Bagels integrali

Da quando li ho assaggiati a Londra, non ho potuto più farne a meno! I bagels sono delle ciambelle di pasta lievitata, cotte due volte: una prima bollitura e infine la tradizionale cottura al forno conferiscono a questo panino la tipica consistenza “chewy”, ma morbidissima, ideale per esser farcito – come d’obbligo – con formaggi cremosi e mille varianti: dal pesce affumicato, alle uova pochè, alla salted beef (una sorta di roast beef di origini anglosassoni) alla classica marmellata & burro d’arachidi. Continua a leggere “Bagels integrali”

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Focaccia genovese, una ricetta velocissima

Queste calde giornate d’Aprile ci fanno credere che l’Estate sia quasi arrivata. Non amo espormi di già sul bagnasciuga però. Amo piuttosto le scampagnate o i pranzi con gli amici all’ombra di un pergolato. Preparo così piatti veloci, ideali a esser riscaldati, e senza pensieri come questa deliziosa focaccia genovese.

La fugässa è una specialità tipica della cucina ligure: questa sorta di pane piatto alto al massimo 2 cm, si distingue da tutti gli altri tipi di focaccia italiano perché prima dell’ultima lievitazione viene spennellata con un’emulsione composta da olio extravergine d’oliva, acqua e sale grosso.

La si può consumare già a colazione, come “rompi digiuno” nella mattinata o come aperitivo-antipasto. È tradizione ligure accompagnarla con un bicchiere – gianchetto – di vino bianco, e in alcune zone dell’Italia occidentale è uso (non tipicamente genovese) inzuppare la focaccia nel cappuccino o nel latte come colazione.

Focaccia genovese step by step 1 (1)

Focaccia genovese

Ingredienti per una teglia rettangolare di 25 x 40 cm

Per l’impasto: 170 ml d’acqua tiepida, 18 g di olio extravergine di oliva, 6 g di lievito secco di birra, 1 cucchiaino di miele o di malto, 300 g di farina bianca di farro, 6 g di sale fino.

Per l’emulsione: 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva più un po’, 1 cucchiaio d’acqua, sale grosso q.b.

Ottima preparazione lievitata per chi ha poco tempo. Una volta cotta e raffreddata, potete surgelarla e scongelarla all’occorrenza… la fragranza rimarrà la stessa!

Focaccia genovese step by step 3 (1)

Procedimento

Nella ciotola della planetaria versate l’acqua tiepida, il malto o il miele, il lievito e l’olio. Unite metà della farina bianca di farro, il sale fino e incominciate a impastare. Unite quindi la farina rimasta. Lavorate il tutto per 10 minuti. Potete fare quest’operazione anche a mano.

Una volta ottenuto un’impasto omogeneo e leggermente appiccicoso, coprite la ciotola e lasciate riposare per 30 minuti.

preparazione focaccia genovese 1

Infarinate la spianatoia e risvoltate l’impasto, ripiegatelo in 3 parti, poi ancora in 3 parti (pieghe a portafoglio) e formate un panetto.

preparazione focaccia genovese 2

Oliate una teglia e riponete il panetto d’impasto. Lasciatelo riposare per almeno 30 minuti.

A parte versate in un barattolo l’olio e l’acqua per l’emulsione. Chiudete con un coperchio e sbattete energicamente.

Riprendete l’impasto e, pressandolo con le dita, allargatelo su tutta la superficie della teglia. Versate quindi l’emulsione, il sale grosso, e lasciate riposare il tutto per 1 ora.

Scaldate nel frattempo il forno statico a 230°C. Infornate quindi la focaccia lievitata e cuocetela per 15 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno, conditela ancora calda con poco olio extravergine di oliva e trasferitela a intiepidire su una gratella. Tagliatela quindi a quadrotti e servitela tiepida.

Focaccia genovese step by step 2 (1)

 

Da Gabin, un lunch veloce a ritmo di Pizza, (Rock) and Rolls

Entro da Gabin a Udine, uno dei locali che apprezzo di più, per un pranzo veloce. Mi piace molto questo genere di spazi: freschi, accoglienti, luminosi, confortanti e giovani. E poi si, chiamatemi miss perfettina, ma c’è anche della buona musica: on air ci sono di Pearl Jam.

Andrea Gabin ha aperto questo spazio da poco più di un anno ma il suo talento e la sua voglia di innovazione hanno portato la filosofia di “street food” a qualcosa di più importante a esser consumato in piedi davanti a un bancone. Il locale a mezzogiorno è pieno e dalla cucina si vedono uscire dei generosi sandwich, pizze colorate e stravaganti e i rolls… sì proprio i rolls! I famigerati panini newyorkesi che di solito vengono riempiti da sugosa aragosta al burro.

Gabin però è di più: è stile, eleganza e innovazione. Frequento spesso questo locale e tutte le volte resto sorpresa dalle proposte presenti nei menù che cambiano a ogni stagione.

Alla base di questa filosofia di street food mangiato in relax, comodamente seduti, c’è il pane. Le pizze, il pane in cassetta per i sandwich o i panini multicereali così ricchi di semini sono una nuvola di sofficità.

Chiedo spiegazioni ad Andrea Gabin sul suo “segreto”. Dopo anni di esperienza a far parte di team di chef stellati, Andrea decise di aprire il primo “Spazio Gabin” a Pasian di Prato (UD). “Da sempre mi affascinavano i cestini del pane dei ristoranti francesi, così ricchi di varietà, forme e gusti, ognuno abbinato a una pietanza differente” e da questa sua passione e curiosità, nacque la voglia di mettersi in gioco per creare qualcosa di unico, alla portata di tutti ma sopratutto di qualità.

Gli ingredienti principali? Una miscela di farine selezionate apposta per Gabin, macinate a pietra e multicereali, la giusta dose di buon lievito madre, un’alta idratazione dell’impasto da lievitare e un lungo riposo.

Bene, Andrea mi ha convinta. Oggi niente pizza, ma assaggerò i rolls del nuovo menù autunnale, rigorosamente con ingredienti di qualità.

Gambero Roll

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Arriva il mio primo assaggio: il Gambero Roll. Il pane nero multicereali è alla farina di segale e al suo interno racchiude un mix di sapori freschi. Ogni morso è una scoperta! Croccante misticanza, sugosi gamberi cotti alla piastra e delizioso finocchio fresco  e croccante affettato sottilmente.

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Da non dimenticare l’importanza della salsa d’accompagnamento. Un must per i rolls. Qui i gamberi sono arricchiti da una maionese alla polpa di frutto della passione, zenzero e un tocco di curry. Che ne dite di gustarvi questo roll sorseggiando dell’ottimo Sauvignon?

Baccalà Roll

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Mantecato secondo il metodo tradizionale, il cremoso baccalà del Baccalà Roll viene lavorato e “montato” esclusivamente con olio d’oliva, senza l’aggiunta di panna, latte o mascarpone. E poi la salsa d’accompagnamento, una maionese delicata condita con olio all’acciuga irrobustisce il piatto invogliandoti a dare un altro morso.

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Questa golosa farcitura è arricchita da peperoni piquillo, una varietà spagnola che finalmente ritrovo (dopo anni di vacanza in Spagna) proposta in un piatto a pochi km da casa, qualche acciughina saporita del Cantabrico e fiori di cappero. Un sorso di un buon vino bianco Friulano e un morso di Baccalà Roll.

Battuta Roll

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Ultimo ma non meno importante, per veri carnivori, il Battuta Roll è per chi ama la carne cruda in versione “tartare”. Questo roll racchiude i ricordi di una vacanza in Francia, rapportati a qualità tutta italiana: la carne di Fassona viene minuziosamente battuta al coltello condita leggermente e accompagnata da fresca misticanza, acciughine, capperi e senape al miele. Abbinata a questo Roll ci dissetiamo con una buona birra artigianale.

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Ogni Roll è accomunato dal croccante pane nero, ricco di semini e da delle deliziose patate Agata, cotte al vapore con la buccia, servite a fette e spolverate da un leggero pizzico di fiocchi di sale di Maldon e olio d’oliva. La giusta leggerezza per gustarsi al meglio questi deliziosi panini.

 Vi ho fatto venir gola? Troverete il menù aggiornato con le altre prelibatezze cliccando {qui}. Per un pranzo veloce, una cena a due o un incontro tra amici ecco gli indirizzi da prender nota:

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I miei bagels super soffici

Girando un po’ il mondo e conoscendo genti provenienti da ogni dove, mi sono addentrata in un mondo di panini e panificazione meraviglioso. I bagels mi hanno sempre attirato e ho avuto il piacere di assaggiarli per la prima volta a Londra. Sono dei panini bucati, fatti lievitare, bollire e cuocere al forno.

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“Pensi ai bagels e li colleghi subito a New York” ma questa soffice pietanza fu portata negli Stati Uniti da una comunità ebraica polacca alla fine del 1800. Ma ben prima, ancora nel lontano 1600, sempre in Polonia, questo prodotto da forno veniva utilizzato come omaggio alle donne in dolce attesa come segno di vita e abbondanza.

Oggi i bagels vengono farciti in molteplici varianti: dal dolce al salato, vegetariano, assieme a un bel hamburger o con una succulenta fetta di salmone, rigorosamente accompagnati da una cremosa salsa (che è quasi un must nella degustazione dei bagels).

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Ma la tradizione ebraica vuole che nè formaggi e carne nè formaggi e latticini vengano abbinati. Ecco dunque il bagel più classico che assaggiai a Londra, in quel di Borough Market: un lieve strato di senape dolce, qualche cetriolino sott’aceto e salted beef affetato a mano (una sorta di roast beef, molto speziato, anch’esso di origine ebraica).

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 Ho dato invece un taglio alla tradizione al Nachmarkt di Vienna facendo colazione invece con un bagel al formaggio cremoso e salmone affumicato accompagnato da pomodoro e rucola fresca. Dal sapore alquanto nordico!

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Dopo queste due esperienze sensoriali alquanto gustose, mi sono subito decisa a mettere le mani in pasta per provare a preparare da sola questi soffici panini. Il risultato è stato meglio delle aspettative: soffici, dorati e gustosi che ben si conservano anche per 2 giorni in un sacchetto ermetico. In collaborazione con Ricette della nonna troverete la mia ricetta step by step bagels cliccando {qui} .

Hamburger affumicati

Avete in programma un weekend con gli amici? È allora il momento giusto per preparare questi gustosissimi hamburger dal gusto leggermente affumicato. Ottimi naturalmente se accompagnati da una buona birra!

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Hamburger affumicati

Ingredienti per 4 persone

Per i panini: 4 -6 panini tipo buns ai cereali. Potete trovare la mia ricetta {qui}, otterrete dei panini sofficissimi!

Per gli hamburger affumicati: 50 – 60 g di pancetta stufata affumicata, 2 fette di pancarrè ammollate in poco latte e strizzate bene, 100 g di ricotta, 300 g di polpa di manzo macinata, 30 g di formaggio tipo Cheddar affumicato grattugiato, 1 cucchiaino colmo di paprika affumicata, 1 cucchiaio di prezzemolo, sale, pepe.

Per farcire i panini: lattuga, pomodoro, senape dolce e cipolla rossa affettata finemente ad anelli.

Se non trovate il Cheddar affumicato, potete sostituire questo formaggio di origine anglosassone con della scamorza affumicata oppure con del formaggio Asiago o Fontina.

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Tritate a cubetti finissimi la pancetta e rosolatela in una piastra ben calda senza aggiungere olio. Una volta rosolata per bene, asciugatela con della carta da cucina. Tritatela poi ancora più finemente al coltello.

In una terrina radunate la carne, la pancetta, e tutti gli ingredienti per gli hamburger. Condite con sale e pepe. Mescolate bene e formate tante grosse palline. Appiattitele bene con le mani.

Scaldate bene una piastra e rosolate gli hamburger affumicati su entrabe i lati. Nel fratempo tagliate a metà i panini e scaldateli per pochi minuti sotto il grill del forno. Spalmate le due metà con la senape dolce.

Una volta pronti gli hamburger, riponeteli nei panini e completate con le verdure.

Pizza bianca al gorgonzola, zucca e rucola & Birra …

Il binomio perfetto, il più amato dagli italiani, soprattutto negli ultimi anni che le scelte più gourmand imperversano nel mondo della gastronomia.
Una ricerca commissionata a Doxa da AssoBirra, l’Associazione che rappresenta il 97% del mercato italiano della birra, conferma la forza di questo legame: secondo il sondaggio la maggior parte degli italiani, quando mangia una pizza, sceglie la birra. Ma c’è una novità: la pizza viene consumata soprattutto fra le mura domestiche, così come la birra.
L’abbinamento è nato per fare di necessità virtù. “Negli anni Cinquanta – racconta Alberto Frausin, presidente di AssoBirra – le pizzerie non avevano la licenza per somministrare alcolici con una gradazione superiore a circa 8% vol. Con vini e spiriti tagliati fuori, spazio alle birre, che solo in rari casi superano quella gradazione e si sono presentate agli avventori delle pizzerie come alternativa alcolica ai soft drink e all’acqua. Questo connubio, tutto italiano, ha funzionato ala perfezione, permettendo alla birra, fino ad allora consumata soprattutto nei bar, di farsi conoscere e apprezzare come bevanda da pasto, per di più in abbinamento ad un peso massimo della nostra tradizione gastronomica. E, non dimentichiamolo, in un contesto low-cost, dato che la pizzeria è il luogo che ha sdoganato presso le classi più popolari il pasto fuori casa, fino ad allora considerato roba da ricchi. La cena in pizzeria della famiglia italiana è un must degli anni Sessanta…”
Gli abbinamenti?
La qualità di questo incontro di sapori è confermata da Marco Bolasco, gastronomo esperto di birra e Direttore editoriale di Piattoforte.it: “Una birra con la pizza… a molti potrebbe apparire un abbinamento scontato ma è uno dei più interessanti che la nostra tavola sappia proporre. Tra gli abbinamenti più classici, come non citare quello tra la pizza Margherita e una Pils ben luppolata. Ma non dimentichiamo l’incontro tra la speziatura intensa di una Weizen e la Marinara, una delle nostre pizze più antiche, da riscoprire. Mentre la Quattro Formaggi, nata al Nord ma amata anche al Sud, è perfetta se accompagnata da una Ale. Ma c’è di più: oggi, la crescita della cultura della birra in Italia ha valorizzato identità, caratteri e sfaccettature di tanti stili e tipologie. Allo stesso tempo, è rinata la tradizione pizzaiola, che ha scelto i migliori ingredienti, la voglia di buoni prodotti del territorio e un po’ di sana creatività come terreno per cimentarsi con il desiderio di grande gastronomia a buon mercato. Una riscoperta gourmet che ha aperto nuovi territori a pizza & birra, tanto che sarebbe più corretto parlare di pizze & birre. Un abbinamento sul quale vale davvero la pena saperne di più.”
I giusti consigli invece ve li svela il Maestro Pizzaiolo Pino Arletto, un vero esperto nel settore: “Fatta in casa o in pizzeria, la pizza deve avere avuto una lievitazione di almeno 24 ore, in questo modo sarà buona e digeribile. L’impasto deve essere elastico, per questo serve una farina con un ricco contenuto proteico che crei una maglia glutinica forte. Sul fronte dei condimenti, ingredienti non eccessivamente umidi sono la chiave per una pizza non acquosa. Per una margherita, ad esempio, meglio utilizzare pomodori pelati e fiordilatte sgocciolati. Per la croccantezza della pizza, il segreto è la lavorazione: una spianatura dolce e in punta di dita è il segreto di una pizza fragrante e al tempo stesso croccante. La cottura, poi, deve durare fino all’imbrunimento. Se troppo lunga si rischia una pizza secca, al contrario una resa umida. Bruciarla è un peccato, per il gusto come anche per la salute…”

Per dare consigli e suggerimenti agli appassionati di Pizza&birra e “festeggiare” questo abbinamento storico, AssoBirra ha realizzato un’iniziativa editoriale in collaborazione con Giunti, con la creazione del blog “Di birra in pizza” sulla community Giunti Piattoforte.it, curato da Marco Bolasco e dalla redazione della piattaforma digitale. L’iniziativa, che vive anche su una sezione ad hoc del portale AssoBirra Birragustonaturale.it, racconterà il fenomeno pizza gourmet mappando i suoi protagonisti, spiegherà come riconoscere la pizza perfetta e distinguere i principali stili di birra, i segreti della spillatura della birra e le regole per mangiare sano e leggero, ripercorrendo la storia di Pizza&birra attraverso i migliori abbinamenti di ieri e di oggi e i luoghi comuni da sfatare.

#pizzaebirraamemipiaci

Partecipo all’iniziativa #pizzaebirraamemipiaci, promossa da Assobirra suggerendovi questa ricetta sfiziosa: una pizza bianca al gorgonzola, zucca e rucola… una goduria per il palato!
Pizza bianca al gorgonzola,
zucca e rucola
Ingredienti per 3 pizze
Lievitino
125 g di farina macinata a pietra
125 g di acqua tiepida
Mezzo cucchiaino di lievito naturale secco attivo
Impasto
Il lievitino
125 g di farina + un po’
Un cucchiaino di sale
Farcia
100 g di gorgonzola al mascarpone
200 g di zucca
3 manciate di rucola
sale, pepe, olio extravergine d’oliva

Ricordatevi: il segreto per una pizza buona, sana e digeribile è la lievitazione. Quindi armatevi di sana pazienza e rispettate tutti i tempi della lavorazione. Otterrete un sorprendente risultato.

Il primo giorno preparate il lievitino. Vi consiglio di prepararlo alla sera, prima di andare a dormire. Mescolate in una ciotola il lievito con l’acqua. Versate la farina e mescolate con una forchetta. Otterrete una pappetta collosa. Coprite la ciotola con un foglio di pellicola per alimenti. Avvolgetela in una coperta in modo che non risenta di correnti d’aria fredda e lasciatela lievitare a temperatura ambiente. Io lascio lievitare questo pre- impasto dalle 10 alle 12 ore.
Il secondo giorno preparate l’impasto per la pizza. Aggiungete al lievitino la farina. Incominciate a impastare. Aggiungete poi il sale. Impastate almeno per 15 – 20 minuti, fino a quando il composto non risulterà morbido.  Coprite con un foglio di pellicola per alimenti e lasciate lievitare fino a raddoppiamento del volume. Rilavorate l’impasto velocemente, formate di nuovo una palla e lasciatela lievitare di nuovo fino a raddoppiamento del volume.
Dividete l’impasto in 3 parti. Formate 3 palline. Adagiatele su un vassoio, copritele e riponetele in forno. Lasciatele maturare in forno per 24 ore.
Il terzo giorno, finalmente si mangia la pizza! Tagliate la zucca a dadini, conditela con 1 cucchiaino d’olio d’oliva, sale e pepe. Cuocetela a forno caldo (200°C) fino a quando non risulterà dorata. Mescolate il gorgonzola al mascarpone per ottenere una crema.
Accendete il forno a 240°C statico. Estraete le palline di impasto dal frigo. Stendete l’impasto per formare le pizze. L’ideale sarebbe infornare le pizze su delle lastre calde di pietra refrattaria in forno ma, in assenza di questa, mi sono arrangiata con delle comuni teglie. Infornate quindi la vostra pizza bianca, senza aggiungere (almeno per ora) nessun ingrediente della farcia. Posizionatela sul piano più basso del forno. Giratela ogni tanto in modo che la cottura sia uniforme alla base. Dopo 10 minuti, estraete la pizza dal forno, farcitela spalmando la crema di gorgonzola e la zucca a dadini. Infornatela di nuovo, questa volta sul ripiano più alto del forno. Cuocetela fino a doratura.
Una volta estratta dal forno, completatela aggiungendo una manciata di foglie di rucola.
E la birra? per questa pizza vi consiglio una Abbazia che ben accompagna il gusto dolce della crema di gorgonzola al mascarpone e la zucca. Queste tipologie di birre, sono prodotte con l’antico metodo dell’alta fermentazione; Di solito sono corpose e di forte contenuto alcolico, presentano una colorazione varia dall’oro carico, all’ambrato, al rosso cupo, al bruno scuro. Si richiamano alle birre che venivano anticamente prodotte in numerose abbazie belghe e che oggi seguono ricette di antichi monasteri. In Belgio. dove è piuttosto diffusa, è una birra ad alta fermentazione, decisamente alcolica e strutturata.

Calzoni di sponsali … come in Puglia!

I Calzoni sono un po’ l’emblema del Sud Italia. Sono chiamati anche Pazerotti e sono composti da un involucro di pasta da pizza, lavorato e reso simile a una mezzaluna, farcito al suo interno con verdure, salumi e formaggi. Questi calzoni di sponsali, tipici di tutta la Puglia, sono farciti con sponsali, olive, acciughe e origano fresco. Solitamente la si confeziona come una torta salata, ma io ho preferito dare a queste prelibatezza la tipica forma a mezzaluna. A volte i ripieni variano: al posto delle acciughe si può mettere perfino in baccalà… naturalmente potrete trovare numerose fonti d’ispirazione alla bottega pugliese di GioAnna a San Giovanni al Natisone.

Se ancora non avete capito cosa siano gli sponsali, scorrete la pagina e vi spiegherò tutto step by step.
Calzoni di sponsali
Ingredienti per 8 sponsali
(3 – 4 persone)
Per la pasta:
1 cucchiaino di lievito
125 ml d’acqua tiepida
mezzo cucchiaino di zucchero
180 g di farina 00 o 0
1 cucchiaino di sale
Per il ripieno:
400 g di sponsali
2 cucchiaini d’olio d’oliva
2 cucchiai di vino bianco
16 olive nere
16 filetti d’acciuga
origano fresco o secco
Per rifinire
1 cucchiaio d’acqua
2 cucchiaini d’olio d’oliva
farina di semola
Gli sponsali sono i bulbi non ingrossati delle cipolle porraie la cui produzione è di nicchia. Ho trovato inoltre questa simpatica informazione: “sponsali” deriverebbe da “sposalizio” il termine che indicava matrimonio, fino a poco tempo fa era, infatti, sostituito da “sposalizio” (dal latino “sponsus” che vuol dire “promesso sposo”). Si narra che sin dall’epoca romana, prima del matrimonio si festeggiava la “sponsalia”, cioè la “promessa”: momento in cui i futuri sposi si impegnavano a concretizzare la loro unione anche giuridicamente, oltre che affettivamente. Durante la “Cena degli Sponsali” agli ospiti era servita proprio una torta di cipolle. Questa storia ha dato poi origine al “Calzone con gli sponsali”.
Se non trovate questi tipi di cipollotti, potete sostituire gli sponsali con lo stesso quantitativo di cipolla bianca o di porro.
Mondate, lavate e affettate gli sponsali. Fateli appassire in una padella antiaderente con 2 cucchiani d’olio, sale e pepe. Sfumate con il vino bianco, coprite e fate andare a fuoco lento fino ad ammorbidire il tutto. Se necessario, aggiungete qualche cucchiaio d’acqua. Una volta cotti ed asciugati, gli sponsali dovranno risultare morbidissimi. Lasciateli raffreddare.
A dare sapidità al ripieno saranno le acciughe sott’olio: da GioAnna ho trovato delle meravigliose acciughe pugliesi. A donare invece profumo, ci sarà l’origano fresco. Se non trovate l’origano fresco, sostituitelo con quello secco.
Le olive nere sono un’altro ingrediente di questa ricetta. Pensate alla produzione di olio in Puglia… le olive sono la materia prima. Vengono coltivati numerosi tipi: ne sono stati contati ben 50 varietà.
Preparate l’impasto dei Calzoni: mescolate il lievito con lo zucchero e l’acqua tiepida e lasciate riposare per 20 minuti. Versate poi il tutto sulla farina e incominciate a impastare. Aggiungete anche il lievito. Impastate il tutto per 15 minuti fino a quando il composto risulterò liscio. Incidetelo poi a croce e lasciatelo lievitare sotto a un canovaccio umido al riparo da correnti d’aria per circa 1 ora – 1 ora e mezza, fino a quando avrà duplicato il suo volume.
Una volta lievitato, suddividete l’impasto in 8 parti. Formate 8 palline e lasciatele riposare 10 minuti. Infarinato il piano da lavoro e stendete le palline: cercate di formare dei dischi dal diametro di 10 cm circa.
Aggiungete al centro di ogni disco di pasta 1 cucchiaio di sponsali stufati, 2 olive tagliate a metà, 2 filetti d’acciuga e origano fresco. Inumidite il bordo e chiudete il disco a forma di mezzaluna sigillandolo con i rebbi di una forchetta.
Scaldate il forno a 200°C statico. Rivestite di carta forno una teglia. Sbattete con una forchetta 1 cucchiaio d’acqua assieme a 2 cucchiaini di olio d’oliva per formare un’emulsione. Spennellate l’emulsione sulla carta forno e spolverate con semola. Adagiate i Calzoni, spennellateli con l’emulsione e spolverate anch’essi con farina di semola. Non dimenticatevi di bucherellarli con uno stuzzicadenti in modo che non si formi liquido o umidità al loro interno.
Infornateli e cuocete per 20 minuti circa, fino a quando saranno belli dorati.
Una volta cotti lasciateli raffreddare leggermente a temperatura ambiente.
Potete accompagnarli con una salsa di pomodoro isaporita con uno spicchio d’aglio e basilico. Sono ottimi anche freddi o leggermente riscaldati. Credo che siano anche delle ottime idee per un brunch o per un pic nic!
 
 
Sottoli, acciughe, la farina di semola, formaggi, salumi e quant’altro vi suggerisce la vostra fantasia per arricchire i vostri calzoni, li potete trovare ne 
 
La bottega GioAnna di Andriola G. & C. Snc 
si trova in via Bolzano, 6/8
33048 San Giovanni al Natisone (Udine) 
 
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
 
La domenica e il lunedì il negozio è chiuso
Al mercoledì, il negozio viene rifornito di prodotti freschi come pane e formaggi direttamente dalla Puglia.
 
e-mail: info@gioanna.net
 

Burger di patate dolci e tofu

Mi sono innamorata della Batata. L’Ipomea batatas è simile un tubero, ma non è un tubero. Appartiene alla famiglia delle Solanaceae, ovvero della famiglia dei pomodori, ed è originario dell’America. Viene chiamato patata americana, ma ha poco a che fare con le patate!
Più del 95% della coltivazione della Ipomoea batatas è prodotta nei paesi in via di sviluppo, dove rappresenta il quinto alimento base. Si utilizzano di norma i rizotuberi della pianta che vengono cucinati bolliti, fritti o al forno. Sono industrialmente utilizzati anche per l’estrazione di amido, alcol e per la produzione di farine. Anche le foglie ed i giovani germogli sono commestibili.
Burger di patate dolci e tofu
Ingredienti per 2 – 3 persone
100 – 150 g di patata dolce della varietà Batata *
50 g di tofu bianco al naturale *
2 cucchiaini di tahini (ovvero pasta di sesamo) *
1 cucchiaino di sciroppo d’acero
1 cucchiaino di rosmarino fresco tritato
1 cucchiaino di paprika
sale e pepe
2 fette di pan carrè
olio d’oliva
pane, lattuga, pomodori e cipolla rossa per servire
* la Batata, il tofu bianco al naturale e la salsa tahini li trovate in qualsiasi negozio biologico
Per prima lavate molto accuratamente la patata dolce e lessatela con la buccia. Una volta cotta, spellatela e schiacciatela in una terrina con una forchetta.
Portate a ebollizione dell’acqua in un pentolino e fate cuocere il tofu per 5 minuti. Scolatelo e aggiungetelo alla patata dolce. Lasciate raffreddare il tutto.
Amalgamate al tofu e alla patata dolce il rosmarino, la paprika, lo sciroppo d’acero e tahini. Salate e pepate e mescolate il tutto. Con un mixer frullate le fette di pan carrè. Vi serviranno come impanatura per i burger.
Con l’aiuto di un coppa pasta, formate i burger. Passateli poi nel pan carrè tritato.
Posizionate i burger di patata dolce su una teglia rivestita di carta forno. Irrorateli con 1 cucchaino d’olio d’oliva per lato e infornate a forno caldo a 200°C per 15- 20 minuti.
Girateli di tanto in tanto in modo che si dorino su entrambe i lati. Azionate il grill del forno gli ultimi 2 minuti.
Sfornateli e lasciateli riposare 3 minuti.
Nel frattempo tostate il pane. Farcite il panino con i burger e le verdure. Se volete potete spalmare qualche cucchiaiata di yogurt sul pane o qualsiasi salsa a vostro piacimento.

Fish & Chips alla marocchina

Venerdì PESCE e oggi vi propongo questa deliziosa ricetta che mi fa impazzire!
Ho tratto ispirazione dall libro di Jamie Oliver “Le mie ricette da … ” e da quando l’ho provata, non l’ho più abbandonata.
Si può fare con qualsiasi pesce bianco e si accompagna bene con le Focaccine al fleur del sel che ho cucinato qualche post fa, le trovate qui.

Fish & Chips alla marocchina
Ingredienti per 4 persone
600 g di coda di rospo a cubettini
(o altro pesce bianco)
aglio
mezzo cucchiaino di paprika
mezzo cucchiaino di curcuma in polvere
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
mezzo cucchiaino di coriandolo macinato
prezzemolo
il succo di mezzo lime
2 cucchiai d’olio d’oliva
sale e pepe
Per accompagnare
patate arrosto
maionese allo yogurt
capperi sotto sale
verdura colorata mista
Ho tostato le spezie in un padellino.
Ho preparato poi una marinatura mescolando insieme lo spezie con l’olio, l’aglio schiacciato, il succo di lime, sale e pepe. Ho cosparso e mescolato con le mani i pezzettini di pesce tagliati a cubetti.
Ho lasciato marinare il tutto in frigo per almeno 1 oretta.
Ho poi infilzato i cubetti di coda di rospo marinati e li ho fatti cuocere sulla piastra di una pentola antiaderente girandoli ogni 5 minuti finché non risultavano dorati e ben cotti.
Li ho serviti poi su una focaccina e li ho accompagnati con un’insalatina fresca e colorata di cavolo cappuccio verde e viola e carote, e con una maionese leggera allo yogurt e capperi.

Focaccine al fleur de sel

Avevo del fleur de sel nascosto da qualche parte nella dispensa. Ce l’aveva regalato mia zia a Natale ed ho sempre avuto riguardo a utilizzare una ingrediente per me così prezioso. Il  fleur de sel (o fior di sale) è un tipo di sale grezzo, prodotto nel nord della Francia, nella Bretagna meridionale. La caratteristica di questo prodotto è quella di non essere raffinato, né addizionato con antiaddensanti o conservanti. Altra caratteristica è quella di essere particolarmente friabile al tatto e in cucina copre meno gli aromi dei cibi su cui viene utilizzato perché a parità di quantità contiene meno cloruro di sodio. Infatti il suo sapore non è “salato salato” ma ha una dolcezza indescrivibile misto al salato tipico del sale.
Quindi se lo trovate, compratelo, mi raccomando! Lo potrete utilizzare sulla carne rossa appena scottata alla piastra, per un’insalata, per un superbo frittolino oppure per dare un tocco in più al caramello su un dolce. Naturalmente da spolverare sulle pietanze poco prima di servirle per gustare al massimo questo magnifico prodotto. 
Focaccine al fleur de sel
Ingredienti per 8 focaccine medie
200 g di farina “0”
140 ml di acqua tiepida
mezzo cucchiaino di lievito attivo secco in polvere
(o di lievito di birra in polvere)
1 pizzico di zucchero
1 cucchiaino di sale fino
2 cucchiaini di olio d’oliva
Emulsione con:
3 cucchiai d’acqua + 1 cucchiaino d’olio d’oliva
Fleur de sel o sale grosso integrale
Ho miscelato la farina, il lievito in polvere e un pizzico di zucchero in una ciotola. Ho aggiunto l’acqua tiepida lentamente ed ho iniziato a impastare. Ho aggiungo anche l’olio ed il sale fino ed ho impastato in tutto per 5 minuti. Ho lasciato poi riposare per 15 minuti nella ciotola, coperto dalla pellicola per alimenti.
Ho ripreso l’impasto, l’ho re – impastato per 15 minuti e poi l’ho lasciato lievitare nella ciotola coperta da una pellicola per alimenti in un luogo caldo per 45 minuti.
Ho diviso l’impasto in palline (io l’ho diviso in 8 palline, ma potete modificare le dimensioni facendole o più piccole o più grandi).
Per dividere l’impasto in pezzi regolari: formare un salsicciotto, dividerlo a metà. Dividere poi i pezzi a metà fino a raggiungere il quantitativo desiderato.
Ho infarinato un piano da lavoro ed ho steso le palline con un mattarello: girando la pasta di 45° mentre la stendevo, ho ottenuto delle focaccine rotonde, alte circa 1,5 cm e con un diametro di circa 8 cm. Ho poi affondato le dita e formato delle cavità nelle focaccine.
A questo punto ho acceso il forno a 220°C statico. Mentre il forno si scaldava, ho lasciato riposare le focaccine coperte da un canovaccio o da un telo di cotone in modo che potessero lievitare un po’.
Quando il forno era caldo, ho spennellato le focaccine con un’emulsione di acqua e olio d’oliva. Ho poi sparso il fleur de sel (o il sale grosso integrale) ed ho infornato sul ripiano più basso del forno per 20 minuti.
Ho lasciato raffreddare le focaccine su una gratella.
Ho poi tagliato le focaccine a spicchi che ho farcito con formaggio cremoso, pomodoro e prosciutto cotto.
Le idee e le varianti son tante:
♥ invece del sale grosso o del fleur de sel potete utilizzare della paprika e farcire la vostra focaccina con della mozzarella e del salamino.
♥  per un tocco molto provenzale, cospargete le focaccine di sale e rosmarino tritato. Farcitele poi con delle verdure grigliate e del formaggio di capra morbido.
♥  per un tocco esotico, seguite il prossimo post … STAY TUNED!

Nippon Toast (ASIA)

Un po’ d’ispirazione asiatica, un po’ per accompagnare un buon calice di vino bianco, i Nippon Toast sono ideali per gli aperitivi con gli amici.
Gustosi e semplici da preparare, con pochi ingredienti, riuscirete ad avere un successo assicurato!
Nippon Toast
Ingredienti 
per una decina di mini toast
200 g di gamberi sgusciati*
(anche congelati vanno bene)
100 g di ricotta cremosa**
un pizzico di zenzero
1 spicchio d’aglio intero
1 cucchiaio di vino bianco
sale e pepe
burro
pancarrè

semini di sesamo

* da evitare i gamberetti in salamoia, per carità!
** per ricotta cremosa, intendo la ricotta con aggiunta di panna che si trova tranquillamente nei banchi frigo di tutti i supermercati. Ho scelto una ricotta non troppo asciutta in modo che la farcitura si possa amalgamare bene.
Dopo aver sgusciato i gamberetti ho eliminato il budellino nero incidendoli sulla schiena e togliendolo accuratamente. Ho scaldato 1 cucchiaino d’olio d’oliva in un padellino assieme allo spicchio d’aglio intero, ho versato i gamberi, un pizzico di zenzero, sale e pepe. Dopo 2 minuti li ho sfumati con 1 cucchiaio di vino bianco. Ho tolto lo spicchio d’aglio e li ho tritati al coltello.
In una ciotola ho riunito i gamberi tritati assieme alla ricotta ed ho mescolato bene il tutto.
Con un coppa pasta di diametro 4 cm (o in alternativa con un biccherino) ho intagliato delle fette di pan carrè. Le ho spalmate con poco burro e le ho farcite con i gamberetti e la ricotta. Ho richiuso il tutto a mò di sandwich.
Ho passato i mini toast nei semini di sesamo in modo che si attaccassero proprio nella parte della farcia.
Ho preriscaldato il forno a 180° modalità grill, e ho fatto leggermente dorare la superficie dei Nippon Toast.
Si possono servire tiepidi oppure freddi.
Cin Cin e Buon Aperitivo!