Pasta al forno con melanzane e scamorza

Una pasta al forno da servire tiepida, emblema dell’italianità, prima di partire per un tour in Slovenia. Arrivederci a dopo ferragosto con tante nuove ricette per voi!

Continua a leggere “Pasta al forno con melanzane e scamorza”

Annunci

Fusilli di riso ai pomodori secchi, confit e briciole croccanti

Con la calda Estate subentra anche la voglia di mangiare veloce, tiepido e leggero. I fusilli di riso Piaceri Mediterranei sono gustosi, senza glutine, non gonfiano e saziano subito. Sono ideali per i sughi rustici, le insalate di pasta o le semplici aglio e olio. Continua a leggere “Fusilli di riso ai pomodori secchi, confit e briciole croccanti”

Pasta e ceci

Continua a leggere “Pasta e ceci”

Pasta pasticciata alle verdure (senza glutine)

Poco tempo per preparare un primo piatto goloso, sostanzioso e ricco di verdure di stagione? La pasta pasticciata farà al caso vostro. Condita con verdure colorate, preparata con una vellutata besciamella senza glutine e con la pasta BIO al mais, grano saraceno e riso di Piaceri Mediterranei, diventerà un must per i vostri pranzi domenicali e non solo. Potrete prepararla il giorno prima, conservarla in frigorifero e infornarla il giorno dopo. Continua a leggere “Pasta pasticciata alle verdure (senza glutine)”

Pesto cremoso di zucchine

Si sta avvicinando la stagione delle zucchine e sui banchi del mercato potete già trovare le primizie in fiore. Un’idea per far gustare questa bontà ai bimbi è preparare il pesto cremoso di zucchine, semplice e buonissimo, con poco olio rispetto al pesto tradizionale al basilico. Continua a leggere “Pesto cremoso di zucchine”

Spaghetti di riso alla carbonara di carciofi (senza glutine)

La primavera è alle porte ed è tempo di primizie! Se dal verduriere di fiducia troverete freschi carciofi romani non fatevi scappare questa deliziosa carbonara con un tocco vegetale.

La carbonara di carciofi è un primo piatto tradizionale cucina italianagustoso e rustico. Si tratta di una semplice pasta alla carbonara a cui vengono aggiunti dei carciofi saltati in padella. Preparate questo piatto se volete un primo sostanzioso, soprattutto in primavera quando è facile trovare in commercio carciofi novelli, teneri e saporiti. Il formato di pasta utilizzato può variare a seconda dei gusti, ma il più consigliato sono gli spaghetti di riso semigreggio trafilati in bronzo di Piaceri Mediterranei. Utilizzate tuorli d’uova fresche preferibilmente allevate a terra. La pasta alla carbonara è un piatto proveniente dal Lazio, conosciuto in tutto il mondo, che si prepara con pochissimi ingredienti, facile e veloce da realizzare.

Carbonara ai carciofi senza glutine 2

Spaghetti di riso
alla carbonara di carciofi

Ingredienti per 4 persone

300 g di spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei, 4 carciofi grandi o 8 cuori di carciofo già mondati, 1 spicchio d’aglio, 75 g di guanciale, 4 tuorli d’uovo, 50 g di pecorino grattugiato, timo fresco per guarnire, sale e pepe, olio extravergine d’oliva q.b.

La preparazione di questa pasta fa uno strappo alla regola: gli spaghetti di riso semigreggio tendono ad attaccarsi tra di loro per la presenza di amido. Preservando un mestolo di acqua di cottura della pasta, unendolo in mantecatura in pentola, otterrete un risultato cremoso ottimale.

Carbonara ai carciofi (1)

Procedimento

Mondate i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, quindi affettateli finemente. Tritate l’aglio e soffriggetelo per un paio di minuti assieme a 3 cucchiai d’olio d’oliva. Aggiungete i carciofi, il guanciale, poco sale e pepe. Cuocete il tutto a fuoco dolce per 8 – 10 minuti.

Nel frattempo lessate gli spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei in abbondante acqua bollente salata. Cuoceteli per 10 -12 minuti, poi scolateli preservando un mestolo d’acqua di cottura.

preparazione carbonara-carciofi-senza-glutine 1

Versateli nella padella assieme al guanciale e ai carciofi, unite i tuorli sbattuti e mescolate velocemente il tutto lontano dal fuoco aggiungendo, poca acqua di cottura, se serve, per ottenere una salsa cremosa. A questo punto, unite il pecorino grattugiato e impiattate.

preparazione carbonara-carciofi-senza-glutine 2

Guarnite ogni piatto con qualche fogliolina di timo fresco e un’abbondante macinata di pepe nero.

Carbonara ai carciofi 3

Tagliolini al ragù di lenticchie e ricotta infornata

Il connubio legumi – cereali integrali, rende questo primo piatto nutriente e gustoso. Le lenticchie si trasformano in un valido sostituto della carne in un gustoso ragù impreziosito da funghi porcini freschi e dalla delicata ricotta infornata della Fattoria Bio Zoff di Borgnano (Gorizia). Ideale per i giorni di festa e i pranzi rustici tra amici.

tagliatelle al ragù di lenticchie e ricotta infornata 2

Tagliolini al ragù di lenticchie e
ricotta infornata

Ingredienti per 4 persone

300 g di tagliatelle integrali, 80 g di lenticchie secche messe in ammollo per 10 ore, 5 g di funghi porcini secchi ammorbiditi in acqua, 100 g di funghi porcini freschi puliti, mezzo porro, 1 carota, 1 gamba di sedano, mezza tazza di vino bianco, 200 g di passata di pomodoro, due rametti di timo e rosmarino, 100 g di ricotta infornata, 1 tazza d’acqua, 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva, sale e peperoncino.

Se non trovate i funghi porcini freschi, potete sostituirli con quelli surgelati oppure con i più comuni champignon.

tagliatelle al ragù di lenticchie e ricotta infornata 1

Procedimento

Ammollate i funghi secchi in acqua calda. Una volta ammorbiditi, scolateli e teneteli da parte.

Tritate finemente il sedano, la carota e la cipolla. Fate soffriggere le verdure assieme all’olio e a un pizzico di sale. Unite i porcini a pezzettini, i funghi secchi tritati e le lenticchie. Insaporite con sale, peperoncino, le erbe aromatiche tritate e mescolate bene. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Unite quindi la passata di pomodoro e un po’ d’acqua. Coprite e cuocete a fuoco dolce per 1 ora aggiungendo, se necessario, un po’ d’acqua il cottura.

Lessate le tagliatelle integrali in abbondante acqua salata bollente. Scolatele, unitele al ragù di lenticchie e mantecate bene il tutto. Servite le tagliatelle cospargendole di ricotta infornata sbriciolata.

 

Vincisgrassi marchigiano

Non la solita lasagna o “pasticcio” come si dice qui il Friuli. Il Vincisgrassi viene dalle Marche ed è un tripudio di sapori e profumi rustici, ideale per chi ama i gusti forti della carne e gli sformati di pasta al forno.

vincisgrassi 1

Una sottile sfoglia di pasta fresca, un ragù tagliato al coltello e una generosa spolverata di parmigiano sono i 3 semplici ingredienti di questa lasagna. Il ragù – e che ragù! – è composto da manzo e fegatini di pollo tritati da un affilatissimo coltello e cotti dolcemente con verdure e vino rosso. Nella tradizionale ricetta il ragù veniva arricchito con altre ragaglie non solo di pollo ma anche di anatra. La besciamella? In molte versioni è presente, in altre no, a voi la scelta.

Il nome e l’origine di questo piatto si perdono nella storia. La versione più appetibile chiama in causa il generale austriaco Windisch Graetz, presente in zona per le guerre napoleoniche sul finire del 1700. Secondo questa storia fu il cuoco personale del generale ad ideare questo piatto per sfamare le truppe con le materie prime presenti nel territorio.Vincisgrassi quindi, secondo questa teoria, deriverebbe dalla storpiatura del nome del generale.

vincisgrassi 2

In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare la mia ricetta del Vincisgrassi marchigiano cliccando {qui}.

Tagliolini al prosciutto di San Daniele e finferli

I finferli sono conosciuti anche come funghi gallinacci, gallucci o gialletti e con altri nomi regionali. La loro denominazione scientifica è Cantharellus cibarius. Questa varietà di funghi si presta nella preparazione di diverse portate: sono dei funghi dal sapore molto deciso e sono ottimi in questa stagione. Oltre al semplice contorno da accompagnamento a carni, con i finferli si possono creare saporiti sughi: oggi un primo piatto classico, come i tagliolini al prosciutto di San Daniele, incontra un fungo prelibato!

Tagliolini al san daniele e finferli1

Tagliolini al prosciutto di San Daniele e finferli

Ingredienti per 4 persone

Per i tagliolini: 150 g di farina 0, 50 g di farina di grano duro rimacinata più un po’ per lo spolvero della sfoglia, 2 uova, un goccio d’olio, un pizzico di sale, acqua se serve.

Per il condimento: 1 scalogno, 150 g di prosciutto crudo di San Daniele affettato un po’ grosso, 400 g di funghi finferli, 200 ml di panna, una noce di  burro, 2 cucchiai d’olio d’oliva, un mazzetto d’erba cipollina, sale e pepe.

Se non trovate o non vi piacciono i finferli, potete sostituirli con dei champigon bianchi o cremini, oppure con 2 bei funghi porcini grandi affettati.

Tagliolini al san daniele e finferli2

Procedimento

Preparate la pasta fresca: in una ciotola mescolate le farine assieme al sale. Sgusciate al centro le uova, e sbattetele assieme all’olio. Incominciate a lavorare il tutto con una forchetta. Proseguite poi lavorando la pasta con le mani su una spianatoia. Aggiungete farina se l’impasto dovesse risultare troppo umido, o qualche cucchiaio d’acqua ghiacciata se dovesse risultare troppo asciutto. Una volta ottenuto un impasto omogeneo ed elastico, fatelo riposare per 30 minuti coperto da un telo. Stendete poi la pasta con un mattarello o aiutandovi con la macchina per la pasta fino ad ottenere una sfoglia sottile 3 – 5 millimetri. Infarinatela, avvolgetela morbidamente su se stessa e con un coltello affilato tagliate i tagliolini. Disponeteli su un piano infarinato con la farina di semola e lasciateli asciugare a temperatura ambiente.

Pulite accuratamente i funghi finferli con un pennellino o con un panno per eliminare eventuali residui terrosi. Sciacquateli velocemente sotto l’acqua corrente e asciugateli bene. Tritateli grossolanamente lasciando qualche fungo intero.

Tritate lo scalogno e fatelo appassire in una padella con 3 cucchiai d’olio. Unite i funghi, salate, pepate e sfumate con il vino bianco. Fate asciugare bene il tutto.

A parte fate fondere il burro. Tritate finemente il prosciutto crudo di San Daniele e cuocetelo per qualche minuto nel burro. Aggiungetelo infine ai funghi assieme alla panna. Proseguite la cottura per 5 minuti. Poi spegnete il fuoco e coprite.

Portate a ebollizione l’acqua con un pugnetto di sale e lessate per 2 – 3 minuti i tagliolini. Scolateli, versateli nella padella con il sugo al prosciutto di San Daniele e finferli, accendete il fornello e mantecate bene il tutto. Ultimate con l’erba cipollina tritata. Impiattate e servite caldo.

Il vino in abbinamento

vino

Ragù di maiale e melanzane ai semi di finocchio

Adoro i ragù, cotti lentamente in padella facendo sobbollire deliziosamente il sugo. Il ragù della mia infanzia è quello della nonna, rigorosamente di carne di maiale tritata, qualche salsiccia sbriciolata, un soffritto fatto come si deve e l’immancabile cannella. Cotto a puntino e meravigliosamente saporito, andava a condire soffici gnocchi preparati al momento con le patate vecchie dell’orto. Era il pranzo tipico della domenica.

Sulle orme di questa tradizione culinaria, ho imparato a impreziosire ogni preparazione con qualche spezia “per dare un tocco in più” e per caratterizzare maggiormente il piatto. Vi propongo un gustoso ragù, anch’esso di maiale arricchito da melanzane cotte lentamente e profumato da semini di finocchio pestati.

Ragù di maiale e melanzane ai semi di finocchio 1

Ragù di maiale e melanzane ai semi di finocchio

Ingredienti per 4 persone

300 g di polpa di maiale macinata, 1 cipolla, 1 melanzana, 2 cucchiaini di semi di finocchio, mezzo bicchiere di vino bianco secco, mezzo bicchiere di brodo di verdure caldo o di acqua calda, 4 cucchiai di polpa di pomodoro, olio extravergine di oliva, basilico, sale e pepe

Per un gusto in più potete aggiungere un pizzico di cannella e di peperoncino, oppure potete sostituire i semi di finocchio con dei semini di kümmel o cumino del prati.

Ragù di maiale e melanzane ai semi di finocchio 2

Procedimento

Tritate finemente la cipolla e fatela appassire dolcemente assieme a 2 cucchiai d’olio d’oliva e ai semi di finocchio pestati al mortaio. Cuocetela per 5 minuti. Aggiungete poi la carne di maiale macinata, insaporite con sale e pepe e lasciate dorare leggermente il tutto.

Sfumate con il vino bianco, aggiungete la polpa di pomodoro, il brodo (o l’acqua calda), coprite con un coperchio e abbassate la fiamma al minimo. Lasciate sobbollire per almeno 1 ora. Se necessario, aggiungete un po’ d’acqua in cottura.

Nel frattempo, mondate la melanzana e riducetela a dadini. Riponetela in una  ciotola capiente, salatela leggermente e lasciatela riposare per una ventina di minuti in modo che si ammorbidisca.

Scaldate in una padella 2 cucchiai d’olio e rosolate i dadini di melanzana fino a quando non saranno morbidi. Aggiungeteli a questo punto al ragù di maiale che avrà terminato la cottura. Mescolate bene il tutto. Profumate con delle foglie di basilico fresco.

Ragù di maiale e melanzane ai semi di finocchio 3

Con questo ragù rustico, aromatico e saporito si abbina bene una pasta lunga e ruvida come ad esempio delle pappardelle, oppure delle reginette. Alternativamente dei gustosi spaghetti alla chitarra.

 

Pennette al pesto di tarassaco

Questo è il miglior momento per raccogliere le foglie di tarassaco, depurativo naturale e buon alleato di fegato e reni. A casa mia le talis o lis lidrichesis di solito vengono accuratamente lavate e poi sbollentate per esser gustate condite con olio, aceto, sale e pepe oppure, la soluzione migliore è il consumo a crudo in insalata. La ricetta tradizionale è molto semplice: si fa fondere a fuoco basso del lardo pestato fatto sciogliere, lo si sfuma con l’aceto e si versa questo intingolo bollente direttamente sulle foglie di tarassaco, rendendole così più tenere e saporite. Secondo il consiglio del grande chef carnico Gianni Cosetti, l’abbinamento ottimale di questa insalata è con le uova sode. Ma delle talis non solo si utilizzano le foglie. I boccioli possono essere conservati in salamoia o in agrodolce, similmente ai mediterranei capperi.

penne pesto tarassaco 1

Il gusto amaro del dente di leone richiama quello della cicoria. Questa piatta viene infatti anche chiamata cicoria matta, non solo per il sapore, ma anche per la forma frastagliata delle foglie.

Se amate questi sapori forti e genuini, provate a sperimentare la mia ricetta: tramutate queste foglie in un gustoso pesto per condire la pasta (rigorosamente integrale).

penne pesto tarassaco 2

In collaborazione con il sito Ricette della nonna potete trovare la mie pennette al pesto di tarassaco cliccando {qui}.

Tagliatelle integrali all’avena e noci con ragù di funghi

Mi sono appassionata negli ultimi tempi alle farine integrali, tant’è che la mia dispensa si è riempita subito di farine di quinoa, di riso, di farro, di miglio, di segale e d’avena. Adoro quest’ultima, perché il suo sapore quasi di nocciola rende qualsiasi ricetta molto gustosa.

L’avena è un cereale dalle mille proprietà: in fiocchi, la mattina è molto salutare se consumata sottoforma di porridge, una sorta di crema d’avena da gustare con composta di frutta (senza zucchero) o miele. Essendo fonte di carboidrati a lenta digestione, non crea picchi insulinici, ed è quindi un cereale a basso contenuto glicemico e a lento rilascio di zuccheri. Consumare una ciotola di pudding vi farà sentire sazi, in forma e scattanti per tutta la mattinata. Il cereale, invece, lo prediligo nelle zuppe, ricche di verdure di stagione – da provare assieme alla zucca, cavolo nero e cannellini – mentre con la farina non solo si possono preparare croccanti biscotti e frolle  ma anche la si può utilizzare nella preparazione di pane e di pasta.

tagliatelle-avena-e-noci-1

Tagliatelle integrali alla farina d’avena e noci con ragù di funghi

Ingredienti per 4 – 5 persone

Per le tagliatelle: 120 g di farina integrale, 80 g di farina d’avena, 20 g di gherigli di noce, 2 uova, un pizzico di sale.

Per il ragù di funghi: 500 g di funghi a piacere (champignon, porcini, chiodini o misti) 1 carota, mezza cipolla, 1 gambo di sedano, mezzo bicchiere di vino bianco, un mazzetto di prezzemolo tritato, olio extravergine di oliva, sale  e pepe.

Nella preparazione delle tagliatelle potete sostituire la farina integrale con una semi integrale di tipo 2, meno grezza e un po’ più facile da lavorare.

tagliatelle-avena-e-noci-2

Procedimento

Per le tagliatelle: frullate in un mixer la farina integrale assieme alla farina d’avena ai gherigli di noce e il sale. Versate il tutto sulla spianatoia e formate la fontana. Sgusciate al centro le uova e incominciate a impastare il tutto aiutandovi con una forchetta. Passate poi a impastare con le mani fino ad ottenere una palla soda d’impasto. Lasciatela riposare per almeno 20 minuti.

Stendete l’impasto per le tagliatelle servendovi dell’apposita macchinetta oppure di un mattarello fino al raggiungimento di una sottile sfoglia. Lasciatela asciugare per almeno 30 minuti prima di infarinarla leggermente, avvolgerla su se stessa e tagliate le tagliatelle con un coltello affilato. Riponete le tagliatelle su un vassoio infarinato e lasciatele seccare all’aria. Cuocete poi le tagliatelle in abbondante acqua salata per almeno 6 – 8  minuti.

Per il ragù di funghi: tritate finemente la carota assieme alla cipolla e al sedano. Rosolate le verdure assieme a 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva. Nel frattempo, pulite e mondate i funghi. Versateli nel soffritto e fate dorate bene il tutto. Sfumate con il vino bianco, salate e pepate e continuate la cottura per almeno 10 minuti. Al momento di scolare la pasta, preservate 1 mestolo d’acqua di cottura.

Mantecate le tagliatelle nel ragù di funghi aggiungendo poca acqua di cottura. Insaporite il tutto con il prezzemolo tritato, mescolate e servite completando il piatto con un’abbondante grattata di formaggio stravecchio.

tagliatelle-avena-e-noci-3

Gnocchetti di zucca con guanciale, finocchietto e amaretti croccanti

Gli gnocchi di zucca, chiamati qua in Friuli “gnocs di coce”, sono un piatto tipico della stagione invernale. La ricetta migliore mai provata è quella della mia amica Theodora {vedi Pura Cucina}, con la giusta dose di farina e con la giusta consistenza d’impasto: nè troppo liquida e nè troppo dura. A insaporire i piatto un battuto di guanciale e finocchietto selvatico reso croccante dalla nota aromatica di un dolce amaretto.

gnocchetti-di-zucca-con-guanciale-finocchietto-e-amaretti-croccanti-1

Gnocchetti di zucca con guanciale, finocchietto e amaretti croccanti

Ingredienti per 4 – 5 persone

1 kg di zucca Butternut già pulita per circa 500 g di polpa cotta, 150 – 200 g di farina, 1 uovo grande, un pizzico di sale, un pizzico di noce moscata, 70 g di guanciale affettato, 40 ml di Cognac, un mazzetto di finocchietto selvatico, 4 – 5 amaretti, 20 g di burro, sale e pepe.

In alternativa alla zucca Butternut potete utilizzare la zucca della varietà “romana”. Se non trovate il finocchietto, potete utilizzare la barbetta presente all’apice dei comuni bulbi di finocchio.

gnocchetti-di-zucca-con-guanciale-finocchietto-e-amaretti-croccanti-2

Procedimento

Prendete la zucca mondata e tagliatela a dadini. Cuocetela a vapore fino a quando non sarà tenera e la polpa non di sfalderà sotto i rebbi della forchetta. Trasferitela su un piatto largo e lasciatela raffreddare.

Servendovi di uno schiacciapatate, riducete in purea la zucca versandola in una ciotola. Insaporitela con sale, pepe, noce moscata e amalgamatela all’uovo. Aggiungete gradualmente la farina e mescolate bene il tutto con una spatola. Il composto dovrà risultare simile all’impasto di una torta, quindi molto morbido. Lasciate riposare per almeno 30 minuti.

Nel frattempo battete al coltello il guanciale e tritate due terzi del finocchietto. Rosolate il guanciale in una padella antiaderente, sfumatelo con il Cognac e, quando questo sarà evaporato, aggiungete il finocchietto. Spegnete il fuoco e coprite.

Portate abbondante acqua salata e ebollizione. Trasferite l’impasto dei gnocchi di zucca in un sac à poche usa e getta. Tagliate la punta in modo che la bocca della tasca da pasticcere diventi di un diametro di almeno 1,5 cm – 2 cm. Inumidite un coltellino e facendo scendere un po’ di composto alla volta, tagliate i gnocchetti e fateli cadere nell’acqua bollente. Raccoglieteli mano a mano che vengono a galla, scolateli e versateli nella padella con il guanciale e il finocchietto.

Se non avete il sac à poche, potete far cadere delle piccoli porzioni d’impasto aiutandovi con due cucchiaini inumiditi nell’acqua bollente.

Una volta raccolti tutti gli gnocchi, scaldateli nella padella con il condimento e con il burro. Fate mantecare il tutto con mezzo mestolo d’acqua di cottura degli gnocchi.

Impiattate, decorate il piatto con gli amaretti croccanti sbriciolati, qualche foglia di finocchietto che avevate conservato e servite subito.

Paccheri al ragù di lenticchie con guanciale e crema di burrata

I paccheri, sono un tipo di pasta partenopeo, dalle origini molto curiose. Un tempo si diceva che ne bastavano pochi, viste le loro dimensioni, per saziare i commensali ed erano quindi un piatto economico dal punto di vista delle quantità.

paccheri vengono anche chiamati “schiaffoni” proprio perchè il suono del riversamento di questa pasta nel piatto assomiglia proprio a uno schiaffo o, come direbbe un vero napoletano, a una pacca. Questo formato di pasta è ideale ad accogliere sughi abbastanza liquidi, data la ruvidità tipica della pasta di Gragnano, oppure a base di pesci saporiti.

Per ricordare il Nuovo Anno appena arrivato provateli nella versione arricchita da guanciale, lenticchie di Catelluccio e crema di burrata.

paccheri-al-ragu-di-lenticchie-con-guanciale-e-crema-di-burrata-1

Paccheri al ragù di lenticchie con guanciale e crema di burrata

Ingredienti per 4 persone

30 – 35 paccheri (8 a testa), 150 g di lenticchie secche, 1 foglia di alloro, 1 rametto di rosmarino, una carota, mezza cipolla, un piccolo pezzetto di sedano, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, mezza tazza di brodo caldo, 100 ml di vino bianco, 200 g di burrata, 50 ml di panna fresca di cucina, 150 g di guanciale, un rametto di timo fresco, sale, peperoncino, olio extravergine di oliva.

Per questa ricetta ho utilizzato le lenticchie di Castelluccio secche. Se siete di fretta, potete utilizzare le lenticchie già cotte in barattolo da 400 ml (peso scolato di circa 250 g). Ricordatevi di scolarle bene e sciacquarle sotto l’acqua corrente prima dell’uso. Se vi piace, potete sostituire la classica burrata con la burrata affumicata dal profumo più intenso e aromatico.

paccheri-al-ragu-di-lenticchie-con-guanciale-e-crema-di-burrata-2

Procedimento

La sera prima mettete in ammollo le lenticchie di Castelluccio in abbondante acqua. L’indomani scolatele, mettetele in una pentola con dell’acqua fredda, la foglia d’alloro e una presa di sale. Fatele bollire per almeno 30 minuti fino a quando incominceranno a intenerirsi. Scolatele.

Preparate a parte un trito di sedano, carota e cipolla. Tagliate a listarelle il guanciale. Versate 3 cucchiai d’olio in una padella e fate soffriggere le verdure con il guanciale. Profumate con un rametto intero di rosmarino che toglierete a fine cottura. Aggiungete le lenticchie, il peperoncino, il concentrato di pomodoro e sfumate con il vino bianco. Quando questo sarà evaporato, versate il brodo caldo e fate cuocere il tutto lentamente per una ventina di minuti. Regolate di sale alla fine.

Aprite la burrata e versatela a pezzi in un brocca assieme alla panna. Frullate con il frullatore a immersione fino ad ottenere una crema. Lasciate poi temprare la crema di burrata a temperatura ambiente.

Lessate i paccheri in abbondante acqua salata con l’aggiunta di un goccio d’olio in modo che non si attacchino tra di loro e sul fondo della pentola. Fateli cuocere per 18 – 20 minuti, conservate un mestolo d’acqua di cottura e, una volta al dente, scolateli bene. Tuffateli nel ragù di lenticchie e guanciale e fateli mantecare bene aggiungendo, se necessario,  l’acqua di cottura che avevate tenuto da parte.

Suddividete la crema di burrata nei piatti, adagiate i paccheri sulla crema e ultimate con qualche cucchiaiata di lenticchie e foglie di timo. Servite subito.

Risotto alla zucca, rosmarino e funghi cremini

Da molto tempo utilizzo nei miei piatti autunnali questo tipo di fungo. Il suo nome è cremino e di solito lo acquisto nel negozio Bio di fronte a casa. Il suo sapore è molto forte rispetto al comune champignon bianco e in cottura si colora di un delizioso marroncino.

Mi sono informata molto sull’origine di questo tipo di funghi e sono venuta a conoscenza che quasi tutte le specie più comuni sul mercato, cioè quelle più mangerecce, appartengono alla varietà Agaricus bisporus (così dice Wikipedia). Appartengono a questa famiglia i funghi champignon, i cremini e i funghi portobello caratterizzati questi ultimi da delle grandi cappelle color marrone.

La differenza tra queste varietà sta sopratutto “nell’invecchiamento”. I funghi champignon bianchi sono quelli più giovani: il fatto di esser coltivati in serre e di avere pochi giorni di vita sono fattori che conferiscono loro il tipico colore biancastro… se fossero coltivati in un bosco, diventerebbero praticamente marroni. I funghi portobello vengono invece lasciati più a lungo maturare sul luogo di raccolta, infatti la loro cappella diventa marroncina ma lo stelo rimane bianco. I funghi cremini sono la varietà “di mezzo”, quella che sta a cavallo tra le tipologie sopraelencate: sono quindi dei delicati funghi portobello e dei champignon dal sapore un po’ più marcato. A mio avviso sono la varietà migliore che si presta ad esser consumata anche cruda.

risotto-alla-zucca-e-funghi-cremini-1

Risotto alla zucca, rosmarino e funghi cremini

Ingredienti per 4 persone

300 g di riso per risotti, 200 g di zucca, 1 piccola cipolla, 100 g di funghi cremini, 1 rametto di rosmarino, 1 litro di brodo vegetale bollente, mezzo bicchiere di vino bianco, 40 g di burro, 1 cucchiaio d’olio d’oliva, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale e pepe.

Ci sono svariate tipologie di riso adatto alla preparazione dei risotti. I più comuni sono il Carnaroli, il Vialone Nano e l’Arborio. Se vi capita, provate le varietà non brillate Rosa Marchetti o Baldo: sono varietà riscoperte che daranno un tocco speciale ai vostri primi piatti.

risotto-alla-zucca-e-funghi-cremini-2

Procedimento

Riducete a dadini la zucca e tritate finemente la cipolla assieme al rosmarino sfogliato. Lavate i funghi velocemente sotto l’acqua corrente. Eliminate con un coltellino eventuali residui terrosi e tagliateli in 4 parti.

Scaldate in un tegame l’olio d’oliva, soffriggete dolcemente il tutto, salate e pepate. Non è necessario che la zucca si ammorbidisca completamente perchè verrà cotta a puntino durante la preparazione del risotto.

Dopo una decina di minuti, versate il riso e tostatelo. Quando i chicchi saranno traslucidi, sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare bene. Aggiungete quindi il brodo, poco alla volta. Abbassate il fuoco, rimestate spesso il risotto e lasciatelo cuocere lentamente per 16 – 18 minuti.

Una volta cotto il riso (assicuratevi che non rimanga troppo asciutto: in questo caso aggiungete mezzo mestolo di brodo), spegnete il fuoco. Aggiungete il burro ben freddo e il parmigiano. Mantecate bene il tutto e lasciate riposare al coperto per 2 minuti. Impiattate e decorate il piatto con una bella macinata di pepe nero e qualche foglia di rosmarino.

Spätzle tirolesi allo speck e cipolle stufate

Gli spätzle sono dei gnocchetti preparati con un semplice impasto a base di farina, uova fresche e latte. Una volta preparato questo composto lo si lascia riposare per qualche ora. Si fa poi bollire dell’acqua e, utilizzando lo speciale attrezzo simile a una grattugia, si fanno cadere delle goccioline di impasto. Una volta a galla vengono cotte pochi minuti e vengono poi raccolte con un mestolo e tuffati in un saporito condimento.

spatlzle-cipolle-speck-1

Gli spätzle, che non dialetto svevo significa passerotto, provengono dalle zone di lingua tedesca come l’Alto Adige, l’Austria, la Germania e la Svizzera. Non solo vengono proposti come un primo piatto, conditi come vuole la tradizione con cipolle e speck o pancetta affumicata, ma ben si prestano a esser un accompagnamenti di brodi e minestre (al posto della pastina) oppure come intingolo a stufati di carne come il gulash.

spatlzle-cipolle-speck-2

Questo tipo di gnocchetti, davvero gustosi e facili da preparare, potete trovarli sul sito di  Ricette della Nonna cliccando {qui}.

Lasagne alla ricotta

Nel frigorifero tengo sempre un paio di confezioni di ricotta “di scorta” che ben si presta ad esser utilizzata nella preparazione di soffici pancakes, per golosi patè da spalmare sul pane o come sostituito del burro nelle torte. A volte la utilizzo nella composizione delle lasagne stemperandola con una semplice salsa besciamella.

lasagne-alla-ricotta-2u

Le lasagne alla ricotta sono il punto di partenza: pasta fresca, ricotta, besciamella, parmigiano grattugiato ed erbe aromatiche. Le varianti per impreziosire invece questo piatto sono invece numerose, in base alla stagionalità dei prodotti (e oserei dire anche in base agli avanzi che girano in frigorifero!)

lasagne-alla-ricotta-1

Vi do’ alcune dritte e alcuni abbinamenti davvero gustosi per impreziosire questo piatto:

  • melanzane spadellate, prosciutto cotto e pomodorini confit;
  • zucca spadellata con un po’ di salvia, salsiccia sbriciolata o salame fresco sbriciolato o a dadini e castagne;
  • funghi porcini o champignon, radicchio di treviso e una grattatina di ricotta affumicata;
  • zucchine in padella saltate con un po’ di porro e speck;
  • ciuffetti di gorgonzola, peperoni in padella e salsiccia;
  • gamberi freschi tritati, saltati con un tocco di curry e porri;

lasagne-alla-ricotta-3

Pronti per mettere le mani in pasta e preparare questo gustoso piatto? In collaborazione con Ricette della Nonna potrete trovare la mia ricetta cliccando {qui}.

Parmigiana veloce di zucchine

É la stagione ideale per cucinare zucchine, peperoni e melanzane… e perchè non farlo infornando una gustosa parmigiana?

La preparazione è facilissima e velocissima. Poi basta infornare, dimenticarsi la parmigiana per una quarantina di minuti e, una volta cotta, sfornarla e lasciarla intiepidire a temperatura ambiente. Leggera, veloce e d’effetto… io me la porterei perfino come spuntino in spiaggia!

Parmigiana veloce di zucchine 1

La parmigiana nasce nel XIX secolo, e come tutti ben sanno, la versione classica prevede melanzane fritte, una corposa salsa di pomodoro e strati di formaggio (preferibilmente provola e pecorino ma anche cacciocavallo, parmigiano, scamorza o treccia di mozzarella). Di origine siciliana o napoletana, ancora non si sa ben il luogo di nascita, ma questo piatto ben presto si diffuse su tutta la penisola.

Le rivisitazioni più moderne la vedono con la sostituzione delle melanzane con altre verdure: zucchine, peperoni, zucca, con pomodoro, senza pomodoro, in bianco, con prosciutto cotto, senza prosciutto cotto. Tra le mille varianti, la parmigiana rimane quel “comfort food” che sa di casa, che nonne o mamme ci preparavano da piccoli, per farci mangiare le verdure, e da grandi per coccolarci, da spiluccare anche a mezzanotte in un attacco di fame improvviso, magari in pigiama davanti al frigo.

Parmigiana veloce di zucchine 2

In collaborazione con Ricette della Nonna, troverete la mia versione gustosissima cliccando {qui}.

Spaghetti integrali, pesto ai pistacchi e pomodorini caramellati

Un primo piatto sfizioso, che richiama proprio i sapori dell’estate. Rustico, grazie al sapore degli spaghetti integrali e pesto leggermente croccante, e succoso, condito da dolci pomodorini caramellati e da olio buono.

Spaghetti integrali, pesto pistacchi, pomodorini caramellati 1

Per realizzare il pesto ai pistacchi, ho utilizzato il nuovissimo Power Blender della Severin. Si tratta di un frullatore adatto a preparare salse & pesti, smoothies a base di verdura, smoothies di frutta. Inoltre è un potentissimo tritaghiaccio e trita caffè e noci. Grazie a un termometro, misura la temperatura dei cibi da frullare ed è ottimale per preparare minestrine, zuppe e pappe per i bimbi. Che dire… #loveseverin !!!

Spaghetti integrali, pesto pistacchi, pomodorini caramellati 2

Spaghettini integrali, pesto ai pistacchi e pomodorini caramellati

Ingredienti per 4 persone

250 g di spaghetti integrali BIO, 60 g di pistacchi non salati sgusciati, 3 rametti di basilico più qualche foglia per decorare, 400 g di pomodorini pachino, 1 cucchiaino di zucchero, 6 olive verdi, 3 filettini d’acciuga, mezzo spicchio d’aglio, 60 – 80 ml d’olio extravergine d’oliva, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 1 cucchiaio di pecorino, sale e pepe.

Per dare un tocco piccantino al pesto, unite una manciata di foglie di rucola e dimezzate la quantità di basilico. Se invece lo desiderate più aromatico, unite 3 foglie di menta fresca.

Spaghetti integrali, pesto pistacchi, pomodorini caramellati 3

Incominciate preparando i pomodorini caramellati. Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. Salateli e lasciateli riposare per 30 minuti in modo che perdano parte della loro acqua di vegetazione. Asciugateli poi con un foglio di carta da cucina riponeteli in una ciotola. Insaporiteli con lo zucchero, allineateli su una teglia e cuoceteli a 100°C per 1 ora.Spaghetti integrali, pesto pistacchi, pomodorini caramellati 4

Preparate poi il pesto lavando le foglie di basilico e asciugandole bene. Radunate poi i pistacchi assieme a olive, aglio, acciughine, formaggi grattugiati, un pizzico di sale, nella brocca del frullatore. Per questa operazione ho impostato il Power Blender Severin nella funzione “Salsa”. Ricordatevi di tappare sempre il frullatore prima del suo avvio. Versate poi a filo l’olio fino a quando non otterrete un composto grumoso ma ben amalgamato.

Cuocete gli spaghetti in abbondate acqua bollente salata. Quando si saranno cotti, conservate qualche mestolo d’acqua di cottura. Scolateli bene a amalgamateli al pesto. Aggiungete i pomodorini, se necessario un po’ d’acqua di cottura e mescolate bene. Servite guarnendo il piatto con foglioline di basilico fresco.

Spaghetti integrali, pesto pistacchi, pomodorini caramellati 5