Ivan Bombieri, nuovo chef alla Taverna di Colloredo

“La cucina è un posto straordinario, non un posto come un altro della casa. Perfetto per le invenzioni, il posto giusto dove usare l’ingegno per le proprie ricette”

Alessandro Borghese

Un paese abbarbicato sulle colline friulane. Sotto si estende tranquilla la pianura friulana con i suoi campi di mais, di erba medica e di frumento. Un castello, immenso, dove numerose famiglie nobili e un noto scrittore ottocentesco trascorsero gran parte dei loro anni. Un ristorante che dal 1979 vanta di 1 stella Michelin, rinnovata per il suo 21° anno. Parliamo di Colloredo di Monte Albano, a pochi chilometri da Udine, e del suo ristorante La Taverna, fondato 39 anni fa da Piero Zanini e dalla moglie Matilde Bonitti, affascinante luogo storico dove un tempo giaceva l’antica orangerie del castello dei Conti di Colloredo.

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Un angolo di paradiso dove ritrovare l’accoglienza tipica friulana ma allo stesso tempo la modernità e l’eleganza concreta dei piatti, partendo dalle materie prime ricercate, regionali e a chilometro zero. Il ristorante vanta anche un giardino visitabile dagli ospiti che ospita un orto fornito di ogni varietà di ortaggi e di erbe aromatiche, utilizzati per la creazione e la personalizzazione dei piatti in cucina. Ogni due anni, è abitudine de La Taverna effettuare un cambio di timone in cucina. Quest’anno a capo della brigata c’è lo chef Ivan Bombieri, assieme a Riccardo Celeghin (pastry chef), Andrea Signorini (primi piatti) e Richard Landzuri (antipasti).

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Chef Ivan Bombieri, classe 1985, incominciò nel 2010 la sua esperienza nelle cucine dei grandi Alberghi passando dall’Alpen Royal Hotel di Selva di Val Gardena all’Hotel Capri Palace al Ristorante ConFusion di Porto Cervo. Ivan è uno Chef capace, preparato e intraprendente, appassionato della tradizione e della tecnica. Percorre la ricerca del gusto libero da qualsiasi elemento superfluo. A La Taverna dovrà coniugare la tensione costante (e creativa) tra innovazione e tradizione, senza perdere il legame con le radici di una cucina di territorio, che nel tempo si è resa elegante e raffinata. Da sempre, La Taverna di Colloredo è sempre stata molto attenta alle stagionalità di ingredienti e prodotti. È quindi tradizione il ricco calendario do appuntamenti che ogni mese si susseguono al ristorante: dalla cena a tema sui formaggi (il 16 marzo 2018), agli asparagi ed erbe primaverili (il 20 aprile), alla cena a tema sul tartufo nero (il 14 giugno).

In questo periodo invernale nel menù spiccano abbinamenti insoliti, piatti che rielaborano la tradizione culinaria friulana e un’attenta ricercatezza. Ho partecipato a un press lunch che voleva proprio presentare la nuova cucina. Si è incominciato con un aperitivo in piedi. Piccoli bocconi di polenta croccante e baccalà mantecato, cubi di bollito fritti a regola d’arte accompagnati da salsa al cren e mini burger di fassona battuta al coltello hanno deliziato le nostre papille.

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A tavola, un antipasto di mare: polpo fondente, sbollentato e cotto confit in olio d’oliva, accompagnato da puntarelle croccanti e una riduzione di vino Schioppettino e fumetto di pesce. Come primo piatto, una rivisitazione della famosa e friulanissima polente cuinciade: dei tortelli ripieni di crema di polenta e formaggio fresco, adagiati sulla fonduta di formaggio stravecchio e conditi con la morchia. Come secondo, l’agnello a 360°, ha dimostrato l’abilità dello chef Bombieri nel recuperare ogni parte dell’animale: coscia, carré, spalla in tre versioni, delicatissime e fondenti, accompagnati dalla salsa di sedano rapa, carote croccanti al cardamomo e un ricciolo di mousse di fegato. Come fine pasto, un delizioso trittico di dolci: dalla rivisitazione del tiramisù sullo stecco, a una pralina agrodolce carica di sapore al più esotico ananas caramellato e cioccolato.

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Articolo pubblicato per la rivista “q.b”  Febbraio 2018
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Dal cuore della terra, il pane quotidiano

Il pane, che sia buono due volte

In un momento storico in cui l’alimentazione sana ed eticamente sostenibile è diventata fondamentale, IL PANE QUOTIDIANO si impegna in una lodevole iniziativa che guarda al territorio, alle sue risorse e alla sua forza lavoro.

IL PANE QUOTIDIANO è un’azienda sana ed in crescita che ha sede a Trieste e che negli ultimi anni ha registrato ottimi risultati, contando di dar lavoro a fine 2017 a quasi 100 dipendenti tra la società produttiva e quella commerciale, puntando ad essere il punto di riferimento dell’arte bianca nella città di Trieste e non solo. Il brand trae origine dalla quotidianità di piccoli gesti preziosi che fanno innamorare sempre nuovi clienti. Con gli attuali punti vendita, la presenza costante di collaboratori, i prodotti genuini e artigianali, Il Pane Quotidiano vuole lasciare l’impronta dell’eccellenza italiana nell’area triestina e nel mondo. La continua crescita e l’innovazione tecnologica sprona infatti l’azienda a sviluppare nuovi prodotti e servizi per i propri clienti e per i nuovi mercati da approcciare e conquistare.

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photo credits  ::  il pane quotidiano

Il pane è un bene primario e l’azienda insiste che venga realizzato con materie prime di qualità, che allo stesso tempo valorizzino il territorio regionale e non impattino sull’ambiente. Quindi, anziché andare alla ricerca per il mondo di grani e farine al prezzo più basso, si è preferito cercare dei grani BIO qui nella nostra regione e in particolare nella zona di Palmanova, coltivati in modo naturale anche se con rese più basse. Il Mulino Novacco al quale Il Pane Quotidiano si è rivolto ha immediatamente colpito l’azienda per l’attaccamento delle persone al loro lavoro e perché svolge anche una funzione sociale con il recupero di chi per sfortunate vicissitudini personali si trova ai margini. Ma al fine di controllare tutta la filiera di produzione e poter produrre un PANE realmente SPECIALE, con tutte le garanzie di salubrità e mantenimento delle sostanze nutritive per il consumatore, Il Pane Quotidiano ha deciso di occuparsi direttamente della macinazione del grano, attraverso il mulino che ha acquistato per realizzare questo progetto. Infatti la farina viene ottenuta da questo grano BIO e impastata subito insieme ad acqua, lievito e sale per ottenere un prodotto qualitativamente eccellente e totalmente naturale.

Il 22 settembre è stato presentato un nuovo progetto in Strada della Rosandra, a Trieste: DAL CUORE DELLA TERRA, LA CRESCITA NEL QUOTIDIANO.

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photo credits  ::  il pane quotidiano

Ma di cosa si tratta esattamente?

Paolo Fontanot, il fondatore dell’ azienda, nonché una persona che dà il cuore per questo lavoro da quando aveva 14 anni, sentiva che da un po’ di tempo a questa parte, fuori dai laboratori di panificazione non si percepiva più quel profumo di buono, di naturale e genuino che si respirava una volta. E allora si è chiesto cosa poteva fare insieme a tutta la sua squadra per far tornare quell’aroma.

Così è nato questo progetto: è stata cercata un’azienda che si impegnasse per dare il meglio ai clienti, che producesse il grano in maniera naturale, biologica e che fosse del territorio, trovandola nel Molin Novacco.

Questa azienda agricola di Aiello del Friuli non solo ci permette di assicurare un grano naturale, biologico e a km0, ma rappresenta anche un valore aggiunto al progetto: nei suoi 25 anni di attività si occupa infatti del disagio sociale e di valorizzare i disabili, attraverso un percorso di integrazione.

Una testimonianza davvero splendida di questa realtà  è stata data da un ragazzo, Stefano, che in poche parole ha raccontato la sua esperienza da programmatore informatico a mugnaio, riscoprendo se stesso e una realtà fatta di cose concrete, a contatto con la natura, dove a ogni azione corrisponde una reazione e il frutto del proprio operato si può toccare con mano.

Ora, grazie a questa partnership, l’azienda può garantire questa tipologia di pane in tutti i suoi ingredienti: si tratta infatti di un prodotto fatto con acqua, sale di Pirano, olio extravergine di oliva di San Dorligo e farina del territorio. Il lievito è misto, composto dall’80% da lievito madre, e il restante 20% da lievito di birra, impiegato per togliere acidità all’alimento.

Un altro traguardo davvero importante è quello di poter macinare il chicco di grano direttamente nel laboratorio, trasformarlo in farina, farlo lievitare e consegnare clienti un prodotto davvero sano.

Corrado, il capo forno, ha voluto sottolineare che nel suo percorso all’interno dell’azienda ha riscoperto la gioia per il proprio lavoro, per la creazione, perché a differenza di altri laboratori, a tutto lo staff piace davvero crescere e creare nuovi prodotti fatti col cuore, non solo perché ama fare bene il nostro lavoro, ma soprattutto perché vuole fare del bene a tutti i clienti.

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photo credits  ::  il pane quotidiano

I punti vendita de “Il pane quotidiano” potete trovarli:

  • in Strada della Rosandra, 50 a Trieste
  • in via Settefontane, 42 a Trieste
  • in viale XX Settembre, 11 a Trieste
  • in via Giulia, 5 a Treiste
  • in via di Servola, 126 a Trieste

Per maggiori informazioni consultate il sito: ilpanequotidiano.com

Comunicato stampa: Federica Marchesich & il pane quotidiano

Finalmente ritorna StreEat Food Truck a Udine!

Adoro lo street food di tutto il mondo, salvezza degli attacchi di fame improvvisa fuori pasto e dei languorini di mezzanotte. Non potevo quindi non segnalarvi l’evento che tanto attendevo da un po’ di mesi: StreEat Food Truck ritorna in piazza Primo Maggio a Udine!

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Dal 7 al 9 ottobre 2016 siete quindi tutti invitati a partecipare gratuitamente. Si respira aria buona, c’è bella musica, ci si rilassa sul verde prato, si scherza e ci si diverte. L’anno scorso ho avuto il piacere di esser stata nominata Social Friend dell’evento e documentare tutte le gustose pietanze che ho assaggiato.

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Siete curiosi? Siamo partiti da dei gustosi sandwich dal sapore affumicato con trota e caprino, farinata di ceci DOC come solo un genovese sa fare. E poi bombette pugliesi, olive ascolane al tartufo, panini gourmet e hamburger di chianina. Per non parlare di mitiche patate novelle al curry e vin cotto, panini col polpo e, per finire, gli immancabili cannoli siciliani. Ad annaffiare il tutto ci ha pensato il mio birrificio preferito, il Foglie d’Erba di Forni di Sopra.

Se volete studiarvi bene le tappe da fare, ecco qui sotto una dettagliata mappa di Piazza Primo Maggio. Vi aspetto al Food Truck Festival!

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Mense e banchetti nella Udine rinascimentale

Le vostre ferie ritardano di qualche mese e rimanete in città? L’ideale che vi consiglio è farvi un giro al Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine, situati proprio nel Castello di Udine, ad ammirare l’affasciante mostra “Mense e banchetti nella Udine Rinascimentale”. L’esposizione propone un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustra cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento.

Il tema della mostra, l’alimentazione, viene raccontato soprattutto dai reperti archeologici che restituiscono suggestivi spaccati di vita quotidiana. Vasellame da mensa, stoviglie da cucina forniscono significative informazioni sulle consuetudini della tavola e su come l’alimentazione veniva concepita e vissuta nella Udine rinascimentale.

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Immaginatevi il rituale del banchetto prima ancora della scoperta dell’America, senza la presenza di pomodori, patate, cacao e caffè. Il tutto ci sembrerà incolore, insapore, ma la creatività e la sorpresa in cucina e in sala da pranzo di certo non mancava.

Le pietanze, suddivise in categorie (caldo, secco, freddo, umido) non solo servivano per alimentare il corpo ma anche come medicina. Ogni singolo ingrediente era aveva una sua proprietà medicamentosa. Un esempio son le ricette scritte sul primo ricettario, stampato a Cividale del Friuli nel 1480, il DE HONESTA VOLUPTATE ET VALETUDINE ” del Platina, raccolte con estrema perizia ma senza quantità di ingredienti e tempistiche di preparazione. Tutti i tempi venivano però indicati in “Ave Maria” e “Pater Noster”.

Le spezie erano largamente utilizzate: cannella, zenzero in polvere, chiodi di garofano arrivavano a Udine tramite i mercanti veneziani e venivano conservate in piccole giare di terracotta oppure mescolate a oli ed erbe aromatiche andavano ad arricchire le salse da accompagnamento a base di mollica di pane raffermo e aceto.

In  cucina erano presenti due figure importantissime: il cuoco, addetto alla preparazione dei piatti e alla cottura rigorosamente fatta alle braci o rigorosamente molto accostata al fuoco,  e il trinciante, addetto a tutte le lavorazioni delle carni, dalla macellazione alla cottura. In sala, invece, lo scalco si dedicava all’ospitalità controllava tutto lo svolgimento del banchetto, coordinando l’andirivieni delle portate in modo ordinato. Il credenziere, invece, si occupava del servizio di credenza e dei piatti freddi che andavano ad arricchire il banchetto, non solo portate salate, ma anche dolci e pane.

Durante la mostra potrete ammirare una bellissima esposizione di servizi della famiglia Savorgnan, alcune maioliche bianche e blu, altri con i marchi della famiglia, importati da Venezia e Faenza.

La mostra “Mense e Banchetti nella Udine rinascimentale” la potrete trovare nel

Museo Archeologico, Castello di Udine
aperta al pubblico fino al 18 settembre 2016
da martedì a domenica dalle 10.30 alle 17
Biglietto: intero 5 euro – ridotto 2,50 euro

Informazioni:
Civici Musei tel. 0432 1272591
Puntoinforma tel. 0432 1273717

 

Mare Morje Vitovska il 17 e 18 giugno a Duino

Trieste Mare Morje Vitovska è l’appuntamento annuale con il vitigno autoctono più celebre del Carso triestino, goriziano e sloveno, organizzato dall’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras in collaborazione con i ristoranti della zona, nella suggestiva location del Castello di Duino.

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La Vitovska è un vitigno a bacca bianca, da sempre coltivato in provincia di Trieste e nelle zone della vicina Slovenia. L’origine del nome è ancora incerta ma probabilmente la denominazione del vitigno è di origine slovena. C’è chi sostiene che l’origine del nome derivi dallo sloveno vitez (cavaliere) ossia il vino del cavaliere, oppure da vitica (viticcio dell’uva).
A differenza di altre varietà di cui si conoscono le antiche o recenti origini, la Vitovska può essere considerata varietà autoctona; non esiste infatti traccia di altre varietà con cui identificarsi in altre regioni del Mediterraneo e la sua storia è andata perduta nelle pieghe dei secolo di tradizione locale raggiungendo, attraverso un lungo processo di adattamento e selezione, le attuali caratteristiche che consentono di dare risultati nelle terre rosse del Carso dove è capace di sopportare, frustata dalla Bora, i freddi inverni e la siccità della stagione calda.
Il vino ottenuto dal vitigno Vitovska è giallo paglierino con sfumature verdoline; un vino secco, fresco di acidità, dai suadenti sentori fruttati di pera Williams e salvia, sapido, di buon corpo, con una nota minerale. Gusto gradevole e finale piacevolmente amarognolo.
Produrre vino sul Carso è difficilissimo, pura viticoltura eroica: strappare dalla roccia, metro dopo metro, con il piccone, stendere uno strato di fertilissima terra rossa ferrosa tolta faticosamente dalle doline e piantarvi una vite.
Oggi la Vitovska è regina del Carso, un territorio unico al mondo.

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Photo credits: Associazione Viticoltori Carso

Trieste Mare Morje Vitovska è organizzato dall’Associazione dei Viticoltori del Carso. Costituitasi nel febbraio del 2013 da viticoltori della Provincia di Trieste che operano sul territorio carsico da molte generazioni, l’Associazione opera per la tutela del paesaggio, il rispetto per l’ambiente e la difesa del territorio.

In quanto depositari di antiche tecniche di coltivazione, formatesi in un contesto particolarmente difficile come quello carsico, di lavorazione dell’uva e di conservazione di antichi vitigni, l’Associazione è impegnata a tutelare, valorizzare e curare gli interessi della viticoltura della Provincia di Trieste.

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Photo credits: Associazione Viticoltori Carso

Il Programma della decima edizione

Martedì, 31 maggio

 Ho avuto il piacere di partecipare alla serata presso la Lokanda Devetak per una cena a 4 mani ad opera delle chef Devetak – Klugmann. Un’esperienza unica ed irripetibile!

 Venerdì, 17 giugno

Ore 15.00, Convegno

Carso e marchi di qualità. A chi servono le DOC? Per la decima edizione dell’evento Mare e Vitovska un tema caldo nella regione Friuli Venezia Giulia!

Ore 18.00

Apertura ufficiale della manifestazione. Quasi quaranta viticoltori proporranno i loro vini che saranno accompagnati da sfiziosi finger food preparati da numerosi ristoranti di Trieste, Gorizia e dalla vicina Slovenia

Ore 18.30

Inizio delle degustazioni guidate di tutte le Vitovske presenti, a cura dell’AIS FVG. Informazioni e iscrizioni sul posto

Sabato, 18 giugno

Ore 18.00

Seconda giornata dell’evento dedicato alla Vitovska. Continuano le degustazioni guidate a cura dell’AIS FVG. Informazioni e iscrizioni sul posto.

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Photo credits: Associazione Viticoltori Carso

DOVE: presso il Castello di Duino

COSTO: il ticket di ingresso è di 30 euro (scontato a 25 euro per soci AIS, ONAV, SLOW FOOD) e comprende la possibilità di assaggiare tutti i vini presenti!

ORARIO: 18.00 – 22.00

INFO: http://www.mareevitovska.eu/

“I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”, goloso appuntamento il 5 giugno a Sutrio

Hanno radici lontane i Cjarsòns, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal Mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera.

La loro origine è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i cjarsòns, agnolotti di pasta di patate con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche…quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne.

Ancora oggi moltissime sono le ricette, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia; se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia ne idea la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di scuete fumade (ricotta affumicata) e ont (burro fuso).

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A questa golosità è dedicata ogni anno il primo weekend di giugno la festa I Cjarsòns, la tradizione della Carnia a Sutrio, incantevole borgo della montagna friulana. Il 5 giugno passeggiando fra le 10 isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. 10 i paesi di tutte le vallate della Carnia coinvolti, che proporranno ognuno la propria ricetta. Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione.

Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Il pacchetto weekend di due notti in B&B con al sabato un’escursione guidata per raccogliere e conoscere e le erbe officinali e un corso di cucina per imparare a fare i “Cjarsòns di Sudri” e la domenica il voucher per la degustazione di cjarsòns e vini.

Costo: 125 euro a persona.

Info: www.albergodiffuso.org.

Comunicato stampa: Studio Agorà –  www.studio-agora.it

 

StreEat Food Truck Festival arriva a Udine!

Arriva a Udine per la seconda edizione, il tanto atteso festival del cibo di strada: StreEat Food Truck Festival approderà in Piazza Primo Maggio venerdì 29 aprile e durerà fino a domenica 1 maggio.

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Ce ne sarà per tutti i ‪‎gusti e le ‪intolleranze‬, dagli ‪hamburger‬ di ‪‎Chianina‬ alle ‪olive‬ ‪Ascolane‬, dal risotto alla Milanese agli ‪arrosticini‬ di pecora, dallo ‪gnocco‬ fritto alla ‪‎farinata‬ di ceci, dai ‪poffcakes‬ ai ‪cannoli‬ Siciliani riempiti al momento, dalle ‪orecchiette‬ con le cime di rapa alla ‪pasta‬ e fagioli in crosta di pane, dalle ‪‎lumache‬ alla ‪‎pizza‬ fritta, dai dolci Americani alle ‪Bombette‬ di Cisternino, dal ‪pesce‬ fritto alle ‪miasse‬ di mais, dagli ‪hotdog‬ gourmet alla carne ‪‎affumicata, dalla cucina ‪vegana‬ alle trofie al pesto e sugo di noci.
Da Nord a Sud della nostra bella Italia.Il tutto accompagnato dalle ottime Birre Artigianali di Birrificio Artigianale Foglie d’Erba e BIRRONE, oltre che vini naturali, cocktail rinfrescanti e centrifughe di frutta e verdura fresche.

Troverete la lista di tutti i food truck cliccando {qui}.

{Foto di Roberto Finizio per gentile concessione di StreEat Food Truck Festival}

Finger food d’autunno all’Atelier 59

Vi siete persi alcuni passaggi del mio Cooking Show presso l’Atelier 59 di Cormons? Nessun problema, qui troverete sintetizzate le ricette che vi ho proposto e che avete avuto modo di sbocconcellare. Un ringraziamento affettuoso a Erichetta e a Manuela che hanno organizzato l’evento. Cliccando sui loro nomi accederete ai loro siti web per poter ammirare le loro creazioni. Se invece volete passare a trovarle, la loro bottega artigiana si trova in via Udine, in centro a Cormons (GO).

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Per la cheesecake ai fichi, timo e prosciutto crudo: tostate del pane raffermo di segale ai cereali con un goccio d’olio e riducetelo in piccoli pezzi. Lavorate 100 g di robiola assieme a un rametto sfogliato di timo e a 100 g di panna montata non zuccherata. Adagiate sul fondo di bicchierini o di ciotoline mono porzione i crostini di pane assieme a dei fichi secchi tagliati e a del prosciutto crudo tagliati anch’essi a dadini. Con l’aiuto di una sac à poche, suddividete il composto di robiola-panna-timo per ogni porzione. Terminate con una manciata di pistacchi non salati tritati al coltello e con una rosellina di prosciutto crudo di Cormons.

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Per la bruschetta d’autunno con zucca arrosto, formaggio blu e aceto balsamico: tagliate a dadini 50 g di zucca e spadellatela assieme a 1 cucchiaio d’olio, 1 spicchio d’aglio in camicia, timo, salvia, rosmarino, sale e pepe. Cucinatela a fuoco medio. Lasciatela poi intiepidire ed eliminate l’aglio e le erbe aromatiche. Lavorate 70 g di formaggio erborinato (a vostra scelta tra gorgonzola dolce, gorgonzola piccante, roquefort o stilton) assieme a 100 g di ricotta vaccina. Farcite i crostini precendentemente tostati con la crema di formaggi, adagiate su ogni crostino qualche dadino di zuccha e terminate con rucola e aceto balsamico. Io ho utilizzato l’aceto balsamico Asperum IV di Midolini.

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Per la trota fil di fumo con insalata cremosa di patate, mele e chantilly al kren: lessate 100 g di patate a pasta gialla. Una volta cotte, schiacciatele con una forchetta, salate e pepate e lasciate raffreddare. Mescolatele poi con 2 cucchiai abbondanti di panna acida, aggiungete dell’erba cipollina tritata e mettete da parte. A parte montate 50 ml di panna fresca, amalgamatela a 1 cucchiaio di pasta al rafano (kren) e mettete da parte. Dividete il filetto di trota fil di fumo di San Daniele in pezzi e tagliate una piccola mela rossa a dadini (senza sbucciarla). Componete il piatto: adagiate una base di insalata cremosa di patate, poi una parte del filetto di trota e completate con un ricciolo di chantilly al kren. Terminate con i dadini di mela e con bacche di pepe rosa.

Chic in the kitchen alla Taverna di Colloredo di Monte Albano

” La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella “

Anthelme Brillat-Savarin

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La scorsa settimana, assieme ad Alessandra di Una Casa in Campagna e a Valentina Cipriani, mi sono recata alla Taverna di Colloredo di Monte Albano ad un evento BtoB organizzato dall’associazione Chic (Charming Italian Chef) riservato ai professionisti della ristorazione, per raccontare e far conoscere prodotti di qualità della regione, studiarli, sperimentarli e proporli attraverso creazioni ed impieghi innovativi.

CHIC, Charming Italian Chef, è un gruppo di cuochi sparsi in tutta Italia il cui fascino è espresso dall’altissimo livello della cucina che propongono; una cucina, prima di tutto italiana, interpretata con grande creatività, nel rispetto delle materie prime, espressione dell’inestimabile miniera di prodotti di cui è ricco il nostro Paese. Chic è un gruppo che nasce per catalizzare lo spirito di forte tradizione ed innovazione italiano e per diventare un traino convinto e convincente per il settore. Una risposta alle esigenze di fare sistema ed essere interlocutore autorevole di istituzioni ed aziende che vogliono promuovere la grande cucina della nostra penisola, per esportarla ovunque, attraverso manifestazioni, eventi ed attività di comunicazione.

I protagonisti della giornata, oltre ai soci CHIC Roberto Franzin e Piero Zanini del Ristorante La Taverna di Colloredo di Monte Albano (UD), sono stati numerosi chef provenienti dai più quotati ristoranti della regione.

Assieme a loro, aziende tra cui Selecta, Koppert Cress, Riso Buono La Mondina, Acqua Valverde, FSG Italia con Steelite e Rona, Nespresso Italia, Trabo con Arcos, Kisag ed Isi, Mauviel, Birrificio Amarcord, Champagne Krug, Caviar Sturia, Azienda Agricola Agostinetto e Terre Da Vino, Aceto Sirk, Azienda Agricola Faleschini, Azienda Agricola San Juri Azienda Agricola Bio Canais, Muzzana Amatori Tartufi, Cantina Castello di Spessa, Azienda Agricola Castelvecchio, Azienda Agricola Scubla, Azienda Agricola La Viarte, Cooperativa Fasolari Laguna di Grado e Marano, Forno Dall’Ava, Azienda Agricola Lucia, Casato dei Capitani, De Narda Anselmo, Azienda Dok Dall’Ava, hanno esposto i loro prodotti a disposizione dell’inventiva e dell’estro degli chef: cimentandosi in una picevole jam session, con gli ingredienti che avevano a disposizione, hanno improvvisato creando colorati e sorprendenti piatti. Eccone alcune foto:

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Oltre a questi eventi dedicati BtoB dedicati al mondo della ristorazione, l’Associazione Chic organizza eventi in tutta Italia. Seguiteli sul sito www.charmingitalianchef.com.

ZUANI: tutte le sfumature del Collio.

“Il vino è la poesia della terra”

Mario Soldati

http://www.zuanivini.it/

C’era una volta una famiglia di vignaioli, c’era una volta una collina e un sogno. La storia di Patrizia Felluga, incomincia proprio così. Figlia di Marco Felluga, titolare dell’Azienda Russiz Superiore, decise di provarci e di oltrepassare i dogmi della viticoltura friulana. Non una produzione vinicola con più tipologie di vino, ma un “cru”, composto da Chardonay, Pinot Grigio, Friulano e Sauvignon, su stampo della filosofia di vinificazone francese.

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Patrizia ci racconta che dopo anni di ricerca, lei ed i suoi due figli, Caterina e Antonio, riuscirono a trovare il luogo perfetto per la loro azienda sulle colline di Giasbana, a San Floriano, nel Collio. Decisero di chiamare l’azienda Zuani, dal nome di un antico toponimo austro ungarico del posto. La particolarità di questa collina era sì l’esposizione al sole, il terrirorio propenso per un’enologia di qualità ed il terreno ricco di minerali detto Ponca, tipico della zona, ma anche la presenza di più tipologie di varietà viticole coltivate. Friulano, Pinot Grigio, Sauvignon e Chrdonnay, sono i vitigni utilizzati per creare le due linee dell’azienda: la linea Zuani Vigne, classica, vinificata in acciaio, e la linea Zuani, affinata in botti di rovere francese.

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Ho avuto l’occasione di conoscere questa avvincente storia durante un’evento organizzato nell’azienda. La passione e l’impegno che si percepiscono nell’ascoltare Patrizia, Caterina ed Antonio nel raccontarci la loro storia, mi ha lasciato estasiata. Ho avuto una grande soddisfazione nel ritrovare una realtà enologica così ricercata e così vincente.

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La degustazione delle due linee prodotte dall’azienda è stata accompagnata anche da un cheese tasting di formaggio Montasio in 4 stagionature diverse:

2 stagionature “mezzane” di 3 ed 8 mesi accompagnate da marmellate di ribes e lamponi, abbinate alla linea Zuani Vigne.

2 stagionature “stavecchie” (ovvero stagionate) sia classico che di malga, accompagnate dal miele d’acacia e abbinate alla linea Zuani affinata in legno.

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I vini di Zuani danno soddisfazione al palato. Un piacere che non ti aspetti e che allo stesso tempo di appaga e ti sorprende.

Perchè puntare sul blend? Patrizia lo compara a

“un’orchestra composta da grandi solisti, che sanno come creare insieme un’imitabile sinfonia scritta a più mani da Friulano, Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon”

zuani vigneZuani Vigne, un vino complesso, fruttato e minerale, di colore giallo carico, viene vinificato in acciaio. Si abbina bene a pasti leggeri, primi asciutti, pesci e carni bianche.

zuani

Zuani, invece, viene affinato un botti di rovere. Questo permette al vino di acquistare note calde di tostato e vaniglia, ma allo stesso tempo d’agrumi. Si presta bene ad abbinamento azzardati come i formaggi stagionati assaggiati durante la degustazione, ma anche assieme a crostacei e molluschi. Azzarderei a consigliare carni come l’agnello.

Se desiderate visitare l’azienda e lasciarvi trasportare anche voi dal piacere che allieta tutti i cinque sensi, segnatevi l’indirizzo e tutti i contatti:

Zuani Società Agricola di Felluga Patrizia & Figli s.s.
S.Floriano del Collio
34070 Gorizia / Italy
Località Giasbana 12

Tel. +39 0481 391 432
Fax +39 0481 393 783

www.zuanivini.it –  www.zuanivini.com
Email: info@zuanivini.it

Wine & Design by Cavò da Zorzettig Vini e lo show di Don Pasta

Venerdì 1 agosto sono stata invitata da Cavò ad una stupenda serata a Spessa di Cividale presso l’Azienda Vinicola di Annalisa Zorzettig. Inoltre, ad allietare la serata, uno show diverso dal normale, con la musica dei Food Sound System e i monologhi culinari di Don Pasta.

Avete mai sentito parlare di Cavò?

Cavò nasce dalla creatività di un’azienda friulana che ha saputo reinterpretare e “riciclare” le scatole in legno porta vini, al fine di creare un oggetto d’arredo.

I moduli Cavò hanno una dimensione standard, adatta a tutti i formati di bottiglie. Sono inoltre personalizzabili ed eco – compatibili: facilitano lo stoccaggio, sono un pezzo di design e d’arredamento. Di certo una bellissima idea per recuperare le scatole di legno porta vino!

La giuria internazionale del XXIII COMPASSO D’ORO ADI 2014 ha conferito a Cavò la MENZIONE D’ONORE. Istituito nel 1954, il premio è il più antico ma soprattutto il più autorevole premio mondiale di design.
Per saperne di più su Cavò, consultate il sito http://www.cavodoc.it/ : qui troverete numerose informazioni e idee su come personalizzare i vostri spazi con Cavò.
L’Azienda Vitivinicola di Annaliza Zorzettig ha ospitato all’evento. L’Azienda si trova a Spessa di Cividale, tra i deliziosi Colli Orientali del Friuli.

L’azienda produce olio, grappa e vino. Il panorama da questo luogo è veramente paradisiaco: impossibile non ottenere ottimi prodotti da questa terra!

Ho avuto modo di degustare anche i vini prodotti dall’Azienda, tra questi la Malvasia, la Ribolla Gialla, il Pinot Bianco, il Refosco dal Peduncolo Rosso e il Friulano (ex Tocai Friulano) che ha vinto il concorso per il migliore Friulano della regione. Il sito dell’azienda è http://www.zorzettigvini.it/.
Dopo il tramonto è venuto il momento dello show di Don Pasta e dei Food Sound System.  Don Pasta è un gastrofilosofo pugliese e militante. Da oltre 10 anni porta nel suo tour in giro per il mondo antichi valori culinari sulla cucina tradizionale italiana. Quella vera. Non quella piena di conservanti presente sugli scaffali dei supermercati! Ci ha deliziato con i racconti sulla vera parmigiana di melanzane di sua nonna; tra uno spadellamento e l’altro, ci ha raccontato storie di emigrazione, di olio, di pasticciotti allo strutto, di profumi, di viaggi e di incontri.
Don Pasta, accompagnato da Mario De Simoni alla chitarra, Pietro Martinelli al contrabbasso e Lorenzo Capello alla batteria, si è esibito in monologhi dal ritmo jazz, blues e pop insaporendo il tutto con sughi di pomodoro, polpettine rigorosamente fritte, involtini di carne, fettuccine alle vongole, gamberi e tequila…
Se anche voi volete provare le emozioni culinarie di DonPasta, consultate le tappe del suo tour su http://www.donpasta.com.

Incontri con i vini dell’Isonzo nella pasticceria Maritani: da segnare in agenda!

L’atmosfera calda e accogliente della Pasticceria Maritani presso il Caffè Carducci di Monfalcone ospiterà tra Aprile e Maggio, delle serate dedicate agli appassionati dei vini dell’Isonzo. L’evento “Incontri con i vini dell’Isonzo da Maritani” è stato organizzato dalla Pasticceria Maritani di Monfalcone con il Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Isonzo di Cormons.
 
 
Maritani e il Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Isonzo hanno uno scopo lo comune di esaltare con i propri prodotti le bellezze dell’Isontino, terra di sapori ineguagliati che diventano sempre una nuova scoperta.
 
[immagine da: www.vinidocisonzo.it
 
Al Caffè Carducci di via Duca d’Aosta 83 a Monfalcone, ogni serata verrà allietata dall’intervento del Pastificio Barone di Sezana che abbinerà ai vini le sue pregiate proposte gastronomiche che hanno conquistato i palati italiani e della vicina Slovenia.
A deliziare gli avventori ci sarà anche il noto cuoco triestino Pavel Marc, titolare del locale storico Trattoria Posta di Basovizza, già cuoco dell’anno nel concorso organizzato dalla Federazione Cuochi.
 
[immagine da: www.vinidocisonzo.it
 
Il Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Isonzo di Cormons è nato nel 1966 accoglie oggi circa 60 soci che coltivano la fertile terra bagnata dal fiume Isonzo. Il Consorzio opera secondo precise strategie, garantendo un elevato standard di qualità del prodotto enologico e incarnando una filosofia che ha come valore di riferimento la qualità, l’amore e il rispetto per il territorio.
La DOC Isonzo è conosciuta per le molte aziende affermate a livello internazionale e per la ricerca di soluzioni all’ avanguardia, come nel progetto che ha creato la Bottiglia Goriziana. Utilizzata da molte delle aziende presenti alla serie di degustazioni “Incontri con i vini dell’Isonzo da Maritani”,questa tipologia di bottiglia assicura vantaggi tecnici con un vetro più leggero ma più solido e dimensioni ottimizzate per la logistica e una riduzione dei costi di circa il 30%.
Attraverso la registrazione come “Goriziana”, la cui scritta è realizzata in serigrafia sulla superficie, la bottiglia si sposa alla propria zona di provenienza sfruttando il forte legame tra territorio e azienda, di fondamentale importanza per definire l’attività stessa del Consorzio e per attrarre l’appassionato.
[Immagine da plus.google.com]
La Pasticceria Maritani propone, al Caffè Carducci di Monfalcone, gustose invenzioni che solleticano il palato: dalla pasticceria artigiana alle delikatessen al tagliere denso di profumi, dal caffè creativo al cocktail sorprendente, dal tè di pregio ai vini di alto livello nasce una degustazione stimolante e irrinunciabile. La pasticceria Maritani al Caffè Carducci ha saputo realizzare un luogo dove scoprire sempre nuove e raffinate proposte. In questo luogo così accogliente non potrete far a meno di deliziarvi con un cioccolatino artigianale o un colorato macaron
Il  Caffè Carducci si trova in
Via Duca d’Aosta, 83 a Monfalcone (Gorizia)
tel. 0481.412332
[Immagine da: www.facebook.com/pages/Pastificio-Barone]
Il Pastificio Barone ha sede a Sezana ed è stato fondato dal triestino Gianfranco Burni negli anni ’90, quando esisteva ancora il confine tra Italia e Slovenia. Il Pastificio è specializzato nella produzione di pasta fresca all’uovo, con gnocchi, ravioli e altre leccornie di primissima scelta: innovazione e qualità sono le parole d’ordine del laboratorio che in virtù delle sue creazioni “fatte in casa” attira clienti da entrambi i lati del confine ormai inesistente. Il Pastificio, attento alle nuove esigenze dei clienti ristoratori,consegna nel giro di 24 ore i prodotti richiesti, sempre freschi. Tra le nuove specialità, ispirate dalle richieste degli chef, il pastificio confeziona la pasta alle alghe e i tortelli al riccio di mare e bottarga.
[immagine da: www.vinidocisonzo.it
 
 
Le aziende partecipanti all’evento sono:
 
Azienda Agricola Renata Pizzulin
L’Azienda Agricola Renata Pizzulin è nata nel 2009 e ha sede a Moraro. Insiste su 2 ettari di vigneto che producono circa 7 mila bottiglie all’anno: è una piccola e giovane azienda che punta sulla qualità della sua proposta. I primi vigneti impiantati sono stati Chardonnay, Malvasia Istriana, Sauvignon Blanc e Refosco dal Peduncolo Rosso, tutte varietà grazie alle quali il Friuli esprime grandi vini riconosciuti in Italia e nel mondo. 
 
Contea Società Cooperativa Onlus
Contea Società Cooperativa Onlus è un progetto nato nel 2006 dalla collaborazione tra il Comune di Moraro e la Cooperativa Il Mosaico di Gorizia. Lo scopo è creare attività produttive orientate allo sviluppo di opportunità sociali e lavorative a vantaggio di soggetti deboli.
Il Comune di Moraro possiede un area agricola costituita da 3 mila metri quadrati di terreno coltivato a vigneto e una struttura di circa 1000 mq coperti. La vigna è stata ripiantata proprio con l’avvio del progetto e produce un ottimo Friulano che grazie all’impegno di chi vi lavora diventa il prezioso Morus Morar.
 
Tenuta Borgo Conventi
La Tenuta Borgo Conventi ha sede a Farra d’Isonzo. Nata nel 1975 con una produzione di circa 10 mila bottiglie, in questi anni è cresciuta robusta, aggiungendo vigneto a vigneto e formando così la base per una prestigiosa produzione di vini bianchi e rossi friulani. I vigneti di Borgo Conventi si estendono su circa 30 ettari, divisi tra due delle più importanti DOC della nostra regione, Collio Goriziano e Isonzo, e rendono Tenuta Borgo Conventi una delle aziende-faro del panorama regionale.
 
Azienda Agricola Renzo Sgubin
L’Azienda Agricola Renzo Sgubin ha sede a Pradis di Cormons: con l’attuale ragione sociale è nata nel 1997 ma già da tre generazioni gli Sgubin erano contadini alle pendici del Monte Quarin, il cui logo si ritrova nell’etichetta. Renzo Sgubin e la moglie Michela conducono l’azienda che dispone di circa 11 ettari di vigneto garantendo, con un certosino lavoro sul campo, vini di armonia e passione.La stessa passione che ha portato la proprietà a concludere importanti interventi strutturali, con la ristrutturazione della cantina di vinificazione.
 
Azienda Agricola Bracco
L’Azienda Agricola Bracco ha sede a Brazzano, a due passi da Cormons, nel cuore di quella pianura isontina arricchita dai fertili influssi del fiume Isonzo e del mare Adriatico Da oltre 130 anni la famiglia Bracco coltiva preziosi vigneti, che portano ancora, nei loro toponimi, la traccia del passato asburgico. Oggi l’azienda è diretta da Elisabetta Bracco, rappresentante della quinta generazione di una famiglia che dimostra ogni giorno l’amore per la propria terra e che sa trasformarlo in vini di elevata qualità.
 
Azienda Agricola Silvano Ferlat 
L’Azienda Agricola Silvano Ferlat ha sede a Cormons ed è stata fondata nel 1950. Trae origine dalla grande tradizione vinicola delle terre isontine e non trascura il mutamento dei tempi: negli ultimi anni l’attenzione per il necessario rinnovamento tecnologico ha fortificato l’alto livello delle uve e dei vini di Ferlat. Un’azienda che incarna lo spirito delle “colleghe” isontine: nel vigneto la coltivazione punta al minimo impatto ambientale utilizzando strumenti naturali e ricorrendo al trattamento fitosanitario solo se strettamente necessario per la preservazione del frutto.
 
Azienda Agricola Lorenzon- I Feudi di Romans
L’Azienda Agricola Lorenzon- I feudi di Romans ha sede a Pieris, in piena Bisiacaria. Nata negli anni Cinquanta grazie alle idee coraggiose di Severino Lorenzon, che investì su terreni in cui nessuno credeva, l’azienda è cresciuta diventando una certezza: negli anni ‘90 la creazione de I feudi di Romans ha sancito il successo di una famiglia meticolosa e competente. Oggi ad Enzo, figlio del fondatore, si sono affiancati gli eredi Nicola e Davide che continuano con serietà il lavoro iniziato dal nonno.
[immagine da: www.vinidocisonzo.it
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ora segnatevi gli appuntamenti ai quali non potrete mancare!
 
Giovedì 3 aprile, ore 18,30
Aziende: Azienda Agricola Renata Pizzulin di Moraro e Contea Società Cooperativa Onlus di Gorizia
 
Giovedì 10 aprile, ore 18,30
Azienda: Tenuta Borgo Conventi di Farra d’Isonzo
 
Giovedì 17 aprile, ore 18.30
Azienda: Agricola Agricola Renzo Sgubin di Cormons
 
Giovedì 8 maggio, ore 18,30
Azienda: Azienda Agricola Bracco di Cormons
 
Giovedì 15 maggio, ore 18,30
Azienda: Azienda Agricola Silvano Ferlat di Cormons
 
Giovedì 22 maggio ore 18,30
Azienda: Azienda Agricola Lorenzon – I Feudi di Romans di Romans d’Isonzo
 
 
Ecco i contatti per partecipare all’evento:
Enrico Colussi
Consorzio di Tutela Vini DOC Friuli Isonzo
info@vinidocisonzo.it
Tel.: 0481.61833
Cell.: 340.3897159
E questi sono i link da seguire:
 

Olio Capitale e la torta all’olio d’oliva e limoncello

Un weekend in una città di mare, soleggiata, vivace e ricca di sfumature. Trieste è così. Un porto dove incroci gente che parlano mille lingue, mille dialetti…
Lo scorso weekend, le mie colleghe di Bontât ed io ci siamo recate in avanscoperta di Olio Capitale, il Salone degli oli extra- vergini tipici e di qualità. Ecco: mi chiedevo proprio come fosse assaggiare olio. Io, che solitamente degusto vino! L’esperienza è stata alquanto illuminante.
 
Il programma fieristico era ricco di eventi! Scuole di cucina con grandi chef, convegni, degustazioni guidate… Insomma di certo non mi sono annoiata! Qui sotto alcune foto dell’evento e… una ricettina finale con l’olio extravergine d’oliva. Di qualità, mi raccomando!
Un piatto della cucina pugliese: la zuppetta di cime di rapa cotte con taralli freschi sbriciolati.
 Il tutto piccantino e condito con ottimo olio d’oliva pugliese.
Un altro classico: le orecchiette. La pasta era condita con del pomodoro cotto e marinato all’olio d’oliva.
 Per completare il tutto: cacioricotta e qualche foglia di mentuccia.
Un conditissimo piatto siciliano: la pasta con la Muddhica. Questi sono dei cavatelli, ed oltre a essere caratterizzati dalla mollica di pane tostata (la Muddhica appunto), sono arrichiti da olive nere inforate.
E olio d’oliva, olio d’oliva siciliano a volontà!
Una nuova scoperta: il Pandolio siciliano. Focaccia vellutata, fatta con olio d’oliva e scorze di arancia.
Servita con altro olio d’oliva. Abbinamento incantevole!
Olio d’oliva Parovel e cupcakes: lo stand più delizioso che c’era!
Immancabili gli assaggi di pane casereccio e olio d’oliva.
Olive nere e verdi.
Il pane casereccio.
Salsine di tutti i tipi, pesti più o meno piccanti… anche questo a Olio Capitale per viziare i visitatori più golosi!
Evviva l’abbondanza.
Torta all’olio d’oliva e limoncello
 
La torta è facilissima e velocissima da preparare: il tempo che il forno si scalderà ed avrà raggiunto la temperatura di 180°C statico, voi avrete la torta pronta per esser infornata.
Sbattete per almeno 5 minuti, 3 uova intere con 150 g di zucchero semolato, la scorza di 2 limoni, 1 cucchiaio di succo di limone, fino a ottenere un composto spumoso. Sempre sbattendo unite a filo 120 ml d’olio extravergine d’oliva dal gusto leggero, 80 ml di limoncello, 185 g di farina 00 e mezzo cucchiaino di lievito. Versate il tutto in una tortiera rivestita di carta forno (vedi qui come fare) e cuocete per 45 minuti circa. Fate raffreddare la torta su una gratella e servitela cosparsa di zucchero a velo.
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Seguite il prossimo numero di Bontât magazine, per scoprire tante curiosità e ricette con l’olio d’oliva!

Delizie per gli occhi e per le papille a Ein Prosit XV!

Ebbene sì.
Ein Prosit XV quest’anno è stato davvero superlativo.
Grazie anche al lavoro delle altre 4 food blogger per il progetto #5xEinPrositXV ho potuto notare come la kermesse ha viziato al massimo i visitatori anche quest’anno.
Il Palazzo Veneziano a Malborghetto pullulava di gente e gli stand erano zeppi di specialità uniche.
Ecco i miei scatti della mostra assaggio di domenica.
Il panificio Tondon di San Giovanni al Natisone e i suoi deliziosi prodotti da forno.
Sensazionali e gustosissimi i grissini all’aglio.
Il salame tagliato al coltello del salumificio & prosciuttificio Dentesano di Percoto.
Questo salame presenta un’impasto più grossolano rispetto al salame tradizionale, in quanto le carni sono state tagliate al coltello.
Il prosciutto cotto nel pane di Dentesano tagliato al coltello.
Caldo e fragrante, ottimo con pane fresco e salsa al kren.

Prosciuttificio DOK Dall’Ava di San Daniele del Friuli.
Ottimo questo prosciutto crudo affumicato, dal sapore dolce e deciso.

Tartufi bianchi e neri di Acqualagna dell’azienda Giuseppina Masciotti.
Profumi, sapori e colori dal mondo da Petit Lorien.
E poi anche la magia delle spezie, tè, caffè, sali e pepi nella bottega a Udine in via delle Erbe.
Formaggi saporiti di malga a latte crudo di Spironelli Maria Carmen.
Salse, pesti, confetture per tutti i gusti: dolci, piccanti o salate offerte come assaggio dall’azienda Bonomo & Giglio – La Nicchia di Pantelleria.
Olive taggiasche, olive riviera, buon olio ligure e pesti saporiti direttamente dalle aziende Anfosso e Renise.
(Oibò: Bonito del Norte: tonno del mar Cantabrico all’olio d’oliva)
Bresaola della Valtellina dell’Antica Salumeria Tonelli.
Formaggi di capra direttamente dal Piemonte grazie all’azienda La Casera.
Goduriosa “torta” fondente al cioccolato di Claudio Pistocchi.
Non ho mai visto packaging più bello per una birra. Queste provengono dallo Yorkshire e sono state fatte dal birrificio Wold Top Brewery.
Aglio di Resia, passione infinita per un presidio Slow Food.
Il Giardino Commestibile si trova a Zomeais, vicino a Tarcento (UD), ed offre piante, fiori e preparati per deliziare il palato. Non avete mai provato ad assaggiare un buonissimo caco secco??? Stupirete il vostro palato da tanta bontà!
Per carnivori impenitenti, il salumificio & macelleria Giacobbe di Savona offriva coppa di testa classica ai pinoli, coppa di testa alle mele e cannella, coppa di testa alla scorza di arance chinotto. E poi: salame cotto, pancetta cotta e pestato di lardo. Non ho potuto non assaggiare tutto.
Vegetariani in lettura: perdonatemi!
Formadi frant dell’azienda agricola San Juri. Ricco di panna, salato e ben pepato ce n’era per tutti i gusti: alle erbe, alle noci, classico, alla camomilla, al peperoncino e alla calendula.
Fresco e delicato il branzino dell’allevamento ittico sloveno Fonda: servito crudo oppure mantecato.
La mostra assaggio dei vini friulani, ho contato la partecipazione di numerose aziende: gentilissimi i produttori che hanno saputo guidare al meglio i visitatori all’assaggio dei loro vini. Alcune novità: la bottiglia dell’ azienda del Collio che ha “appoggiato” il film made in Friuli Zoran, il mio nipote scemo, fotografata qui sopra.
Grazie mille a tutti gli organizzatori, a tutti gli espositori e a tutti gli ospiti che con passione e dedizione hanno lavorato per creare ed animare questa kermesse in una maniera unica.
Grazie a tutti e arrivederci alla prossima edizione.
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Se siete curiosi di seguire gli altri post delle altre food blogger, ecco i link:
oppure digitate l’hashtag #5xEinPrositXV

In alto i calici… inizia Ein Prosit XV a Malborghetto!

Immaginatevi un tempo umido, freddo, magari con qualche fiocco di neve e … Malborghetto.
E poi le strade di quel paesino del tarvisiano che abbondano di gente e il grande Palazzo Veneziano da dove si possono udire voci, profumi, tintinnii di calici e bottiglie.
 
 
Questo è EIN PROSIT, che anima il piccolo villaggio del tarvisiano e riscalda i cuori dei suoi visitatori. 
E’ questa l’impressione che la manifestazione mi ha dato l’anno scorso come visitatore. 
Quest’anno, invece, potrò partecipare alla kermesse sotto le spoglie di una food & wine reporter che riproporrà accuratamente in questo blog tutte le impressioni sulla mostra assaggio culinaria ed enologica che Ein Prosit propone nel suo programma. 
 
Assieme a me, altre carissime amiche food blogger intratterranno i lettori con le loro esperienze:
 
Rossella Di Bidino di Ma che ti sei mangiato? friulana DOC, romana d’adozione, ritorna alla terra Natale per questa speciale manifestazione enogastronomica.
La chef Theodora Hurustiati, non solo vizierà il pubblico di Ein Prosit con le sue prelibatezze fusion, ma ci allieterà sul suo blog  Pura Cucina con la lettura del suo il resoconto di questa sua bellissima esperienza.
La travel & food blogger Alessandra Colaci di Una casa in campagna ci farà viaggiare con la fantasia e con il gusto, riportando le sue esperienze ai laboratori del gusto e non solo.
Valentina Cipriani, food stylist & food reporter, nonchè fotografa ufficiale dell’unione cuochi FVG, raccoglierà i suoi scatti sul suo sito per deliziare gli occhi.
Il nostro reportage per Ein Prosit lo potete seguire sui social network (I nostri blog, Facebook, Instagram e Twitter) semplicemente digitando l’ hashtag #5xEinPrositXV.
 
 
 
Il programma che Ein Prosit offre quest’anno è il seguente:
 
Gli ITINERARI DEL GUSTO(dal 14 al 17 novembre) in cui la grande cucina italiana incontra i vini regionali del Friuli Venezia Giulia grazie all’esperienza dei più affermati ed innovativi chef nazionali ed internazionali. L’edizione di quest’anno avrà come protagonisti, tra gli altri, Igles Corelli, il maestro della cucina italiana d’autore il  14 novembre al Ristorante il Buon Arrivo di Caporosso (Ud), Ciro Salvo, il re incontrastato della pizza napoletana il 15 novembre al Ristorante Pizzeria Raibl di Tarvisio e Paolo Parisi, il produttore del “superuovo” sempre il 15 novembre alla Baita di Beatrice a Camporosso (Ud). Di particolare interesse, le 5 serate “4 mani 1 cena” proposte da  Ilija Pejical Ristorante Ilija Golf Club di Tarvisio che cucinerà in ogni serata con uno chef diverso. Si parte il 13 novembre con una cena riservata agli under 25, per proseguire il giorno seguente in cui Ilija Pejic cucinerà con Nicola Fossaceca. Il 15 novembre è la volta di Tomas Kavcice il 16 novembre le altre due mani saranno di Manfred Stüfler. La chiusura, il 17 novembre, in coppia con Jürgen Perlinger. 
 
Una serie di appuntamenti in cui le creazioni dei migliori rappresentanti della scena gastronomica vengono abbinate ai vini del Friuli Venezia Giulia realizzati in collaborazione con Paolo Marchi, ideatore di “Identità Golose” ed Emanuele Scarello, già presidente dell’Associazione dei Jeunes Restaureateurs d’Europe.
 
La MOSTRA ASSAGGIO (16 e 17 novembre) che riunisce 130 aziende enogastronomiche nazionali ed internazionali suddivise in due sezioni, “Vigneto” e “Culinaria”, nella suggestiva cornice del Palazzo Veneziano di Malborghetto (UD) e propone assaggi e degustazioni del  meglio della produzione delle aziende stesse.
 
Le DEGUSTAZIONI GUIDATE (16 e 17 novembre), un percorso propedeutico alla corretta degustazione del vino per conoscere la storia, le caratteristiche organolettiche e le peculiarità dei vini in mostra. Gli appuntamenti, che si tengono a Palazzo Veneziano di Malborghetto sono curate da due prestigiosi giornalisti, Gian Luca Mazzella e Sandro Sangiorgi e avranno come ospiti d’eccezione Luca Gardini, Giampaolo Gravina, vicecuratore della guida “I Vini d’Italia” e Alberto Lupetti, autore e curatore di “Grandi Champagne”, la più autorevole e completa guida dedicata agli champagne.
 
GLI INCONTRI (16 e 17 novembre) con i produttori, le loro testimonianze e gli assaggi dei loro vini. Un appuntamento, in particolare, sarà dedicato alla presentazione della guida “Vini Buoni d’Italia” del Touring Club, dedicata ai vini da vitigno autoctono e alla premiazione dei produttori che avranno ricevuto le Golden Star nell’ultima edizione della guida.
 
I LABORATORI DEI SAPORI (16 e 17 novembre), il più atteso appuntamento con i gusti e i sapori regionali e nazionali alla scoperta degli abbinamenti tra le più significative specialità gastronomiche ed i vini autoctoni della nostra penisola. Gli incontri si terranno tra il Ristorante Casa Oberrichter e Palazzo Veneziano a Malborghetto e avranno come protagonisti  Bepi Pucciarelli con il suo programma  “In Viaggio tra i Sapori”, incentrato sulla produzione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia; Paolo Marchi con la sua “Alta Scuola dei Sapori”, una serie di golosi incontri sul meglio dei prodotti nazionali ed internazionali e Gianluca Fusto in “La Dolce…Vita”, appuntamenti con le sue immancabili e irrinunciabili delizie.
La CUCINA DELLA VALCANALE E I VINI AUTOCTONI (dal 14 al 17 novembre) con i “menù assaggio” abbinati ai vini delle aziende presenti nella rassegna realizzate dai ristoratori della Valcanale appositamente per Ein Prosit. 
 
EIN PROSIT è organizzata con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Udine, della Camera di Commercio di Udine, di Banca Friuladria / Crédit Agricole, della Fondazione CRUP, della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, dei Comuni di Tarvisio e Malborghetto. Media Partners: RadioRai, Messaggero Veneto e Kleine Zeitung. 
Se volete deliziarvi gli occhi, e anche un po’ il palato, seguite il mio blog per il resoconto della mostra assaggio!
 
Il programma completo della XV edizione di EIN PROSIT è consultabile al sito www.einprosit.org 
 
 

Keep calm & drink Prime Uve

Keep calm & drink Prime Uve,
ovvero “Prenditi il tuo tempo e degusta Prime Uve”.
Non ci poteva essere citazione più azzeccata stampata sul nostro bel grembiule che la distilleria Bonaventura Maschio ci ha gentilmente donato in un soleggiato pomeriggio di ottobre passato insieme.
Invitate per l’operazione di distillazione, Micaela, Alessandra ed io, ci siamo messe in viaggio per raggiungere la distilleria a Gaiarine, in provincia di Treviso.

Qui, ci hanno accompagnato alla visita dell’azienda, due persone speciali: Anna Maschio e Andrea Maschio, che curano meticolosamente questa realtà dell’arte della distillazione.

(Ringrazio Micaela per la bellissima foto che proprio ci ritrae sorridenti come se fosse Natale!!!)
I vigneti dell’azienda trovano dimora tra il Tagliamento ed il Piave, vocata zona vinicola, famosa per la produzione soprattutto del Prosecco, ma di anche altre uve bianche e nere.
La prima tappa è stata la cantina.
La seconda tappa è stata la zona di distillazione.
La distillazione è un procedimento fisico che consente la separazione dei componenti volatili di un fermentato in base al loro diverso punto di ebollizione. In questo modo si può concentrare l’alcol etilico presente nel fermentato e si selezionano le sostanze pregiate del distillato scartando quelle meno nobili e sgradevoli. La tecnica di distillazione adottata dall’azienda Bonaventura Maschio è di tipo discontinuo dove il carico, detto cotta, viene scaricato una volta che si è esaurito; successivamente si ricarica la caldaia con un altro carico.
Nella distillazione si separano dapprima le frazioni più volatili (acetaldeide ed altri acetati) che costituiscono la cosiddetta “testa”, poi la frazione nobile (il “cuore”) costituita dall’alcol etilico, ed infine si eliminano i composti più pesanti che vaporizzano a temperature più elevate dei precedenti, cioè la “coda”. Lo strumento per ottenere un distillato è chiamato alambicco ed è composto da:
 

 

caldaia in rame

 

coperchio che convoglia i vapori idroalcolici nel collettore

 

collo di cigno che si congiunge alla caldaia con il refrigeratore

 

refrigeratore

 

provetta di saggio per controllare il grado alcolico del distillato
Anche noi food blogger ci siamo impegnate a contribuire alla distillazione!
La terza tappa della nostra visita alla distilleria è stata poi fatta alla barricaia.
Il legno, infatti contribuisce a esaltare organoletticamente i distillati, accentuando note dolciastre, di uva passa, legni caldi e spezie.
La distilleria Bonaventura Maschio ha anche la fortuna di possedere un piccolo museo della distillazione con attrezzature, alambicchi e caldaie d’epoca.
E’ venuto poi il momento della degustazione guidata.
Ecco i prodotti della distilleria Maschio Bonaventura che abbiamo avuto il piacere di degustare.
  • PRIME UVE è l’acquavite da uve bianche: le uve Prosecco donano all’acquavite un gusto fruttato di pera, mentre le uve Riesling conferiscono un tocco fine e floreale.
  • GRAPPA 903 TIPICA è il risultato di acquaviti da vinacce diverse. Dedicata al fondatore della distilleria, questa bevanda è il risultato di ricerche e studio che hanno costituito la pietra miliare dell’arte della distillazione.
  • PRIME UVE ORO è il risultato di un binomio vincente tra l’uva, maturata al sole delle colline, e l’affinamento in rovere. Il suo profumo unisce sentori floreali alla morbidezza del legno.
  • PRIME UVE NERE è l’acquavite da uve nere: Cabernet, Refosco e l’affinamento in botticelle di rovere, donano a questa bevanda un profumo equilibrato con sentori vanigliati e un gusto gradevole e ricercato.
  • GRAPPA 903 BARRIQUE è l’espressione di vinacce da uve bianche e da uve nere distillate separatamente e poi unite secondo una ricetta storica. Il passaggio in legno dona a questa grappa una nota intensa e raffinata
  • PRATUM è l’amaro dei prati stabili dell’azienda Bonaventura Maschio. I prati stabili sono prati di alta montagna, protetti, che donano preziose erbe officinali impiegate per la realizzazione di questo amaro. La particolarità di  questa bevanda sta nella scelta delle piante: gli apparati fogliari di Achillea, Timo Serpillo, Centaurea Minore, Mentuccia Selvatica, Piantaggine, Caglio Zolfino e Cardo vengono infusi in questa bevanda per dare come risultato un piacevole e profumato elisir da consumare dopo pasto.
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DISTILLERIA BONAVENTURA MASCHIO
Via Vizza, 6 Gaiarine (TV)

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Risotto alle erbe di campo e uccellini scappati allo Show Cooking al Palmanova Outlet Village

Sabato 26 ottobre, ho avuto il piacere di cucinare allo show cooking organizzato al Palmanova Outlet Village per la manifestazione Food & Style. Accanto a me, il simpatico tecnico agro alimentare Giovanni Munisso, ha intrattenuto gli spettatori mentre io preparavo il piatto.
(Ringrazio il Circolo Fotografico Palmarino per le bellissime foto!!!)
Ed ecco la ricetta del
Risotto alle erbe di campo e uccellini scappati
al burro scuro alla salvia
 
Ingredienti per 2 persone:
 
150 g di riso vialone nano
1 scalogno o cipollotto tritato
mezzo litro di brodo vegetale fatto con sedano, carota e cipolla
vino bianco
2 cucchiai di Montasio stravecchio grattugiato o grana
1 mezzetto di erbe di campo fresche (tipo per frittate)
4 fettine di carpaccio di manzo
2 salsicce
4 fette di prosciutto crudo di san daniele
burro
olio d’oliva
salvia fresca
 
Anticamente – purtroppo – ogni volatile selvatico, compresi dei poveri uccellini, erano dei prelibati pasti che venivano consumati la domenica a pranzo assieme a una buona razione di polenta. Con l’andare del tempo e con lo scarseggiare di questo tipo di carni, gli uccellini son stati sostituiti dai così detti “ucei scjampas”, ovvero degli involtini di carne ripieni di salsiccia avvolti in pancetta o prosciutto crudo, insaporiti da una foglia salvia.
 
Per prima cosa ho tritato lo scalogno o il cipollotto finemente e l’ho fatto dolcemente soffriggere con un pizzico di sale e 1 cucchiaio d’olio d’oliva. Ho poi aggiunto il riso e l’ho tostato. Ho sfumato il tutto con il vino bianco e ho proseguito la cottura aggiungendo il brodo vegetale. A cottura ultimata ho aggiunto le erbette di campo fresche tritate, il Montasio stravecchio ed ho mantecato il tutto con una noce di burro. 
Mentre la cottura del riso proseguiva, ho preparato gli uccellini scappati: su un piano ho steso una fetta di prosciutto di San Daniele, sopra di essa una fetta di carpaccio di manzo e sopra ancora un pezzettino di salsiccia. Ho avvolto il tutto come se fosse un involtino e l’ho tagliato a metà per favorire la cottura. Ho fatto leggermente soffriggere una noce di burro in una padella e ho dorato gli involtini, sfumandoli a metà cottura con il vino bianco. A cottura ultimata ho infilzato 2 involtini in uno stecchino di bambù.
Per la preparazione del piatto: ho dato la forma tonda al riso, riempiendo un coppa pasta e lasciandolo riposare per 2 – 3 minuti. Sopra ho posto 2 spiedini di uccellini scappati ed ho completato il piatto con del burro fuso color nocciola alla salvia. Ho decorato con foglie di salvia fresca.

Per il mio piatto, Giovanni ha sapientemente abbinato un Tocai Friulano dell’azienda Crastin di Dolegna del Collio, perfetto con le erbe aromatiche del risottino e con in prosciutto crudo avvolto negli involtini.

E’ stata un’esperienza memorabile grazie alla quale posso ritenermi veramente soddisfatta!
Vorrei ringraziare tutti gli organizzatori e chi ha potuto favorire la buona realizzazione della manifestazione.

Last but not least, ovvero ultima cosa, ma non meno importante, per chi c’era e vorrebbe rileggerla, riporto la poesia di Bruno Tognolini che Giovanni, dopo averla trovata sul mio profilo, l’ha letta davanti a tutti. Adoro questa filastrocca!

Buone Forchette… vi aspetto tutti al Palmanova Outlet Village!

Il Palmanova Outlet Village dedicherà i prossimi due fine settimana ai prodotti tipici del territorio. 
Il 19, 20, 26 e 27 ottobre, la cittadella friulana dello shopping ospiterà una serie di iniziative legate al mondo della cucina, con degustazioni, vendite speciali di prodotti tipici e dimostrazioni di ricette dolci e salate.
 
Le strade del Village saranno “invase” da tanti espositori di prodotti enogastronomici tipici del Friuli Venezia Giulia.Inoltre, ogni pomeriggio, alle 15.30 e alle 17.30, due food blogger proporranno a tutti i visitatori, dimostrazioni di ricette.
 
Il primo appuntamento è in programma sabato 19 ottobre. Il tema sarà la cucina fusion, con Chiara Selenati di That’s Amore e Theodora Hurustiati di Pura Cucina .
Domenica 20 ottobre, invece, si parlerà di cucina baby, con ricette dedicate ai più piccoli. Interverranno Solema Cereser di Cucina di Nonna Sole e Antonella De Grassi di Casetta di Cioccolato.
Durante questo primo weekend, la manifestazione sarà presentata da Elena Roppa, blogger ed esperta di vini che consiglierà i migliori abbinamenti con i piatti proposti.
 
La settimana successiva, sabato 26 ottobre, sarò io ad allietarvi il palato alle ore 15.30 e, a seguire, il blogger sloveno Valentin Bufolin. Parleremo della cucina tipica del Friuli e della Slovenia. 
Domenica 27,ancora cucina friulana assieme alla “food reporter” Valentina Cipriani e a Micaela Liberati di Cheladigranchio .
Durante entrambe le giornate, l’enologo Giovanni Munisso presenterà le dimostrazioni e consiglierà i vini da abbinare alle pietanze.
 
Vi aspetto numerosi!
 
Per informazioni: www.palmanovaoutlet.it

Friuli DOC 2013 sempre più social: quest’anno ci siamo anche noi Food Blogger!

Ci siamo conosciute, ci siamo riunite e abbiamo deciso: il nostro affiatato gruppo di food blogger, friulane di nascita o adozione, accompagnerà virtualmente curiosi e appassionati alla scoperta dei prodotti friulani presenti a Friuli DOC 2013. Racconteremo esperienze personali e curiosità e spiegheremo come usare al meglio gli ingredienti scelti in deliziose ricette. A partire dal 3 e fino al 16 settembre, sarà possibile seguire i post su Twitter, Facebook e Instagram cercando l’ hashtag “#6xFriuliDOC”


Il nostro gruppo è composto da: 
Micaela, anche lei molto giovane, è friulana con un look e un’anima spagnoli. Il suo blog è Chela di granchio. “Chela”, soprannome datole dalla sorella, è laureata in antropologia e pubblica giornalmente ricette scritte con ironia.
Chiara è di Sutrio. Cuoca e mamma di due bimbi, ha vissuto per un lungo periodo in Francia per poi tornare alle sue origini friulane. Assieme al marito sogna un Bed & Breakfast in Carnia. Nel frattempo, nel suo blog bilingue That’s Amore!, vizia i lettori con dessert spettacolari che fanno venir voglia di leccare il monitor.
Alessandra, imprenditrice triestina, è riuscita a realizzare il suo sogno di abitare in “Una Casa in Campagna”. Il suo blog infatti è proprio Una casa in campagna. Lascia spesso la sua casa per partire verso l’Oriente e verso la scoperta dell’Europa per condividere le sue esperienze sul blog.
Valentina è la fotografa ufficiale dell’Unione Cuochi FVG ed ha già pubblicato tre libri di cucina per Morganti Editori: “La Ricotta”, “La mortadella” e, l’ultimo arrivato, “Polpette & polpettoni”. Romana d’origine, si è innamorata del Friuli e si è trasferita in questa regione qualche anno fa, dopo aver dedicato la tesi di laurea alla letteratura friulana. Il suo sito, corredato di bellissime foto, è una gioia per gli occhi.
Theodora è una friulana d’adozione con gli occhi a mandorla. E’ originaria di Jakarta ed è diventata udinese 11 anni fa per ragioni di cuore. Due anni fa è arrivata seconda in un talent show gastronomico su Gambero Rosso Channel e ora insegna cucina etnica al Civiform di Cividale e a GemNutrivita di Feletto Umberto. Si dichiara blogger in pensione ma le amiche – colleghe sono riuscite a convincerla a tornare al lavoro per l’occasione. Seguitela sul suo blog Pura cucina.

E alla fine ci son anche io, che aprirò il progetto pubblicando una ricetta tipicamente friulana questo pomeriggio.
Friuli DOC 2013 conta quest’anno la XIX edizione e sarà presente a Udine dal 12 al 15 settembre. Lasciatevi stuzzicare piacevolmente il palato dai numerosi stand presenti e non perdetevi gli spettacoli musicali, le bande, i gruppi folkloristici, l’animazione di strada e i laboratori per bambini che animeranno vie e piazze cittadine.

Vi aspettiamo numerosissimi per scoprire tutto questo e tanto altro a Udine!
 
 

Il mio racconto culinario ”Bianco come il latte” vince il primo premio allo Spriz Letterario di Manzano

Lo Spritz Letterario finalmente è arrivato anche a Manzano!
Si tratta di un un’associazione culturale fondata da Marianna Bonelli nel 2008 a Vicenza. Riunisce scriventi, non scrittori, lettori del Nordest, estimatori di spritz. Uniti dalla passione per i libri, gli spritzati si trovano nei bar delle città, all’ora dell’aperitivo, e tra un bicchiere e l’altro, in mezzo alla gente, costruiscono storie, leggono racconti, organizzano atti di pirateria culturale.
Finalmente è stata inaugurata venerdì 14 giugno anche la sezione friulana nel mio paese assieme alla premiazione del concorso “Messede che si tache”, che tradotta dal friulano sarebbe “Mescola che sennò s’attacca”.
 
La premiazione è stata fatta nell’Agriturismo dell’Azienda agricola Driutti a Manzano.
 
Non potevo non partecipare e così ho scritto un racconto raccogliendo gli aneddoti che mia madre mi ha raccontato sulla raccolta del latte in paese. Invece di riportare delle semplici ricette ho riportato in questo racconto in prima persona, le sue memorie ‘’culinarie’’ collegate alla mungitura, alla raccolta del latte e all’uso che una volta veniva fatto il cucina.
Sorprendetemente il mio racconto si è aggiudicato il primo posto.
Ve lo riporto volentieri in modo che possiate leggerlo anche voi:
Oltre al mio racconto son stati premiati anche altri appassionati. Ecco la foto ricordo.
[immagine via Facebbok]
 
Inoltre ringrazio le “3 emme“: Manuela, Martina e Marianna che hanno organizzato l’evento e tutte le persone che mi hanno spinto a partecipare.
Se siete della zona e siete degli appassionati anche voi di scrittura, lettura oppure solo estimatori di spritz, vi lascio i link che potete consultare per tenervi aggiornati sugli eventi:
Lo Spritz Letterario veneto lo si trova anche
Lo Spritz Letterario Manzano lo si trova