Cinnamon Rolls alle mele

Questo dolce tipico anglosassone, profumato alla cannella, ricorda sì gli inverni davanti al camino ma il suo soffice impasto si presta a ogni tipo di farcitura. Diventa quindi adatto a tutte le stagioni e un ottimo pretesto per riprendere in mano questa dolcissima ricetta.

I cinnamon rolls vedono la loro origine nel nord dell’Europa dove la cannella era la spezia predominante. In Svezia, Norvegia e Danimarca, questi dolcetti chiamati Kanelsneg erano preparati con la tipica preparazione sfogliata, chiamata danish pastry, ricca di sapore e anche di burro, cotti singolarmente e serviti come pasticcino da accompagnamento a bollenti tazze di caffè nero o vin brulè.

Nei paesi di origine anglosassone, invece, i cinnamon rolls chiamati anche cinnamon buns o cinnamon swirls, vengono preparati con un’impasto lievitato sofficissimo. Deliziano così tanti palati che non c’è tempo di confezionarli e cuocerli singolarmente e vengono di solito infornati uno attaccato all’altro in grandi teglie. Non manca la tradizionale glassatura fatta solo di zucchero o con l’americanissima cream cheese.

Oggi ve li propongo con le mele, in una versione che richiama un po’ i sapori dello strudel. Aspetto le fragole per riproporvi una versione ancora più fresca e allettante!

1

Cinnamon Rolls alle mele

Ingredienti per circa 15 cinnamon rolls

Per l’impasto lievitato: 240 ml di latte tiepido, una bustina di lievito secco di birra, 75 g di burro fuso freddo, 1 uovo intero, 65 g di zucchero semolato, 60 ml di panna, 150 g di farina integrale di farro, 350 g di farina “tipo 0”, 3 g di sale.

Per il ripieno: 2 mele, 2 cucchiai di succo di limone e la scorza di 1 limone, 3 cucchiai di zucchero di canna, 30 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, cannella.

Per la copertura: 65 g di formaggio cremoso, 60 g di zucchero a velo, 10 g di burro morbido, 2 cucchiai di latte.

Questi Cinnamon Rolls, morbidi e profumati, si prestano a essere farciti come più vi piace. Potete sostituire le mele con le pere o con i mirtilli e arricchire il ripieno con frutta secca come nocciole, noci, mandorle, pinoli tostati, uva passa o albicocche secche.

Procedimento

Preparate il lievitino mescolando 180 ml di latte tiepido con il lievito. Fate gonfiare per almeno 30 minuti.

Sbattete in una ciotola l’uovo intero con il burro, lo zucchero, la panna, il latte rimasto e il sale. Unite quindi il lievitino, la farina e impastate bene il tutto. Lavorate a mano l’impasto per almeno una decina di minuti oppure impastate con la planetaria con il gancio a uncino fino a quando non avrete ottenuto un impasto liscio e asciutto. Riponete a lievitare il tutto in una ciotola coperta dalla pellicola per alimenti fino al raddoppio.

Risvoltate poi l’impasto sul piano da lavoro leggermente infarinato o su un foglio di carta forno.

Cinnamon buns alle mele prep 1 (1)

Stendete l’impasto con un mattarello fino a formare un rettangolo alto almeno mezzo centimetro di misure 40 x 25 cm circa. Spalmate con una spatola o con un coltello spalmaburro il burro ammorbidito a temperatura ambiente.

Cinnamon buns alle mele prep 2 (1)

Tagliate quindi le mele a dadini piccoli e mescolatele al succo di limone. Disponetele sulla superficie stesa dell’impasto. Spolverate infine con lo zucchero di canna e la cannella in polvere.

Cinnamon buns alle mele prep 3 (1)

Dividete il rettangolo a metà nel senso della larghezza e tagliate con un coltello affilato delle strisce larghe circa 6 cm. Arrotolatele a chiocciola su loro stesse e disponetele leggermente distanziate in una teglia tonda. Io ho utilizzato una teglia di ferro ma vi consiglio anche una teglia in alluminio rivestita con la carta forno.

Fate lievitare i cinnamon rolls alle mele per 45 minuti coperti da un telo da cucina.

Scaldate il forno a 180°C. Infornate la teglia e cuocete i dolcetti per almeno 25 – 30 minuti fino a quando non si saranno dorati in superficie. Poi fateli raffreddare a temperatura ambiente.

Cinnamon buns alle mele prep 4

Versate in una ciotola il formaggio cremoso e il burro e lasciateli riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Unite quindi lo zucchero a velo e lavorate con le fruste, aggiungendo il latte, poco per volta, fino ad ottenere una glassa. Decorate la superficie dei cinnamon rolls alle mele e serviteli subito.

11

Annunci

Brioche alla ricotta e gocce di cioccolato

Sto testando moltissime ricette con la ricotta biologica della Fattoria Zoff, azienda con la quale collaboro in questo ultimo periodo, con molti corsi di cucina, pubblicazioni e progetti futuri. Questa volta mi sono messa alla prova ed ho sperimentato un pan brioche senza burro nè olio. Il risultato riuscitissimo, mi ha stupito: un lievitato soffice soffice e leggero come una nuvola che si conserva anche  4 giorni dopo la sua preparazione.

brioche gocce di cioccolato ricotta zoff 1

Brioche alla ricotta e gocce di cioccolato

Ingredienti per uno stampo da plum cake grande

300 g di farina “tipo 0”, 1 uovo intero, 6 g di lievito di birra fresco o 1 cucchiaino di lievito di birra secco, 80 g di ricotta biologica della Fattoria Zoff, 120 ml d’acqua tiepida, 60 g di zucchero, i semi di una bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di rum o di vino Marsala (facoltativo), 4 cucchiai di gocce di cioccolato, 1 cucchiaino di sale, latte o panna per spennellare.

Per far sì che le gocce di cioccolato non si sciolgano in cottura nell’impasto, conservate la confezione in freezer e aggiungetele congelate all’impasto.

brioche gocce di cioccolato ricotta zoff 2

Procedimento

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e lasciate riposare per una decina di minuti.

Sbattete l’uovo e lavoratelo assieme alla ricotta, alla vaniglia e al rum o al vino Marsala. Aggiungete quindi l’acqua con il lievito e mescolate il tutto. Incominciate a impastare aggiungendo la farina, poca per volta ed il sale. Potete utilizzare una planetaria munita di gancio a uncino per velocizzare l’operazione. Dovrete ottenere un’impasto ben incordato e leggermente appiccicoso. Infarinate leggermente il piano di lavoro, formate una palla e riponetela in una ciotola a lievitare coperta da un telo da cucina.

Lasciate riposare l’impasto fino al raddoppio; ci vorranno circa 2 ore.

Riprendete l’impasto e impastatelo di nuovo, questa volta aggiungendo le gocce di cioccolato. Formate di nuovo una palla e riponetela di nuovo a lievitare nella ciotola, fino al raddoppio, coperta da un telo.

A questo punto, trascorsa la seconda lievitazione, dividete l’impasto del pan brioche in 8 palline da circa 80 – 90 g. Disponetele in uno stampo rettangolare grande da plum cake rivestito con la carta forno. Coprite con un telo da cucina e fate lievitare il tutto per un’ora.

Nel frattempo scaldate il forno a 180° C in modalità statico.

Spennellate il pan brioche con poco latte o panna e infornatelo. Cuocetelo sul ripiano più basso del forno per almeno 30 minuti. Copritelo con un foglio di carta argentata se si dovesse scurire troppo in superficie. Fate la prova stecchino per controllare la cottura.

Una volta cotto, portate il pan brioche a temperatura ambiente, sformatelo e riponetelo a raffreddare su una gratella.

Consumatelo ben freddo. La sua morbidezza e fragranza rimane intatta per almeno 3 – 4 giorni se lo conserverete in un contenitore ermetico.

 

brioche gocce di cioccolato ricotta zoff 3

Spaghetti di riso alla carbonara di carciofi (senza glutine)

La primavera è alle porte ed è tempo di primizie! Se dal verduriere di fiducia troverete freschi carciofi romani non fatevi scappare questa deliziosa carbonara con un tocco vegetale.

La carbonara di carciofi è un primo piatto tradizionale cucina italianagustoso e rustico. Si tratta di una semplice pasta alla carbonara a cui vengono aggiunti dei carciofi saltati in padella. Preparate questo piatto se volete un primo sostanzioso, soprattutto in primavera quando è facile trovare in commercio carciofi novelli, teneri e saporiti. Il formato di pasta utilizzato può variare a seconda dei gusti, ma il più consigliato sono gli spaghetti di riso semigreggio trafilati in bronzo di Piaceri Mediterranei. Utilizzate tuorli d’uova fresche preferibilmente allevate a terra. La pasta alla carbonara è un piatto proveniente dal Lazio, conosciuto in tutto il mondo, che si prepara con pochissimi ingredienti, facile e veloce da realizzare.

Carbonara ai carciofi senza glutine 2

Spaghetti di riso
alla carbonara di carciofi

Ingredienti per 4 persone

300 g di spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei, 4 carciofi grandi o 8 cuori di carciofo già mondati, 1 spicchio d’aglio, 75 g di guanciale, 4 tuorli d’uovo, 50 g di pecorino grattugiato, timo fresco per guarnire, sale e pepe, olio extravergine d’oliva q.b.

La preparazione di questa pasta fa uno strappo alla regola: gli spaghetti di riso semigreggio tendono ad attaccarsi tra di loro per la presenza di amido. Preservando un mestolo di acqua di cottura della pasta, unendolo in mantecatura in pentola, otterrete un risultato cremoso ottimale.

Carbonara ai carciofi (1)

Procedimento

Mondate i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, quindi affettateli finemente. Tritate l’aglio e soffriggetelo per un paio di minuti assieme a 3 cucchiai d’olio d’oliva. Aggiungete i carciofi, il guanciale, poco sale e pepe. Cuocete il tutto a fuoco dolce per 8 – 10 minuti.

Nel frattempo lessate gli spaghetti di riso semigreggio Piaceri Mediterranei in abbondante acqua bollente salata. Cuoceteli per 10 -12 minuti, poi scolateli preservando un mestolo d’acqua di cottura.

preparazione carbonara-carciofi-senza-glutine 1

Versateli nella padella assieme al guanciale e ai carciofi, unite i tuorli sbattuti e mescolate velocemente il tutto lontano dal fuoco aggiungendo, poca acqua di cottura, se serve, per ottenere una salsa cremosa. A questo punto, unite il pecorino grattugiato e impiattate.

preparazione carbonara-carciofi-senza-glutine 2

Guarnite ogni piatto con qualche fogliolina di timo fresco e un’abbondante macinata di pepe nero.

Carbonara ai carciofi 3

Tagliolini al ragù di lenticchie e ricotta infornata

Il connubio legumi – cereali integrali, rende questo primo piatto nutriente e gustoso. Le lenticchie si trasformano in un valido sostituto della carne in un gustoso ragù impreziosito da funghi porcini freschi e dalla delicata ricotta infornata della Fattoria Bio Zoff di Borgnano (Gorizia). Ideale per i giorni di festa e i pranzi rustici tra amici.

tagliatelle al ragù di lenticchie e ricotta infornata 2

Tagliolini al ragù di lenticchie e
ricotta infornata

Ingredienti per 4 persone

300 g di tagliatelle integrali, 80 g di lenticchie secche messe in ammollo per 10 ore, 5 g di funghi porcini secchi ammorbiditi in acqua, 100 g di funghi porcini freschi puliti, mezzo porro, 1 carota, 1 gamba di sedano, mezza tazza di vino bianco, 200 g di passata di pomodoro, due rametti di timo e rosmarino, 100 g di ricotta infornata, 1 tazza d’acqua, 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva, sale e peperoncino.

Se non trovate i funghi porcini freschi, potete sostituirli con quelli surgelati oppure con i più comuni champignon.

tagliatelle al ragù di lenticchie e ricotta infornata 1

Procedimento

Ammollate i funghi secchi in acqua calda. Una volta ammorbiditi, scolateli e teneteli da parte.

Tritate finemente il sedano, la carota e la cipolla. Fate soffriggere le verdure assieme all’olio e a un pizzico di sale. Unite i porcini a pezzettini, i funghi secchi tritati e le lenticchie. Insaporite con sale, peperoncino, le erbe aromatiche tritate e mescolate bene. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Unite quindi la passata di pomodoro e un po’ d’acqua. Coprite e cuocete a fuoco dolce per 1 ora aggiungendo, se necessario, un po’ d’acqua il cottura.

Lessate le tagliatelle integrali in abbondante acqua salata bollente. Scolatele, unitele al ragù di lenticchie e mantecate bene il tutto. Servite le tagliatelle cospargendole di ricotta infornata sbriciolata.

 

Nasi Goreng integrale

Riso fritto, letteralmente (la parola nasi significa infatti riso, e goreng, fritto): questo è il Nasi Goreng. Il riso, lessato o cotto al vapore viene poi saltato nel wok, assieme a carne di pollo o manzo, verdure, a volte gamberi e uova. Si ottiene così il tipico piatto indonesiano dal sapore particolare, insospettabilmente delicato e gradevole anche al nostro palato, deriva dalla presenza delle spezie, profumati ingredienti che colorano tutta la cucina indonesiana.

Un moderato grado di piccantezza è dovuto alla presenza di peperoncini freschi, finemente tritati, mentre la sapidità del piatto deriva dalla contaminazione con la cucina cinese, con la presenza della salsa di soia, ingrediente che non apparterrebbe alla ricetta originale ma è oggi utilizzato molto spesso.

Varianti del Nasi Goreng si incontrano in tutto il Sud-Est asiatico, a Singapore, in Malesia o in Thailandia, ma il piatto originale nasce in Indonesia, dove viene preparato indistintamente per colazione, pranzo e cena. Diffuso, ma in chiave minore, è il Bami Goreng, con noodles o fettuccine (bami) al posto del riso – sempre conditi e saltati con pollo, gamberetti, verdure e naturalmente sambal,o salsa di peperoncini piccanti.

Il Nasi Goreng come lo conosciamo oggi trova le sue radici nella tradizione più antica della cucina indonesiana, quella di sapore più rurale e contadino, semplice e basata sui prodotti locali, originaria delle isole di Giava, Madura e Sundan. Nel ricco coacervo di culture che caratterizza il vasto arcipelago esiste anche un’altra cucina, meno antica e più esterofila, che ha subito le molteplici influenze dei più noti piatti cinesi, indiani, thai, giapponesi e in parte anche olandese. Questa seconda corrente gastronomica ha preso vita nelle zone portuali, commerciali o turistiche del paese, diffondendosi in scali come Sumatra o Bali, dove ogni giorno arrivano le spezie più varie e dove la popolazione è formata da un mix di gruppi provenienti da diversi paesi.

IMG_7235

Nasi Goreng integrale

Ingredienti per 4 persone

300 g di riso basmati integrale, 4 uova, 4 spicchi d’aglio, 2 cucchiai di zenzero grattugiato, 3 cipollotti, 500 g di pollo tritato, 2 cucchiai di salsa Tamari di soia, 3 cucchiai di kecap manis, 1 carota, 2 peperoncini lunghi, una manciata di basilico thailandese, qualche fogliolina di coriandolo, una manciata di anacardi tostati, 1 manciata di germogli di soia (facoltativi), 2 cucchiai di olio di semi di sesamo o di girasole.

La miglior parte del pollo da utilizzare per questa ricetta è la coscia disossata, oppure la sovracoscia, che ho poi tritato finemente con un coltello affilato. Il kecap manis, invece, è la salsa di soia tipica indonesiana, dal gusto dolce. Se non la trovate, sostituitela con 2 cucchiai di salsa di soia normale e 1 cucchiaio di zucchero a velo o di miele.

IMG_7239

Procedimento

Sciacquate il riso servendovi di un colino. Sgocciolatelo bene e tostatelo in un padellino. Versate 560 ml di acqua bollente, un pizzico di sale e coprite subito. Abbassate il fuoco e fate sobbollire il tutto per 25 minuti. Poi spegnete il fuoco e fate riposare il tutto coperto per altri 10 minuti.

Tritate i cipollotti assieme all’aglio e al peperoncino. Scaldate in una wok 1 cucchiaio d’olio, versate questo trito appena preparato assieme allo zenzero grattugiato. Fate cuocere per alcuni minuti mescolando velocemente il tutto. Aggiungete quindi il pollo tritato. Cuocete a fiamma altissima per 5 minuti.

A questo punto aggiungete il riso, i germogli (se vi piacciono), la carota grattugiata e le due salse di soia. Proseguite la cottura per altri 5 minuti.

Nel frattempo, scaldate in un’altra padella l’olio rimasto e cuocete le uova all’occhio di bue. Suddividete il riso in ogni porzione, adagiate un uovo per ogni piatto, decorate con gli anacardi, basilico thai e coriandolo e servite subito.

Anzac Biscuits

Nel post precedente ho parlato della Great Ocean Road e dell’importanza storica di questa tratta oceanica. Non potevo quindi riportare la famosa ricetta degli Anzac Biscuits, che qui si consumano tutto l’anno ma vengono preparati sopratutto per l’Anzac Day, il 25 aprile.

Si tratta di un giorno speciale, legato al background storico delle truppe australiane e neozelandesi, che ricorda l’anniversario dello sbarco a Gallipoli, in Turchia. La commemorazione di quel giorno fu originariamente celebrata per onorare i soldati che morirono in quel conflitto, ma ai giorni nostri questo anniversario onora tutti i soldati e le donne australiani e neozelandesi, passati e presenti, che hanno prestato servizio in tutte le guerre, conflitti e operazioni per il mantenimento della pace.

Lo sbarco di Gallipoli, noto anche come battaglia di Anzac Cove, fu una battaglia particolarmente straziante, che coinvolse molte truppe degli Anzac e una grande perdita di vite umane. Gli eventi in questa battaglia e le azioni dei soldati Anzac nel trattare le circostanze estremamente avverse hanno contribuito a formare grande parte delle identità nazionali dell’Australia e della Nuova Zelanda legate alla resistenza, al coraggio, all’ingegno dei tornati a casa.

In entrambi i paesi la gente si riunisce il 25 aprile per una cerimonia celebrata all’alba, conosciuta come Dawn Service, in onore dello sbarco mattutino a Gallipoli. Ma non è nella natura degli aussie o dei kiwi commemorare con troppa solennità il loro cameratismo. Non possono quindi mancare le tarde rimpatriate tra amici in mezzo al prato consumando una tarda colazione a base di caffè bollente, salsicce, uova e gli immancabili Anzac Biscuits.

2

Questi biscotti super croccanti derivano da una miscela semplice di farina, avena, golden syrup, cocco essiccato, zucchero, burro e bicarbonato di sodio. La ricetta originale, come la maggior parte delle ricette storiche, è un po’ più difficile da rintracciare. La prima ricetta registrata per questi biscotti è completamente diversa dai moderni Anzac, anche se altre ricette molto simili esistevano sotto i nomi di Biscotti d’avena o Biscotti da soldato. È un mito popolare che si chiamino Anzac Biscuits perché furono spediti ai soldati delle truppe Anzac durante la guerra per la loro lunga conservazione, ma questi biscotti venivano più spesso fatti in casa per esser venduti per la raccolta di fondi a sfondo bellico.

Oggigiorno, gli Anzac Biscuits sono disponibili in tutti i supermercati, bar e in tutte le feste scolastiche australiane e neozelandesi. Si va da super-gommoso (chewy) la mega-croccante (super cruncy). Il loro profumo burroso, con la fragranza di cocco e avena è inconfondibile. Sono assolutamente deliziosi e perfetti assieme una tazza di tè o caffè. Questi biscotti dorati sono anche spesso la prima ricetta che molti bambini aussie e kiwi imparano a cucinare. Il semplice sciogliere, mescolare, modellare e cuocere rendono questi biscotti perfetti anche per i piccoli cuochi. Si tratta veramente di una ricetta facilissima e adatta ai più dummies. Si prestano magnificamente anche alla sperimentazione: man mano che prenderete la mano, potrete aggiungere un po ‘di frutta tropicale secca, uva passa, una manciata di noci o delle gocce di cioccolato.

Anzac cookies 1

Anzac Biscuits

Ingredienti per 25 biscotti

90 g di fiocchi d’avena, 80 g di cocco raspato, 150 g di farina di farro o 00, 100 g di zucchero semolato, 50 g di zucchero di canna, 100 g di burro, 2 cucchiai di golden syrup, mezzo cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiai (30 ml) di acqua bollente.

Il golden syrup è uno zucchero invertito derivato dalla lavorazione della canna da zucchero. Si tratta di uno sciroppo molto simile al miele e si trova molto facilmente in tutti i negozi presenti in Australia o nei paesi di lingua anglosassone. Se non lo trovate, potete sostituirlo con il malto di riso, con il miele oppure con lo sciroppo d’acero.

Anzac cookies 2

Procedimento

Riscaldate il forno a 180 ° C e rivestite 2 teglie con la carta forno.

Radunate in una ciotola capiente la farina, il cocco raspato, i fiocchi d’avena e lo zucchero di canna assieme allo zucchero semolato. Mescolate bene il tutto con un cucchiaio di legno.

Fate fondere il burro e il golden syrup in un pentolino a fuoco basso a fuoco basso. Fate sobbollire il tutto, mescolando di tanto in tanto, per 3 minuti o fino a quando il burro non si sarà completamente sciolto. Mettete da parte il tutto e lasciate raffreddare per 5 minuti.

Stemperate il bicarbonato nell’acqua bollente e aggiungetelo alla miscela di avena insieme al composto di burro e golden syrup. Mescolate bene il tutto fino a quando non avrete ottenuto con composto omogeneo. Non dovrà assomigliare alla pasta frolla perchè questa preparazione non necessita di esser stesa con il mattarello.

Prelevate con un cucchiaio delle piccole porzioni di composto grandi quanto una noce. Formate delle palline e allineatele abbastanza distanti sulle teglie forno. Pressatele delicatamente (potete aiutarvi con il fondo di un bicchiere) per appiattirle. Infornate le teglie e cuocetele per 15 minuti in forno ventilato per ottenere dei biscotti croccanti.

Una volta dorati, estraeteli dal forno e lasciateli riposare 5 minuti a temperatura ambiente. Trasferiteli poi su una gratella per farli raffreddare completamente. Una volta raffreddati, potete conservarli per almeno un mese in un contenitore ermetico.

Pumpkin pie leggera alla ricotta (senza glutine)

La pumpkin pie è una crostata americana arricchita da un cremosa farcitura alla zucca profumata alle spezie. È ideale prepararla in questo periodo in cui i banchi dei mercati si riempiono di zucche dolci e colorate! La zucca migliore per preparare questo dolce è la Butternut o noce di burro in quanto la sua polpa non contiene troppa acqua. Tradizionalmente il ripieno a base di purea di zucca andrebbe lavorato con la panna ma, per alleggerire il tutto, ho sostituito gran parte di questa con la ricotta. Il risultato assieme alla friabilissima pasta frolla senza glutine, preparata con la farina di Piaceri Mediterranei, è sorprendente!

pumpkin pie 1

Pumpkin pie, leggera e senza glutine

Ingredienti per uno stampo da 24 cm, per 8 persone

Per la pasta frolla senza glutine: 350 g di farina senza glutine Piaceri Mediterranei, 150 g di burro, 120 g di zucchero semolato, 1 cucchiaino di lievito per dolci senza glutine, 1 uovo intero e un tuorlo, un pizzico di sale, un pizzico di semi di vaniglia.

Per il ripieno: 450 g di zucca cruda, pesata senza buccia e senza semi, 150 g di ricotta sgocciolata, 50 g di panna, 70 g di mandorle tostate con la buccia, 30 g di farina senza glutine Piaceri Mediterranei, 100 g di zucchero di canna tipo “Muscobado”, 2 uova, un pizzico di sale, un pizzico di cannella.

Procedimento

1

Per preparare la pasta frolla, radunate la farina senza glutine Piaceri Mediterranei in una ciotola assieme allo zucchero, al lievito per dolci, un pizzico di sale e alla vaniglia. Mescolate il tutto, formate una fontana e rompete al centro l’uovo intero e il tuorlo. Aggiungete il burro leggermente ammorbidito a cubetti e incominciate a impastare bene il tutto.

Una volta ottenuta una frolla omogenea, infarinate il piano da lavoro e stendetela con il mattarello.

Rivestite una tortiera tonda dal diametro di 24 cm con la pasta frolla senza glutine, eliminate la pasta in eccesso conservandola per la decorazione della crostata, e riponete lo stampo in frigorifero.

2

Nel frattempo dedicatevi al ripieno: tagliate a dadini la zucca e versatela in una padella con mezzo bicchiere d’acqua. Cuocetela fino a quando l’acqua non sarà evaporata e la zucca ammorbidita. Lasciate raffreddare.

Radunate le mandorle tostate con la buccia e i 30 g di farina senza glutine in un mixer. Riducete il tutto in polvere.

Frullate la zucca con il frullatore a immersione. In una ciotola montate le uova con lo zucchero di canna, un pizzico di sale e la cannella. Versate la purea di zucca, la panna e la ricotta setacciata (per setacciare al meglio la ricotta e non aver grumi nel ripieno, potete schiacciarla con uno schiacciapatate oppure con un colino). Lavorate il tutto con le fruste, aggiungete la polvere di mandorle precedentemente preparata e versate la crema ottenuta nella base per crostata precedentemente preparata.

3

Scaldate il forno in modalità ventilato a 160° C.

Infornate la pumpkin pie a forno caldo e cuocetela per almeno un’ora. Con la pasta frolla avanzata potete tagliare dei biscottini a forma di foglia e cuocerli in forno assieme alla torta in uno stampo separato per 20 minuti.

Una volta cotta la torta, estraetela dal forno, adagiate i biscottini a forma di foglia sulla torta ancora calda e lasciate raffreddare bene il tutto. Conservatela in frigorifero. Gustata il giorno dopo è ancora più buona!

pumpkin pie 2

Dal cuore della terra, il pane quotidiano

Il pane, che sia buono due volte

In un momento storico in cui l’alimentazione sana ed eticamente sostenibile è diventata fondamentale, IL PANE QUOTIDIANO si impegna in una lodevole iniziativa che guarda al territorio, alle sue risorse e alla sua forza lavoro.

IL PANE QUOTIDIANO è un’azienda sana ed in crescita che ha sede a Trieste e che negli ultimi anni ha registrato ottimi risultati, contando di dar lavoro a fine 2017 a quasi 100 dipendenti tra la società produttiva e quella commerciale, puntando ad essere il punto di riferimento dell’arte bianca nella città di Trieste e non solo. Il brand trae origine dalla quotidianità di piccoli gesti preziosi che fanno innamorare sempre nuovi clienti. Con gli attuali punti vendita, la presenza costante di collaboratori, i prodotti genuini e artigianali, Il Pane Quotidiano vuole lasciare l’impronta dell’eccellenza italiana nell’area triestina e nel mondo. La continua crescita e l’innovazione tecnologica sprona infatti l’azienda a sviluppare nuovi prodotti e servizi per i propri clienti e per i nuovi mercati da approcciare e conquistare.

14834334394_7
photo credits  ::  il pane quotidiano

Il pane è un bene primario e l’azienda insiste che venga realizzato con materie prime di qualità, che allo stesso tempo valorizzino il territorio regionale e non impattino sull’ambiente. Quindi, anziché andare alla ricerca per il mondo di grani e farine al prezzo più basso, si è preferito cercare dei grani BIO qui nella nostra regione e in particolare nella zona di Palmanova, coltivati in modo naturale anche se con rese più basse. Il Mulino Novacco al quale Il Pane Quotidiano si è rivolto ha immediatamente colpito l’azienda per l’attaccamento delle persone al loro lavoro e perché svolge anche una funzione sociale con il recupero di chi per sfortunate vicissitudini personali si trova ai margini. Ma al fine di controllare tutta la filiera di produzione e poter produrre un PANE realmente SPECIALE, con tutte le garanzie di salubrità e mantenimento delle sostanze nutritive per il consumatore, Il Pane Quotidiano ha deciso di occuparsi direttamente della macinazione del grano, attraverso il mulino che ha acquistato per realizzare questo progetto. Infatti la farina viene ottenuta da questo grano BIO e impastata subito insieme ad acqua, lievito e sale per ottenere un prodotto qualitativamente eccellente e totalmente naturale.

Il 22 settembre è stato presentato un nuovo progetto in Strada della Rosandra, a Trieste: DAL CUORE DELLA TERRA, LA CRESCITA NEL QUOTIDIANO.

1506424098_main
photo credits  ::  il pane quotidiano

Ma di cosa si tratta esattamente?

Paolo Fontanot, il fondatore dell’ azienda, nonché una persona che dà il cuore per questo lavoro da quando aveva 14 anni, sentiva che da un po’ di tempo a questa parte, fuori dai laboratori di panificazione non si percepiva più quel profumo di buono, di naturale e genuino che si respirava una volta. E allora si è chiesto cosa poteva fare insieme a tutta la sua squadra per far tornare quell’aroma.

Così è nato questo progetto: è stata cercata un’azienda che si impegnasse per dare il meglio ai clienti, che producesse il grano in maniera naturale, biologica e che fosse del territorio, trovandola nel Molin Novacco.

Questa azienda agricola di Aiello del Friuli non solo ci permette di assicurare un grano naturale, biologico e a km0, ma rappresenta anche un valore aggiunto al progetto: nei suoi 25 anni di attività si occupa infatti del disagio sociale e di valorizzare i disabili, attraverso un percorso di integrazione.

Una testimonianza davvero splendida di questa realtà  è stata data da un ragazzo, Stefano, che in poche parole ha raccontato la sua esperienza da programmatore informatico a mugnaio, riscoprendo se stesso e una realtà fatta di cose concrete, a contatto con la natura, dove a ogni azione corrisponde una reazione e il frutto del proprio operato si può toccare con mano.

Ora, grazie a questa partnership, l’azienda può garantire questa tipologia di pane in tutti i suoi ingredienti: si tratta infatti di un prodotto fatto con acqua, sale di Pirano, olio extravergine di oliva di San Dorligo e farina del territorio. Il lievito è misto, composto dall’80% da lievito madre, e il restante 20% da lievito di birra, impiegato per togliere acidità all’alimento.

Un altro traguardo davvero importante è quello di poter macinare il chicco di grano direttamente nel laboratorio, trasformarlo in farina, farlo lievitare e consegnare clienti un prodotto davvero sano.

Corrado, il capo forno, ha voluto sottolineare che nel suo percorso all’interno dell’azienda ha riscoperto la gioia per il proprio lavoro, per la creazione, perché a differenza di altri laboratori, a tutto lo staff piace davvero crescere e creare nuovi prodotti fatti col cuore, non solo perché ama fare bene il nostro lavoro, ma soprattutto perché vuole fare del bene a tutti i clienti.

1412076044
photo credits  ::  il pane quotidiano

I punti vendita de “Il pane quotidiano” potete trovarli:

  • in Strada della Rosandra, 50 a Trieste
  • in via Settefontane, 42 a Trieste
  • in viale XX Settembre, 11 a Trieste
  • in via Giulia, 5 a Treiste
  • in via di Servola, 126 a Trieste

Per maggiori informazioni consultate il sito: ilpanequotidiano.com

Comunicato stampa: Federica Marchesich & il pane quotidiano

Pane ai semi di chia per la colazione

Da quasi un anno sono chia dipendente. Mi piacciono moltissimo questi semini ricchi di proprietà salutari e ottimi se consumati a colazione. Come i semi di lino, sono ottimi se consumati a colazione: nello yogurt, assieme al müesli, negli smoothies oppure aggiunti nell’impasto di plum cake, torte e budini. Macinati e posti a contatto con un liquido, diventano mucillaginosi e sono un utile sostituto alle uova in alcune preparazioni.

pane ai semi di chia 1

I semi di chia provengono da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa in Messico, Bolivia e la sua raccolta è appoggiata dal commercio equo e solidale. Questi semi possiedono proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all’interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

pane ai semi di chia 2

In collaborazione con Ricette della Nonna, per scoprire questa gustosa ricetta cliccate {qui}.

La torta di pere e noci di Gianni Cosetti

Ho conosciuto questa torta qualche anno fa grazie a Chiara e al suo blog. Da quel momento mi si aprì un mondo sulla cucina regionale che non conoscevo e che ben presto mi portò ad appassionarmi sempre di più al piacere della scoperta del territorio e delle tipicità nascoste dietro l’angolo.

L’autore di questo dolce è Gianni Cosetti, talentuoso cuoco carnico del ristorante Roma di Tolmezzo, scomparso ahimè troppo presto nel 2001. Riporto un’intervista fatta dal giornalista Giuseppe Longo a Valter Filipputti, esperto gastronomo, riguardo allo chef:

«Cosetti – spiega Filiputti – è stato il primo in Carnia a mettere in pratica un progetto in cui cucina e territorio “lavorano” assieme. Aveva capito la grande potenzialità dei prodotti della montagna e aveva anche anticipato un modello di comunicazione che oggi è attualissimo e che consiste nel raccontare l’uomo, cioè i produttori che la maggior parte delle volte sono sconosciuti. Se oggi noi parliamo di “cjarsons” in chiave moderna, lo dobbiamo proprio a lui che chiamò, alla fine degli anni Settanta, una trentina di donne della Carnia a sfidarsi nelle sale del “Roma”. Ricordo che c’erano anche gli indimenticabili Luigi Veronelli e Isi Benini, oltre a Giannola Nonino e ad altri amici del grande chef». Ma qual è il piatto che lo ricorda di più? Filiputti non ha dubbi: «Quello che “fotografa” la sua capacità di rileggere la tradizione della cucina carnica in chiave moderna è il toc in braide, l’intingolo del contadino. Una ricetta che ora viene declinata addirittura col pesce. Lo scorso anno venne richiesto, in un consesso nazionale, a ogni regione che esprimesse un piatto simbolo. E fu scelto proprio il toc in braide di Gianni Cosetti. Grazie a lui – conclude Filiputti – il “Roma” diventò uno dei punti di riferimento nazionale della grande gastronomia italiana. Da lui arrivavano spesso Gianni Brera e Ottavio Missoni – indimenticabili le partite a carte -, ma anche Gianni Mura e tanti altri esponenti del giornalismo enogastronomico, della cultura e della politica, regionale e no. Per Veronelli il suo “Roma” era uno dei primissimi ristoranti d’Italia. E mi piace ricordare anche un’altra particolarità della sua cucina: Gianni usava solo il fuoco a legna, quello dello spolert. Per lui certi piatti avevano bisogno proprio del fuoco tradizionale, basti pensare al capretto o all’agnello al forno, piatti che da soli valevano il viaggio a Tolmezzo. Ma soprattutto la trasferta meritava d’essere fatta per incontrare Gianni Cosetti».

“Messaggero Veneto”, febbraio 2015

La torta alle pere e noci di Gianni Cosetti è il simbolo della tradizione gastronomica povera, preparata con pochi e semplici ingredienti ma che assieme esprimono al meglio la territorialità in un dolce unico, ideale a colazione, come dessert o a merenda.

TORTA PERE E NOCI COSETTI 1

La torta di pere e noci di Gianni Cosetti

Ingredienti per uno stampo piccolo da 20 cm

Per la torta: 2 pere di media grandezza non troppo mature, 1 uovo, 50 g di noci tritate fini, 50 g di zucchero, 50 g di farina 00, 50 g di burro, mezza bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaio di rum (o di vino Passito), la scorza di mezzo limone, un pizzico di cannella, un pizzico di sale, zucchero a velo.

Per la crema inglese: 2 tuorli, 200 ml di latte, un baccello piccolo di vaniglia, 2 cucchiai scarsi di zucchero.

Queste sono le dosi per uno stampo piccolo dal diametro di 20 cm. Secondo la ricetta originale la torta risulta abbastanza bassa. Se avete uno stampo più largo (da 24 cm) o se volete una torta più alta raddoppiate le dosi. Scegliete inoltre delle pere nè troppo crude e nè troppo mature.

TORTA PERE E NOCI COSETTI 2

Procedimento

Scaldate il forno a 150° C in modalità statico.

Pelate le pere, mondatele e tagliatele a dadini non troppo piccoli. Fate fondere il burro e fatelo raffreddare a temperatura ambiente.

Sgusciate l’uovo, dividete il tuorlo dall’albume. Montate l’albume a neve assieme a un pizzico di sale.

In una ciotola separata lavorate il tuorlo con lo zucchero, il burro fuso, la cannella, la scorza di limone e le noci tritate finemente. Aggiungete il rum e la farina setacciata assieme al lievito.

Aggiungete a questo punto l’albume montato a neve mescolando lentamente con la spatola dall’alto verso il basso. Terminate aggiungendo le pere a dadini al composto.

Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera dal diametro di 20 cm Versate al suo interno il composto e infornate. Cuocete la torta per 30 – 40 minuti.

Una volta pronta, fatela intiepidire a temperatura ambiente.

Preparate la salsa inglese portando il latte a ebollizione assieme alla vaniglia. Togliete la vaniglia e lasciate intiepidire. Sbattete i tuorli in un pentolino basso assieme allo zucchero. Versate il latte caldo senza smettere di lavorare il composto con le fruste. Portate il tutto sul fuoco e fate addensare mescolando in continuazione per almeno 2 – 3 minuti.

Cospargete la torta con lo zucchero a velo e servitela con la salsa inglese calda.

vino

Bastoncini croccanti di melanzane al forno

Tempo di cene all’aperto e di aperitivi lunghi a casa con gli amici. In questa stagione ci si può sbizzarrire con le primizie dell’orto e sul banco del fruttivendolo ci sono molte varietà di verdure a buon prezzo. È la stagione di melanzane, zucchine, cetrioli, pomodori, fagiolini di tutte le taglie e colori, e poi ancora melanzane, peperoni e carote novelle.

Si possono preparare numerose ricette e per lo più servirle fredde o a temperatura ambiente, preparandole in anticipo… forse ancora più buone! (Come ad esempio questa parmigiana di zucchine veloce da preparare o la tradizionale parmigiana di melanzane…)

bastoncini croccanti di melanzane al forno 1

Si possono preparare dei frittini non fritti di verdure, deliziosamente croccanti e cotti al forno. Io li preparo con le melanzane, tagliate a bastoncini e lasciate un po’ nel sale in modo che si ammorbidiscano subito.

Il segreto, poi, sta nella panatura: per far sì che non diventi secca ho mescolato il pan grattato al parmigiano e a un goccio d’olio. Questo mix non solo conferisce croccantezza ma dona anche sapidità a questo delizioso antipastino.

In alternativa alle melanzane si possono utilizzare zucchine (anch’esse anticipatamente leggermente passate nel sale e ben asciugate), fagiolini sbollentati o funghi champignon affettati grossolani.  Sono ottime da servire appena sfornate oppure tiepide.

bastoncini croccanti di melanzane al forno 2

In collaborazione con Ricette della Nonna, troverete la mia ricetta con tutte le dosi e le istruzioni cliccando {qui}.

Brioches alle mandorle e miele d’acero

La colazione è il pasto più importante della giornata, come ben sappiamo. E per renderlo tale dobbiamo garantire al nostro organismo un adeguato apporto di sostanze che mettano in moto tutto il fisico. La frutta secca, in particolare le MANDORLE, sono un seme oleoso ricco di vitamine e sali minerali, importanti a risvegliare il fisico e a lento rilascio: in questo modo ci danno un senso di sazietà maggiore durante l’arco della mattinata.

Brioches mandorle e miele d'acero 1

Un altro importante alleato è il MIELE, ottimo sostituto al comune zucchero semolato raffinato in quanto è facilmente digeribile e non richiede impegnativi processi digestivi al nostro organismo. A differenza dello zucchero raffinato (quello di colore bianco, comunemente utilizzato) che contiene principalmente saccarosio, infatti, il miele include il fruttosio. Lo zucchero bianco può provocare un aumento del livello di glucosio nel sangue e presenta un apporto calorico maggiore rispetto al miele. Ecco perché possiamo definire il miele come “più sano” dello zucchero (malattie come diabete e obesità, possono insorgere più facilmente a seguito dell’elevato consumo di zuccheri). In ogni caso è sempre fondamentale non eccedere nelle quantità ingerite.

Brioches mandorle e miele d'acero 3

È importante scegliere un miele 100% controllato ma soprattutto certificato. Il miele 100% italiano è un miele di sola e unica produzione italiana che viene certificato solo attraverso l’analisi pollinica che determina origine botanica e geografica dei pollini in esso presenti.

banner comaro

Per la scelta del miele mi sono rivolta all’azienda Comaro, che vanta da più di un secolo l’esperienza nel settore. Fu fondata nel 1870 dai fratelli Comaro e vide, col passare del tempo, una maggior cura e specializzazione nell’apicoltura e nella produzione di miele locale. Da una piccola realtà quasi casalinga, oggi l’ azienda Comaro vanta una produzione che arriva da 2100 alveari distribuiti in pascoli selezionati in grado di produrre 500 tonnellate di materia prima elaborata poi nella sede principale che si trova a Cassacco (Udine), in via della Stazione 1.

Ma veniamo ora alla ricetta …

Brioches mandorle e miele d'acero 2

Brioches integrali alle mandorle e miele d’acero

Ingredienti per circa 12 brioches

Per l’impasto: 380 g di farina di Manitoba, 200 g di farina integrale, 1 cucchiaino di lievito di birra secco (o 10 g di lievito di birra fresco), 130 ml di latte di mandorla, 130 ml d’acqua, 100 g di burro morbido, 2 uova medie, 30 g di miele d’acero Comaro, 1 cucchiaino di sale.

Per la rifinitura: 50 g di burro, 30 g di mandorle tostate con la pelle e tritate, 30 g di miele d’acero Comaro, 1 uovo per spennellare, mandorle a lamelle q.b., zucchero a velo per spolverare.

Il particolare miele d’acero Comaro viene raccolto solitamente nel mese d’aprile. Ha un profumo che ricorda la frutta cotta, un sapore di frutta secca che ricorda il nocciolo della ciliegia e ben si sposa con i lievitati sia dolci che salati. Ha una tarda cristallizzazione con cristalli fini.

Brioches mandorle e miele d'acero 4

Procedimento

Miscelate le due farine in una ciotola e in una separata il latte di mandorla con l’acqua. Preparate un lievitino prelevando 100 g di farine miscelate e 75 ml di liquido. Aggiungete il lievito, il miele d’acero Comaro e mescolate il tutto. Lasciate gonfiare per 1 ora.

Trascorsa questa prima lievitazione aggiungete la farina rimasta, il liquido rimasto sbattuto assieme alle 2 uova e il sale. Incominciate e impastare bene il tutto con le mani o con l’aiuto di una planetaria. Quando l’impasto sarà diventato liscio e omogeneo, aggiungete, sempre impastando, piccoli fiocchi di burro morbido, poco per volta. Ci vorranno circa 20 minuti di lavorazione. Formate poi una palla d’impasto, riponetela in una ciotola infarinata e lasciatela lievitare fino al raddoppio. Ci vorranno circa 1 ora e mezza – 2 ore.

Nel frattempo, ammorbidite i 50 g di burro necessari per la rifinitura e mescolatelo al miele d’acero Comaro e alle mandorle tritate.

Infarinate ora la spianatoia e risvoltate l’impasto lievitato. Con l’aiuto di un mattarello, tirate un rettangolo lungo di sfoglia alta almeno 1 cm. Tagliate dei triangoli alti circa 20 cm e dalla base di 8 cm. Spalmate su tutta la superficie dei triangoli la crema di burro, miele e mandorle appena preparata e incominciate ad arrotolarli dalla base verso la punta. Riponeteli su una teglia rivestita di carta forno.

Lasciate lievitare le brioches per almeno 45 minuti, coperte con un telo da cucina. Nel frattempo scaldate il forno a 180° C.

Una volta raddoppiati di volume, spennellate le brioches con l’uovo sbattuto, spolveratele con le mandorle a lamelle e infornatele. Cuocetele per 20 minuti, poi fatele raffreddare a temperatura ambiente. Dopo un’ora di raffreddamento, riponetele immediatamente in un sacchetto ermetico in modo che rimangano fragranti. Se invece le consumate subito, spolveratele di zucchero a velo!

In collaborazione con

laesse

Le mille varianti della Schnitte

Sul numero di q.b. (cibo, vino e … quanto basta per esser felici in cucina) di giugno mi sono dedicata alla ricerca delle origini della schnitte, tipica merenda triestina a base di pane raffermo, intinta in uovo sbattuto e fritta nel burro. A dirla così non sembra nulla di light, ma vi assicuro che con una colazione così non sentirete il senso della fame fino a pomeriggio inoltrato.

Il brunch domenicale per antonomasia è quello “slow”, con la sveglia tardi e la “colazione-quasi-pranzo” in terrazza, curando la tavola nei minimi dettagli per godersi non solo con gusto ma anche con gli occhi quel momento così godereccio. Si spazia dal dolce al salato: uova strapazzate e salmone affumicato su pane nero, spremuta d’arancia fresca, caffè o cappuccino, toast al prosciutto, e l’immancabile Schnitte triestina, tornata in voga con la fama delle versioni inglesi del “french toast” o quelle francesi del “pain perdu”. Con la Schnitte ci si può sbizzarrire a seconda dell’umore, delle stagioni e… di quello che si ha in frigorifero! Lo documenta la sua storia, che vede le origini fino all’Antica Roma di Apicio dove il pane veniva immerso nel latte, e non ancora nelle uova.

Con il nome di suppe dorate e soupys yn dorye, il piatto era largamente conosciuto nell’Europa medioevale. Il maestro Martino da Como descrisse la ricetta come un accompagnamento a  selvaggina e carni in cui il pane veniva immerso nel sugo di cottura.

Il pain perdu francese, letteralmente ‘”pane perduto”, veniva preparato come spuntino sostanzioso per riutilizzare il pane raffermo. Invece, una ricetta tedesca del XIV secolo, denomina questo piatto Arme Ritter ovvero “poveri cavalieri”. Ed è proprio con la dominazione tedesca che questa golosa colazione o merenda arriva fino a Trieste. Prende il nome di Schnitte ovvero “fetta” per indicare la fondamentale fetta di pane raffermo intinta in uovo sbattuto con latte e poi dorata in padella con una noce di burro.

Tornando ai giorni nostri, scopro e provo “testo” Schnitte diverse, non solo preparate con il pane raffermo ma anche con fette soffici e profumate di pan brioche, con pane in cassetta ai cereali o con pane nero di segale. Oltre all’uovo sbattuto e al latte vaccino, scopro che posso utilizzare un profumato latte di mandorla e servire la Schnitte irrorata di miele e cosparsa di frutta secca, oppure posso sostituire il latte con il latte di riso e servirla con una composta di frutta di stagione. La Schnitte è la colazione della domenica per antonomasia, sempre nuova, sempre gustosa, sempre una nuova scoperta!

IMG_0611

La ricetta base della schnitte

Ingredienti per 4 persone

8 fette pane (raffermo, in cassetta al farro o pan brioche), 2 uova, 2 cucchiaini di zucchero, 60 ml di latte (vaccino, di mandorla, di riso o di soia), un pizzico di cannella in polvere, un pizzico di sale, 40 g di burro, zucchero a velo per spolverare.

Sbizzarritevi nella farcitura e nella decorazione della vostra schnitte: in estate ricotta fresca, frutti di bosco e miele, in autunno mele cotte, formaggio fresco e sciroppo d’acero… un piatto antico dalle mille varianti moderne!

IMG_0609

Procedimento

In una ciotola bassa e abbastanza larga (potete utilizzare una teglia forno a bordi alti) sgusciate le uova. Sbattetele con una frusta a mano aggiungendo lo zucchero, il latte, un pizzico di sale e la cannella.

Fate fondere il burro su una piastra antiaderente. Nel frattempo, immergete da ambo i lati le fette di pane nel composto a base di uova e latte. Sgocciolatele bene per eliminare il liquido in eccesso e fatele dorare sulla piastra unta di burro fuso.

Quando le fette di pane si saranno ben dorate, disponetele sui piatti. Potete farcirle con ricotta fresca, irrorarle di sciroppo d’acero, servirle con frutta fresca. Spolveratele con zucchero a velo e servite.

ARTICOLO PUBBLICATO SUL NUMERO DI
“q.b. – Gusto e Buongusto nell’Euroregione”, NUMERO DI GIUGNO 2017.

 

Torta della nonna (senza sprechi!)

Il weekend è alle porte e avete voglia di preparare un dolce per la colazione, il dopo pranzo o la merenda? Vi consiglio la classica torta della nonna, ma questa volta senza sprechi: la golosa crema pasticcera preparata con i tuorli freschissimi è racchiusa in un croccante guscio di frolla integrale a base di zucchero di canna e soli albumi… insomma, una crostata anti spreco per non buttare via nulla!

ricetta-torta-della-nonna-1

Torta della nonna (senza sprechi!)

Ingredienti per uno stampo da crostata da 24 cm

Per la crema pasticcera: 2 tuorli, 50 g di zucchero, 25 g di maizena, 250 ml di latte, un pizzico di sale, i semi di mezza bacca di vaniglia.

Per la crostata: seguite la ricetta della mia pasta frolla agli albumi {qui}, due manciate di pinoli e zucchero a velo per la decorazione.

Dato che la frolla è a base di albumi avanzati, vi consiglio di utilizzare la farina semi integrale e lo zucchero di canna fine per renderla un po’ più ambrata in cottura.

ricetta-torta-della-nonna-2

Procedimento

Preparate la crema pasticcera: sgusciate le uova. Dividete i tuorli dagli albumi. Questi ultimi conservateli per la frolla.

Scaldate il latte assieme ai semi di vaniglia e al sale in un pentolino. Nel frattempo, mescolate i tuorli assieme allo zucchero a alla farina.

Quando il latte incomincerà a bollire, versate il composto a base di tuorli nel pentolino e mescolate il tutto con una frusta. Fate bollire a fuoco basso per circa 2 minuti.

Spegnete poi il fuoco e lasciate raffreddare.

Nel frattempo dedicatevi alla pasta frolla. Seguite le istruzioni spiegate {qui}. Una volta pronta, avvolgetela nella pellicola per alimenti e riponetela a rassodare in frigorifero per almeno 20 minuti.

ricetta-torta-della-nonna-3

Scaldate il forno a 180° C ventilato.

Estraete la frolla dal frigorifero, spolverate con un po’ di farina il piano di lavoro e stendetela con il mattarello fino a raggiungere il mezzo centimetro di spessore. Riponete la frolla stesa nello stampo da crostata, fatela aderire bene ed eliminate la pasta in accesso, conservandola.

Versate la crema pasticcera ormai raffreddata all’interno del guscio di frolla e livellatela con una spatola. Spolveratela con un po’ di pinoli.

Impastate e stendete la pasta frolla avanzata e, con l’aiuto di una rotella, tagliate delle strisce. Adagiate le strisce sulla crostata, spolveratela con i pinoli rimasti e infornatela a forno caldo per almeno 25 – 30 minuti, fino a doratura completa.

Una volta cotta, lasciatela intiepidire nello stampo. Poi eliminate quest’ultimo e trasferite la torta della nonna su una gratella. Servitela completamente fredda spolverata di zucchero a velo.

 

Pennette al pesto di tarassaco

Questo è il miglior momento per raccogliere le foglie di tarassaco, depurativo naturale e buon alleato di fegato e reni. A casa mia le talis o lis lidrichesis di solito vengono accuratamente lavate e poi sbollentate per esser gustate condite con olio, aceto, sale e pepe oppure, la soluzione migliore è il consumo a crudo in insalata. La ricetta tradizionale è molto semplice: si fa fondere a fuoco basso del lardo pestato fatto sciogliere, lo si sfuma con l’aceto e si versa questo intingolo bollente direttamente sulle foglie di tarassaco, rendendole così più tenere e saporite. Secondo il consiglio del grande chef carnico Gianni Cosetti, l’abbinamento ottimale di questa insalata è con le uova sode. Ma delle talis non solo si utilizzano le foglie. I boccioli possono essere conservati in salamoia o in agrodolce, similmente ai mediterranei capperi.

penne pesto tarassaco 1

Il gusto amaro del dente di leone richiama quello della cicoria. Questa piatta viene infatti anche chiamata cicoria matta, non solo per il sapore, ma anche per la forma frastagliata delle foglie.

Se amate questi sapori forti e genuini, provate a sperimentare la mia ricetta: tramutate queste foglie in un gustoso pesto per condire la pasta (rigorosamente integrale).

penne pesto tarassaco 2

In collaborazione con il sito Ricette della nonna potete trovare la mie pennette al pesto di tarassaco cliccando {qui}.

Pane multicereali ai semi

frase

Ed è così che mi svegliai una domenica mattina di marzo. Con il cielo plumbeo e la voglia di affondare le mani in un soffice impasto. Incominciai subito a spulciare qualche deliziosa ricetta da provare mentre sorseggiavo una tazza di tè per colazione, consultando i miei libri. Quella che trovai è questa, multicereale e ricca di semini, tratta dal libro “Pains bien-être” di Cécile Decaux (ed. Larousse).

pane-multicereali-al-semi-1

Pane multicereali ai semi

Ingredienti per 2 pagnotte

300 g di farina di “tipo 2”, 100 g di farina di farro, 70 g di farina di segale, 30 g di farina di grano saraceno, 2 cucchiaini di lievito secco attivo per pane, 370 ml d’acqua a temperatura ambiente, 60 g di semi misti (lino, papavero, sesamo), 2 cucchiaini di sale.

Per un pane ricco di sapore, scegliete farine macinate a pietra e biologiche.

pane-multicereali-al-semi-2

Procedimento

Mescolate tutte le farine in una ciotola capiente assieme al lievito secco attivo e ai semi: 20 g di sesamo, 20 g di semi di lino e 20 g di semi di papavero. Mescolate bene il tutto.

Aggiungete gradualmente l’acqua e incominciate a impastare. Unite il sale e lavorate il composto per almeno una decina di minuti.

Potete fare questa operazione anche un l’utilizzo della planetaria.

Riponete l’impasto in una ciotola pulita, coprite con un telo o con della pellicola per alimenti e lasciate lievitare per almeno 1 ora e mezza fino a raddoppio del volume.

Infarinate un po’ la spianatoia e adagiateci sopra il composto. Dividetelo in due parti e formate due salsicciotti arrotolando l’impasto su se stesso a portafoglio in 3 parti leggermente allungate. Riponete le due pagnotte su una teglia rivestita di carta forno, copritele con un telo e lasciatele lievitare per almeno 45 minuti – 1 ora.

Nel frattempo scaldate il forno a 230 ° C.

Lievitate le due pagnotte, incidetele sulla superficie con una lama o con un coltello affilato. Bagnate la teglia con 2 cucchiai d’acqua (non importa se bagnerà la base delle pagnotte, servirà per dare il “colpo di calore” e per rendere la crosta del pane più croccante) e infornate. L’acqua evaporerà in cottura.

Cuocete le pagnotte per 20 minuti fino a quando non saranno dorate.

Estraetele dal forno e lasciatele raffreddare bene prima di consumarle. Si conservano per 3 giorni in un sacchetto ermetico.

Tagliatelle integrali all’avena e noci con ragù di funghi

Mi sono appassionata negli ultimi tempi alle farine integrali, tant’è che la mia dispensa si è riempita subito di farine di quinoa, di riso, di farro, di miglio, di segale e d’avena. Adoro quest’ultima, perché il suo sapore quasi di nocciola rende qualsiasi ricetta molto gustosa.

L’avena è un cereale dalle mille proprietà: in fiocchi, la mattina è molto salutare se consumata sottoforma di porridge, una sorta di crema d’avena da gustare con composta di frutta (senza zucchero) o miele. Essendo fonte di carboidrati a lenta digestione, non crea picchi insulinici, ed è quindi un cereale a basso contenuto glicemico e a lento rilascio di zuccheri. Consumare una ciotola di pudding vi farà sentire sazi, in forma e scattanti per tutta la mattinata. Il cereale, invece, lo prediligo nelle zuppe, ricche di verdure di stagione – da provare assieme alla zucca, cavolo nero e cannellini – mentre con la farina non solo si possono preparare croccanti biscotti e frolle  ma anche la si può utilizzare nella preparazione di pane e di pasta.

tagliatelle-avena-e-noci-1

Tagliatelle integrali alla farina d’avena e noci con ragù di funghi

Ingredienti per 4 – 5 persone

Per le tagliatelle: 120 g di farina integrale, 80 g di farina d’avena, 20 g di gherigli di noce, 2 uova, un pizzico di sale.

Per il ragù di funghi: 500 g di funghi a piacere (champignon, porcini, chiodini o misti) 1 carota, mezza cipolla, 1 gambo di sedano, mezzo bicchiere di vino bianco, un mazzetto di prezzemolo tritato, olio extravergine di oliva, sale  e pepe.

Nella preparazione delle tagliatelle potete sostituire la farina integrale con una semi integrale di tipo 2, meno grezza e un po’ più facile da lavorare.

tagliatelle-avena-e-noci-2

Procedimento

Per le tagliatelle: frullate in un mixer la farina integrale assieme alla farina d’avena ai gherigli di noce e il sale. Versate il tutto sulla spianatoia e formate la fontana. Sgusciate al centro le uova e incominciate a impastare il tutto aiutandovi con una forchetta. Passate poi a impastare con le mani fino ad ottenere una palla soda d’impasto. Lasciatela riposare per almeno 20 minuti.

Stendete l’impasto per le tagliatelle servendovi dell’apposita macchinetta oppure di un mattarello fino al raggiungimento di una sottile sfoglia. Lasciatela asciugare per almeno 30 minuti prima di infarinarla leggermente, avvolgerla su se stessa e tagliate le tagliatelle con un coltello affilato. Riponete le tagliatelle su un vassoio infarinato e lasciatele seccare all’aria. Cuocete poi le tagliatelle in abbondante acqua salata per almeno 6 – 8  minuti.

Per il ragù di funghi: tritate finemente la carota assieme alla cipolla e al sedano. Rosolate le verdure assieme a 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva. Nel frattempo, pulite e mondate i funghi. Versateli nel soffritto e fate dorate bene il tutto. Sfumate con il vino bianco, salate e pepate e continuate la cottura per almeno 10 minuti. Al momento di scolare la pasta, preservate 1 mestolo d’acqua di cottura.

Mantecate le tagliatelle nel ragù di funghi aggiungendo poca acqua di cottura. Insaporite il tutto con il prezzemolo tritato, mescolate e servite completando il piatto con un’abbondante grattata di formaggio stravecchio.

tagliatelle-avena-e-noci-3

Brioche arrotolata al farro e zucchero di canna

Preparare una soffice brioche per la colazione proprio di lunedì è un po’ come una coccola che si protrae per una settimana intera, gustata la mattina presto per svegliarsi con il sorriso. Per questa brioche arrotolata, che a guardarla sembra un castello ricco di torri oppure una colonia di chioccioline in un prato, ho utilizzato la farina di farro bianca, più salutare della doppiozero.

brioche-arrotolata-1

Brioche arrotolata allo zucchero di canna

Ingredienti per uno stampo da 20 cm di diametro

Per l’impasto: 270 g di farina di farro bianca, 35 g di zucchero di canna, 10 g di lievito fresco o 1 cucchiaino di lievito secco di birra, 130 – 150 ml d’acqua o di latte tiepido, 50 g di burro morbido a temperatura ambiente, 1 uovo, un pizzico di sale.

Per la farcitura: 30 g di burro + una noce per lo stampo, 1 cucchiaio di zucchero di canna, zucchero a velo per decorare.

Il segreto di questa brioche? Più stretti avvolgerete i rotolini di brioche, più sfogliat0 e morbitdo sarà il risultato finale!

brioche-arrotolata-2

Procedimento

Sciogliete il lievito assieme allo zucchero di canna in metà acqua o latte tiepido. L’altra metà di liquido, sbattetela assieme all’uovo intero.

Incominciate mescolando la farina di farro al liquido contenente il lievito e lo zucchero, aggiungete il sale, il liquido con l’uovo e fate assorbire bene quest’ultimo. Procedete aggiungendo il burro a fiocchetti, poco per volta, all’impasto e lavoratelo bene fino ad ottenere un composto liscio e malleabile. Ci vorranno una decina di minuti.

Formate una palla d’impasto, infarinatela leggermente e riponetela a lievitare per almeno 2 ore al coperto a temperatura ambiente fino al raddoppio di volume.

Nel frattempo, fate ammorbidire a temperatura ambiente il burro per la farcia, lavoratelo a crema e mescolatelo allo zucchero di canna.

preparazione-brioche-1

Sgonfiate l’impasto e adagiatelo sul piano da lavoro infarinato. Dividetelo in 4 parti e formate 4 palline. Stendetele con un mattarello fino ad ottenere dei dischi dal diametro di circa 12 – 15 cm. Prendete il primo disco d’impasto e spalmate su tutta la superficie un terzo di crema al burro e zucchero di canna. Proseguite adagiando sopra il secondo disco d’impasto, altra crema al burro e zucchero di canna, il terzo disco e l’ultima parte di crema la burro. Terminate coprendo il tutto con l’ultimo – il quarto – disco d’impasto . Avvolgete la pila che avrete ottenuto nella pellicola e lasciatela riposare il frigorifero per 1 ora in modo che si rassodi.

preparazione-brioche-2

Trascorsa un’ora la pila di dischi d’impasto si sarà un po’ rassodata. Infarinate il piano da lavoro e stendetela con un mattarello fino ad ottenere un disco di pasta brioche alto almeno 1 cm. Con una rotella tagliate delle strisce d’impasto larghe 3 – 4 cm e arrotolatele su loro stesse.

preparazione-brioche-3

Imburrate una tortiera a cerniera dal diametro di 20 cm. Disponete i rotolini appena preparati abbastanza distanziati li uni dagli altri. Coprite e lasciate lievitare 1 ora.

Scaldate il foro statico a 180°C.

Compiuta l’ultima lievitazione in teglia, infornate la brioche arrotolata a forno ben caldo e cuocetela per almeno 20 – 30 minuti. Se si dovesse scurire troppo in superficie, copritela con un foglio d’alluminio.

Una volta cotta, lasciatela raffreddare su una gratella. Spolveratela infine con zucchero a velo e servite.

 

Brownies all’avocado e frutta secca (senza burro e senza olio)

Torte e dolci al cioccolato, con sane e poche calorie e senza troppi grassi. Si può? Certo! Oltre a sostituire il burro con l’olio nei dolci, un nuovo sostituto 100% veg (come VEGano, VEGetariano e VEGetale) è la polpa di avocado. È ottima, soprattutto nelle torte soffici e nei muffins al cioccolato e al cacao, dove l’unione di cioccolato extra fondete fuso, uova ben montate e avocato ridotto in purea al posto del burro, donano a questi dolci una sorprendente morbidezza che permane anche nei giorni seguenti.

brownie-allavocado-e-frutta-secca-senza-burro-ne-olio-1

Personalmente non adoro l’avocado. Mi piace la salsa guacamole, tipico accompagnamento nella cucina messicana, e preferisco utilizzarlo al posto del burro nelle preparazioni dolciarie al posto di burro o olio. Molti frutti di avocado in commercio (bio e non) provengono da coltivazioni del Sud e del Centro America. Non tutti sanno che in Italia esiste una piccola produzione di avocado biologico, precisamente in Sicilia. Se siete interessati potete visitare il sito di Sicilia Avocado  e consultare l’ e-shop di questa azienda.

COME VALUTARE LO STATO DI MATURITÀ DELL’AVOCADO?

Al momento dell’acquisto, tastate l’avocado con le dita:

  • Se è molto duro, è allora ancora acerbo e bisogna farlo maturare alcuni giorni. Potete acquistarlo se avete in programma di non utilizzarlo subito. Per farlo maturare più velocemente, mettetelo vicino a delle mele e a delle banane.
  • Se tastandolo la buccia cede ma non lascia nessun solco, è pronto per essere mangiato a fette per esempio nell’insalata, sui crostini al salmone o come tartare.
  • Se tastandolo la buccia lascia un piccolo solco dopo essere stata premuta, l’avocado è troppo maturo per essere mangiato a fette, ma va ancora bene per essere ridotto in crema ed è adatto alla preparazione di guacamole o per le ricette dolci.
  • Se la buccia lascia un solco profondo e la buccia è molto scura, è troppo maturo e non va acquistato.

brownie-allavocado-e-frutta-secca-senza-burro-ne-olio-2

Pronti a sperimentare questi brownies? In collaborazione con il sito Ricette della Nonna, troverete tutte le istruzioni sulla preparazione cliccando {qui}.

Biscotti petit beurre al farro

Fragranti e gustosi, ideali per accompagnare un tè  alle spezie pomeridiano o da inzuppare nel caffellatte a colazione, questi biscotti secchi di origini francesi sono facili e veloci da preparare. Il profumo di vaniglia sa di infanzia, di scatole di latta e di abbracci caldi di nonna.

petit-beurre-al-farro-1

Biscotti petit beurre al farro

Ingredienti per una ventina di biscotti

40 g di burro freddo, 2 cucchiai di panna fresca, 3 cucchiai di latte, 30 g di zucchero a velo alla vaniglia, 80 g di farina 00 + un po’ per il piano di lavoro, 50 g di farina di farro, un pizzico di sale.

Con questa dose riuscite a riempire una teglia grande con una ventina di biscotti. I petit beurre anno la tipica forma quadrata o rettangolare, leggermente frastagliata. Potete formare i biscotti con l’apposito stampino oppure con una rotella frastagliata. Non dimenticatevi di bucare i biscotti con uno stecchino in modo che non si gonfino in cottura.

petit-beurre-al-farro-2

Procedimento

In una ciotola mescolate con una frusta lo zucchero a velo assieme a un pizzico di sale, la panna e il latte. Fatelo sciogliere bene. Aggiungete poi la farina di farro e la farina 00 mescolate e setacciate e il burro. Per amalgamare al meglio il burro all’impasto, vi consiglio di utilizzarlo freddissimo, infarinarlo leggermente e grattugiarlo sulle farine con una grattugia a fori larghi.

Lavorate l’impasto fino a quando non sarà liscio e omogeneo. Formate una palla, avvolgetelo nella pellicola per alimenti e riponetelo a riposare il frigorifero per almeno 2 ore.

Scaldate il forno a 170°C.

Trascorso il tempo di riposo, infarinate il piano di lavoro con poca farina e stendete l’impasto con un mattarello. Dovrete ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro. Intagliate i biscotti, riponeteli su una teglia rivestita di carta forno e bucateli con uno stecchino.

Infornateli e cuoceteli per 15 – 20 minuti, fino a quando non saranno diventati belli dorati. Una volta cotti lasciateli raffreddare totalmente prima di consumarli. Si conservano per una settimana in un contenitore ermetico.