In viaggio verso la Great Ocean Road

IN VIAGGIO VERSO LA

La prima settimana in Australia è volata molto veloce. È stata ricca di emozioni ed esperienze uniche, forse irripetibili. Il primo tour guidato che abbiamo compiuto è iniziato la mattina presto, a bordo di un piccolo bus verso la Great Ocean Road.

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Ci siamo affidati a Wildlife Tours Australia per organizzare la nostra escursione giornaliera partendo da Melbourne verso la costa più panoramica e spettacolare dell’Australia con viste mozzafiato sull’oceano passando attraverso piccoli villaggi sul mare, parchi protetti e antiche foreste pluviali, in viaggio verso i 12 Apostoli.

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” Mornos guys! Buongiorno ragazzi! “

Come tutti i tour che si rispettino, la sveglia per questa giornata ricca di emozioni è stata puntata la mattina presto. Un piccolo pullman ancora vuoto ci viene a prendere in Therry Street. Il tempo di raccogliere altre 20 persone e partiamo, ci mettiamo in viaggio verso la costa più meridionale dell’Australia partendo da Melbourne e passando per Geelong. Come ogni tour guidato che si rispetti, la prima sosta programmata è per il Morning Tea, una colazione veloce a base di tè, caffè e gli immancabili Anzac Cookies. Mai biscotti furono più azzeccati.

ANZAC è l’acronimo con cui è conosciuto l’Australian and New Zealand Army Corps (il Corpo dell’Esercito Australiano e Neozelandese) che fece parte del Corpo di Spedizione nel Mediterraneo (Mediterranean Expeditionary Force) britannico durante la Prima guerra mondiale. I biscotti vennero proprio “istituiti” in questo periodo in quanto i soldati avevano bisogno di generi alimentari molto energetici e in grado di conservarsi per lunghi periodi. Questi biscotti a base di cocco essicato, golden syrup, fiocchi d’avena, burro e zucchero furono la migliore invenzione (in quanto non contenevano uova) e tutt’ora rimangono ancora molto apprezzati. Monumenti e memoriali per i soldati dell’ANZAC sono sparsi in tutta l’Australia ma il più grande mai istituito è proprio la Great Ocean Road la quale si estende per 243 chilometri da Torquay a Allansford. Fu infatti costruita dai soldati tornati in Australia dopo la Prima Guerra Mondiale in ricordo dei caduti nel conflitto.

L’idea di una strada lungo la costa che collegava i remoti insediamenti costieri a Geelong fu pensata già nel lontano 1880 in quanto fino a quel momento l’unico collegamento con la terra ferma poteva avvenire via mare o in un traballante viaggio in carrozza attraverso il bush fino alla stazione ferroviaria di Winchelsea.

I lavori iniziarono nel 1919 sul primo tratto di 29 km tra Lorne e Cape Patten. Fin dall’inizio fu una straordinaria sfida ingegneristica a suon di picconi, esplosivi, pale e carri trainati da cavalli che impiegò almeno 3000 uomini e 13 anni per essere completata in quanto piogge atlantiche torrenziali e frane bloccavano continuamente il tragitto e la sua realizzazione. La costruzione terminò nel 1932  fino a quando questa estesa strada scogliera non arrivò alla cittadina di Warrnambool. Da quel momento diventò un magnete turistico ricco di attrazioni naturali come i Dodici Apostoli, foreste pluviali e cascate.

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Bells Beach è una località costiera dello stato di Victoria, nella Surf Coast Shire ed è la nostra prima tappa. Si tratta di una famosissima spiaggia situata a 100 km a sud-ovest di Melbourne, vicino alle città di Torquay e Jan Juc. È qui che i migliori surfisti si recano per affrontare onde alte fino a cinque metri partecipando alla famosa Rip Curl Easter Pro, la gara di surf più importante al mondo. La manifestazione dura solitamente due giorni e attira folle di curiosi e amanti dello sport sulle tribune delle scogliere.

Rimontati in sella al nostro piccolo bus, attraversiamo piccoli villaggi di pescatori, ammiriamo case sul mare, ci addentriamo nel bush australiano, caratterizzato dai profumati alberi di eucalipto, cespugli e piccoli arbusti. Facciamo tappa sul Kennet River, dove un piccolo parco nazionale situato su una collina protegge diverse specie di pappagalli come i cockatoo, i galah e delle deliziose oche selvatiche dai becchi colorati. Proseguendo a piedi una strada battuta e polverosa immersa nella radura, ammiriamo estasiati i pigri koala in libertà che si concedono una siesta dopo una ricca mangiata di foglie di eucalipto.

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William Dampier, che di mestiere faceva l’esploratore scientifico, introdusse per la prima volta agli europei le piante australiane nel 1703 attraverso il suo libro A voyage to New Holland raccogliendo molte illustrazioni di esemplari provenienti dalla savana dell’Australia occidentale. Dopo di lui, Joseph Banks e Daniel Solander nel 1770 raccolsero oltre 30.000 esemplari botanici, naturalisti e scienziati francesi, come Labillardiere, promossero ampiamente le piante australiane con la pubblicazione di saggi e volumi. Perfino la moglie di Napoleone, Giuseppina Bonaparte, promosse lo studio dei botanici e la crescita delle piante australiane (oltre 100 piante esportate in Europa) tra cui grevillee, banksie, eucalipti e casuarinas a Malmaison , fuori Parigi.

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Un altro paesaggio completamente diverso incontrato sul percorso è la Foresta Pluviale di Otway a circa 15 minuti al Apollo Bay. Qui ci incamminiamo sul Maits Rest, un percorso relativamente breve, addentrandoci a capofitto nella foresta pluviale, umida, in tutte le tonalità del verde costellata da felci primordiali, alberi di sassofrasso e eleocarpo. Qui il regista Steven Spielberg fece tappa per ispirarsi alla creazione della sceneggiatura famoso film Jurassic Park.

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Arriviamo al tramonto ai 12 Apostoli, uno spettacolo monumentale a strapiombo sul mare. A vederli così, in fila, sembra che queste rocce siano state posate da dei giganti. A crearli, invece, è stato il tempo, la forza dell’Oceano e l’erosione del vento. Furono 12 i più significativi che caratterizzano la Shipreck Coast, ma a metà del 1800 furono contati più di 100 faraglioni. Attualmente ne sono rimasti solo 8. Si tratta di faraglioni di origine calcarea dall’immensa bellezza che mutano la loro tonalità al calare del sole.

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La costa dei naufraghi o Shipreck Coast è il soprannome dato a questo impervio litorale a strapiombo sul mare. Qui, nel corso degli anni, ben 80 navi sono naufragate. La più nota tra loro è la goletta Loch Ard: fu “sepolta” dalle gelide acque nel giugno del 1873. A bordo c’erano 53 persone e solo due giovani ragazzi sopravvissero. La forza di volontà permise ai naufraghi di raggiungere una gola stretta dove trovarono rifugio in una caverna. La storia di Eva e Tom sconvolse tutto il paese, vennero visti come degli eroi sopravvissuti alla violenza del mare e due faraglioni sulla costa vennero chiamati con i loro nomi.

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Oggi, grazie a scalette in legno e a percorsi in sicurezza tra i cespugli della costa, si può scendere sulla spiaggia e visitare quel famoso rifugio.

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Passiamo qui buona parte del tardo pomeriggio. Ci rimettiamo in moto a inizio serata verso Melbourne quando il tramonto si dilegua nel buio e una grande luna fa capolino tra le dolci colline dello stato del Victoria. Rientriamo in città a sera tarda, stanchi ma contenti. L’Australia ci sta regalando grandi emozioni!

 

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2 commenti

  1. Che meraviglia Giulia! Paesaggi stupendi, immagino la vostra gioia e, un pochino, vi invidio!! Spero un giorno di poter visitare anch’io l’Australia…
    Ne approfitto per farvi tanti auguri di Buon Natale: dove lo festeggerete? Vi farà strano essere in maniche corte al mare per questa festa di dicembre. Un abbraccio! Chiara

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    • Ciao Chiaretta! Sì, vedere Babbi Natale, case con le luminarie e tutto quello che rimanda al Polo Nord fa un po’ strano. Qui è tutto big: porzioni a tavola, bibite, monumenti strani come “the big potatoe”, “the big Merino sheep”, “the big koala”, la gente gira in infradito e cammina scalza nelle case degli amici. La mattina ci svegliano i pappagalli che provengono dal Bush di fronte.. una bella esperienza! A Natale un pranzo in famiglia e poi in viaggio verso il Sussex Inlet.. stey tuned! ♡

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