Cordon bleu di melanzane

Melanzane, che passione! In estate non posso farne a meno. Questo grosso ortaggio arrivò in Europa nel VII secolo quando gli Arabi conquistarono la Penisola Iberica. Continua a leggere “Cordon bleu di melanzane”

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Alette di pollo BBQ al forno

Avete inaugurato la stagione estiva con le prime serate in giardino? Di solito il barbecue, l’odore di carbonella e la carne che sfrigola sul fuoco è un must ma, non tutti sono ben riforniti di griglie ardenti. Nessun problema, basta un forno e la giusta speziatura delle carni per avere un’aroma da vero BBQ americano con i fiocchi. Continua a leggere “Alette di pollo BBQ al forno”

Pane all’aglio (Garlic Bread)

Un pane croccante, profumato, appena sfornato, pronto in pochi minuti e sempre apprezzato … Vi presento il pane all’aglio o chiamato anche garlic bread molto popolare nei paesi di lingua inglese ma anche nel Sud Africa, Mauritius e in Australia! Continua a leggere “Pane all’aglio (Garlic Bread)”

Pissaladière nizzarda

La Pissaladière nizzarda è una torta salata tipica francese a base di cipolle, alici o acciughe e olive. Un piatto dai sapori forti insomma, ma saporito e reperibile in tutte le boulangerie provenzali. Continua a leggere “Pissaladière nizzarda”

Focaccia genovese, una ricetta velocissima

Queste calde giornate d’Aprile ci fanno credere che l’Estate sia quasi arrivata. Non amo espormi di già sul bagnasciuga però. Amo piuttosto le scampagnate o i pranzi con gli amici all’ombra di un pergolato. Preparo così piatti veloci, ideali a esser riscaldati, e senza pensieri come questa deliziosa focaccia genovese.

La fugässa è una specialità tipica della cucina ligure: questa sorta di pane piatto alto al massimo 2 cm, si distingue da tutti gli altri tipi di focaccia italiano perché prima dell’ultima lievitazione viene spennellata con un’emulsione composta da olio extravergine d’oliva, acqua e sale grosso.

La si può consumare già a colazione, come “rompi digiuno” nella mattinata o come aperitivo-antipasto. È tradizione ligure accompagnarla con un bicchiere – gianchetto – di vino bianco, e in alcune zone dell’Italia occidentale è uso (non tipicamente genovese) inzuppare la focaccia nel cappuccino o nel latte come colazione.

Focaccia genovese step by step 1 (1)

Focaccia genovese

Ingredienti per una teglia rettangolare di 25 x 40 cm

Per l’impasto: 170 ml d’acqua tiepida, 18 g di olio extravergine di oliva, 6 g di lievito secco di birra, 1 cucchiaino di miele o di malto, 300 g di farina bianca di farro, 6 g di sale fino.

Per l’emulsione: 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva più un po’, 1 cucchiaio d’acqua, sale grosso q.b.

Ottima preparazione lievitata per chi ha poco tempo. Una volta cotta e raffreddata, potete surgelarla e scongelarla all’occorrenza… la fragranza rimarrà la stessa!

Focaccia genovese step by step 3 (1)

Procedimento

Nella ciotola della planetaria versate l’acqua tiepida, il malto o il miele, il lievito e l’olio. Unite metà della farina bianca di farro, il sale fino e incominciate a impastare. Unite quindi la farina rimasta. Lavorate il tutto per 10 minuti. Potete fare quest’operazione anche a mano.

Una volta ottenuto un’impasto omogeneo e leggermente appiccicoso, coprite la ciotola e lasciate riposare per 30 minuti.

preparazione focaccia genovese 1

Infarinate la spianatoia e risvoltate l’impasto, ripiegatelo in 3 parti, poi ancora in 3 parti (pieghe a portafoglio) e formate un panetto.

preparazione focaccia genovese 2

Oliate una teglia e riponete il panetto d’impasto. Lasciatelo riposare per almeno 30 minuti.

A parte versate in un barattolo l’olio e l’acqua per l’emulsione. Chiudete con un coperchio e sbattete energicamente.

Riprendete l’impasto e, pressandolo con le dita, allargatelo su tutta la superficie della teglia. Versate quindi l’emulsione, il sale grosso, e lasciate riposare il tutto per 1 ora.

Scaldate nel frattempo il forno statico a 230°C. Infornate quindi la focaccia lievitata e cuocetela per 15 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno, conditela ancora calda con poco olio extravergine di oliva e trasferitela a intiepidire su una gratella. Tagliatela quindi a quadrotti e servitela tiepida.

Focaccia genovese step by step 2 (1)

 

Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza

Adoro la farina di ceci! La utilizzo nelle sfiziosità salate come farinate, frittelle, nell’impasto del pane, per le crespelle senza glutine e soprattutto nelle torte salate. Questa che vi propongo oggi, non è una ricetta primaverile, ma si presta alla settimana uggiosa che mi aspetta e soprattutto è un valido pretesto svuota frigo. La frolla salata friabilissima è una valida alternativa alle paste sfoglie e brisée confezionate in quanto è veloce, facile da preparare e molto digeribile.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 1

Quiche alla farina di ceci
con funghi, porri e scamorza

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta brisée alla farina di ceci: 75 g di farina bianca di farro, 75 g di farina di ceci, 75 g di burro freddo, 2 – 4 cucchiai d’acqua fredda, sale fino.

Per il ripieno: 250 g di funghi champignon mondati, mezzo porro, 100 g di scamorza grattugiata, 2 uova, 50 ml di panna fresca, 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, olio extravergine d’oliva q.b, qualche rametto di timo fresco, sale e pepe.

Per questa quiche ho utilizzato uno stampo da 20 – 22 cm di larghezza per ottenere una torta salata alta. Lo stampo da crostata più basso da 24 cm andrà comunque bene.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 3

Procedimento

Preparate la pasta brisée servendovi di un robot da cucina: versate la farina di farro, la farina di ceci, il sale e il burro freddo a cubetti. Azionate il tutto e frullate. Aggiungete un cucchiaio d’acqua alla volta fino ad ottenere una palla d’impasto. Avvolgete la pasta brisè nella pellicola per alimenti e riponetela a riposare in frigorifero per 30 minuti.

Nel frattempo affettate il porro e tagliate in 4 i funghi mondati e lavati. Soffriggete il tutto in padella per 15 minuti assieme a 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Fate quindi intiepidire.

Sbattete le uova assieme alla panna e ai formaggi grattugiati. Regolate di sale e pepe. Aggiungete quindi i funghi e i porri cotti in padella e mescolate il tutto.

Estraete la pasta brisée dal frigorifero. Scaldate il forno a 180°C in modalità ventilato.

Infarinate leggermente il piano di lavoro e stendete la pasta con un mattarello fino a raggiungere uno spessore di mezzo centimetro. Rivestite uno stampo da 20 – 22 cm e riempite il guscio di pasta con il ripieno appena preparato. Spolverate con timo fresco e infornate. Cuocete la quiche per almeno 40 minuti fino a doratura.

Una volta cotta, estraetela dal forno e fatela riposare per almeno 10 minuti prima di servirla.

Torta salata Quiche alla farina di ceci con funghi, porri e scamorza 5

La torta pasqualina

La Pasqua e la Primavera sono alle porte. I prati si stanno già tingendo di un verde brillante e nelle radure incominciano a spuntare i primi crocus. È tempo di scampagnate all’aria aperta e di torte, focacce e frittate gustate seduti comodamente su una coperta sull’erba.

Ecco allora che è il momento giusto per preparare la torta pasqualina, secondo la ricetta tradizionale ligure, a base di bietine, spinaci con il mio tocco personale (l’aggiunta del porro) per rendere il tutto più goloso e saporito. La ricotta la conoscete bene, è quella della Fattoria Zoff e le uova sono rigorosamente fresche e di galline felici, comprate pochi giorni fa dal contadino qua vicino.

torta pasqualina 1

La torta pasqualina

Ingredienti per uno stampo da 24 cm

500 g di un mix tra bietina e spinaci, 200 g di ricotta di mucca ben sgocciolata possibilmente BIO,  40 g di parmigiano reggiano grattugiato, 40 g di pecorino grattugiato, mezzo porro, 6 uova, 2 rotoli di pasta sfoglia già pronta, olio extravergine di oliva q.b, sale e pepe.

Per personalizzare il ripieno, potete aggiungere dello speck oppure sostituire le bietine e gli spinaci con carciofi spadellati o verdure di stagione a vostro piacimento come zucchine o asparagi.

torta pasqualina 3

Procedimento

Lavate e sbollentate la bietina e gli spinaci per 10 minuti in acqua leggermente salata. Scolate il tutto, lasciate intiepidire le verdure e strizzatele molto bene. Affettate finemente il porro e soffriggetelo a fuoco basso con poco olio d’oliva fino a quando non sarà diventato tenero. Poi fatelo raffreddare.

Preparate il ripieno della torta pasqualina amalgamando bene la ricotta con 1 uovo, le verdure tritate al coltello, il porro,  il parmigiano e il pecorino grattugiati. Lavorate bene il tutto aggiungendo poco sale e pepe.

Prendete uno stampo tondo da 24 cm di diametro non troppo basso, e foderatelo con la carta forno e il primo rotolo di pasta sfoglia. Riempitelo quindi con il ripieno preparato precedentemente. Aiutandovi con un cucchiaio, formate 4 piccole fossette nel ripieno e sgusciate in ciascun incavo un uovo intero in modo che, durante la cottura, diventi sodo. Chiudete la torta con il secondo disco di pasta sfoglia e ripiegate il bordo del disco della base all’interno sigillandolo delicatamente.

Spennellate la superficie con l’ultimo uovo sbattuto e foratela con la punta di una forchetta. Infornate la torta Pasqualina a forno caldo a  180 °C e cuocetela per circa 40 minuti. Una volta pronta, estraetela dal forno e fatela raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di servirla a fette.

Ricetta pubblicata per la rivista “q.b Quanto Basta in Cucina”,  Marzo 2018.

Quiche alla trota affumicata e cipolla rossa

Sono tornata 10 giorni fa dall’Australia con un bagaglio pieno di ricordi ed emozioni. Vi parlerò di alcune mie esperienze e nuove ricette d’oltreoceano durante l’anno ma oggi vi vorrei proporre una quiche veloce e deliziosa, ideale da preparare tutto l’anno. L’ho preparata con la friulanissima trota affumicata accompagnata dalla dolcezza della cipolla rossa.

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Quiche alla trota affumicata e cipolla rossa

Ingredienti per 4 persone

1 rotolo di pasta briseè, 5 uova, 65 ml di panna fresca, 2 cipolle rosse grandi, 40 g di burro, 2 cucchiai di salsa balsamica Asperum invecchiato 5 anni, 200 g di trota affumicata, 1 cucchiaio di parmigiano reggiano, un cucchiaio di prezzemolo tritato, una grattatina di noce moscata, valeriana per servire, sale e pepe.

In sostituzione alla trota affumicata, potete utilizzare del tonno o del salmone fresco o affumicato.

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Procedimento

Affettate finemente le cipolle e fatele appassire in padella assieme al burro, sale e un pizzico di pepe. Cuocetele a fiamma bassa in modo da ammorbidirle. Se necessario, aggiungete una tazzina d’acqua per favorire la cottura. Una volta ammorbidite, sfumatele con la salsa balsamica (o con l’aceto balsamico), fate evaporare e spegnete il fuoco. Fatele raffreddare.

Tenete da parte 50 g di trota. Riducete a fettine la restante parte e versatela in una ciotola capiente. Sgusciate le uova e unitele alla trota assieme alla panna, al prezzemolo tritato, alla cipolla stufata. Unite il parmigiano reggiano grattugiato, sale, pepe, una grattatina di noce moscata e mescolate bene il tutto con una forchetta.

Scaldate il forno a 180° C in modalità ventilato.

Srotolate la pasta briseè e rivestite una teglia da 24 cm di diametro. Bucherellate leggermente il fondo con una forchetta e versate il ripieno appena preparato. Infornate a forno caldo la quiche e cuocetela per 45 – 50 minuti. Una volta cotta, estraetela dal forno e fatela intiepidire. Servitela guarnendola con la trota tenuta precedentemente da parte e con qualche fogliolina di valeriana fresca.

Cannoli salati alla mousse di trota

Un aperitivo tra amici, pochi ingredienti e tanta fantasia per creare un finger food sfizioso e gustoso. La Regina di San Daniele, la vera trota friulana, è l’ingrediente principale del piatto, abbinato alla croccantezza di un guscio di pasta birseè e semini e alla piccantezza della radice di rafano presente nella mousse. Una ricetta da segnare sul proprio quaderno degli appunti!

cannoli mousse di trota 1

Cannoli salati alla mousse di trota

Ingredienti per una decina di cannoli

1 rotolo di pasta briseè rettangolare, 1 tuorlo d’uovo, semi di sesamo q.b., burro q.b., 100 g di trota salmonata affumicata o al naturale, 2 cucchiaini di erba cipollina, 2 cucchiai di panna acida o di yogurt greco, 1 cucchiaino di kren (rafano) grattugiato, sale e pepe.

Al posto della pasta briseè potete utilizzare la pasta sfoglia. Se non vi piace la trota, potete sostituirla con qualsiasi altro pesce affumicato.

cannoli mousse di trota 3

Procedimento

Scaldate il forno a 180° C in modalità ventilato.

Srotolate la pasta briseè e tagliate 10 strisce nel senso della lunghezza. Imburrate 10 formine per cannolo e avvolgete le strisce di pasta su ogni formina. Spennellate i cannoli con il tuorlo sbattuto, spolverate con i semini di sesamo e infornate a forno caldo. Cuocete i cannoli fino a doratura.

A parte preparate la mousse di trota. Tritate grossolanamente il filetto di trota affumicata o al naturale, privata della pelle. Riponetela in un mixer assieme alla panna acida, al kren (rafano) all’erba cipollina, sale e pepe quanto basta. Frullate il tutto fino ad ottenere una crema soda. Trasferite al crema in un sac à poche e riponetela in frigorifero.

Una volta pronti i cannoli, fateli raffreddare bene. Estraeteli dallo stampino una volta raffreddateli e farciteli con la mousse di trota aiutandovi con il sac à poche. Spolverate le estremità con erba cipollina e servite subito.

Vi consiglio di gustare questi cannoli in giornata.

Il vino in abbinamento

cannoli - sauvignon copia

 

Frittatine di patate e carote al forno

La frittata è il mio pass-par-tout. Un’omlette a colazione durante il weekend, una frittata a pranzo con quello che c’è nel frigo o una frittata salva cena non guasta mai! L’importate è avere la giusta scorta di uova fresche e rigorosamente di galline felici.

frittatine di patate e carote al forno 1

Le frittate più buone mai mangiate le ho assaggiate in Spagna, rigorosamente a base di patate e cipolla, come la tradizione culinaria delle tortillas insegna. A colazione, come farcitura di una baguette o nell’aperitivo serale, gli spagnoli non rinunciano a questa pietanza tanto semplice quanto gustosa!  Pensate che nel 1535 fu preparata presso la certosa di Padula (in provincia di Salerno) una frittata con ben mille uova in onore di Carlo V di Spagna che sostò presso la certosa con il suo esercito di ritorno vittorioso dalla battaglia di Tunisi. Anche la storia ci testimonia quanto gli spagnoli ne fossero ghiotti e questo evento, citato nel film C’era una volta… di Francesco Rosi con Sophia Loren e Omar Sharif, viene ancora oggi celebrato ogni anno il 10 agosto. Invece a Colli a Volturno, un piccolo paese nella provincia di Isernia, ogni anno nel giorno di Pasqua si rinnova una storica tradizione: ogni famiglia cucina una frittata contenente dalle 100 alle 500 uova, alle quali si aggiungono vari prodotti locali come salsiccia, prosciutto, formaggio e quant’altro!

La mia ricetta invece è tutt’altro che da record: è una sorta di antipastino, finger food, un secondo leggero o un piattino da brunch da mangiare in pochi bocconi. A base di verdurine come patate e carote, viene cotta al forno in stampini mono porzione e può esser servita tiepida o a temperatura ambiente.

frittatine di patate e carote al forno 2

In collaborazione con Ricette della Nonna  potete sbirciare la mia ricetta per controllare le dosi e le tempistiche di preparazione cliccando {qui}.

Involtini di melanzane, ricotta e prosciutto crudo affumicato

Chi sente parlare di prosciutto crudo di San Daniele, solitamente ricorda il Friuli. Ma questa è una delle tante prelibatezze e declinazioni della tradizione norcina friulana. Zona che vai, prosciutto che trovi: dalla pedemontana ci spostiamo in Carnia dove viene prodotto il Prosciutto di Carnia o Prosciutto di Sauris segnalato dal Cibario, come un prosciutto senza gambetto, dolcemente affumicato, secondo la tradizione montana, con legno di faggio. La salvaguardia di questo prodotto così speciale è stata riconosciuta dalla Commissione Europea nel 2010. Spostandoci invece verso Cormons (GO), troviamo un altro prosciutto, anch’esso affumicato secondo una tradizione antica della famiglia D’Osvaldo, con legni dolci di ciliegio e alloro e stagionato per 12 mesi lasciando ogni giorno aperte le finestre delle stanze di stoccaggio dal tramonto all’alba.

In questa ricetta le melanzane grigliate e il prosciutto leggermente affumicato sono accompagnate dalla dolcezza della ricotta fresca. Se vi piacciono i sapori delicati scegliete pure una ricotta vaccina, ma non sottovalutate le saporite ricotte di capra. La nostra regione vanta di numerose fattorie specializzate nell’allevamento di ovini e nella produzione di formaggi deliziosi. Ultimamente mi sono appassionata alla vasta scelta che l’azienda Agri Siamon di Blessano (UD) offre con i suoi caprini aromatizzati, lo yogurt e un fantastico stracchino di capra.

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Involtini di melanzane, ricotta e prosciutto crudo

Ingredienti per 4 persone

1 melanzana lunga di media grandezza, 8 fette di prosciutto crudo di Sauris o di San Daniele, 200 g di ricotta fresca di pecora, timo fresco, sale, pepe, olio extravergine di oliva, 1 cespo di insalata riccia, 1 cucchiaio di miele millefiori (ho utilizzato il Miele dell’Apicoltura Comaro), 1 cucchiaio d’aceto di mele.

Per rendere più scenografico questo piatto, servitelo in vasetti di vetro!

involtini melanzane 1

Procedimento

Affettate le melanzane in modo da ottenere delle fette sottili e lunghe. Disponetele su un piatto e salatele leggermente. Lasciatele riposare per almeno 1 ora in modo che perdano l’acqua e diventino morbide.

Asciugatele bene con della carta da cucina, scaldate una piastra e grigliatele bene. Fatele poi raffreddare a temperatura ambiente.

Nel frattempo lavate accuratamente l’insalata riccia ed asciugatela.

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In una ciotola lavorate la ricotta assieme ad alcune foglioline di timo fresco, poco sale, pepe e un filo d’olio.

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Disponete sulla fettina di melanzana grigliata una fetta di prosciutto crudo, spalmate la ricotta ed arrotolate il tutto. Fermate il rotolino con uno stecchino.

Suddividete l’insalata riccia nei piatti o nelle ciotole, disponete 2 rotolini per porzione.

Preparate la vinaigrette al miele millefiori: stemperate nell’aceto il miele (se vi sembra troppo denso, scaldate  bagnomaria il vasetto per pochissimi minuti) e sbattete il tutto con una forchetta aggiungendo a filo l’olio. Regolate di sale e pepe e condite il piatto con questo condimento agro dolce.

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Il vino in abbinamento

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Bastoncini croccanti di melanzane al forno

Tempo di cene all’aperto e di aperitivi lunghi a casa con gli amici. In questa stagione ci si può sbizzarrire con le primizie dell’orto e sul banco del fruttivendolo ci sono molte varietà di verdure a buon prezzo. È la stagione di melanzane, zucchine, cetrioli, pomodori, fagiolini di tutte le taglie e colori, e poi ancora melanzane, peperoni e carote novelle.

Si possono preparare numerose ricette e per lo più servirle fredde o a temperatura ambiente, preparandole in anticipo… forse ancora più buone! (Come ad esempio questa parmigiana di zucchine veloce da preparare o la tradizionale parmigiana di melanzane…)

bastoncini croccanti di melanzane al forno 1

Si possono preparare dei frittini non fritti di verdure, deliziosamente croccanti e cotti al forno. Io li preparo con le melanzane, tagliate a bastoncini e lasciate un po’ nel sale in modo che si ammorbidiscano subito.

Il segreto, poi, sta nella panatura: per far sì che non diventi secca ho mescolato il pan grattato al parmigiano e a un goccio d’olio. Questo mix non solo conferisce croccantezza ma dona anche sapidità a questo delizioso antipastino.

In alternativa alle melanzane si possono utilizzare zucchine (anch’esse anticipatamente leggermente passate nel sale e ben asciugate), fagiolini sbollentati o funghi champignon affettati grossolani.  Sono ottime da servire appena sfornate oppure tiepide.

bastoncini croccanti di melanzane al forno 2

In collaborazione con Ricette della Nonna, troverete la mia ricetta con tutte le dosi e le istruzioni cliccando {qui}.

Parmigiana estiva di melanzane, pomodorini e ricotta salata

La parmigiana di melanzane è l’emblema dell’italianità, è il piatto più conosciuto e consumato dello stivale e quello che si presta numerose varianti e, naturalmente, alleggerimenti della ricetta. Numerose regioni si contendono l’origine della ricetta e il vero nome: “Parmigiana di melanzane” o “Melanzane alla parmigiana”? Da qui inizia il battibecco tra la Sicilia, Parma e Napoli.

Parmigiana estiva di melanzane e ricotta salata 2

Risalgo quindi all’arrivo della materia prima: la melanzana. Non immagino i fruttivendoli dell’epoca quando nel XV secolo videro arrivare questi ortaggi viola portati dagli Arabi, che a loro volta la scoprirono in India: come prima tappa arrivarono in Sicilia. Ecco quindi eliminata la possibile origine parmense. In siciliano “parmiciana” è l’insieme delle assi di legno che compongono una persiana: ecco quindi spiegata il modo di disporre le fettine di melanzana. A “parmiciana”, appunto.

Il nome potrebbe anche derivare da “petronciana”, il termine con cui veniva chiamata la melanzana all’epoca. Ne parla anche l’Artusi citando il vero significato della parola: “mela insana”. In effetti tutto ciò che all’epoca era commestibile ma era caratterizzato da un colore scuro, nero o viola, poteva esser attribuito a un cibo del peccato o del demonio.

Sicuramente dopo qualche spifferata da parte di qualche greco sul modo di cottura e composizione del piatto a imitazione della Moussakà, troviamo la prima testimonianza storica sulla parmigiana nel Cuoco galante (1733) di Vincenzo Corrado, cuoco pugliese al servizio delle più importanti famiglie aristocratiche della Napoli del ‘700. Corrado, tuttavia, nella sua ricetta utilizza le zucchine anziché le melanzane, fritte nello strutto e poi condite con parmigiano e burro e poi ripassate in forno. Assai più simile alla ricetta odierna quella descritta nel 1839 da Ippolito Cavalcanti nella sua Cusina casarinola co la lengua napolitana: “E farai friggere le melanzane e poi le disporrai in una teglia a strato a strato con il formaggio, basilico e brodo di stufato o con salsa di pomodoro e coperte le farai stufare”.

Parmigiana estiva di melanzane e ricotta salata

Questa ricetta ebbe così tanto successo che risalì la penisola passando per Napoli, patria del fritto e di tutte queste golosità, dove venne arricchita da mozzarella. Arrivò fino a Parma dove il locale parmigiano reggiano sostituì il meridionale pecorino. Proprio nel XVII secolo con il termine “cucinare alla maniera dei Parmigiani” o “cucinare a parmigiana” si indicava il modo di cucinare le verdure a strati.

Parmigiana estiva di melanzane e ricotta salata 3

Oggi numerose versioni arricchiscono il modo di cucinare la parmigiana. Con pomodoro fresco al posto della passata, con mozzarella o altri formaggi a pasta semi molle, arricchita da prosciutto o altro ben di Dio. La mia versione a torretta, preparata con le melanzane lunghe, è un’ottima idea per gli antipasti estivi, da profumare con il basilico del balcone e ideale da consumare tiepida sul terrazzo con gli amici assieme a un fresco calice di vino bianco del sud. In collaborazione con Ricette della Nonna potete trovare la mia versione cliccando {qui}.

Buricche ebraiche di melanzane

Sono una fanatica della cucina ebraica e il periodo estivo ben si presta per la preparazione di alcuni piatti che possono essere consumati anche freddi. Ne sono esempio le buricche di melanzane: croccanti mezzelune ripiene di pomodoro, melanzane e cipolla dal gusto agrodolce.

Buricche di melanzane 1

Buricche ebraiche di melanzane

Ingredienti per 15 buricche medie

Per la pasta esterna: 250 g di farina semi integrale di tipo “2”, 80 g di acqua, 80 g d’olio di semi di girasole, un cucchiaino di sale, 1 uovo sbattuto, semi di papavero.

Per il ripieno: 500 g di melanzana, 1 cipolla bionda, 300 g di polpa di pomodoro, 1 cucchiaino di aceto di vino, 1 cucchiaino di zucchero, un pizzico di peperoncino piccante, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, sale.

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Procedimento

Preparate per primo il ripieno delle buricche: pelate le melanzane con un pelino e riducetele a dadini piccoli. Affettate la cipolla finemente e riponetela assieme alle melanzane in un pentolino, aggiungete la polpa di pomodoro, l’olio d’oliva, il sale, l’aceto e lo zucchero. Coprite e riponete sul fornello. Fate cuocere il tutto a fuoco basso. Durante al cottura il tutto diventerà una sorta di pappetta. Se vedete che le verdure tenderanno ad attaccarsi sul fondo, aggiungete qualche cucchiaio d’acqua. Una volta pronto il ripieno, fatelo raffreddare bene.

Dedicatevi ora alla pasta esterna. La maggior parte delle torte salate ebraiche sono preparate con questo metodo: portate ebollizione l’acqua, il sale e l’olio di semi. Formate una fontana con la farina e versate il liquido bollente al centro. Lavorate inizialmente il tutto con una forchetta per non scottarvi. Continuate poi con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare per 30 minuti in frigo.

Infarinate la spianatoia e stendete la sfoglia infarinandola abbondantemente ogni volta che ci sarà bisogno. Tirate la pasta fino ad ottenere uno spessore di 3 millimetri. Tagliate dei cerchi con uno stampo tondo, riempiteli con un po’ di ripieno a base di melanzane e chiudeteli a mezzaluna. Sigillateli con una forchetta. Disponete le buricche su una teglia rivestitadi carta forno, spennellatele con l’uovo sbattuto e spolveratele con i semi di papavero.

Scaldate il forno ventilato a 180° C e infornate le buricche di melanzane. Cuocetele per 20 – 30 minuti fino a quando saranno dorate e croccanti.

Servitele tiepide o fredde.

{Ricetta tratta e adattata dal canale YouTube Rosso Rimmon}

 

 

Biscottini al rosmarino e groviera

Ci aspetta un piovoso e grigio weekend qui, nella casa a  Nord Est. E allora accendiamo i forni, invitiamo amici a casa e ci rilassiamo per dei lunghi aperitivi domestici, allietati da qualche crostino, dei buoni calici di vino fresco, un po’ di formaggi, salumi appena affettati e buona musica.

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Per l’occasione non perdetevi questi deliziosi biscottini salati. Realizzarli è semplicissimo: basta avere un mixer capiente e pochi ingredienti, tra cui un buon formaggio stagionato. Avevo in frigorifero un pezzettino di Groviera, ottimo con le vellutate di porri e, grattugiato finemente nell’impasto di questi biscotti, conferisce a queste delizie un gusto molto invitante. In alternativa si può utilizzare un Montasio Stravecchio o del Parmigiano Reggiano. Con le dosi indicate dalla ricetta otterrete tantissimi piccoli biscottini, tanti quanti ne servono per riempire una grande teglia. Mi raccomando, fateli piccolini: in questo modo saranno più adatti al vostro aperitivo.

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In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete rimboccarvi le maniche, allacciare il grembiule, scaldare il forno e trovare la ricetta cliccando qui {qui}.

Composta di zucca al balsamico

Arriva Novembre, è ora ti far scorta di zucche! Questo ortaggio è uno dei miei preferiti e, oltre a consumarlo arrostito, in succulenti risotti o cremose zuppe, ho provato perfino a trasformarlo in una gustosa composta, ideale come accompagnamento a un tagliere di formaggi. Provate a impreziosirla con qualche goccia d’Asperum, il gusto sarà unico!

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Composta di zucca al balsamico

Ingredienti per 2 vasetti da 250 g

500 g di polpa di zucca mantovana già mondata (pesata senza semi e buccia), 180 g di zucchero semolato, mezza stecca di cannella, un cucchiaio di succo di limone, 3 cucchiai di aceto balsamico Asperum IV invecchiato 15 anni.

Questa composta i sposa bene con formaggi stravecchi, erborinati, di latte ovino o di capra.

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Procedimento

La notte prima riducete la zucca a dadini e riponeteli in ciotola capiente assieme allo zucchero. Mescolate, coprite e mettetele la ciotola al fresco. Lasciate riposare il tutto per una notte.

L’indomani trasferite il tutto in una pentola. Aggiungete il succo di limone, la cannella e portate il tutto sul fuoco. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e portate lentamente a bollore. Cuocete la composta per un’ora. Eliminate la cannella e frullatela con un frullatore a immersione per renderla vellutata. Aggiungete l’aceto balsamico e riportatela a bollore per altri 10 minuti.

Una volta pronta, invasate la composta in vasetti puliti e sterilizzati. Chiudeteli con un coperchio e sterilizzateli.

Crocchette di miglio e zucchine al forno (senza glutine)

Il miglio è un non- cereale antico, privo di glutine e ricco di nutrienti. Negli ultimi anni è diventato un seme molto apprezzato in quanto contiene molte fibre, rame,proteine e vitamine del gruppo B.

É un alimento molto versatile: la farina può esser utilizzata per dei gustosi biscotti, pancakes e frittelle, mentre i semi posso venir consumati in gustose zuppe invernali,sgranati a mo’di cous cous per gustose insalate estive o mescolati a verdure per creare delle golose crocchette, ideali per grandi e piccini.

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Crocchette di miglio e zucchine al forno

Ingredienti per 10 – 12 crocchette

100 g di miglio BIO, 200 ml d’acqua, 2 piccoli scalogni, 1 grossa zucchina, una manciata di prezzemolo, 1 uovo intero, mezzo cucchiaino di curry in polvere, 2 cucchiai di parmigiano, olio extravergine d’oliva sale e pepe.

Ho imparato a cucinare il miglio con lo stesso metodo che utilizzo per cucinare il riso basmati. Seguite tutti i punti della preparazione per ottenere un miglio ben sgranato e completamente asciutto.

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Procedimento

Riponete il miglio in una ciotola e copritelo con dell’acqua fresca. Lasciatelo in ammollo per almeno 30 minuti. Poi scolatelo bene.

A parte portate a ebollizione l’acqua. Potete alternativamente utilizzare un brodo leggero di verdure.

In un altra pentola, possibilmente antiaderente, versate il miglio e tostatelo a fuoco alto fino a quando non si sarà asciugato. Versate i 200 ml d’acqua bollente, abbassate la fiamma e coprite subito.  Cuocete il miglio a fuoco bassissimo per 15 minuti. Poi chiudete la fiamma e lasciatelo coperto  per almeno 5 minuti. Trascorso questo tempo, scoperchiatelo e sgranatelo  con una forchetta. Trasferitelo su un piatto e lasciatelo raffreddare.

Grattugiate la zucchina e spremetela bene tra le mani in modo da far fuoriuscire l’acqua di vegetazione. Riponetela in una ciotola assieme al miglio raffreddato. Tritate finemente i due scalogni assieme al prezzemolo e aggiungetelo al composto. Insaporite con sale, pepe, un pizzico di curry e parmigiano. Mescolate, sgusciate l’uovo e amalgamate bene il tutto. Riponete a rassodare il frigorifero per almeno 20 minuti.

Scaldate il forno a 200° C.

Rivestite con la carta forno una teglia e spennellatela con poco olio d’oliva.

Servendovi di un coppa pasta tondo o di una formina per biscotti, formate le crocchette pressandole bene con il dorso di un cucchiaio. Riponetele sulla teglia e spennellatele con l’olio.

Infornatele e cuocetele per 20 minuti, rigirandole 2 -3 volte fino a quando non saranno diventate dorate e croccanti.

Servitele calde o tiepide assieme alla gustosa salsa tzatziki.

Frico agli asparagi

C’è chi lo preferisce croccante, chi con le patate e tanta cipolla, chi solo con le patate, chi soffiato a palla. Il frico, goloso tortino di patate e formaggi, è il piatto tipico di noi friulani e … posto che vai, frico che trovi. Le varianti di preparazione, nonostante abbia solo pochi e semplici ingredienti (patate, formaggi e in alcuni casi cipolla), sono davvero moltissime.

Gli ingredienti base – formaggi e patate – devono però esser rigorosamente locali, e lì non ci piove:

  • le patate non sono tutte uguali, ci sono patate e patate. Le migliori per il frico sono la varietà Kennebeck, coltivate in molte zone del Friuli ma soprattuto nel comune di Gòdia. Conosciutissima è infatti la Patata di Godia.  Quello che rende queste patate sono innanzitutto i terreni dove vengono coltivate, che anticamente costituivano il letto del torrente Torre. Ciò ha permesso a questi campi di essere caratterizzati da un pH leggermente acido e da una buona percentuale di ferro. In secondo luogo il microclima favorisce una crescita ottimale del tubero. Questa combinazione di condizioni rende la zona particolarmente adatta alla coltivazione di questo tubero.
  • la scelta dei formaggi, perchè per il frigo non ne basta solo una tipologia. Anticamente il frico era una pietanza povera che però dava “sostanza” per i suoi ingredienti. I formaggi utilizzati erano quelli che noi potremmo chiamare gli avanzi del frigo, ovvero avanzi di formaggi di varie stagionature. Oggi noi friulani ben sappiamo che per cucinare un frico a regola d’arte dobbiamo procurarci almeno 3 stragionature di formaggi, necessari per dare sapore, morbidezza e croccantezza esterna: una formaggio molto fresco di almeno 2 mesi, un formaggio stagionato di almeno 6 mesi e un formaggio stravecchio di oltre un anno. Sapientemente grattugiati o ridotti a piccoli pezzi… e per dare un tocco di profumo, una grattata di ricotta affumicata.

L’aggiunta della cipolla invece è facoltativa. Negli ultimi tempi la ricetta del frico si è evoluta e, oltre alle patate, ha visto l’aggiunta nella ricetta anche di altri prodotti orticoli stagionali: zucca, radicchio, erbe aromatiche e perfino mele. La mia versione primaverile invece ve la propongo con gli ultimi asparagi verdi della stagione.

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Frico agli asparagi

Ingredienti per 4 persone

400 g di patate, 150 g di formaggio di media stagionatura, 100 g di formaggio fresco, 50 g di formaggio stravecchio, 50 g di ricotta affumicata molto asciutta, 200 g di asparagi verdi, 1 cipolla, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Per un frico per 4 persone, procuratevi una padella antiaderente larga almeno 24 cm.

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Procedimento

Pelate le patate, riducetele a cubetti e lessatele in abbondante acqua leggermente salata fino a quando non saranno tenere.

A parte tagliate la cipolla a listarelle sottili. Mondate gli asparagi e tagliateli a rondelle. Scaldate 2 cucchiai d’olio in una padella, versate la cipolla, agli asparagi verdi e stufateli dolcemente a fuoco basso, coprendo il tutto con un coperchio. Cuoceteli fino a quando non si saranno inteneriti. Salate e pepate.

Nel frattempo, grattugiate con una grattugia a fori grossi i formaggi e mescolateli.

Versate le patate a dadini nella padella dove avrete cotto la cipolla assieme agli asparagi e schiacciate il tutto grossolanamente con una forchetta. Aggiungete i formaggi e mescolate.

Alzate il fuoco, appiattite il tutto con un mestolo a mò di tortino e lasciate che nella parte inferiore del frico di formi una bella crosticina. Scuotetelo di tanto in tanto in modo che non si attacchi. Giratelo spesso servendovi o di un piatto o di un coperchio.

Il frico sarà pronto dopo circa 20 minuti di cottura. Entrami i lati del tortino dovranno esser dorati e croccanti. Trasferite il frico su un piatto da portata e servitelo subito, accompagnandolo da fette di polenta abbrustolita.

 

Polpettone di patate e fagiolini alla genovese

La stagione calda si avvicina e il profumo delle piante aromatiche del mio giardino riempie l’aria: maggiorana, origano, dragoncello, un paio di piantine di timo, basilico di ogni sorta e grandi vasi pieni di salvia, menta, sedano e prezzemolo.

Stagione estiva per me significa anche più giorni “meat-less” ovvero senza carne e questo polpettone fa al caso mio.

Polpettone genovese 1

Lo “Sciattamàiu” è una sorta di tortino a base di patate e fagiolini verdi, insaporito da formaggio grattugiato e impreziosito da una golosa crosticina di pan grattato. Lo si può preparare sia in uno stampo quadrato che tondo, ed è ottimo servito tiepido o a temperatura ambiente. Nel dialetto genovese, “Sciattamàiu” significa letteralmente “schiatta marito” perchè le care mogli genovesi lo preparavano spesso ai loro consorti e dovevano ben badare che non fosse mangiato a “sciattapansa”, con ingordigia.

La ricetta base è facilissima e secondo me, ben si presta a esser personalizzata come più vi piace: profumate l’impasto del polpettone con le erbe aromatiche del vostro giardino, insaporite le patate con qualche cucchiaiata di pesto, oppure sostituite i fagiolini con piselli lessati o fave.

Polpettone genovese 2

In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, potete trovare questa deliziosa ricetta “schiatta mariti” cliccando {qui}.

Asparagi al prosciutto in sfoglia

Siete amanti degli asparagi e vi serve un’idea sfiziosa da proporre come antipasto o aperitivo? Vi consiglio dei gustosi asparagi in sfoglia, facili, veloci e d’effetto. Si preparano rapidamente e sono ottimi se accompagnati da qualche goccia d’aceto balsamico.

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Asparagi al prosciutto in sfoglia

Ingredienti per 4 persone

20 asparagi verdi, 20 fette di prosciutto crudo affumicato di Sauris , 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare, 20 g di burro, aceto balsamico.

Per questa ricetta ho utilizzato l’Aceto Balsamico Asperum IV, invecchiato 15 anni dell’Azienda Midolini.

Asparagi e prosciutto in sfoglia 1

Spuntate l’estremità dura degli asparagi verdi e lavateli sotto l’acqua corrente. Portate a ebollizione dell’acqua e sbollentate gli asparagi per 5 minuti. Poi scolateli, lasciateli raffreddare e asciugateli bene con un panno da cucina.

Arrotolate una fetta di prosciutto crudo affumicato per ogni asparago. Srotolate la pasta sfoglia e tagliate con un coltello affilato tanto strisce larghe almeno 1 cm – 1,5 cm. Arrotolate la pasta sfoglia sugli asparagi e posizionateli ben distanziati su delle teglie rivestite di carta forno. Fate fondere il burro e spennellate gli asparagi (soprattutto le punte) e la sfoglia.

Scaldate il forno a 200°C e infornate a forno caldo. Cuocete gli asparagi in sfoglia fino a doratura. Lasciateli poi intiepidire e serviteli accompagnandoli con il balsamico da intingere.