Buchteln dolci alla zucca e uvetta

Chi vive come me in questa zona di confine, sicuramente conoscerà i buchteln, una preparazione lievitata dolce, di origini austroungariche nota anche nel vicino Trentino Alto Adige e in Slovenia. Continua a leggere “Buchteln dolci alla zucca e uvetta”

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Babà alla frutta

Il babà più famoso è quello napoletano, che ha le sembianze e le forme di un funghetto allungato e viene servito rigorosamente affogato in una goduriosa bagna di rum e farcito con crema pasticcera o panna. Continua a leggere “Babà alla frutta”

Bagels integrali

Da quando li ho assaggiati a Londra, non ho potuto più farne a meno! I bagels sono delle ciambelle di pasta lievitata, cotte due volte: una prima bollitura e infine la tradizionale cottura al forno conferiscono a questo panino la tipica consistenza “chewy”, ma morbidissima, ideale per esser farcito – come d’obbligo – con formaggi cremosi e mille varianti: dal pesce affumicato, alle uova pochè, alla salted beef (una sorta di roast beef di origini anglosassoni) alla classica marmellata & burro d’arachidi. Continua a leggere “Bagels integrali”

Focaccia genovese, una ricetta velocissima

Queste calde giornate d’Aprile ci fanno credere che l’Estate sia quasi arrivata. Non amo espormi di già sul bagnasciuga però. Amo piuttosto le scampagnate o i pranzi con gli amici all’ombra di un pergolato. Preparo così piatti veloci, ideali a esser riscaldati, e senza pensieri come questa deliziosa focaccia genovese.

La fugässa è una specialità tipica della cucina ligure: questa sorta di pane piatto alto al massimo 2 cm, si distingue da tutti gli altri tipi di focaccia italiano perché prima dell’ultima lievitazione viene spennellata con un’emulsione composta da olio extravergine d’oliva, acqua e sale grosso.

La si può consumare già a colazione, come “rompi digiuno” nella mattinata o come aperitivo-antipasto. È tradizione ligure accompagnarla con un bicchiere – gianchetto – di vino bianco, e in alcune zone dell’Italia occidentale è uso (non tipicamente genovese) inzuppare la focaccia nel cappuccino o nel latte come colazione.

Focaccia genovese step by step 1 (1)

Focaccia genovese

Ingredienti per una teglia rettangolare di 25 x 40 cm

Per l’impasto: 170 ml d’acqua tiepida, 18 g di olio extravergine di oliva, 6 g di lievito secco di birra, 1 cucchiaino di miele o di malto, 300 g di farina bianca di farro, 6 g di sale fino.

Per l’emulsione: 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva più un po’, 1 cucchiaio d’acqua, sale grosso q.b.

Ottima preparazione lievitata per chi ha poco tempo. Una volta cotta e raffreddata, potete surgelarla e scongelarla all’occorrenza… la fragranza rimarrà la stessa!

Focaccia genovese step by step 3 (1)

Procedimento

Nella ciotola della planetaria versate l’acqua tiepida, il malto o il miele, il lievito e l’olio. Unite metà della farina bianca di farro, il sale fino e incominciate a impastare. Unite quindi la farina rimasta. Lavorate il tutto per 10 minuti. Potete fare quest’operazione anche a mano.

Una volta ottenuto un’impasto omogeneo e leggermente appiccicoso, coprite la ciotola e lasciate riposare per 30 minuti.

preparazione focaccia genovese 1

Infarinate la spianatoia e risvoltate l’impasto, ripiegatelo in 3 parti, poi ancora in 3 parti (pieghe a portafoglio) e formate un panetto.

preparazione focaccia genovese 2

Oliate una teglia e riponete il panetto d’impasto. Lasciatelo riposare per almeno 30 minuti.

A parte versate in un barattolo l’olio e l’acqua per l’emulsione. Chiudete con un coperchio e sbattete energicamente.

Riprendete l’impasto e, pressandolo con le dita, allargatelo su tutta la superficie della teglia. Versate quindi l’emulsione, il sale grosso, e lasciate riposare il tutto per 1 ora.

Scaldate nel frattempo il forno statico a 230°C. Infornate quindi la focaccia lievitata e cuocetela per 15 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno, conditela ancora calda con poco olio extravergine di oliva e trasferitela a intiepidire su una gratella. Tagliatela quindi a quadrotti e servitela tiepida.

Focaccia genovese step by step 2 (1)

 

Cinnamon Rolls alle mele

Questo dolce tipico anglosassone, profumato alla cannella, ricorda sì gli inverni davanti al camino ma il suo soffice impasto si presta a ogni tipo di farcitura. Diventa quindi adatto a tutte le stagioni e un ottimo pretesto per riprendere in mano questa dolcissima ricetta.

I cinnamon rolls vedono la loro origine nel nord dell’Europa dove la cannella era la spezia predominante. In Svezia, Norvegia e Danimarca, questi dolcetti chiamati Kanelsneg erano preparati con la tipica preparazione sfogliata, chiamata danish pastry, ricca di sapore e anche di burro, cotti singolarmente e serviti come pasticcino da accompagnamento a bollenti tazze di caffè nero o vin brulè.

Nei paesi di origine anglosassone, invece, i cinnamon rolls chiamati anche cinnamon buns o cinnamon swirls, vengono preparati con un’impasto lievitato sofficissimo. Deliziano così tanti palati che non c’è tempo di confezionarli e cuocerli singolarmente e vengono di solito infornati uno attaccato all’altro in grandi teglie. Non manca la tradizionale glassatura fatta solo di zucchero o con l’americanissima cream cheese.

Oggi ve li propongo con le mele, in una versione che richiama un po’ i sapori dello strudel. Aspetto le fragole per riproporvi una versione ancora più fresca e allettante!

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Cinnamon Rolls alle mele

Ingredienti per circa 15 cinnamon rolls

Per l’impasto lievitato: 240 ml di latte tiepido, una bustina di lievito secco di birra, 75 g di burro fuso freddo, 1 uovo intero, 65 g di zucchero semolato, 60 ml di panna, 150 g di farina integrale di farro, 350 g di farina “tipo 0”, 3 g di sale.

Per il ripieno: 2 mele, 2 cucchiai di succo di limone e la scorza di 1 limone, 3 cucchiai di zucchero di canna, 30 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, cannella.

Per la copertura: 65 g di formaggio cremoso, 60 g di zucchero a velo, 10 g di burro morbido, 2 cucchiai di latte.

Questi Cinnamon Rolls, morbidi e profumati, si prestano a essere farciti come più vi piace. Potete sostituire le mele con le pere o con i mirtilli e arricchire il ripieno con frutta secca come nocciole, noci, mandorle, pinoli tostati, uva passa o albicocche secche.

Procedimento

Preparate il lievitino mescolando 180 ml di latte tiepido con il lievito. Fate gonfiare per almeno 30 minuti.

Sbattete in una ciotola l’uovo intero con il burro, lo zucchero, la panna, il latte rimasto e il sale. Unite quindi il lievitino, la farina e impastate bene il tutto. Lavorate a mano l’impasto per almeno una decina di minuti oppure impastate con la planetaria con il gancio a uncino fino a quando non avrete ottenuto un impasto liscio e asciutto. Riponete a lievitare il tutto in una ciotola coperta dalla pellicola per alimenti fino al raddoppio.

Risvoltate poi l’impasto sul piano da lavoro leggermente infarinato o su un foglio di carta forno.

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Stendete l’impasto con un mattarello fino a formare un rettangolo alto almeno mezzo centimetro di misure 40 x 25 cm circa. Spalmate con una spatola o con un coltello spalmaburro il burro ammorbidito a temperatura ambiente.

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Tagliate quindi le mele a dadini piccoli e mescolatele al succo di limone. Disponetele sulla superficie stesa dell’impasto. Spolverate infine con lo zucchero di canna e la cannella in polvere.

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Dividete il rettangolo a metà nel senso della larghezza e tagliate con un coltello affilato delle strisce larghe circa 6 cm. Arrotolatele a chiocciola su loro stesse e disponetele leggermente distanziate in una teglia tonda. Io ho utilizzato una teglia di ferro ma vi consiglio anche una teglia in alluminio rivestita con la carta forno.

Fate lievitare i cinnamon rolls alle mele per 45 minuti coperti da un telo da cucina.

Scaldate il forno a 180°C. Infornate la teglia e cuocete i dolcetti per almeno 25 – 30 minuti fino a quando non si saranno dorati in superficie. Poi fateli raffreddare a temperatura ambiente.

Cinnamon buns alle mele prep 4

Versate in una ciotola il formaggio cremoso e il burro e lasciateli riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Unite quindi lo zucchero a velo e lavorate con le fruste, aggiungendo il latte, poco per volta, fino ad ottenere una glassa. Decorate la superficie dei cinnamon rolls alle mele e serviteli subito.

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Brioche alla ricotta e gocce di cioccolato

Sto testando moltissime ricette con la ricotta biologica della Fattoria Zoff, azienda con la quale collaboro in questo ultimo periodo, con molti corsi di cucina, pubblicazioni e progetti futuri. Questa volta mi sono messa alla prova ed ho sperimentato un pan brioche senza burro nè olio. Il risultato riuscitissimo, mi ha stupito: un lievitato soffice soffice e leggero come una nuvola che si conserva anche  4 giorni dopo la sua preparazione.

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Brioche alla ricotta e gocce di cioccolato

Ingredienti per uno stampo da plum cake grande

300 g di farina “tipo 0”, 1 uovo intero, 6 g di lievito di birra fresco o 1 cucchiaino di lievito di birra secco, 80 g di ricotta biologica della Fattoria Zoff, 120 ml d’acqua tiepida, 60 g di zucchero, i semi di una bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di rum o di vino Marsala (facoltativo), 4 cucchiai di gocce di cioccolato, 1 cucchiaino di sale, latte o panna per spennellare.

Per far sì che le gocce di cioccolato non si sciolgano in cottura nell’impasto, conservate la confezione in freezer e aggiungetele congelate all’impasto.

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Procedimento

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e lasciate riposare per una decina di minuti.

Sbattete l’uovo e lavoratelo assieme alla ricotta, alla vaniglia e al rum o al vino Marsala. Aggiungete quindi l’acqua con il lievito e mescolate il tutto. Incominciate a impastare aggiungendo la farina, poca per volta ed il sale. Potete utilizzare una planetaria munita di gancio a uncino per velocizzare l’operazione. Dovrete ottenere un’impasto ben incordato e leggermente appiccicoso. Infarinate leggermente il piano di lavoro, formate una palla e riponetela in una ciotola a lievitare coperta da un telo da cucina.

Lasciate riposare l’impasto fino al raddoppio; ci vorranno circa 2 ore.

Riprendete l’impasto e impastatelo di nuovo, questa volta aggiungendo le gocce di cioccolato. Formate di nuovo una palla e riponetela di nuovo a lievitare nella ciotola, fino al raddoppio, coperta da un telo.

A questo punto, trascorsa la seconda lievitazione, dividete l’impasto del pan brioche in 8 palline da circa 80 – 90 g. Disponetele in uno stampo rettangolare grande da plum cake rivestito con la carta forno. Coprite con un telo da cucina e fate lievitare il tutto per un’ora.

Nel frattempo scaldate il forno a 180° C in modalità statico.

Spennellate il pan brioche con poco latte o panna e infornatelo. Cuocetelo sul ripiano più basso del forno per almeno 30 minuti. Copritelo con un foglio di carta argentata se si dovesse scurire troppo in superficie. Fate la prova stecchino per controllare la cottura.

Una volta cotto, portate il pan brioche a temperatura ambiente, sformatelo e riponetelo a raffreddare su una gratella.

Consumatelo ben freddo. La sua morbidezza e fragranza rimane intatta per almeno 3 – 4 giorni se lo conserverete in un contenitore ermetico.

 

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Pane ai semi di chia per la colazione

Da quasi un anno sono chia dipendente. Mi piacciono moltissimo questi semini ricchi di proprietà salutari e ottimi se consumati a colazione. Come i semi di lino, sono ottimi se consumati a colazione: nello yogurt, assieme al müesli, negli smoothies oppure aggiunti nell’impasto di plum cake, torte e budini. Macinati e posti a contatto con un liquido, diventano mucillaginosi e sono un utile sostituto alle uova in alcune preparazioni.

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I semi di chia provengono da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa in Messico, Bolivia e la sua raccolta è appoggiata dal commercio equo e solidale. Questi semi possiedono proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all’interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

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In collaborazione con Ricette della Nonna, per scoprire questa gustosa ricetta cliccate {qui}.

Brioches alle mandorle e miele d’acero

La colazione è il pasto più importante della giornata, come ben sappiamo. E per renderlo tale dobbiamo garantire al nostro organismo un adeguato apporto di sostanze che mettano in moto tutto il fisico. La frutta secca, in particolare le MANDORLE, sono un seme oleoso ricco di vitamine e sali minerali, importanti a risvegliare il fisico e a lento rilascio: in questo modo ci danno un senso di sazietà maggiore durante l’arco della mattinata.

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Un altro importante alleato è il MIELE, ottimo sostituto al comune zucchero semolato raffinato in quanto è facilmente digeribile e non richiede impegnativi processi digestivi al nostro organismo. A differenza dello zucchero raffinato (quello di colore bianco, comunemente utilizzato) che contiene principalmente saccarosio, infatti, il miele include il fruttosio. Lo zucchero bianco può provocare un aumento del livello di glucosio nel sangue e presenta un apporto calorico maggiore rispetto al miele. Ecco perché possiamo definire il miele come “più sano” dello zucchero (malattie come diabete e obesità, possono insorgere più facilmente a seguito dell’elevato consumo di zuccheri). In ogni caso è sempre fondamentale non eccedere nelle quantità ingerite.

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È importante scegliere un miele 100% controllato ma soprattutto certificato. Il miele 100% italiano è un miele di sola e unica produzione italiana che viene certificato solo attraverso l’analisi pollinica che determina origine botanica e geografica dei pollini in esso presenti.

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Per la scelta del miele mi sono rivolta all’azienda Comaro, che vanta da più di un secolo l’esperienza nel settore. Fu fondata nel 1870 dai fratelli Comaro e vide, col passare del tempo, una maggior cura e specializzazione nell’apicoltura e nella produzione di miele locale. Da una piccola realtà quasi casalinga, oggi l’ azienda Comaro vanta una produzione che arriva da 2100 alveari distribuiti in pascoli selezionati in grado di produrre 500 tonnellate di materia prima elaborata poi nella sede principale che si trova a Cassacco (Udine), in via della Stazione 1.

Ma veniamo ora alla ricetta …

Brioches mandorle e miele d'acero 2

Brioches integrali alle mandorle e miele d’acero

Ingredienti per circa 12 brioches

Per l’impasto: 380 g di farina di Manitoba, 200 g di farina integrale, 1 cucchiaino di lievito di birra secco (o 10 g di lievito di birra fresco), 130 ml di latte di mandorla, 130 ml d’acqua, 100 g di burro morbido, 2 uova medie, 30 g di miele d’acero Comaro, 1 cucchiaino di sale.

Per la rifinitura: 50 g di burro, 30 g di mandorle tostate con la pelle e tritate, 30 g di miele d’acero Comaro, 1 uovo per spennellare, mandorle a lamelle q.b., zucchero a velo per spolverare.

Il particolare miele d’acero Comaro viene raccolto solitamente nel mese d’aprile. Ha un profumo che ricorda la frutta cotta, un sapore di frutta secca che ricorda il nocciolo della ciliegia e ben si sposa con i lievitati sia dolci che salati. Ha una tarda cristallizzazione con cristalli fini.

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Procedimento

Miscelate le due farine in una ciotola e in una separata il latte di mandorla con l’acqua. Preparate un lievitino prelevando 100 g di farine miscelate e 75 ml di liquido. Aggiungete il lievito, il miele d’acero Comaro e mescolate il tutto. Lasciate gonfiare per 1 ora.

Trascorsa questa prima lievitazione aggiungete la farina rimasta, il liquido rimasto sbattuto assieme alle 2 uova e il sale. Incominciate e impastare bene il tutto con le mani o con l’aiuto di una planetaria. Quando l’impasto sarà diventato liscio e omogeneo, aggiungete, sempre impastando, piccoli fiocchi di burro morbido, poco per volta. Ci vorranno circa 20 minuti di lavorazione. Formate poi una palla d’impasto, riponetela in una ciotola infarinata e lasciatela lievitare fino al raddoppio. Ci vorranno circa 1 ora e mezza – 2 ore.

Nel frattempo, ammorbidite i 50 g di burro necessari per la rifinitura e mescolatelo al miele d’acero Comaro e alle mandorle tritate.

Infarinate ora la spianatoia e risvoltate l’impasto lievitato. Con l’aiuto di un mattarello, tirate un rettangolo lungo di sfoglia alta almeno 1 cm. Tagliate dei triangoli alti circa 20 cm e dalla base di 8 cm. Spalmate su tutta la superficie dei triangoli la crema di burro, miele e mandorle appena preparata e incominciate ad arrotolarli dalla base verso la punta. Riponeteli su una teglia rivestita di carta forno.

Lasciate lievitare le brioches per almeno 45 minuti, coperte con un telo da cucina. Nel frattempo scaldate il forno a 180° C.

Una volta raddoppiati di volume, spennellate le brioches con l’uovo sbattuto, spolveratele con le mandorle a lamelle e infornatele. Cuocetele per 20 minuti, poi fatele raffreddare a temperatura ambiente. Dopo un’ora di raffreddamento, riponetele immediatamente in un sacchetto ermetico in modo che rimangano fragranti. Se invece le consumate subito, spolveratele di zucchero a velo!

In collaborazione con

laesse

Focaccia sofficissima senza impasto alle cipolle, funghi e pancetta

Avete mai pensato che senza impastare si potesse lo stesso preparare una focaccia sofficissima? Merito dell’alta idratazione dell’impasto e del lungo riposo. Potete provare questa focaccia sofficissima con qualsiasi farcitura.

Focaccia soffice cipolle formaggio pancetta 1

Il metodo senza impasto (No Knead Bread) è un modo innovativo per panificare pizza e focacce e panini rustici senza il minimo sforzo ma sfruttando solo un lungo tempo di lievitazione, una buona farina e l’alta idratazione. Come dico sempre, il segreto è “impastare velocemente pensando ad altro, senza curarsi della forma o dell’amalgama dell’impasto”.

Focaccia soffice cipolle formaggio pancetta 2

Questa ricetta trova mille varianti, potete prepararla con le farciture che preferite. In collaborazione con il  sito Ricette della nonna potete trovare la mia ricetta cliccando {qui}.

Panini soffici al sesamo

Street food, fast food, hamburger gourmet… la moda americana del cibo “veloce” e senza pretese non è mai tramontata. Negli ultimi anni, la ricerca di ingredienti di qualità, fatti in casa e non procurati nella grande distribuzione, ha portato alla realizzazione di hamburger, rolls, e panini gourmet, interamente perfetti sia nella realizzazione che nella scelta degli ingredienti, dal pane fatto in casa, all’hamburger di carne locale cotto alla perfezione, alle patatine fritte a puntino.

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Il pane -si sa- si riconosce al primo morso se è fatto in casa oppure se si tratta di un prodotto confezionato. Home made ha in se quel gusto leggero e quella golosa fragranza. I burger buns, ovvero i classici panini al sesamo, sono uno dei miei cavalli di battaglia nella preparazione di tutti i componenti necessari per un barbecue tra amici, il pass-par-tout in cui dentro puoi adagiarci un hamburger, una fettina di manzo ai ferri oppure del pesce succulento e croccante. Sono veloci e facili da preparare.

Panini al sesamo 2

In vista della vostra prossima grigliata, in collaborazione con Ricette della Nonna, vi consiglio di cliccare {qui} per segnarvi subito la ricetta.

Pane multicereali ai semi

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Ed è così che mi svegliai una domenica mattina di marzo. Con il cielo plumbeo e la voglia di affondare le mani in un soffice impasto. Incominciai subito a spulciare qualche deliziosa ricetta da provare mentre sorseggiavo una tazza di tè per colazione, consultando i miei libri. Quella che trovai è questa, multicereale e ricca di semini, tratta dal libro “Pains bien-être” di Cécile Decaux (ed. Larousse).

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Pane multicereali ai semi

Ingredienti per 2 pagnotte

300 g di farina di “tipo 2”, 100 g di farina di farro, 70 g di farina di segale, 30 g di farina di grano saraceno, 2 cucchiaini di lievito secco attivo per pane, 370 ml d’acqua a temperatura ambiente, 60 g di semi misti (lino, papavero, sesamo), 2 cucchiaini di sale.

Per un pane ricco di sapore, scegliete farine macinate a pietra e biologiche.

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Procedimento

Mescolate tutte le farine in una ciotola capiente assieme al lievito secco attivo e ai semi: 20 g di sesamo, 20 g di semi di lino e 20 g di semi di papavero. Mescolate bene il tutto.

Aggiungete gradualmente l’acqua e incominciate a impastare. Unite il sale e lavorate il composto per almeno una decina di minuti.

Potete fare questa operazione anche un l’utilizzo della planetaria.

Riponete l’impasto in una ciotola pulita, coprite con un telo o con della pellicola per alimenti e lasciate lievitare per almeno 1 ora e mezza fino a raddoppio del volume.

Infarinate un po’ la spianatoia e adagiateci sopra il composto. Dividetelo in due parti e formate due salsicciotti arrotolando l’impasto su se stesso a portafoglio in 3 parti leggermente allungate. Riponete le due pagnotte su una teglia rivestita di carta forno, copritele con un telo e lasciatele lievitare per almeno 45 minuti – 1 ora.

Nel frattempo scaldate il forno a 230 ° C.

Lievitate le due pagnotte, incidetele sulla superficie con una lama o con un coltello affilato. Bagnate la teglia con 2 cucchiai d’acqua (non importa se bagnerà la base delle pagnotte, servirà per dare il “colpo di calore” e per rendere la crosta del pane più croccante) e infornate. L’acqua evaporerà in cottura.

Cuocete le pagnotte per 20 minuti fino a quando non saranno dorate.

Estraetele dal forno e lasciatele raffreddare bene prima di consumarle. Si conservano per 3 giorni in un sacchetto ermetico.

Brioche arrotolata al farro e zucchero di canna

Preparare una soffice brioche per la colazione proprio di lunedì è un po’ come una coccola che si protrae per una settimana intera, gustata la mattina presto per svegliarsi con il sorriso. Per questa brioche arrotolata, che a guardarla sembra un castello ricco di torri oppure una colonia di chioccioline in un prato, ho utilizzato la farina di farro bianca, più salutare della doppiozero.

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Brioche arrotolata allo zucchero di canna

Ingredienti per uno stampo da 20 cm di diametro

Per l’impasto: 270 g di farina di farro bianca, 35 g di zucchero di canna, 10 g di lievito fresco o 1 cucchiaino di lievito secco di birra, 130 – 150 ml d’acqua o di latte tiepido, 50 g di burro morbido a temperatura ambiente, 1 uovo, un pizzico di sale.

Per la farcitura: 30 g di burro + una noce per lo stampo, 1 cucchiaio di zucchero di canna, zucchero a velo per decorare.

Il segreto di questa brioche? Più stretti avvolgerete i rotolini di brioche, più sfogliat0 e morbitdo sarà il risultato finale!

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Procedimento

Sciogliete il lievito assieme allo zucchero di canna in metà acqua o latte tiepido. L’altra metà di liquido, sbattetela assieme all’uovo intero.

Incominciate mescolando la farina di farro al liquido contenente il lievito e lo zucchero, aggiungete il sale, il liquido con l’uovo e fate assorbire bene quest’ultimo. Procedete aggiungendo il burro a fiocchetti, poco per volta, all’impasto e lavoratelo bene fino ad ottenere un composto liscio e malleabile. Ci vorranno una decina di minuti.

Formate una palla d’impasto, infarinatela leggermente e riponetela a lievitare per almeno 2 ore al coperto a temperatura ambiente fino al raddoppio di volume.

Nel frattempo, fate ammorbidire a temperatura ambiente il burro per la farcia, lavoratelo a crema e mescolatelo allo zucchero di canna.

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Sgonfiate l’impasto e adagiatelo sul piano da lavoro infarinato. Dividetelo in 4 parti e formate 4 palline. Stendetele con un mattarello fino ad ottenere dei dischi dal diametro di circa 12 – 15 cm. Prendete il primo disco d’impasto e spalmate su tutta la superficie un terzo di crema al burro e zucchero di canna. Proseguite adagiando sopra il secondo disco d’impasto, altra crema al burro e zucchero di canna, il terzo disco e l’ultima parte di crema la burro. Terminate coprendo il tutto con l’ultimo – il quarto – disco d’impasto . Avvolgete la pila che avrete ottenuto nella pellicola e lasciatela riposare il frigorifero per 1 ora in modo che si rassodi.

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Trascorsa un’ora la pila di dischi d’impasto si sarà un po’ rassodata. Infarinate il piano da lavoro e stendetela con un mattarello fino ad ottenere un disco di pasta brioche alto almeno 1 cm. Con una rotella tagliate delle strisce d’impasto larghe 3 – 4 cm e arrotolatele su loro stesse.

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Imburrate una tortiera a cerniera dal diametro di 20 cm. Disponete i rotolini appena preparati abbastanza distanziati li uni dagli altri. Coprite e lasciate lievitare 1 ora.

Scaldate il foro statico a 180°C.

Compiuta l’ultima lievitazione in teglia, infornate la brioche arrotolata a forno ben caldo e cuocetela per almeno 20 – 30 minuti. Se si dovesse scurire troppo in superficie, copritela con un foglio d’alluminio.

Una volta cotta, lasciatela raffreddare su una gratella. Spolveratela infine con zucchero a velo e servite.

 

Kringle estone alla cannella

Tra pochi giorni è Natale e devo ancora completare la lista dei regali da fare. In questo periodo molto attivo dal punto di visa lavorativo non ho avuto un attimo di respiro e solo ora incomincio a rilassarmi un po’.

Sapete bene che lavorare la terra, dipingere o cucire sono una tecnica di svago. Anche mettere le mani in pasta lo è. E così ho deciso di preparare un lievitato che da tanto tempo mi ero ripromessa di fare: il Kringle estone.

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Questo dolce lievitato è di origine estone ma ha ereditato moltissimo dalle cucine dei paesi vicini. Il suo nome “Kringle” deriva dal norvegese chiocciola. La preparazione è molto simile ai cinnamon buns inglesi o alla brioche finlandese chiamata “Pulla” o alla polacca “Babka”. Il ripieno a base di burro e zucchero può esser poi arricchito con aggiunte secondo i gusti personali: cannella e cardamomo macinati, uva passa e mirtilli disidratati, una spolverata di cacao, di crema al cioccolato e frutta secca tritata o crema pasticcera. Insomma si presta a mille varianti.

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La realizzazione di questo dolce non è difficile. Potete trovare la ricetta spiegata step by step cliccando {qui} sul sito di Ricette della Nonna con il quale collaboro da più di un anno.

I miei bagels super soffici

Girando un po’ il mondo e conoscendo genti provenienti da ogni dove, mi sono addentrata in un mondo di panini e panificazione meraviglioso. I bagels mi hanno sempre attirato e ho avuto il piacere di assaggiarli per la prima volta a Londra. Sono dei panini bucati, fatti lievitare, bollire e cuocere al forno.

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“Pensi ai bagels e li colleghi subito a New York” ma questa soffice pietanza fu portata negli Stati Uniti da una comunità ebraica polacca alla fine del 1800. Ma ben prima, ancora nel lontano 1600, sempre in Polonia, questo prodotto da forno veniva utilizzato come omaggio alle donne in dolce attesa come segno di vita e abbondanza.

Oggi i bagels vengono farciti in molteplici varianti: dal dolce al salato, vegetariano, assieme a un bel hamburger o con una succulenta fetta di salmone, rigorosamente accompagnati da una cremosa salsa (che è quasi un must nella degustazione dei bagels).

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Ma la tradizione ebraica vuole che nè formaggi e carne nè formaggi e latticini vengano abbinati. Ecco dunque il bagel più classico che assaggiai a Londra, in quel di Borough Market: un lieve strato di senape dolce, qualche cetriolino sott’aceto e salted beef affetato a mano (una sorta di roast beef, molto speziato, anch’esso di origine ebraica).

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 Ho dato invece un taglio alla tradizione al Nachmarkt di Vienna facendo colazione invece con un bagel al formaggio cremoso e salmone affumicato accompagnato da pomodoro e rucola fresca. Dal sapore alquanto nordico!

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Dopo queste due esperienze sensoriali alquanto gustose, mi sono subito decisa a mettere le mani in pasta per provare a preparare da sola questi soffici panini. Il risultato è stato meglio delle aspettative: soffici, dorati e gustosi che ben si conservano anche per 2 giorni in un sacchetto ermetico. In collaborazione con Ricette della nonna troverete la mia ricetta step by step bagels cliccando {qui} .

Fare il pane con la macchina del pane #loveseverin

Statistiche confermano che, per gli italiani, i primi tre profumi riconoscibili a occhi chiusi sono l’odore del caffè, il profumo di una rosa e l’aroma del pane appena sfornato. Quindi chi non apprezzerebbe pane fresco ogni giorno? Mi sono avvicinata al mondo della panificazione tempo fa, grazie alla macchina del pane che mi era stata regalata: non mi serviva più impastare a mano, rispettare tempi e temperature di lievitazione e cottura, perché il tutto era  racchiuso in quel magico marchingegno.

Esistono numerosi modelli di numerose marche e pressoché tutte possiedono all’incirca le stesse caratteristiche e funzioni. Dopo l’ultima macchina del pane, “deceduta” qualche mese fa, mi sono subito apprestata a prenderne un’altra e ho optato per la Macchina del Pane della marca SEVERIN. Come ambasciatrice per la nuova campagna 2015 – 2016 #loveseverin vi racconto un po’ trucchi e segreti per utilizzare al meglio questo piccolo elettrodomestico.

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Indispensabili accessori

Oltre al “corpo”, la macchina del pane è composta dal fondamentale stampo di cottura del pane in materiale antiaderente. A seconda dei modelli, la capacità di questo cestello è più o meno grande. In generale, con la macchina del pane, potete realizzare pezzature da 500 g, 750 g o 1kg. Personalmente, preferisco il pane da 750 g, è la taglia perfetta per tutta la famiglia. Inserito nello stampo di cottura del pane, è presente il gancio per impastare che è estraibile e completamente lavabile.

Altri accessori fondamentali presenti sono: il misurino graduato per i liquidi, un misurino per la dose di cucchiaio e cucchiaino e una piccola astina per estrarre il gancio impastatore della pagnotta di pane cotta.

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Funzioni

La macchina del pane della Severin è un pozzo di idee, utili per liberare la mia fantasia dell’arte bianca. Di solito, quando non ho voglia di impastare, far lievitare e infornare, scelgo che la macchina lo faccia per me. In tal caso, la macchina del pane è regolabile su diversi programmi in base al risultato che voglio ottenere:

  • STANDARD: è il programma di solito più utilizzato per il pane bianco
  • PANE BIANCO ALLA FRANCESE: per preparazioni con impasto leggero
  • PANE INTEGRALE: per pane con farine integrali che richiedono più tempo di lavorazione
  • PANE VELOCE PER PEZZATURE DA 700 g E DA 1 kg: per lavorazioni veloci e pane più compatto
  • SANDWICH e PANINI: per pani in cassetta al latte con crosta sottile, adatti alla preparazione di sandwich

Tutte queste funzioni sono personalizzabili in base alla grandezza del pane e alla doratura in cottura (dorato, medio o ben cotto). Potete inoltre aggiungere ingredienti aggiuntivi al vostro impasto come semi, erbe aromatiche e gocce di cioccolato, al “bip” della macchina.

Se invece decido di dar forma al mio pane, creando trecce, paninetti o brioche, di solito scelgo la funzione IMPASTO, durante la quale gli ingredienti vengono impastati per oltre 10 minuti. Seguono poi 2 lievitazioni a temperatura controllata.

Altre interessanti funzioni della macchina del pane Severin sono:

  • BISCOTTI E PASTICCINI: per la preparazione di impasti per dolci
  • TORTE: per l’impasto e la cottura di torte direttamente nella macchina del pane
  • CONSERVE E MARMELLATE: per cuocere marmellate nella macchina del pane (per un max di 1 kg di ingredienti tra zucchero e frutta) con continua rotazione del gancio impastatore.

Per svegliarsi con il pane caldo pronto per la colazione è possibile avviare la PARTENZA RITARDATA. Inoltre la pagnotta di pane cotta nella macchina del pane, rimane calda per almeno 1 ora dopo il termine di cottura.

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La scelta degli ingredienti

  • Le FARINE presenti in commercio sono di numerosi tipi. Quella più utilizzata è la farina 00, ma anche la “tipo 1” e la “tipo 2” sono farine meno raffinate semi integrali adatte alla panificazione. Altre farine utilizzate sono di kamut, di farro, di grano integrale, di grano saraceno, di semola di grano duro…
  • L’ACQUA è l’ingrediente fondamentale per fare il pane. Anche il latte viene di solito utilizzato come componente liquida per ottenere un pane soffice e profumato.
  • Il LIEVITO è la materia viva che fa lievitare il pane in commercio ne esistono di diverse tipologie. Ricordatevi che:
    • per 350 g di farina vi serviranno 2 cucchiaini di lievito di birra secco = 17 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 600 g.
    • per 450 g d farina vi serviranno 2,5 cucchiaini di lievito di birra secco = 22 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 750 g.
    • per 600 g di farina vi serviranno 3,5 cucchiaini di lievito di birra secco = 30 g di lievito di birra fresco e otterrete una pagnotta cotta dal peso di circa 1 kg.
  • Lo ZUCCHERO non è un ingrediente fondamentale ma attiva il lavoro del lievito.
  • Il SALE è un regolatore di lievitazione: non fa lievitare troppo il pane e lo rende saporito.
  • La MATERIA GRASSA come olio, burro o strutto, rendono il pane più saporito e più soffice.

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Come riempire la macchina del pane?

Posate lo stampo su una bilancia e riempitelo per prima cosa con la materia liquida (acqua, latte …), procedete poi pesando e distribuendo la farina sulla parte superficiale dell’acqua. Su un angolino dello stampo versate poi lo zucchero, su un altro angolino versate il sale necessario e su un terzo angolino versate la materia grassa. Agganciate poi il cestello alla macchina del pane, chiudete il coperchio e avviate il programma che avrete scelto.

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Gnocco fritto all’emiliana

Lo gnocco fritto è un antipasto tipico dell’Emilia Romagna: a Modena e a Reggio Emilia viene chiamato gnoc frìt, a Parma torta fritta, a Ferrara pinzino, mentre a Bologna viene denominato crescentina. A seconda della provenienza può avere delle variazioni nella preparazione e nella presenza o meno di alcuni ingredienti.

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La regione Emilia-Romagna e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno incluso il gnocco fritto nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (chiamati P.A.T.).

Nel 2011 è nata a Modena la prima Confraternita del Gnocco d’Oro, per tutelare, promuovere e divulgare la cultura gastronomica modenese. Si tratta di un’associazione d’appassionati gourmand che ha editato il sapere sullo gnocco fritto stilando una guida ai 100 locali e trattorie dove poter gustare un fumante pezzo di gnocco, fritto al momento.

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Se anche voi dovete pensarci ben due volte prima di dire “lo gnocco” al posto di “il gnocco” sappiate che  la popolazione emiliana rivendica l’uso dell’articolo “il” giustificandolo come solecismo (ovvero un errore contro la purezza della lingua o contro la buona sintassi). In tutta la provincia di Mantova, sebbene davanti a “gn” si usi l’articolo “lo”, quando si tratta di “gnocco” si dice sempre “il gnocco, i gnocchi”. “Lo” viene percepito come una vera stranezza, o come un errore di grammatica. Persino le persone colte considerano chi dice “lo” come minimo un pedante.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dello Gnocco fritto emiliano cliccando {qui}.

Grissini alle olive

Fragranti, facili da preparare, ideali per l’aperitivo, per accompagnare un pasto leggero o per fare uno snack, i grissini sono uno dei più celebri e diffusi prodotti della gastronomia del italiana e uno dei più noti della cucina italiana all’estero.

I grissini più famosi sono i grissini torinesi, e proprio in Piemonte nasce la storia di questo gustoso prodotto: si pensa che il nome derivi da ghërsa, il classico pane piemontese, di forma allungata.

Si fa risalire al 1679, quando il fornaio di corte Antonio Brunero, inventò questo prodotto da forno per poter nutrire il futuro re Vittorio Amedeo II, di salute cagionevole ed incapace di digerire la mollica del pane.

Il successo dei grissini fu particolarmente rapido, sia per la maggiore digeribilità rispetto al pane comune, sia per la possibilità di essere conservato anche per diverse settimane senza alcun deterioramento. Fra i grandi estimatori del grissino torinese, non si può non citare Napoleone Bonaparte, il quale creò, all’inizio del XIX secolo un servizio corriere fra Torino e Parigi prevalentemente dedicato al trasporto di quelli ch’egli chiamava “les petits bâtons de Turin”.

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Seguite la ricetta step by step attraverso le immagini. Potrete poi personalizzare la ricetta come più vi piace! Sostituite le olive con pomodorini secchi o capperi, aggiungete un po’ di spezie come peperoncino, origano e rosmarino oppure potrete spennellare i vostri grissini con un po’ d’olio prima della cottura e spolverarli con sale grosso integrale, sesamo o semi di papavero.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potrete trovare la mia ricetta dei grissini alle olive cliccando {qui}.

Brioches ai cinque cereali

Un’altra versione delle mie brioches, questa volta adatte sia a un ripieno dolce che salato. Mi piace curare la piegatura, cercare d’esser precisa nel farle tutte uguali, non scurirle troppo in forno e trovo rilassante l’attesa della lievitazione e della cottura in forno… vedere come queste dolcezze lievitate crescano con il passare delle ore è appagante per me: mi dà sicurezza sapere che la precisione e i giusti tempi daranno un risultato unico e perfetto!

“L’eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.”

H. Hesse

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Brioches ai Cinque cereali

Ingredienti per 16 brioches piccole o 8 grandi

200 g di farina tipo ”2” (o alternativamente la ”o” o la ”1”), 70 g di farina ai Cinque Cereali, 1 cucchiaio di zucchero di canna, 2 cucchiaini di lievito secco attivo, 130 ml di latte tiepido, 50 g di burro lasciato a temperatura ambiente per 30 minuti, 1 uovo intero, 1 cucchiaino pizzico di sale.

Per la piegatura & per la decorazione

30 g di burro ammorbidito a pomata a temperatura ambiente, 1 uovo intero 2 cucchiai di panna o di latte, semi misti (sesamo, zucca, lino e girasole).

La preparazione di queste brioches è la stessa che ho utilizzato per le brioches sofficissime che troverete {qui}. Questa ricetta si presta sia per ripieni dolci a base di marmellata, oppure salati. La mia preferita è prosciutto e formaggio Cheddar… perfetto per l’ora del Brunch domenicale!

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Preparazione

Con la macchina del pane:

versate nel cestello della vostra macchina del pane l’uovo sbattuto, il latte, le due farine mescolate al lievito, il burro a piccoli pezzettini e lo zucchero. Selezionate il programma “solo impasto”. Dopo circa un minuto d’impasto, aggiungete il sale. Una volta terminato il programma estraete l’impasto e mettetelo sul piano di lavoro infarinato.

Impasto a mano o con l’impastatrice:

versate in una ciotola o nell’apposita ciotola dell’impastatrice le farine mescolate al lievito, il burro ammorbidito ridotto in piccoli pezzi, lo zucchero, il latte e il sale. Mescolate (o azionate l’impastatrice al livello più basso di velocità) e incominciate a impastare il tutto, fino ad ottenere un impasto omogeneo o liscio. Formate una palla, riponetela in una ciotola, coprite e lasciate lievitare per 3 ore in un luogo caldo e lontano da correnti d’aria.

Nel frattempo pesate i 30 g di burro e tagliateli a piccoli pezzettini. Metteteli in una ciotola e lasciateli ammorbidire a temperatura ambiente fino a quando non otterrete una morbida crema

Una volta lievitato il composto, dividetelo in 4 parti. Formate 4 palline e stendetele con un mattarello, infarinando un po’ se è necessario. Otterrete 4 cerchi di uguale grandezza. Spalmate il burro sulla superficie di 3 cerchi. A questo punto impilate i 3 dischi di pasta e crema al burro. Completate ponendo il disco non imburrato al di sopra degli altri. Riponete in frigorifero per un minimo di 30 – 40 minuti a un massimo di 1 notte (8 ore circa) a solidificare.

Infarinate il mattarello e in piano di lavoro. Stendete la torretta di dischi di pasta e burro, cercando di mantenere la forma tondeggiante. Stende fino ad ottenere circa 1 cm di altezza. Infarinate se necessario.

Con un coltello affilato, tracciate 8 triangoli grandi o 16 piccoli: formate prima una croce e poi una ”x”. Incidete con un coltellino la base di ogni triangolo e arrotolatelo verso la punta. Posizionate le brioches ben distanziate su una teglia rivestita di carta forno. Vi serviranno 2 – 3 teglie. Riponete le teglie in un luogo caldo, copritele con un canovaccio o con una pellicola alimentare e lasciate lievitare per 3 ore.

Scaldate il forno a 180°C. Spennellate le brioches con l’uovo sbattuto assieme al latte (o alla panna). Spolverizzatele con i semi e cuocetele per 20 – 25 minuti se avrete fatto delle brioches grandi, o 15 minuti se avrete fatto le brioches piccole, fino a quando non risulteranno dorate. Una volta cotte lasciatele raffreddare su una gratella. Si conservano per una massimo di 4 giorni in un sacchetto di plastica ben chiudo o in un contenitore ermetico. Se si dovessero asciugare troppo, riscaldatele pochi minuti in forno prima di consumarle: diventeranno di nuovo calde e fragranti come appena fatte!

Hamburger affumicati

Avete in programma un weekend con gli amici? È allora il momento giusto per preparare questi gustosissimi hamburger dal gusto leggermente affumicato. Ottimi naturalmente se accompagnati da una buona birra!

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Hamburger affumicati

Ingredienti per 4 persone

Per i panini: 4 -6 panini tipo buns ai cereali. Potete trovare la mia ricetta {qui}, otterrete dei panini sofficissimi!

Per gli hamburger affumicati: 50 – 60 g di pancetta stufata affumicata, 2 fette di pancarrè ammollate in poco latte e strizzate bene, 100 g di ricotta, 300 g di polpa di manzo macinata, 30 g di formaggio tipo Cheddar affumicato grattugiato, 1 cucchiaino colmo di paprika affumicata, 1 cucchiaio di prezzemolo, sale, pepe.

Per farcire i panini: lattuga, pomodoro, senape dolce e cipolla rossa affettata finemente ad anelli.

Se non trovate il Cheddar affumicato, potete sostituire questo formaggio di origine anglosassone con della scamorza affumicata oppure con del formaggio Asiago o Fontina.

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Tritate a cubetti finissimi la pancetta e rosolatela in una piastra ben calda senza aggiungere olio. Una volta rosolata per bene, asciugatela con della carta da cucina. Tritatela poi ancora più finemente al coltello.

In una terrina radunate la carne, la pancetta, e tutti gli ingredienti per gli hamburger. Condite con sale e pepe. Mescolate bene e formate tante grosse palline. Appiattitele bene con le mani.

Scaldate bene una piastra e rosolate gli hamburger affumicati su entrabe i lati. Nel fratempo tagliate a metà i panini e scaldateli per pochi minuti sotto il grill del forno. Spalmate le due metà con la senape dolce.

Una volta pronti gli hamburger, riponeteli nei panini e completate con le verdure.