Le fritole di Carnevale

Le fritole, sono le frittelle comuni in gran parte del nord est d’Italia, soprattutto in Veneto, dove sono nate, in Friuli e in Istria. Queste piccole frittelle hanno origine proprio a Venezia: la fritola veniva esclusivamente prodotta dai fritoleri, che quasi a sottolineare questa loro ufficialità, costituirono nel ‘600 un’associazione. 
Gli storici raccontano che i fritoleri fossero soliti impastare grandi quantità di farina, latte, uova, zucchero e uvetta su tavoli di legno per poi passare a friggere le fritole nello strutto o nel burro in enormi padelle sostenute da tripodi. Le cospargevano poi con lo zucchero e le disponevano su vassoi in bellavista.
Nella commedia scritta per il Carnevale 1755 “Il Campiello” di Carlo Goldoni, la protagonista Orsola è una frittolera.
Pietro Gasparo Moro descrisse così i fritoleri

«I fritoleri hanno sempre sul davanti un pannolino che s’assomiglia al grembial delle donne, che sembra venuto allora fuor dal bucato. Tengono in mano un vasetto bucherellato con cui gettano del continuo zucchero sulla mercie, ma con tal atteggiamento che par vogliano dire: e chi sente l’odore e il sapore di questa cosa che noi inzuccheriamo?».

L’influenza della fritola contagiò anche altre culture, tanto che troviamo perfino una fritola ebraica, che gli Ebrei veneziani preparano ancor oggi per la Festa di Purim.
La ricetta tradizionale delle fritole veneziane, prevede l’utilizzo del lievito di birra e quindi l’ottenimento di un impasto lievitato. La mia versione è invece con il lievito per dolci: facile, schietta e veloce. Otterrete delle frittelle croccanti fuori e dall’interno morbido come una torta.
Le fritole 
di Carnevale
 
Ingredienti per 
una quarantina di fritole
 
280 g di farina 00
60 g di zucchero
120 ml di latte
80 g di uvetta sultanina
2 uova
1 pizzico di sale
4 cucchiai di grappa
4 cucchiai di Marsala (o vino dolce o rum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
la scorza di 1 limone
olio per friggere
zucchero a velo
Mia nonna mi svela che la grappa è fondamentale nei dolci fritti di Carnevale. Una volta si diceva che l’alcol, contenuto nella grappa, a contatto con l’olio bollente, evaporando, permetteva alle frittelle o ai crostoli di venire croccanti e poco unti. La grappa secondo me è fondamentale. Se invece non possedete in dispensa del Marsala o del vino dolce o del rum, potete sostituirlo con altrettanta grappa.
Ammollate l’uva passa in acqua bollente fino a quando non si sarà ammorbidita. Scolatela, strizzatela ed asciugatela.
Intiepidite il latte in un pentolino.
In una terrina sbattete energicamente con una frusta lo zucchero con le uova intere, un pizzico di sale, la scorza di limone. Aggiungete il latte e mescolate.
Aggiungete la farina assieme al lievito, la grappa, il Marsala ed infine l’uva passa.
Scaldate abbondante olio per friggere in una pentola.
Inumidite 2 cucchiaini nell’olio caldo, prelevate una pallina d’impasto e gettatela nell’olio. L’olio non dovrà essere troppo caldo: scaldatelo a fuoco medio in modo che le frittelle si dorino bene all’esterno e si cuociano bene all’interno.
Una volta cotte, scolatele e tamponatele con della carta assorbente. Spolveratele di zucchero a velo e servitele tiepide o fredde.
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