dalle vacanze nei Paesi Baschi, mi ero promessa di provare a preparare la ricetta del Pulpo a la gallega. Questo piatto ha origini galiziane ma, vista la sua bontà e facilità nell’esecuzione, è una pietanza ormai famosa in tutta la Spagna. Viene preparata nei ristoranti, nelle taverne e perfino alle feste paesane.

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Pulpo a la gallega

Ingredienti per 4 persone

1 polpo da 700 – 800 g decongelato, un gambo di sedano, 1 piccola cipolla bianca, 1 carota, 4 patate bollite, 1 cucchiaio d’aceto di vino bianco, 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva, paprika affumicata tipo “Pimenton de la Vera”, fiocchi di sale “flor de sal de Añana” .

La particolarità del pulpo a la gallega è l’utilizzo di pochi e semplici ingredienti ma di qualità. La paprika affumicata ne è uno di questi: la varietà “Pimenton de la Vera” è la più rinomata, la più saporita e profumata. I fiocchi di sale ultimamente vengono molto utilizzati in cucina. La loro particolarità è nel gusto salato ma dolce, e nella forma. Dalla Spagna, ho portato a casa il “flor de sal de Añana”, presidio Slow Food, ma alternativamente potete sostituirli con il sale di Maldon o il sale di Cipro.

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Secondo la mia esperienza, per avere un ottimo risultato con la cottura del polpo, è sempre meglio sceglierlo decongelato, in quanto ammorbidisce i nervi dei tentacoli. Se vi capita di acquistarlo fresco, congelatelo per un giorno e scongelatelo poi durante la notte.

Portate a ebollizione dell’acqua. Tenendo il polpo dalla testa, tuffatelo per 4 volte, in modo che i tentacoli si arriccino. Tenetelo poi da parte e buttate via l’acqua. Raffreddate la pentola e riempitela con acqua fredda. Adagiate il polpo nell’acqua fredda assieme al sedano, alla carota e alla cipolla. Portate la pentola sul fuoco non coprendola.

Quando vedrete che l’acqua incomincerà a bollire vigorosamente, spegnete il fuoco e coprite immediatamente. Lasciate riposare il tutto per circa un’ora e mezza. Se dopo questo tempo, facendo la prova stecchino, vi sembra che il polpo sia ancora duro, riportare la pentola scoperta sul fuoco, attendete che incominci a bollire, richiudete il fuoco e ricoprite con un coperchio. Lasciate riposare il polpo nell’acqua per 1 ora. Non estraete il polpo dall’acqua fino al momento di servirlo. Indifferentemente da tempistica e temperatura: il polpo a contatto con l’aria diventa duro. Non mettetelo in frigorifero ma lasciatelo sempre a temperatura ambiente dentro la pentola piena d’acqua.

Al momento d’impiattare tagliate a fettine le patate bollite precedentemente lessate in acqua leggermente salata e disponetele sui piatti. Estraete il polpo, eliminate le verdure, e tagliatelo a pezzetti. Suddividetelo nei piatti, conditelo con una spruzzata d’aceto (non utilizzate il succo di limone: il polpo a contatto con il succo di limone diventa gelatinoso!), un giro abbondante d’olio extravergine d’oliva e insaporite il tutto con una spolverata abbondante di paprika e fiocchi di sale.

Zuppa di miso con soba e zucca

Incominciamo a utilizzare nuovi ingredienti! Che emozione! Oggi utilizzeremo il miso e i soba giapponesi:

Il miso è una pasta dal gusto salato, a volte leggermente dolciastro, che deriva dalla fermentazione di semi di soia, riso, orzo, precedentemente cotti e conservati poi in salamoia in grandi tini di legno. La fermentazione avviene ad opera del fungo Aspergillus oryzae. Il miso è un condimento tipico della cucina orientale e derivato solitamente dai semi di soia gialla ma anche nelle varianti a base di riso, orzo, segale, grano saraceno e, ultimamente, anche a base di lupini. Ha notevoli e molteplici proprietà salutistiche in quanto è ricco di enzimi buoni per la digestione. In cucina viene utilizzato per insaporire brodi e zuppe, ma anche in patè, marinate e perfino in alcuni tipi di biscotti.

soba, invece, sono delle fettuccine di grano saraceno che vengono solitamente servite assieme a brodose minestre. Sono tipici della cucina giapponese e quelli chiamati towari soba sono privi di glutine. Esistono anche i noodles di soba chiamati  ni-hachi ovvero “due-otto” in quanto il loro impasto è fatto con due parti di farina di frumento e otto di farina di grano saraceno.

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Zuppa di miso con soba e zucca

Ingredienti per 2 persone

600 – 700 ml di brodo vegetale non salato (vedi ricetta sotto), 400 g di zucca Butternut o da minestrone, mezza cipolla bianca, zenzero fresco, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio d’olio di sesamo o di semi di girasole BIO, 1 cucchiaio abbondante di miso (a vostra scelta se di soia, riso o legumi) BIO, 60 g di soba noodles, sesamo bianco e nero, prezzemolo.

Per il brodo vegetale vi occorre: 1 litro e mezzo d’acqua fredda, 1 carota, 1 cipolla, 1 patata, 1 zucchina, 1 spicchio d’aglio, mezzo bulbo piccolo di finocchio, 1 gambo di sedano, 2 pomodorini, una foglia d’alloro, un rametto di timo, 3 grani di pepe nero.

Per questa ricetta è importante utilizzare una base di brodo vegetale poco salato in quanto il miso ha molta sapidità. Alternativamente, potete sostituire il brodo con solo acqua. Non buttate le verdure che vi avanzeranno dopo aver filtrato il brodo: patate, sedano, cipolla, zucchine, carote e finocchio, tagliato a dadini e saltato con una noce di burro e poco sale diventeranno un ottimo contorno!

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Preparate il brodo: pelate le verdure, tagliatele a tocchetti grossi e radunateli assieme allo spicchio d’aglio, al pepe e alle erbe in una capiente pentola. Aggiungete 1 litro e mezzo d’acqua fredda e mettete il tutto sul fuoco. Non coprite la pentola con il coperchio: il brodo dovrà sobbollire lentamente fino a riduzione di almeno metà del volume iniziale. Filtrate il tutto e tenete la parte.

Tagliate a tocchetti grossi 2 cm la zucca, tritate la cipolla, e gratuggiate un po’ di zenzero (a seconda dei vostri gusti: calcolate che nelle pietanze calde, il gusto piccante dello zenzero è duplicato!). Scaldate l’olio di sesamo in un tegame e soffriggete dolcemente la zucca, la cipolla, lo zenzero e uno spicchio d’aglio per 5 minuti a fuoco dolce. Aggiungete il brodo filtrato e lasciate sobbollire fino a quando la zucca non diventerà morbida. Eliminate l’aglio, prelevate 1 mestolo e frullatelo assieme al miso. Versatelo nella zuppa e aggiungete i soba noodles. Fate sobbollire il tutto fino a quando i vermicelli non saranno cotti. Suddividete la zuppa di miso e zucca nelle fondine o nelle ciotoline, disponete i noddles a gomitolo su ogni porzione e decoratela con foglioline spezzettate a mano di prezzemolo e semi di sesamo. Servitela bollente senza dimenticarvi di apparecchiare con le bacchette!

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Questa ricetta è stata pubblicata sulla rivista Q.B quanto basta in cucina nel mese di Ottobre 2015.