Angel food cake con soli albumi, senza burro ne olio

A volte capita di trovare nel frigorifero un esubero di albumi e di non saperne che fare. Non tutti amano di certo le meringhe. Si opta quindi per qualcosa di più leggero e soffice, quasi fosse sceso da una nuvola. Continua a leggere “Angel food cake con soli albumi, senza burro ne olio”

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Pissaladière nizzarda

La Pissaladière nizzarda è una torta salata tipica francese a base di cipolle, alici o acciughe e olive. Un piatto dai sapori forti insomma, ma saporito e reperibile in tutte le boulangerie provenzali. Continua a leggere “Pissaladière nizzarda”

Bagels integrali

Da quando li ho assaggiati a Londra, non ho potuto più farne a meno! I bagels sono delle ciambelle di pasta lievitata, cotte due volte: una prima bollitura e infine la tradizionale cottura al forno conferiscono a questo panino la tipica consistenza “chewy”, ma morbidissima, ideale per esser farcito – come d’obbligo – con formaggi cremosi e mille varianti: dal pesce affumicato, alle uova pochè, alla salted beef (una sorta di roast beef di origini anglosassoni) alla classica marmellata & burro d’arachidi. Continua a leggere “Bagels integrali”

Pancakes al farro e yogurt

Le colazioni del weekend, sono i momenti che amo di più, quando il risveglio è lento e si possono godere al massimo i raggi del sole che penetrano dalle finestre e riscaldano la cucina. Così il venerdì mi anticipo con la preparazione di qualche dolcezza da gustare il sabato e la domenica mattina. Continua a leggere “Pancakes al farro e yogurt”

Focaccia genovese, una ricetta velocissima

Queste calde giornate d’Aprile ci fanno credere che l’Estate sia quasi arrivata. Non amo espormi di già sul bagnasciuga però. Amo piuttosto le scampagnate o i pranzi con gli amici all’ombra di un pergolato. Preparo così piatti veloci, ideali a esser riscaldati, e senza pensieri come questa deliziosa focaccia genovese.

La fugässa è una specialità tipica della cucina ligure: questa sorta di pane piatto alto al massimo 2 cm, si distingue da tutti gli altri tipi di focaccia italiano perché prima dell’ultima lievitazione viene spennellata con un’emulsione composta da olio extravergine d’oliva, acqua e sale grosso.

La si può consumare già a colazione, come “rompi digiuno” nella mattinata o come aperitivo-antipasto. È tradizione ligure accompagnarla con un bicchiere – gianchetto – di vino bianco, e in alcune zone dell’Italia occidentale è uso (non tipicamente genovese) inzuppare la focaccia nel cappuccino o nel latte come colazione.

Focaccia genovese step by step 1 (1)

Focaccia genovese

Ingredienti per una teglia rettangolare di 25 x 40 cm

Per l’impasto: 170 ml d’acqua tiepida, 18 g di olio extravergine di oliva, 6 g di lievito secco di birra, 1 cucchiaino di miele o di malto, 300 g di farina bianca di farro, 6 g di sale fino.

Per l’emulsione: 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva più un po’, 1 cucchiaio d’acqua, sale grosso q.b.

Ottima preparazione lievitata per chi ha poco tempo. Una volta cotta e raffreddata, potete surgelarla e scongelarla all’occorrenza… la fragranza rimarrà la stessa!

Focaccia genovese step by step 3 (1)

Procedimento

Nella ciotola della planetaria versate l’acqua tiepida, il malto o il miele, il lievito e l’olio. Unite metà della farina bianca di farro, il sale fino e incominciate a impastare. Unite quindi la farina rimasta. Lavorate il tutto per 10 minuti. Potete fare quest’operazione anche a mano.

Una volta ottenuto un’impasto omogeneo e leggermente appiccicoso, coprite la ciotola e lasciate riposare per 30 minuti.

preparazione focaccia genovese 1

Infarinate la spianatoia e risvoltate l’impasto, ripiegatelo in 3 parti, poi ancora in 3 parti (pieghe a portafoglio) e formate un panetto.

preparazione focaccia genovese 2

Oliate una teglia e riponete il panetto d’impasto. Lasciatelo riposare per almeno 30 minuti.

A parte versate in un barattolo l’olio e l’acqua per l’emulsione. Chiudete con un coperchio e sbattete energicamente.

Riprendete l’impasto e, pressandolo con le dita, allargatelo su tutta la superficie della teglia. Versate quindi l’emulsione, il sale grosso, e lasciate riposare il tutto per 1 ora.

Scaldate nel frattempo il forno statico a 230°C. Infornate quindi la focaccia lievitata e cuocetela per 15 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno, conditela ancora calda con poco olio extravergine di oliva e trasferitela a intiepidire su una gratella. Tagliatela quindi a quadrotti e servitela tiepida.

Focaccia genovese step by step 2 (1)

 

Cinnamon Rolls alle mele

Questo dolce tipico anglosassone, profumato alla cannella, ricorda sì gli inverni davanti al camino ma il suo soffice impasto si presta a ogni tipo di farcitura. Diventa quindi adatto a tutte le stagioni e un ottimo pretesto per riprendere in mano questa dolcissima ricetta.

I cinnamon rolls vedono la loro origine nel nord dell’Europa dove la cannella era la spezia predominante. In Svezia, Norvegia e Danimarca, questi dolcetti chiamati Kanelsneg erano preparati con la tipica preparazione sfogliata, chiamata danish pastry, ricca di sapore e anche di burro, cotti singolarmente e serviti come pasticcino da accompagnamento a bollenti tazze di caffè nero o vin brulè.

Nei paesi di origine anglosassone, invece, i cinnamon rolls chiamati anche cinnamon buns o cinnamon swirls, vengono preparati con un’impasto lievitato sofficissimo. Deliziano così tanti palati che non c’è tempo di confezionarli e cuocerli singolarmente e vengono di solito infornati uno attaccato all’altro in grandi teglie. Non manca la tradizionale glassatura fatta solo di zucchero o con l’americanissima cream cheese.

Oggi ve li propongo con le mele, in una versione che richiama un po’ i sapori dello strudel. Aspetto le fragole per riproporvi una versione ancora più fresca e allettante!

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Cinnamon Rolls alle mele

Ingredienti per circa 15 cinnamon rolls

Per l’impasto lievitato: 240 ml di latte tiepido, una bustina di lievito secco di birra, 75 g di burro fuso freddo, 1 uovo intero, 65 g di zucchero semolato, 60 ml di panna, 150 g di farina integrale di farro, 350 g di farina “tipo 0”, 3 g di sale.

Per il ripieno: 2 mele, 2 cucchiai di succo di limone e la scorza di 1 limone, 3 cucchiai di zucchero di canna, 30 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, cannella.

Per la copertura: 65 g di formaggio cremoso, 60 g di zucchero a velo, 10 g di burro morbido, 2 cucchiai di latte.

Questi Cinnamon Rolls, morbidi e profumati, si prestano a essere farciti come più vi piace. Potete sostituire le mele con le pere o con i mirtilli e arricchire il ripieno con frutta secca come nocciole, noci, mandorle, pinoli tostati, uva passa o albicocche secche.

Procedimento

Preparate il lievitino mescolando 180 ml di latte tiepido con il lievito. Fate gonfiare per almeno 30 minuti.

Sbattete in una ciotola l’uovo intero con il burro, lo zucchero, la panna, il latte rimasto e il sale. Unite quindi il lievitino, la farina e impastate bene il tutto. Lavorate a mano l’impasto per almeno una decina di minuti oppure impastate con la planetaria con il gancio a uncino fino a quando non avrete ottenuto un impasto liscio e asciutto. Riponete a lievitare il tutto in una ciotola coperta dalla pellicola per alimenti fino al raddoppio.

Risvoltate poi l’impasto sul piano da lavoro leggermente infarinato o su un foglio di carta forno.

Cinnamon buns alle mele prep 1 (1)

Stendete l’impasto con un mattarello fino a formare un rettangolo alto almeno mezzo centimetro di misure 40 x 25 cm circa. Spalmate con una spatola o con un coltello spalmaburro il burro ammorbidito a temperatura ambiente.

Cinnamon buns alle mele prep 2 (1)

Tagliate quindi le mele a dadini piccoli e mescolatele al succo di limone. Disponetele sulla superficie stesa dell’impasto. Spolverate infine con lo zucchero di canna e la cannella in polvere.

Cinnamon buns alle mele prep 3 (1)

Dividete il rettangolo a metà nel senso della larghezza e tagliate con un coltello affilato delle strisce larghe circa 6 cm. Arrotolatele a chiocciola su loro stesse e disponetele leggermente distanziate in una teglia tonda. Io ho utilizzato una teglia di ferro ma vi consiglio anche una teglia in alluminio rivestita con la carta forno.

Fate lievitare i cinnamon rolls alle mele per 45 minuti coperti da un telo da cucina.

Scaldate il forno a 180°C. Infornate la teglia e cuocete i dolcetti per almeno 25 – 30 minuti fino a quando non si saranno dorati in superficie. Poi fateli raffreddare a temperatura ambiente.

Cinnamon buns alle mele prep 4

Versate in una ciotola il formaggio cremoso e il burro e lasciateli riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Unite quindi lo zucchero a velo e lavorate con le fruste, aggiungendo il latte, poco per volta, fino ad ottenere una glassa. Decorate la superficie dei cinnamon rolls alle mele e serviteli subito.

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Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza

Adoro la farina di ceci! La utilizzo nelle sfiziosità salate come farinate, frittelle, nell’impasto del pane, per le crespelle senza glutine e soprattutto nelle torte salate. Questa che vi propongo oggi, non è una ricetta primaverile, ma si presta alla settimana uggiosa che mi aspetta e soprattutto è un valido pretesto svuota frigo. La frolla salata friabilissima è una valida alternativa alle paste sfoglie e brisée confezionate in quanto è veloce, facile da preparare e molto digeribile.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 1

Quiche alla farina di ceci
con funghi, porri e scamorza

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta brisée alla farina di ceci: 75 g di farina bianca di farro, 75 g di farina di ceci, 75 g di burro freddo, 2 – 4 cucchiai d’acqua fredda, sale fino.

Per il ripieno: 250 g di funghi champignon mondati, mezzo porro, 100 g di scamorza grattugiata, 2 uova, 50 ml di panna fresca, 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, olio extravergine d’oliva q.b, qualche rametto di timo fresco, sale e pepe.

Per questa quiche ho utilizzato uno stampo da 20 – 22 cm di larghezza per ottenere una torta salata alta. Lo stampo da crostata più basso da 24 cm andrà comunque bene.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 3

Procedimento

Preparate la pasta brisée servendovi di un robot da cucina: versate la farina di farro, la farina di ceci, il sale e il burro freddo a cubetti. Azionate il tutto e frullate. Aggiungete un cucchiaio d’acqua alla volta fino ad ottenere una palla d’impasto. Avvolgete la pasta brisè nella pellicola per alimenti e riponetela a riposare in frigorifero per 30 minuti.

Nel frattempo affettate il porro e tagliate in 4 i funghi mondati e lavati. Soffriggete il tutto in padella per 15 minuti assieme a 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Fate quindi intiepidire.

Sbattete le uova assieme alla panna e ai formaggi grattugiati. Regolate di sale e pepe. Aggiungete quindi i funghi e i porri cotti in padella e mescolate il tutto.

Estraete la pasta brisée dal frigorifero. Scaldate il forno a 180°C in modalità ventilato.

Infarinate leggermente il piano di lavoro e stendete la pasta con un mattarello fino a raggiungere uno spessore di mezzo centimetro. Rivestite uno stampo da 20 – 22 cm e riempite il guscio di pasta con il ripieno appena preparato. Spolverate con timo fresco e infornate. Cuocete la quiche per almeno 40 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno e fatela riposare per almeno 10 minuti prima di servirla.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 5

Colomba pasquale veloce (senza lievito di birra)

A non tutti riescono bene i lievitati, oppure non tutti trovano il tempo libero per farli. La colomba pasquale, come il panettone e il pandoro, richiede molta cura e attenzione nella sua preparazione. Ho trovato nei miei vecchi appunti questa ricetta infallibile, senza lievitazione e senza lievito di birra. Credo che sia molto simile alla colomba veloce di Anna Moroni, noto volto televisivo, esperta e ferrata conoscitrice della cucina casalinga. Questa ricetta non richiede molto tempo di attesa, ne di preparazione: si tratta di una torta ma che profuma e sa – a tutti gli effetti – di colomba pasquale. Ottima come alternativa alla ricetta classica, ideale per sorprendere i vostri ospiti e finalmente dire: “questa l’ho fatta io!”.

colomba pasquale veloce (1)

Colomba pasquale veloce
(senza lievito di birra)

Ingredienti per uno stampo da 750 g

3 uova, 330 g di farina 00, 20 g di amido di mais, 100 ml di olio di semi, 160 ml di latte tiepido, 150 g di zucchero semolato, la scorza di 1 limone e di 1 arancia, 1 bustina di lievito per torte salate, 2 cucchiai di arancia candita a dadini (facoltativa), i semi di una bacca di vaniglia, 3 cucchiai di uva passa, 2 cucchiai di liquore all’amaretto, un pizzico di sale, mandorle con la pelle q.b, granella di zucchero q.b, zucchero a velo.

Vi suggerisco, come sempre, alcune varianti:
al posto dell’olio di semi, potete utilizzare 120 g di burro fuso freddo, se volete richiamare il tipico profumo di burro della colomba classica.
se non amate i canditi, potete ometterli. Potete invece sostituire l’uva passa con le gocce di cioccolato o con ciliegie essiccate, albicocche disidratate a dadini o cranberries.
* se vi piace la frutta, provate ad aggiungere qualche dadino di mela o di pera nell’impasto e sbizzarrirvi aggiungendo zenzero candito o in polvere oppure cannella.

colomba pasquale veloce (2)

Procedimento

Ammollate l’uva passa in poca acqua calda. Quando si sarà ammorbidita, scolatela e strizzatela bene.

Scaldate il forno statico a 180° C.

Separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ferma con un pizzico di sale.

A parte lavorate con le fruste i tuorli assieme allo zucchero, all’olio e al latte. Aggiungete quindi, sempre montando bene il tutto, la farina miscelata alla maizena e al lievito per torte salate.

Unite quindi la scorza di limone e di arancia, l’arancia candita, i semi di una bacca di vaniglia, l’uva passa e il liquore all’amaretto. Mescolate bene il tutto. Aggiungete infine gli albumi a più riprese. Mescolate delicatamente il tutto dall’alto verso il basso.

Versate l’impasto nello stampo di carta. Decorate la superficie con mandorle e granella di zucchero. Infornate e cuocete la colomba per 50 – 60 minuti. Fate la prova stecchino per controllare il grado di cottura.

Una volta pronta, estraete il dolce dal forno e fatelo raffreddare completamente su una gratella. Una volta freddo, spolverate la colomba con lo zucchero a velo e servitela a fettine.

colomba pasquale veloce (3)

La torta pasqualina

La Pasqua e la Primavera sono alle porte. I prati si stanno già tingendo di un verde brillante e nelle radure incominciano a spuntare i primi crocus. È tempo di scampagnate all’aria aperta e di torte, focacce e frittate gustate seduti comodamente su una coperta sull’erba.

Ecco allora che è il momento giusto per preparare la torta pasqualina, secondo la ricetta tradizionale ligure, a base di bietine, spinaci con il mio tocco personale (l’aggiunta del porro) per rendere il tutto più goloso e saporito. La ricotta la conoscete bene, è quella della Fattoria Zoff e le uova sono rigorosamente fresche e di galline felici, comprate pochi giorni fa dal contadino qua vicino.

torta pasqualina 1

La torta pasqualina

Ingredienti per uno stampo da 24 cm

500 g di un mix tra bietina e spinaci, 200 g di ricotta di mucca ben sgocciolata possibilmente BIO,  40 g di parmigiano reggiano grattugiato, 40 g di pecorino grattugiato, mezzo porro, 6 uova, 2 rotoli di pasta sfoglia già pronta, olio extravergine di oliva q.b, sale e pepe.

Per personalizzare il ripieno, potete aggiungere dello speck oppure sostituire le bietine e gli spinaci con carciofi spadellati o verdure di stagione a vostro piacimento come zucchine o asparagi.

torta pasqualina 3

Procedimento

Lavate e sbollentate la bietina e gli spinaci per 10 minuti in acqua leggermente salata. Scolate il tutto, lasciate intiepidire le verdure e strizzatele molto bene. Affettate finemente il porro e soffriggetelo a fuoco basso con poco olio d’oliva fino a quando non sarà diventato tenero. Poi fatelo raffreddare.

Preparate il ripieno della torta pasqualina amalgamando bene la ricotta con 1 uovo, le verdure tritate al coltello, il porro,  il parmigiano e il pecorino grattugiati. Lavorate bene il tutto aggiungendo poco sale e pepe.

Prendete uno stampo tondo da 24 cm di diametro non troppo basso, e foderatelo con la carta forno e il primo rotolo di pasta sfoglia. Riempitelo quindi con il ripieno preparato precedentemente. Aiutandovi con un cucchiaio, formate 4 piccole fossette nel ripieno e sgusciate in ciascun incavo un uovo intero in modo che, durante la cottura, diventi sodo. Chiudete la torta con il secondo disco di pasta sfoglia e ripiegate il bordo del disco della base all’interno sigillandolo delicatamente.

Spennellate la superficie con l’ultimo uovo sbattuto e foratela con la punta di una forchetta. Infornate la torta Pasqualina a forno caldo a  180 °C e cuocetela per circa 40 minuti. Una volta pronta, estraetela dal forno e fatela raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di servirla a fette.

Ricetta pubblicata per la rivista “q.b Quanto Basta in Cucina”,  Marzo 2018.

Quiche alla trota affumicata e cipolla rossa

Sono tornata 10 giorni fa dall’Australia con un bagaglio pieno di ricordi ed emozioni. Vi parlerò di alcune mie esperienze e nuove ricette d’oltreoceano durante l’anno ma oggi vi vorrei proporre una quiche veloce e deliziosa, ideale da preparare tutto l’anno. L’ho preparata con la friulanissima trota affumicata accompagnata dalla dolcezza della cipolla rossa.

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Quiche alla trota affumicata e cipolla rossa

Ingredienti per 4 persone

1 rotolo di pasta briseè, 5 uova, 65 ml di panna fresca, 2 cipolle rosse grandi, 40 g di burro, 2 cucchiai di salsa balsamica Asperum invecchiato 5 anni, 200 g di trota affumicata, 1 cucchiaio di parmigiano reggiano, un cucchiaio di prezzemolo tritato, una grattatina di noce moscata, valeriana per servire, sale e pepe.

In sostituzione alla trota affumicata, potete utilizzare del tonno o del salmone fresco o affumicato.

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Procedimento

Affettate finemente le cipolle e fatele appassire in padella assieme al burro, sale e un pizzico di pepe. Cuocetele a fiamma bassa in modo da ammorbidirle. Se necessario, aggiungete una tazzina d’acqua per favorire la cottura. Una volta ammorbidite, sfumatele con la salsa balsamica (o con l’aceto balsamico), fate evaporare e spegnete il fuoco. Fatele raffreddare.

Tenete da parte 50 g di trota. Riducete a fettine la restante parte e versatela in una ciotola capiente. Sgusciate le uova e unitele alla trota assieme alla panna, al prezzemolo tritato, alla cipolla stufata. Unite il parmigiano reggiano grattugiato, sale, pepe, una grattatina di noce moscata e mescolate bene il tutto con una forchetta.

Scaldate il forno a 180° C in modalità ventilato.

Srotolate la pasta briseè e rivestite una teglia da 24 cm di diametro. Bucherellate leggermente il fondo con una forchetta e versate il ripieno appena preparato. Infornate a forno caldo la quiche e cuocetela per 45 – 50 minuti. Una volta cotta, estraetela dal forno e fatela intiepidire. Servitela guarnendola con la trota tenuta precedentemente da parte e con qualche fogliolina di valeriana fresca.

Anzac Biscuits

Nel post precedente ho parlato della Great Ocean Road e dell’importanza storica di questa tratta oceanica. Non potevo quindi riportare la famosa ricetta degli Anzac Biscuits, che qui si consumano tutto l’anno ma vengono preparati sopratutto per l’Anzac Day, il 25 aprile.

Si tratta di un giorno speciale, legato al background storico delle truppe australiane e neozelandesi, che ricorda l’anniversario dello sbarco a Gallipoli, in Turchia. La commemorazione di quel giorno fu originariamente celebrata per onorare i soldati che morirono in quel conflitto, ma ai giorni nostri questo anniversario onora tutti i soldati e le donne australiani e neozelandesi, passati e presenti, che hanno prestato servizio in tutte le guerre, conflitti e operazioni per il mantenimento della pace.

Lo sbarco di Gallipoli, noto anche come battaglia di Anzac Cove, fu una battaglia particolarmente straziante, che coinvolse molte truppe degli Anzac e una grande perdita di vite umane. Gli eventi in questa battaglia e le azioni dei soldati Anzac nel trattare le circostanze estremamente avverse hanno contribuito a formare grande parte delle identità nazionali dell’Australia e della Nuova Zelanda legate alla resistenza, al coraggio, all’ingegno dei tornati a casa.

In entrambi i paesi la gente si riunisce il 25 aprile per una cerimonia celebrata all’alba, conosciuta come Dawn Service, in onore dello sbarco mattutino a Gallipoli. Ma non è nella natura degli aussie o dei kiwi commemorare con troppa solennità il loro cameratismo. Non possono quindi mancare le tarde rimpatriate tra amici in mezzo al prato consumando una tarda colazione a base di caffè bollente, salsicce, uova e gli immancabili Anzac Biscuits.

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Questi biscotti super croccanti derivano da una miscela semplice di farina, avena, golden syrup, cocco essiccato, zucchero, burro e bicarbonato di sodio. La ricetta originale, come la maggior parte delle ricette storiche, è un po’ più difficile da rintracciare. La prima ricetta registrata per questi biscotti è completamente diversa dai moderni Anzac, anche se altre ricette molto simili esistevano sotto i nomi di Biscotti d’avena o Biscotti da soldato. È un mito popolare che si chiamino Anzac Biscuits perché furono spediti ai soldati delle truppe Anzac durante la guerra per la loro lunga conservazione, ma questi biscotti venivano più spesso fatti in casa per esser venduti per la raccolta di fondi a sfondo bellico.

Oggigiorno, gli Anzac Biscuits sono disponibili in tutti i supermercati, bar e in tutte le feste scolastiche australiane e neozelandesi. Si va da super-gommoso (chewy) la mega-croccante (super cruncy). Il loro profumo burroso, con la fragranza di cocco e avena è inconfondibile. Sono assolutamente deliziosi e perfetti assieme una tazza di tè o caffè. Questi biscotti dorati sono anche spesso la prima ricetta che molti bambini aussie e kiwi imparano a cucinare. Il semplice sciogliere, mescolare, modellare e cuocere rendono questi biscotti perfetti anche per i piccoli cuochi. Si tratta veramente di una ricetta facilissima e adatta ai più dummies. Si prestano magnificamente anche alla sperimentazione: man mano che prenderete la mano, potrete aggiungere un po ‘di frutta tropicale secca, uva passa, una manciata di noci o delle gocce di cioccolato.

Anzac cookies 1

Anzac Biscuits

Ingredienti per 25 biscotti

90 g di fiocchi d’avena, 80 g di cocco raspato, 150 g di farina di farro o 00, 100 g di zucchero semolato, 50 g di zucchero di canna, 100 g di burro, 2 cucchiai di golden syrup, mezzo cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiai (30 ml) di acqua bollente.

Il golden syrup è uno zucchero invertito derivato dalla lavorazione della canna da zucchero. Si tratta di uno sciroppo molto simile al miele e si trova molto facilmente in tutti i negozi presenti in Australia o nei paesi di lingua anglosassone. Se non lo trovate, potete sostituirlo con il malto di riso, con il miele oppure con lo sciroppo d’acero.

Anzac cookies 2

Procedimento

Riscaldate il forno a 180 ° C e rivestite 2 teglie con la carta forno.

Radunate in una ciotola capiente la farina, il cocco raspato, i fiocchi d’avena e lo zucchero di canna assieme allo zucchero semolato. Mescolate bene il tutto con un cucchiaio di legno.

Fate fondere il burro e il golden syrup in un pentolino a fuoco basso a fuoco basso. Fate sobbollire il tutto, mescolando di tanto in tanto, per 3 minuti o fino a quando il burro non si sarà completamente sciolto. Mettete da parte il tutto e lasciate raffreddare per 5 minuti.

Stemperate il bicarbonato nell’acqua bollente e aggiungetelo alla miscela di avena insieme al composto di burro e golden syrup. Mescolate bene il tutto fino a quando non avrete ottenuto con composto omogeneo. Non dovrà assomigliare alla pasta frolla perchè questa preparazione non necessita di esser stesa con il mattarello.

Prelevate con un cucchiaio delle piccole porzioni di composto grandi quanto una noce. Formate delle palline e allineatele abbastanza distanti sulle teglie forno. Pressatele delicatamente (potete aiutarvi con il fondo di un bicchiere) per appiattirle. Infornate le teglie e cuocetele per 15 minuti in forno ventilato per ottenere dei biscotti croccanti.

Una volta dorati, estraeteli dal forno e lasciateli riposare 5 minuti a temperatura ambiente. Trasferiteli poi su una gratella per farli raffreddare completamente. Una volta raffreddati, potete conservarli per almeno un mese in un contenitore ermetico.

Frittatine di patate e carote al forno

La frittata è il mio pass-par-tout. Un’omlette a colazione durante il weekend, una frittata a pranzo con quello che c’è nel frigo o una frittata salva cena non guasta mai! L’importate è avere la giusta scorta di uova fresche e rigorosamente di galline felici.

frittatine di patate e carote al forno 1

Le frittate più buone mai mangiate le ho assaggiate in Spagna, rigorosamente a base di patate e cipolla, come la tradizione culinaria delle tortillas insegna. A colazione, come farcitura di una baguette o nell’aperitivo serale, gli spagnoli non rinunciano a questa pietanza tanto semplice quanto gustosa!  Pensate che nel 1535 fu preparata presso la certosa di Padula (in provincia di Salerno) una frittata con ben mille uova in onore di Carlo V di Spagna che sostò presso la certosa con il suo esercito di ritorno vittorioso dalla battaglia di Tunisi. Anche la storia ci testimonia quanto gli spagnoli ne fossero ghiotti e questo evento, citato nel film C’era una volta… di Francesco Rosi con Sophia Loren e Omar Sharif, viene ancora oggi celebrato ogni anno il 10 agosto. Invece a Colli a Volturno, un piccolo paese nella provincia di Isernia, ogni anno nel giorno di Pasqua si rinnova una storica tradizione: ogni famiglia cucina una frittata contenente dalle 100 alle 500 uova, alle quali si aggiungono vari prodotti locali come salsiccia, prosciutto, formaggio e quant’altro!

La mia ricetta invece è tutt’altro che da record: è una sorta di antipastino, finger food, un secondo leggero o un piattino da brunch da mangiare in pochi bocconi. A base di verdurine come patate e carote, viene cotta al forno in stampini mono porzione e può esser servita tiepida o a temperatura ambiente.

frittatine di patate e carote al forno 2

In collaborazione con Ricette della Nonna  potete sbirciare la mia ricetta per controllare le dosi e le tempistiche di preparazione cliccando {qui}.

Brioches alle mandorle e miele d’acero

La colazione è il pasto più importante della giornata, come ben sappiamo. E per renderlo tale dobbiamo garantire al nostro organismo un adeguato apporto di sostanze che mettano in moto tutto il fisico. La frutta secca, in particolare le MANDORLE, sono un seme oleoso ricco di vitamine e sali minerali, importanti a risvegliare il fisico e a lento rilascio: in questo modo ci danno un senso di sazietà maggiore durante l’arco della mattinata.

Brioches mandorle e miele d'acero 1

Un altro importante alleato è il MIELE, ottimo sostituto al comune zucchero semolato raffinato in quanto è facilmente digeribile e non richiede impegnativi processi digestivi al nostro organismo. A differenza dello zucchero raffinato (quello di colore bianco, comunemente utilizzato) che contiene principalmente saccarosio, infatti, il miele include il fruttosio. Lo zucchero bianco può provocare un aumento del livello di glucosio nel sangue e presenta un apporto calorico maggiore rispetto al miele. Ecco perché possiamo definire il miele come “più sano” dello zucchero (malattie come diabete e obesità, possono insorgere più facilmente a seguito dell’elevato consumo di zuccheri). In ogni caso è sempre fondamentale non eccedere nelle quantità ingerite.

Brioches mandorle e miele d'acero 3

È importante scegliere un miele 100% controllato ma soprattutto certificato. Il miele 100% italiano è un miele di sola e unica produzione italiana che viene certificato solo attraverso l’analisi pollinica che determina origine botanica e geografica dei pollini in esso presenti.

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Per la scelta del miele mi sono rivolta all’azienda Comaro, che vanta da più di un secolo l’esperienza nel settore. Fu fondata nel 1870 dai fratelli Comaro e vide, col passare del tempo, una maggior cura e specializzazione nell’apicoltura e nella produzione di miele locale. Da una piccola realtà quasi casalinga, oggi l’ azienda Comaro vanta una produzione che arriva da 2100 alveari distribuiti in pascoli selezionati in grado di produrre 500 tonnellate di materia prima elaborata poi nella sede principale che si trova a Cassacco (Udine), in via della Stazione 1.

Ma veniamo ora alla ricetta …

Brioches mandorle e miele d'acero 2

Brioches integrali alle mandorle e miele d’acero

Ingredienti per circa 12 brioches

Per l’impasto: 380 g di farina di Manitoba, 200 g di farina integrale, 1 cucchiaino di lievito di birra secco (o 10 g di lievito di birra fresco), 130 ml di latte di mandorla, 130 ml d’acqua, 100 g di burro morbido, 2 uova medie, 30 g di miele d’acero Comaro, 1 cucchiaino di sale.

Per la rifinitura: 50 g di burro, 30 g di mandorle tostate con la pelle e tritate, 30 g di miele d’acero Comaro, 1 uovo per spennellare, mandorle a lamelle q.b., zucchero a velo per spolverare.

Il particolare miele d’acero Comaro viene raccolto solitamente nel mese d’aprile. Ha un profumo che ricorda la frutta cotta, un sapore di frutta secca che ricorda il nocciolo della ciliegia e ben si sposa con i lievitati sia dolci che salati. Ha una tarda cristallizzazione con cristalli fini.

Brioches mandorle e miele d'acero 4

Procedimento

Miscelate le due farine in una ciotola e in una separata il latte di mandorla con l’acqua. Preparate un lievitino prelevando 100 g di farine miscelate e 75 ml di liquido. Aggiungete il lievito, il miele d’acero Comaro e mescolate il tutto. Lasciate gonfiare per 1 ora.

Trascorsa questa prima lievitazione aggiungete la farina rimasta, il liquido rimasto sbattuto assieme alle 2 uova e il sale. Incominciate e impastare bene il tutto con le mani o con l’aiuto di una planetaria. Quando l’impasto sarà diventato liscio e omogeneo, aggiungete, sempre impastando, piccoli fiocchi di burro morbido, poco per volta. Ci vorranno circa 20 minuti di lavorazione. Formate poi una palla d’impasto, riponetela in una ciotola infarinata e lasciatela lievitare fino al raddoppio. Ci vorranno circa 1 ora e mezza – 2 ore.

Nel frattempo, ammorbidite i 50 g di burro necessari per la rifinitura e mescolatelo al miele d’acero Comaro e alle mandorle tritate.

Infarinate ora la spianatoia e risvoltate l’impasto lievitato. Con l’aiuto di un mattarello, tirate un rettangolo lungo di sfoglia alta almeno 1 cm. Tagliate dei triangoli alti circa 20 cm e dalla base di 8 cm. Spalmate su tutta la superficie dei triangoli la crema di burro, miele e mandorle appena preparata e incominciate ad arrotolarli dalla base verso la punta. Riponeteli su una teglia rivestita di carta forno.

Lasciate lievitare le brioches per almeno 45 minuti, coperte con un telo da cucina. Nel frattempo scaldate il forno a 180° C.

Una volta raddoppiati di volume, spennellate le brioches con l’uovo sbattuto, spolveratele con le mandorle a lamelle e infornatele. Cuocetele per 20 minuti, poi fatele raffreddare a temperatura ambiente. Dopo un’ora di raffreddamento, riponetele immediatamente in un sacchetto ermetico in modo che rimangano fragranti. Se invece le consumate subito, spolveratele di zucchero a velo!

In collaborazione con

laesse

Brownies all’avocado e frutta secca (senza burro e senza olio)

Torte e dolci al cioccolato, con sane e poche calorie e senza troppi grassi. Si può? Certo! Oltre a sostituire il burro con l’olio nei dolci, un nuovo sostituto 100% veg (come VEGano, VEGetariano e VEGetale) è la polpa di avocado. È ottima, soprattutto nelle torte soffici e nei muffins al cioccolato e al cacao, dove l’unione di cioccolato extra fondete fuso, uova ben montate e avocato ridotto in purea al posto del burro, donano a questi dolci una sorprendente morbidezza che permane anche nei giorni seguenti.

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Personalmente non adoro l’avocado. Mi piace la salsa guacamole, tipico accompagnamento nella cucina messicana, e preferisco utilizzarlo al posto del burro nelle preparazioni dolciarie al posto di burro o olio. Molti frutti di avocado in commercio (bio e non) provengono da coltivazioni del Sud e del Centro America. Non tutti sanno che in Italia esiste una piccola produzione di avocado biologico, precisamente in Sicilia. Se siete interessati potete visitare il sito di Sicilia Avocado  e consultare l’ e-shop di questa azienda.

COME VALUTARE LO STATO DI MATURITÀ DELL’AVOCADO?

Al momento dell’acquisto, tastate l’avocado con le dita:

  • Se è molto duro, è allora ancora acerbo e bisogna farlo maturare alcuni giorni. Potete acquistarlo se avete in programma di non utilizzarlo subito. Per farlo maturare più velocemente, mettetelo vicino a delle mele e a delle banane.
  • Se tastandolo la buccia cede ma non lascia nessun solco, è pronto per essere mangiato a fette per esempio nell’insalata, sui crostini al salmone o come tartare.
  • Se tastandolo la buccia lascia un piccolo solco dopo essere stata premuta, l’avocado è troppo maturo per essere mangiato a fette, ma va ancora bene per essere ridotto in crema ed è adatto alla preparazione di guacamole o per le ricette dolci.
  • Se la buccia lascia un solco profondo e la buccia è molto scura, è troppo maturo e non va acquistato.

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Pronti a sperimentare questi brownies? In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, troverete tutte le istruzioni sulla preparazione cliccando {qui}.

Cake al miglio e cocco con gocce di cioccolata

Cosa mangio a colazione? 

Non sono abitudinaria (e questo per alcune cose è un gran difetto!) e mi piace cambiare ogni giorno spaziando dal dolce al salato. Molte volte trovo l’ispirazione di preparare un dolce ricco di gusto, buono e salutare prima di andare a letto, in modo da averlo pronto da gustare la mattina dopo. Mi piacciono molto i plum cakes, questo in particolare lo apprezzo di più gustandolo assieme a una pera tagliata a fette, spalmato magari con un velo di ricotta sorseggiando un buon caffè d’orzo.

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Cake al miglio e cocco con gocce di cioccolata

Ingredienti per uno stampo medio da plum cake

120 g di farina di miglio BIO, 120 g di farina di tipo 00, 2 uova intere, 120 g di zucchero di canna chiaro, 100 ml d’olio di semi, 30 g di fiocchi d’avena, 30 g di cocco grattugiato, 180 ml di latte di cocco oppure di yogurt (bianco o di cocco), 1 cucchiaio di rum, 1 bustina di lievito per dolci, un pizzico di semi di vaniglia, 4 cucchiai di gocce di cioccolato, sale.

Un solo cake che può avere numerose varianti: potete utilizzare sia un olio d’oliva leggero oppure un olio di semi di girasole. Potete sostituire le gocce di cioccolato con dei mirtilli rossi disidratati e il latte di cocco lo potete sostituire con dello yogurt.

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Procedimento

Scaldate il forno a 170°C e preparate lo stampo da plum cake rivestendolo con della carta forno.

In una capiente ciotola sgusciate le uova e sbattetele con le fruste elettriche assieme allo zucchero fino a quando non diventeranno chiare e spumose. Aggiungete l’olio a filo, un pizzico di sale, il latte di cocco e la vaniglia. Mescolate bene.

Setacciate le farine assieme al lievito e aggiungetele al composto liquido appena preparato.

Pesate l’avena, il cocco grattugiato e le gocce di cioccolato. Mescolate il tutto e unitelo al composto. Unite per ultimo il rum per profumare bene il tutto. Versate il composto nello stampo e infornate.

Cuocete il plum cake per almeno 40 – 45 minuti. Fate la prova stecchino per controllare il grado di cottura.

Una volta pronto, trasferitelo su una gratella e lasciatelo raffreddare bene prima di servirlo tagliato a fette.

Ciambella alla vaniglia e cioccolato

La ciambella alla vaniglia e cioccolato è un must della colazione del weekend o del tè delle cinque. È ottima servita con un ricciolo di panna e ben si presta a esser abbinata a un ottimo Earl Grey aromatizzato al bergamotto.

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Ciambella alla vaniglia e cioccolato

Ingredienti per una ciambella dal diametro di 22 – 24 cm

100 g di cioccolato fondente, 1 cucchiaino di caffè solubile (facoltativo), 180 g di farina 00, 20 g di amido di mais o fecola di patate, 4 cucchiaini di lievito per dolci, 160 g di zucchero semolato, 1 tazzina di caffè colma di yogurt bianco (circa 60 ml), 2 uova, 80 ml di latte, 100 g di burro morbido a temperatura ambiente,  i semi di una bacca di vaniglia, 1 pizzico di sale.

Se a casa non avete il cioccolato fondente, potete sostituirlo con del cioccolato al latte. Per un dolce più leggero, potete sostituire il burro con 80 ml d’olio leggero di semi di girasole o di mais.

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Procedimento

Scaldate il forno a 170° C.

Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella dal diametro di 22 – 24 cm. alternativamente utilizzate uno stampo medio per plum cake.

Spezzettate il cioccolato. Riponetelo in una ciotolina assieme al caffè solubile e fatelo sciogliere a bagnomaria. Lasciatelo poi intiepidire a temperatura ambiente.

Ammorbidite il burro a temperatura ambiente. Una volta morbido, lavoratelo con le fruste assieme allo zucchero. Aggiungete al composto un uovo per volta senza smettere di montare il tutto. Unite poi lo yogurt, un pizzico di sale e mescolate bene.

Setacciate la farina, la maizena assieme al lievito e uniteli gradualmente al composto alternando al latte. A questo punto, dividete il composto in 2 parti uguali versando una metà in una ciotola. Aggiungete i semi di una bacca di vaniglia al primo composto, il cioccolato fuso al secondo.

Versate un terzo di composto chiaro sullo stampo, poi un terzo di composto scuro e procedete fino a esaurimento dell’impasto. Infornate la torta e cuocetela per 35 – 40 minuti. Fate la prova stecchino per controllare la cottura.

Una volta pronta, lasciate intipiedire a temperatura ambiente la ciambella. Aspettate una decina di minuti prima di sformarla su una gratella.

 

Crema alla nocciola e cacao di Donna Hay

Le ricette di Donna Hay mi ispirano sempre un sacco. Sono sane, gustose e veloci da preparare, come ad esempio questa crema spalmabile alla nocciola che con soli 3 ingredienti ti cambia la colazione da così a così.

Per realizzarla non solo vi consiglio di verificare la qualità degli ingredienti ma anche la potenza del vostro mixer, o del vostro frullatore. Ho utilizzato il  Power Blender della Severin. Si tratta di un frullatore adatto a preparare salse & pesti, smoothies a base di verdura, smoothies di frutta. Inoltre è un potentissimo tritaghiaccio e trita caffè e frutta secca.

Nocciole tostate in casa, cacao eco sostenibile (il migliore a mio avviso) e sciroppo d’acero biologico sono gli ingredienti principali. Ma le varianti possono esser moltissime: omettendo il cacao e sostituendo le nocciole alle mandorle, potrete ottenere un gustoso burro dolce di mandorle.

Crema alla nocciola e cacao

Crema alla nocciola e cacao di Donna Hay

Ingredienti per un vasetto da 250 ml

180 g di nocciole private del guscio, 15 g di cacao eco sostenibile, 100 ml di sciroppo d’acero BIO.

Nella mia cucina vige una regola: cacao, zucchero e caffè devono esser sempre certificati come “eco sostenibili”. Per questo, a mio avviso, il migliore cacao che possa esistere è il “Cacao El Ceibo” di Altro Mercato  biologico degli altipiani della Bolivia, macinato e confezionato all’origine. Il suo sapore è intenso ed è super goloso!

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Per prima cosa scaldate il forno a 160° C.

Versate le nocciole ancora con la pelle su una teglia. Infornatele e cuocetele per 8 – 10 minuti, scuotendole spesso. La pellicina dovrà diventare un po’ scura.

Preparate un panno da cucina aperto. Versatevi al centro le nocciole ancora calde e richiudetele nel telo. Lasciatele riposare per altri 10 minuti. Scuotete un po’ il telo per eliminare le pellicine delle nocciole. Questo passaggio vi richiederà un po’ di pazienza perchè non sempre si staccheranno completamente. Basterà però eliminarle manualmente.

Riponete le nocciole tostate e spellate nella brocca del frullatore assieme al cacao in polvere. Azionate il frullatore alla massima velocità per tritare uniformemente il tutto. Tritate in maniera continuativa per almeno 3 – 4 minuti.

Versate poi a filo lo sciroppo d’acero. Continuate a frullare a una velocità più bassa fino a quando non otterrete una pasta omogenea. Il risulato dovrà essere come questo qui sotto.

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Versate la crema alla nocciola e cacao in un barattolino e conservatela in frigorifero. L’ideale per consumare questa crema è su pane tostato caldo, appena cosparso da un velo di burro: il calore ammorbidirà la crema che diventerà molto malleabile e spalmabile.

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Barrette alla frutta secca, miglio soffiato e fiocchi d’avena

Ideali per uno spuntino spezzafame, ricco di fibre e gusto. Oppure come snack rigenerante dopo lo sport, queste barrette sono la merenda ideale. Sono molto golose e gustose… accompagnatele da un buon tè verde freddo oppure da un succo fresco di frutta.

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Barrette alla frutta secca, miglio soffiato e fiocchi d’avena

Ingredienti per 10 piccole barrette

125 g di fiocchi d’avena, 30 g di miglio soffiato, 20 g di frutta secca come uva passa o mirtilli rossi disidratati, 50 g di sciroppo d’agave, 30 g di burro, olio di semi di sesamo per ungere gli stampini.

Se vi piace, potete spolverare le barrette con un po’ di semi di sesamo o di girasole. Lo sciroppo d’agave potete sostituirlo con la stessa quantità di miele o di sciroppo d’acero.

Barrette frutta e avena 2

Procedimento

Scaldate il forno ventilato a 150°C. Radunate i fiocchi d’avena e i semi di miglio in una teglia e tostateli per almeno 20 minuti. Fateli poi raffreddare. Versateli poi in una terrina e mescolateli alla frutta secca.

Scaldate a parte lo sciroppo d’agave assieme al burro. Quando quest’ultimo si sarà sciolto, versate il liquido sui cereali e sulla frutta secca. Amalgamate bene il tutto.

Per ottenere delle barrette mi sono servita di uno stampo per mini plum cake in silicone come {questi} che ho precedentemente unto con l’olio di sesamo. L’ho poi riempito con i cereali e la frutta secca, pressando bene il tutto.

Se siete sprovvisti di questo genere di stampo, ungete un foglio di carta forno con l’olio di semi di sesamo e rivestite una teglia forno. Versate il composto di cereali e frutta secca, ricoprite con un altro foglio di carta forno oleato, e appiattite il tutto. Aiutatevi con una spatola e formate un rettangolo regolare alto almeno 2 cm. Pressate bene il tutto. Togliete poi la carta forno.

Scaldate il forno a 150°C ventilato e infornate. Cuocete il preparato per 35 – 50 minuti.  Una volta dorato, estraete la teglia dal forno. Se utilizzate gli stampini in silicone, lasciate raffreddare le barrette negli stampini. Se invece avete optato per il rettangolino di cereali, aspettate 5 minuti prima di tagliarlo con un coltello affilato e ridurlo in barrette.

Queste barrette si conservano per 5 giorni in un contenitore ermetico.

Una torta di carote come a Londra

La torta di carote la collego subito a Londra. Mi ricorda le colazioni al Pret a Manger consumate assieme a un saporito smoothie e a una tazza di tè caldo fumante. Questo dolce ha il tipico colore scuro per l’aggiunta di zucchero di canna e cannella ed è arricchito da gustosa frutta secca mista come noci, nocciole, mandorle e uva passa.

Per ottenere una torta non troppo umida, il mio consiglio è di strizzare bene le carote una volta grattugiate. Il risultato sarà una tort leggera e morbidissima grazie anche all’assenza di burro.

Per questa torta, ho preso spunto da una ricetta di Donna Hay.

Carrot cake  2

Torta di carote e frutta secca

Ingredienti per uno stampo medio da plum cake

Per la torta: 200 g di carote (pesate già pelate e mondate), 100 g di frutta secca mista, 100 g di zucchero scuro di canna tipo , 100 g di zucchero semolato, 230 g di farina 00, 1 cucchiaino di lievito per dolci, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 125 ml di olio di semi o di mais, 70 g di yogurt bianco, 2 uova, i semi di una bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di rum scuro (facoltativo).

Per il frosting: 80 g di philadelphia (1 panetto piccolo), 100 g di ricotta, 30 g di zucchero a velo, 2 cucchiaini di succo di limone.

Per questa ricetta ho utilizzato un mix di frutta secca composto da noci, nocciole, mandorle pelate e uva passa.

Carrot cake  1

Procediemento

Preriscaldate il forno a 160°C statico.

Grattugiate finemente le carote e strizzatele con le mani in modo da eliminare l’acqua.

In una ciotola, sbattete le uova assieme ai due tipi di zucchero. Aggiungete l’olio e lo yogurt. Pesate la farina e setacciatela assieme al lievito, al bicarbonato e alle spezie. Aggiungete il tutto all’impasto mescolando bene con una frusta per non far grumi.

Ultimate aggiungendo le carote e la frutta secca. Se vi piace, aggiunte un cucchiaio di rum scuro. Versate il composto in uno stampo da plum cake di medie dimensioni, precedentemente imburrato e infarinato o rivestito di carta forno, e infornate.

Cuocete la torta di carote per almeno 55 – 60 minuti. Controllate la cottura con uno stecchino. Una volta cotta, lasciate raffreddare la torta a temperatura ambiente.

In un’altra ciotola preparate il frosting: montate con le fruste la ricotta assieme allo zucchero, al philadelphia e al succo di limone. Coprite con questa deliziosa crema la superficie della torta di carote e servite a fette accompagnando da un ottimo tè Earl Grey.