Poke Bowl al salmone ricordando Sydney

Poke bowl, il cibo di tendenza che mi fa ricordare in primis il primo giorno dell’anno, in Australia. Spiaggia, sole, estate e poke bowl a Cronulla, a pochi chilometri da Sydney. Continua a leggere “Poke Bowl al salmone ricordando Sydney”

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Fusilli di riso ai pomodori secchi, confit e briciole croccanti

Con la calda Estate subentra anche la voglia di mangiare veloce, tiepido e leggero. I fusilli di riso Piaceri Mediterranei sono gustosi, senza glutine, non gonfiano e saziano subito. Sono ideali per i sughi rustici, le insalate di pasta o le semplici aglio e olio. Continua a leggere “Fusilli di riso ai pomodori secchi, confit e briciole croccanti”

Pasta e ceci

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Pasta pasticciata alle verdure (senza glutine)

Poco tempo per preparare un primo piatto goloso, sostanzioso e ricco di verdure di stagione? La pasta pasticciata farà al caso vostro. Condita con verdure colorate, preparata con una vellutata besciamella senza glutine e con la pasta BIO al mais, grano saraceno e riso di Piaceri Mediterranei, diventerà un must per i vostri pranzi domenicali e non solo. Potrete prepararla il giorno prima, conservarla in frigorifero e infornarla il giorno dopo. Continua a leggere “Pasta pasticciata alle verdure (senza glutine)”

Pesto cremoso di zucchine

Si sta avvicinando la stagione delle zucchine e sui banchi del mercato potete già trovare le primizie in fiore. Un’idea per far gustare questa bontà ai bimbi è preparare il pesto cremoso di zucchine, semplice e buonissimo, con poco olio rispetto al pesto tradizionale al basilico. Continua a leggere “Pesto cremoso di zucchine”

Spaghetti di riso alla carbonara di carciofi (senza glutine)

La primavera è alle porte ed è tempo di primizie! Se dal verduriere di fiducia troverete freschi carciofi romani non fatevi scappare questa deliziosa carbonara con un tocco vegetale.

La carbonara di carciofi è un primo piatto tradizionale cucina italianagustoso e rustico. Si tratta di una semplice pasta alla carbonara a cui vengono aggiunti dei carciofi saltati in padella. Preparate questo piatto se volete un primo sostanzioso, soprattutto in primavera quando è facile trovare in commercio carciofi novelli, teneri e saporiti. Il formato di pasta utilizzato può variare a seconda dei gusti, ma il più consigliato sono gli spaghetti di riso semigreggio trafilati in bronzo di Piaceri Mediterranei. Utilizzate tuorli d’uova fresche preferibilmente allevate a terra. La pasta alla carbonara è un piatto proveniente dal Lazio, conosciuto in tutto il mondo, che si prepara con pochissimi ingredienti, facile e veloce da realizzare.

Carbonara ai carciofi senza glutine 2

Spaghetti di riso
alla carbonara di carciofi

Ingredienti per 4 persone

300 g di spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei, 4 carciofi grandi o 8 cuori di carciofo già mondati, 1 spicchio d’aglio, 75 g di guanciale, 4 tuorli d’uovo, 50 g di pecorino grattugiato, timo fresco per guarnire, sale e pepe, olio extravergine d’oliva q.b.

La preparazione di questa pasta fa uno strappo alla regola: gli spaghetti di riso semigreggio tendono ad attaccarsi tra di loro per la presenza di amido. Preservando un mestolo di acqua di cottura della pasta, unendolo in mantecatura in pentola, otterrete un risultato cremoso ottimale.

Carbonara ai carciofi (1)

Procedimento

Mondate i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, quindi affettateli finemente. Tritate l’aglio e soffriggetelo per un paio di minuti assieme a 3 cucchiai d’olio d’oliva. Aggiungete i carciofi, il guanciale, poco sale e pepe. Cuocete il tutto a fuoco dolce per 8 – 10 minuti.

Nel frattempo lessate gli spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei in abbondante acqua bollente salata. Cuoceteli per 10 -12 minuti, poi scolateli preservando un mestolo d’acqua di cottura.

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Versateli nella padella assieme al guanciale e ai carciofi, unite i tuorli sbattuti e mescolate velocemente il tutto lontano dal fuoco aggiungendo, poca acqua di cottura, se serve, per ottenere una salsa cremosa. A questo punto, unite il pecorino grattugiato e impiattate.

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Guarnite ogni piatto con qualche fogliolina di timo fresco e un’abbondante macinata di pepe nero.

Carbonara ai carciofi 3

Tagliolini al ragù di lenticchie e ricotta infornata

Il connubio legumi – cereali integrali, rende questo primo piatto nutriente e gustoso. Le lenticchie si trasformano in un valido sostituto della carne in un gustoso ragù impreziosito da funghi porcini freschi e dalla delicata ricotta infornata della Fattoria Bio Zoff di Borgnano (Gorizia). Ideale per i giorni di festa e i pranzi rustici tra amici.

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Tagliolini al ragù di lenticchie e
ricotta infornata

Ingredienti per 4 persone

300 g di tagliatelle integrali, 80 g di lenticchie secche messe in ammollo per 10 ore, 5 g di funghi porcini secchi ammorbiditi in acqua, 100 g di funghi porcini freschi puliti, mezzo porro, 1 carota, 1 gamba di sedano, mezza tazza di vino bianco, 200 g di passata di pomodoro, due rametti di timo e rosmarino, 100 g di ricotta infornata, 1 tazza d’acqua, 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva, sale e peperoncino.

Se non trovate i funghi porcini freschi, potete sostituirli con quelli surgelati oppure con i più comuni champignon.

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Procedimento

Ammollate i funghi secchi in acqua calda. Una volta ammorbiditi, scolateli e teneteli da parte.

Tritate finemente il sedano, la carota e la cipolla. Fate soffriggere le verdure assieme all’olio e a un pizzico di sale. Unite i porcini a pezzettini, i funghi secchi tritati e le lenticchie. Insaporite con sale, peperoncino, le erbe aromatiche tritate e mescolate bene. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Unite quindi la passata di pomodoro e un po’ d’acqua. Coprite e cuocete a fuoco dolce per 1 ora aggiungendo, se necessario, un po’ d’acqua il cottura.

Lessate le tagliatelle integrali in abbondante acqua salata bollente. Scolatele, unitele al ragù di lenticchie e mantecate bene il tutto. Servite le tagliatelle cospargendole di ricotta infornata sbriciolata.

 

Nasi Goreng integrale

Riso fritto, letteralmente (la parola nasi significa infatti riso, e goreng, fritto): questo è il Nasi Goreng. Il riso, lessato o cotto al vapore viene poi saltato nel wok, assieme a carne di pollo o manzo, verdure, a volte gamberi e uova. Si ottiene così il tipico piatto indonesiano dal sapore particolare, insospettabilmente delicato e gradevole anche al nostro palato, deriva dalla presenza delle spezie, profumati ingredienti che colorano tutta la cucina indonesiana.

Un moderato grado di piccantezza è dovuto alla presenza di peperoncini freschi, finemente tritati, mentre la sapidità del piatto deriva dalla contaminazione con la cucina cinese, con la presenza della salsa di soia, ingrediente che non apparterrebbe alla ricetta originale ma è oggi utilizzato molto spesso.

Varianti del Nasi Goreng si incontrano in tutto il Sud-Est asiatico, a Singapore, in Malesia o in Thailandia, ma il piatto originale nasce in Indonesia, dove viene preparato indistintamente per colazione, pranzo e cena. Diffuso, ma in chiave minore, è il Bami Goreng, con noodles o fettuccine (bami) al posto del riso – sempre conditi e saltati con pollo, gamberetti, verdure e naturalmente sambal,o salsa di peperoncini piccanti.

Il Nasi Goreng come lo conosciamo oggi trova le sue radici nella tradizione più antica della cucina indonesiana, quella di sapore più rurale e contadino, semplice e basata sui prodotti locali, originaria delle isole di Giava, Madura e Sundan. Nel ricco coacervo di culture che caratterizza il vasto arcipelago esiste anche un’altra cucina, meno antica e più esterofila, che ha subito le molteplici influenze dei più noti piatti cinesi, indiani, thai, giapponesi e in parte anche olandese. Questa seconda corrente gastronomica ha preso vita nelle zone portuali, commerciali o turistiche del paese, diffondendosi in scali come Sumatra o Bali, dove ogni giorno arrivano le spezie più varie e dove la popolazione è formata da un mix di gruppi provenienti da diversi paesi.

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Nasi Goreng integrale

Ingredienti per 4 persone

300 g di riso basmati integrale, 4 uova, 4 spicchi d’aglio, 2 cucchiai di zenzero grattugiato, 3 cipollotti, 500 g di pollo tritato, 2 cucchiai di salsa Tamari di soia, 3 cucchiai di kecap manis, 1 carota, 2 peperoncini lunghi, una manciata di basilico thailandese, qualche fogliolina di coriandolo, una manciata di anacardi tostati, 1 manciata di germogli di soia (facoltativi), 2 cucchiai di olio di semi di sesamo o di girasole.

La miglior parte del pollo da utilizzare per questa ricetta è la coscia disossata, oppure la sovracoscia, che ho poi tritato finemente con un coltello affilato. Il kecap manis, invece, è la salsa di soia tipica indonesiana, dal gusto dolce. Se non la trovate, sostituitela con 2 cucchiai di salsa di soia normale e 1 cucchiaio di zucchero a velo o di miele.

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Procedimento

Sciacquate il riso servendovi di un colino. Sgocciolatelo bene e tostatelo in un padellino. Versate 560 ml di acqua bollente, un pizzico di sale e coprite subito. Abbassate il fuoco e fate sobbollire il tutto per 25 minuti. Poi spegnete il fuoco e fate riposare il tutto coperto per altri 10 minuti.

Tritate i cipollotti assieme all’aglio e al peperoncino. Scaldate in una wok 1 cucchiaio d’olio, versate questo trito appena preparato assieme allo zenzero grattugiato. Fate cuocere per alcuni minuti mescolando velocemente il tutto. Aggiungete quindi il pollo tritato. Cuocete a fiamma altissima per 5 minuti.

A questo punto aggiungete il riso, i germogli (se vi piacciono), la carota grattugiata e le due salse di soia. Proseguite la cottura per altri 5 minuti.

Nel frattempo, scaldate in un’altra padella l’olio rimasto e cuocete le uova all’occhio di bue. Suddividete il riso in ogni porzione, adagiate un uovo per ogni piatto, decorate con gli anacardi, basilico thai e coriandolo e servite subito.

Pennette al pesto di tarassaco

Questo è il miglior momento per raccogliere le foglie di tarassaco, depurativo naturale e buon alleato di fegato e reni. A casa mia le talis o lis lidrichesis di solito vengono accuratamente lavate e poi sbollentate per esser gustate condite con olio, aceto, sale e pepe oppure, la soluzione migliore è il consumo a crudo in insalata. La ricetta tradizionale è molto semplice: si fa fondere a fuoco basso del lardo pestato fatto sciogliere, lo si sfuma con l’aceto e si versa questo intingolo bollente direttamente sulle foglie di tarassaco, rendendole così più tenere e saporite. Secondo il consiglio del grande chef carnico Gianni Cosetti, l’abbinamento ottimale di questa insalata è con le uova sode. Ma delle talis non solo si utilizzano le foglie. I boccioli possono essere conservati in salamoia o in agrodolce, similmente ai mediterranei capperi.

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Il gusto amaro del dente di leone richiama quello della cicoria. Questa piatta viene infatti anche chiamata cicoria matta, non solo per il sapore, ma anche per la forma frastagliata delle foglie.

Se amate questi sapori forti e genuini, provate a sperimentare la mia ricetta: tramutate queste foglie in un gustoso pesto per condire la pasta (rigorosamente integrale).

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In collaborazione con il sito Ricette della nonna potete trovare la mie pennette al pesto di tarassaco cliccando {qui}.

Tagliatelle integrali all’avena e noci con ragù di funghi

Mi sono appassionata negli ultimi tempi alle farine integrali, tant’è che la mia dispensa si è riempita subito di farine di quinoa, di riso, di farro, di miglio, di segale e d’avena. Adoro quest’ultima, perché il suo sapore quasi di nocciola rende qualsiasi ricetta molto gustosa.

L’avena è un cereale dalle mille proprietà: in fiocchi, la mattina è molto salutare se consumata sottoforma di porridge, una sorta di crema d’avena da gustare con composta di frutta (senza zucchero) o miele. Essendo fonte di carboidrati a lenta digestione, non crea picchi insulinici, ed è quindi un cereale a basso contenuto glicemico e a lento rilascio di zuccheri. Consumare una ciotola di pudding vi farà sentire sazi, in forma e scattanti per tutta la mattinata. Il cereale, invece, lo prediligo nelle zuppe, ricche di verdure di stagione – da provare assieme alla zucca, cavolo nero e cannellini – mentre con la farina non solo si possono preparare croccanti biscotti e frolle  ma anche la si può utilizzare nella preparazione di pane e di pasta.

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Tagliatelle integrali alla farina d’avena e noci con ragù di funghi

Ingredienti per 4 – 5 persone

Per le tagliatelle: 120 g di farina integrale, 80 g di farina d’avena, 20 g di gherigli di noce, 2 uova, un pizzico di sale.

Per il ragù di funghi: 500 g di funghi a piacere (champignon, porcini, chiodini o misti) 1 carota, mezza cipolla, 1 gambo di sedano, mezzo bicchiere di vino bianco, un mazzetto di prezzemolo tritato, olio extravergine di oliva, sale  e pepe.

Nella preparazione delle tagliatelle potete sostituire la farina integrale con una semi integrale di tipo 2, meno grezza e un po’ più facile da lavorare.

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Procedimento

Per le tagliatelle: frullate in un mixer la farina integrale assieme alla farina d’avena ai gherigli di noce e il sale. Versate il tutto sulla spianatoia e formate la fontana. Sgusciate al centro le uova e incominciate a impastare il tutto aiutandovi con una forchetta. Passate poi a impastare con le mani fino ad ottenere una palla soda d’impasto. Lasciatela riposare per almeno 20 minuti.

Stendete l’impasto per le tagliatelle servendovi dell’apposita macchinetta oppure di un mattarello fino al raggiungimento di una sottile sfoglia. Lasciatela asciugare per almeno 30 minuti prima di infarinarla leggermente, avvolgerla su se stessa e tagliate le tagliatelle con un coltello affilato. Riponete le tagliatelle su un vassoio infarinato e lasciatele seccare all’aria. Cuocete poi le tagliatelle in abbondante acqua salata per almeno 6 – 8  minuti.

Per il ragù di funghi: tritate finemente la carota assieme alla cipolla e al sedano. Rosolate le verdure assieme a 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva. Nel frattempo, pulite e mondate i funghi. Versateli nel soffritto e fate dorate bene il tutto. Sfumate con il vino bianco, salate e pepate e continuate la cottura per almeno 10 minuti. Al momento di scolare la pasta, preservate 1 mestolo d’acqua di cottura.

Mantecate le tagliatelle nel ragù di funghi aggiungendo poca acqua di cottura. Insaporite il tutto con il prezzemolo tritato, mescolate e servite completando il piatto con un’abbondante grattata di formaggio stravecchio.

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